Sant’Anastasia, più di una tonnellata di pomodorini dissequestrata e distribuita in beneficenza

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Circa 1.120 kg di pomodorini qualità «principe borghese» dissequestrata e poi distribuita in beneficenza.  Il notevole quantitativo di pomodori era stato sequestrato il 20 luglio scorso nell’ambito di un’operazione partita dal comando carabinieri per la tutela agroalimentare di Salerno, indagine arrivata poi al mercato ortofrutticolo di Sant’Anastasia. Da allora sono stati conservati correttamente e ieri, constatata l’idoneità al consumo, sono stati affidati alla Protezione Civile di Sant’Anastasia che ha provveduto a consegnarne una parte alla Caritas e il resto alle famiglie già assistite.

 

Oltre una tonnellata i pomodorini sequestrati giorni fa dai Nas di Salerno, non perché non fossero commestibili o, peggio, trattati con pesticidi bensì perché sarebbero stati messi in commercio spacciati quali pomodorini del piennolo vesuviani. La qualità «principe borghese» è ibrida, della tipologia fragolino, dal peso variabile tra i 20 e i 40 grammi, i pomodorini tipici della zona vesuviana e conservati al «piennolo» hanno invece forma ovale, apice appuntito e buccia spessa di colore rosso vermiglio, mai superiori ai 25 grammi. Dunque la materia prima sequestrata, sia pure di buona qualità e assolutamente commestibile, era semplicemente spacciata per altro, una frode alimentare.

Una volta dissequestrati i pomodorini ritirati a Sant’Anastasia, è stato il coordinatore della protezione civile Raffaele Maione a prenderli in consegna. Dopo i contatti tra il comandante della polizia locale Pasquale Maione e l’Asl Na 3, ci si è coordinati con l’assessore alla salute pubblica Veria Giordano e con la protezione civile, disponendo la consegna di tutta la derrata alimentare a chi ne aveva necessità.

«Ringrazio i volontari che ogni giorno compiono un lavoro importantissimo per la comunità – dice il sindaco Carmine Esposito, il quale ha tenuto per sé, tra le deleghe, quella alla protezione civile – anche stavolta hanno mostrato efficienza e abnegazione».