Timori alla FCA di Pomigliano per la cassa integrazione. In corso l’incontro con i sindacati

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Dopo tre anni di contratti di solidarietà, che avevano garantito a tanti lavoratori stipendi dignitosi e un minimo di presenza in fabbrica, la FCA annuncia per Pomigliano il ritorno allo spettro della cassa integrazione straordinaria. Si inizierà a partire dal primo luglio, con tre mesi di cigs. Ma è previsto un prolungamento di 12 mesi, fino al settembre 2019. Stamane intanto i sindacati firmatari dell’accordo Panda, Fim, Uilm e Fismic, sono stati convocati dal gruppo automobilistico nella sede delle concessionarie FCA, il “Motor Village”, a Roma. Qui saranno spiegati i dettagli della cig per l’impianto napoletano e per il reparto logistico di Nola (4600 addetti complessivi), cig che i metalmeccanici sono chiamati a firmare. Il Motor Village è una sede insolita per un appuntamento non previsto, visto che i firmatari fino a qualche giorno fa avevano giurato che i contratti di solidarietà a Pomigliano sarebbero proseguiti fino al settembre 2019. << E’ assurdo – sbotta Luigi Imperatore, un operaio della finizione – siamo passati dalla cassa a zero ore ai contratti di solidarietà, che ci hanno consentito il rientro in fabbrica e salari più elevati, e ora di nuovo alla cassa integrazione: si torna a un brutto passato che sembrava alle spalle >>. Ieri pomeriggio davanti alla Fiat, al cambio tra il primo e il secondo turno, gli operai del Si Cobas e del collettivo 48 Ohm hanno improvvisato una manifestazione. Sono gli operai licenziati dall’azienda ma poi reintegrati dal tribunale. Tute blu che comunque la FCA non vuole in fabbrica preferendo tenerli a stipendio a casa loro. << Ormai è chiaro- ha urlato dal megafono Mimmo Mignano – la Fiat si prepara a licenziare. Se vogliono salvare il posto gli operai dovranno svegliarsi, mobilitarsi >>. Ma è la stessa FCA, da Torino, a placare gli animi: << Questa cassa integrazione non necessariamente è una cosa negativa >>. C’è paura. << Sono sgomento – dice don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice – per ora l’unica certezza è il ritorno alla cassa integrazione: dovremo coinvolgere il nuovo governo >>.

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