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Dalle indagini è emerso che i due proiettili usati per intimidire a ottobre e quattro giorni fa sono della stessa marca. Intanto è polemica tra la leader dell’opposizione e la vicepresidente del consiglio regionale

 

Minacce al sindaco: in base alle indiscrezioni trapelate dall’indagine è stato appurato che sono della stessa marca i due proiettili calibro 38 utilizzati per minacciare la politica cittadina. Un fatto che dunque fa pensare che ci sia un’unica regia dietro le intimidazioni. Una della due munizioni era stata piazzata alla fine di ottobre davanti alla saracinesca del comitato elettorale del sindaco Gianluca Del Mastro, un locale fronte strada a qualche metro dalla centrale piazza Sant’Agnese. Il secondo proiettile è stato invece messo in una busta chiusa recapitata a mezzo posta in municipio tre giorni fa, per minacciare direttamente il primo cittadino con un messaggio allegato più che esplicito: “dimettiti”. A ogni modo bocche cucite nella stazione carabinieri di Pomigliano, diretta dal maresciallo Valerio Scapatticci. Ma le bocche della politica sono ora più che mai aperte. Polemiche con accuse molto pesanti. Lo scontro contrappone Valeria Ciarambino, la vicepresidente M5S del consiglio regionale, ed Elvira Romano, la candidata sindaco sconfitta alle elezioni da Del Mastro, ex di Forza Italia quando era vicesindaco nella passata consiliatura ed attuale consigliere comunale di opposizione. C’è però chi tenta di placare gli animi. Ieri il parroco della chiesa patronale di San Felice in Pincis ha rivolto un appello al ripristino di un clima di serenità nel territorio. “Basta veleni – le parole di don Peppino Gambardella – il 14 gennaio ricorrerà la festa del santo patrono e il motto quest’anno sarà “ci salveremo solo se uniti” ”. Le divisioni però sembrano insanabili. Valeria Ciarambino venerdi sera ha lanciato accuse attraverso la sua pagina Facebook. “L’amministrazione di Pomigliano – scrive Ciarambino – ha letteralmente invertito una tendenza operando finalmente, dopo anni bui, con provvedimenti e iniziative nella direzione della trasparenza e della legalità. Pomigliano – aggiunge la leader pentastellata alla Regione nonché pomiglianese – è un territorio che ha potenzialità enormi che anni di non governo hanno sistematicamente soffocato. Ma l’azione di rinnovamento del sindaco ha inevitabilmente dato fastidio a qualcuno: non saranno le minacce di pochi vigliacchi e qualche proiettile a fermare il cambiamento”. Frasi che hanno offeso Elvira Romano, che sempre attraverso i social, ha replicato. “La consigliera regionale di origine pomiglianese Valeria Ciarambino – le parole di Romano – fa riferimento alla passata amministrazione parlando di “anni bui” e “anni di non governo”. Parla di una città in cui la legalità sarebbe stata perseguita soltanto dall’attuale amministrazione e non da quella passata. Ebbene, se la consigliera regionale è a conoscenza di fatti e circostanze non conformi alle regole che riguardano la passata amministrazione vada subito in Procura a denunciare. Se vuole, la accompagno io. Altrimenti taccia e non peschi nel torbido, non insinui e non dica inesattezze. Mando per l’ennesima volta un abbraccio e un saluto di stima al sindaco. Ma anche coloro i quali lo hanno preceduto sono persone perbene”. Don Peppino Gambardella comunque condanna il clima teso che finora ha caratterizzato la politica cittadina. “Da una parte c’è delusione per la sconfitta – spiega il sacerdote – e dall’altra c’è attesa del nuovo. Ma bisogna fare di tutto per svelenire. Spero che la mia parola possa contribuire a rasserenare il clima, a ritrovare il rispetto necessario tra opposizione e maggioranza: si guardi al sindaco come a una persona che vuole contribuire al bene e al progresso della città”.