Un ambizioso progetto: aprire a Ottaviano un “Museo del Vesuvio”

0
4

L’idea suscitò l’entusiasmo del compianto Gaetano Capasso, nostro concittadino, geniale fondatore dell’archeologia virtuale, progettista, tra l’altro, del “Mav” di Ercolano e consulente di Piero e di Alberto Angela. L’idea è piaciuta al prof. Felice Casucci, assessore al turismo della Regione Campania. Un Museo “reale” e virtuale, dedicato alla storia, all’economia, ai mestieri della nostra città e ai personaggi che vennero ospitati dai Medici e dalle famiglie importanti. L’immagine di apertura è la copertina della “brochure” che nel 1907 la Bertarelli di Milano stampò per la pubblicità dei liquori “Galliano”.

Non mi permetterò di dire che Ottaviano merita di ospitare un Museo del Vesuvio più di altri Comuni vesuviani, e non sopporterò in silenzio che qualcuno sentenzi che lo merita di meno. Ogni città vesuviana ha una sua storia di relazioni con il vulcano. In questo Museo,“reale” – ma a me piace di più l’aggettivo “tangibile” – e virtuale, potrebbero trovare spazio i numerosi documenti d’archivio, in gran parte conservati a Ottaviano, in cui vengono descritte le eruzioni, a partire da quella del 1631, e la faticosa ricostruzione della città. E poi la galleria “virtuale” dei quadri “vesuviani” che facevano parte della collezione dei principi Medici, i quadri di Luca Giordano, di Fabris, di Volaire, dei Palizzi, di Smargiassi, dei pittori che i principi ospitarono nel palazzo di Ottajano. Una sala potrebbe essere riservata alla storia dei personaggi che hanno visitato la nostra città e sono saliti fino al cratere attraverso quella trama di sentieri che oggi costituiscono il “sentiero n.1” del Parco Nazionale del Vesuvio (e vedrete quanti soldi tra poco l’Ente Parco spenderà per aprirlo a tutti, questo sentiero). Non mi riferisco solo ai personaggi ospitati nel Palazzo, ma anche a quelli che vennero invitati a Ottajano dal clero, dai Rizzi, dai Bifulco, dagli Scudieri, dai Galliano e dai Pisanti: la storia “vesuviana” della nostra città è stata scritta non solo da Murat, da Bellini, da D’ Annunzio, dalla Serao e da Viviani, ma anche da E.A. Mario,da Gilda Mignonette e dai grafici della Bertarelli di Milano che curavano i manifesti e la pubblicità a stampa della “Galliano”. Uno spazio importante dovrebbe essere riservato all’economia e ai mestieri “vesuviani” della nostra città: i vignaioli, i “basolari”, i vetrai, i distillatori di spirito, i “liquoristi”, i bottai: ancora nei primi anni del Novecento uno dei più importanti costruttori di botti del Sud era un Saggese di Ottajano. Gli archivi napoletani e i “depositi” ottavianesi sono ricchi di documenti sulle radicali innovazioni che Giuseppe IV Medici introdusse, a metà dell’Ottocento, nella coltivazione della vite e dell’olivo vesuviani, e nella produzione del vino e dell’olio. Per non parlare delle “inchieste” sulla vita quotidiana degli umili e degli atti notarili in cui sono analiticamente descritti gli arredi dei palazzi dei “signori” ottajanesi, le loro proprietà, i loro matrimoni. Virtuale dovrebbe essere, nella sua interezza, la sezione archeologica: qualche reperto trovato a Ottajano è ancora conservato a Ercolano e a Pompei, ma il prezioso tesoro di “antichità” raccolto dai Medici “scomparve” dopo la morte dell’ultimo principe: è la maledizione del “munaciello” che appare in quasi tutti i capitoli della nostra storia: un “munaciello” a cui piace far scomparire le cose. Il sindaco di Ottaviano, l’avv. Luca Capasso,si è dichiarato favorevole al progetto; e al prof. Felice Casucci, assessore al turismo della Regione Campania, che “sente” per la nostra città un affetto particolare, è stata già trasmessa una relazione sull’argomento. E l’assessora Virginia Nappo e il consigliere Vincenzo Caldarelli, che parteciparono all’incontro con il prof. Casucci, contribuiranno alla realizzazione del progetto con la chiarezza, la concretezza e la lealtà che sono tratti distintivi della loro persona. So bene che i piani dei politici spesso sono bloccati dall’intreccio di casi e di situazioni imprevedibili: io, deis iuvantibus, continuerò a combattere per questo progetto, che può essere importante per la nostra città e per la sua vocazione turistica. Mi piace ricordare che un paio di anni fa tutte le scuole di Ottaviano furono impegnate in un “Pon” (si chiamano così?) che aveva per tema la storia “vesuviana” della nostra città, e mi pare che i risultati siano stati notevoli. Sono certo che tutti quei politici ottavianesi che amano i fatti e non le chiacchiere, che rispettano la comunità e non osano illudersi di poterla prendere in giro, cercheranno di aprirlo, questo Museo del Vesuvio a Ottaviano. Dobbiamo ripartire dalla nostra storia.