Rischia di diventare l’ennesima “cattedrale nel deserto” il museo archeologico di Terzigno, previsto nei locali dell’ex mattatoio della cittadina ai piedi del Monte Somma e del Vesuvio.
Dopo aver ottenuto l’autorizzazione da parte della Soprintendenza e la riconversione dei locali, pronti ad ospitare i “Tesori di Terzigno” ovvero importanti ritrovamenti archeologici di epoca romana e provenienti da ville rustiche risalenti al I secolo a.C. rinvenute all’interno della Cava Ranieri – o grazie alle campagne di scavo portate avanti dalla soprintendenza archeologica di Pompei dagli anni ’80 – adesso l’intera struttura rischia l’oblio.
“Si ricorda che per l’allestimento della struttura museale sono stati spesi quasi due milioni euro” fa sapere Gennaro Barbato del “Comitato Civico Vesuviano” , attivista per la valorizzazione delle risorse storiche e culturali locali. “Attualmente manca soltanto l’ultimo finanziamento per realizzare l’allestimento delle bacheche per i reperti, completare il sistema di allarme e l’impianto multimediale ma purtroppo, nella graduatoria dei fondi POR 2007/2015 il museo archeologico di Terzigno si trova al 45° posto, per cui non c’è alcuna possibilità che arrivino questi fondi. Pertanto chiedo l’intervento non soltanto del indaco di Terzigno, ma anche del presidente della Regione De Luca, affinché possa attivarsi per reperire i fondi necessari al completamento della struttura. Il museo archeologico di Terzigno, assieme al complesso delle ville romane di Cava Ranieri potrà creare un indotto turistico importante e generare un’offerta che non ha nulla da invidiare a Pompei e Ercolano per lo scenario unico al mondo”.
(Fonte foto: rete internet)








