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una processione anti inquinamento tenuta da don Peppino (a sx)
una processione anti inquinamento tenuta da don Peppino (a sx)

I prelati di Nola e Acerra, Marino e Di Donna, terranno la manifestazione per la difesa del Creato nei pressi del costruendo impianto comunale. Don Peppino: “E dopo daremo di nuovo il via alle processioni nei luoghi dello scempio ambientale”

 

 

I roghi tossici, le polveri sottili e gli scarichi incontrollati di rifiuti continuano a togliere il sonno alle popolazioni della Terra dei Fuochi. Intanto, a giudicare dalla portata dell’evento che si sta avvicinando, la Chiesa sta dando la netta sensazione di voler colmare il vuoto lasciato dalla politica. Si perché la ripresa di fine estate si preannuncia parecchio “movimentata”: mercoledi sera, primo settembre, ben due vescovi e i sacerdoti del territorio terranno tutti insieme una veglia di preghiera per “la custodia del Creato”, a Pomigliano. Una veglia organizzata a partire dalle 19 nel campo di rugby e cioè proprio a pochi passi, non a caso, dal cantiere dell’impianto comunale di compostaggio dei rifiuti organici. Un impianto la cui costruzione non è ancora iniziata ma che è già fortemente osteggiato dai componenti del circolo cattolico locale Laudato si’, circolo che insieme con la parrocchia di San Francesco d’Assisi ha sollecitato questa veglia. E’ prevista la partecipazione del vescovo di Nola, Francesco Marino, nella cui diocesi ricade Pomigliano, e di quello di Acerra, Antonio Di Donna, autore, in occasione dell’ultima omelia dell’Assunta, il 16 agosto, dell’ennesima denuncia contro i mali ambientali dell’hinterland. “Quest’ appuntamento – preannuncia don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis – precederà una serie di processioni nei luoghi dell’inquinamento, processioni che attraverso il circolo Laudato si’ stiamo già facendo da mesi. Sono coinvolte tutte le parrocchie e tanti fedeli ci stanno seguendo”. Don Peppino è in prima linea contro l’arrivo del compostaggio. Posizioni comuni. Il vescovo Di Donna da tempo tuona contro l’arrivo degli impianti di stoccaggio e di trattamento dei rifiuti. “Qui non abbiamo visto né bonifiche né risanamento – ha sempre detto il prelato – quindi non abbiamo certo bisogno di altri rifiuti: non siamo una pattumiera”. “Dobbiamo custodire il Creato – aggiunge don Aniello Tortora, vicario episcopale per la Carità e la Giustizia della diocesi di Nola – il nostro territorio è già fortemente inquinato dalle polveri sottili e da altre forme di inquinamento per cui la Chiesa di Nola, attraverso un momento di preghiera, vuole risvegliare le coscienze per difendere la nostra terra e consegnarla finalmente salubre alle future generazioni”. La qualità dell’aria nell’hinterland a est di Napoli sta facendo registrare dati sempre brutti. In base ai rilevamenti delle centraline dell’Arpac il comune di San Vitaliano conta già 86 giorni di sforamento delle polveri sottili risultando il primo territorio più inquinato della regione. Al secondo posto di questa triste classifica c’è Pomigliano, 70 sforamenti, e al terzo, con 67, la zona compresa tra Volla e Casalnuovo. Al quinto posto, dopo Aversa, c’è Acerra, con 49 sforamenti nel centro cittadino. Qui la centralina della zona industriale è fuori uso da sette mesi.,