La ragazza è stata arsa viva dal fidanzato ed è morta nell’indifferenza dei passanti, a cui disperatamente ha chiesto aiuto. Le donne di Udi Napoli saranno in piazza domani a Napoli per dire basta a simili episodi di violenza.
Sara Dipietrantonio, forse perché così bella e vivace, forse perché così giovane, ha superato col suo solo esistere il limite che gli assassini sono deputati a vigilare. Di lei ora si potrà dire tutto perché lei, unica testimone, non può più dire.
Noi siamo colpite mortalmente ogni volta che una donna muore, viene stuprata, picchiata, invalidata e offesa. La politica è più suggestionata, invece, quando una una donna muore, e se muore una donna che corrisponde alla desiderabile, meravigliosa donna che era Sara. Suggestionata con moderazione, perché nulla cambi.
Chi ha omesso soccorso a Sara, lo ha fatto perché la cultura diffusa dai media e dalla politica, ritiene legittimo non immischiarsi nelle relazioni tra uomini e donne. Infatti il rapporto subordinato delle donne viene travisato e riferito come “relazione affettiva burrascosa”. Sara ha chiesto aiuto, come fanno tutti quando sono in pericolo, e coloro che non s’immischiano, complici, sono fuggiti.
Sule complicità con la mafia, con la corruzione politica non abbiamo ascoltato i panegirici inutili e conniventi ascoltati in questi giorni, da politici e giornalisti, così attenti come sono al consenso.
Troppo dovrebbero esporsi i candidati sindaci, uomini e donne, per condannare i colpevoli culturali e mediatici, di sempre e di oggi, perché di loro hanno bisogno: hanno bisogno degli stessi complici della cultura femminicida.
La cultura femminicida che gioca anche coi numeri diffondendoli parzialmente e coi toni di autorevolezza che noi non abbiamo mai concesso.
Le donne uccise dall’inizio dell’anno nel nostro paese sono settanta, le denunce per stupro e lesione sono sessanta. mentre il ricorso agli sportelli e i centri antiviolenza si è triplicato.
La volontà di non vedere è dimostrata dalla discrepanza tra i numeri effettivi e quelli assunti dalle istituzioni, ed è dimostrata dal tipo di appelli e discorsi, appunto, della stessa politica ufficiale. Si dice che le donne non denunciano e invece i dati parlano di una politica con la testa girata altrove, perché le donne che si ribellano sono sempre di più.
Noi domani saremo in piazza e ci vogliamo essere col nostro bagaglio che non consente a nessuno di usare le nostre parole e il nostro sapere per obiettivi elettorali. Anche fossero gli obiettivi in cui qualcuna di noi si riconosce: sarebbe fuori posto e ci farebbe capire che il nostro posto viene facilmente occupato da chi si sente più forte e come sempre ci vuole usare.
Udi Napoli



