Fuga dall’osservatorio comunale ambientale: con Emiliano Liguori vanno via l’avvocato Carmela Auriemma e l’ingegnere Vincenzo Caprioli.
“L’amministrazione comunale di Acerra non fa nulla di concreto per contrastare l’inquinamento che affligge il territorio”. E’ il contenuto sostanziale della lettera con cui ha annunciato le sue dimissioni dall’Osservatorio Comunale Ambientale Emiliano Liguori, figlio del vigile-eroe Michele, morto di cancro dopo aver sequestrato, per anni, molte discariche pericolose. Insieme a Liguori si sono dimessi per lo stesso motivo l’avvocato Carmela Auriemma e l’ingegner Vincenzo Caprioli, cioè tutti i componenti proposti a suo tempo dalle associazioni ambientaliste nello speciale organismo costituito dal comune allo scopo di contrastare le problematiche della Terra dei Fuochi. Nella lettera di dimissioni si spiegano tutti i motivi dell’abbandono. “La perdurante inattività – vi si scrive – dell’osservatorio (quasi cinque mesi), le inascoltate richieste di convocazione ai fini di una valutazione delle problematicità attinenti alla qualità dell’aria, la mancata comunicazione delle attività amministrative riguardanti le materie ambientali di competenza dell’osservatorio, la scarsa propensione di quest’amministrazione a dare seguito e attuazione alle attività deliberate dall’osservatorio, rendono necessarie e improcrastinabili le dimissioni dei membri che sono stati nominati in rappresentanza dei comitati e delle associazioni dei cittadini “. Le prove di quanto asserito sono, in sintesi, secondo i dimissionari, le seguenti: ” la mancata comunicazione dei dati e delle modalità di utilizzo della centralina acquistata dal comune su impulso dell’osservatorio; l’omessa convocazione di una riunione sugli sforamenti registrati dalle centraline dell’Arpac poste a controllo della qualità dell’aria; la totale divergenza tra le problematiche reali e quelle messe all’ordine del giorno delle convocazioni dell’osservatorio; l’omessa adozione di provvedimenti circa la sistematica assenza alle riunioni dell’osservatorio del rappresentante nominato dal’ Arpac; l’inadeguatezza strutturale dell’ufficio ambiente del comune; la superficialità dimostrata nella gestione dell’impugnativa dell’autorizzazione integrata ambientale concessa dalla Regione al termovalorizzatore; infine c’è l’ultima convocazione dell’osservatorio, quella del 25 settembre, che non ha avuto come oggetto le reali criticità ambientali, come i continui sforamenti delle centraline dell’Arpac e la richiesta dell’Atr di realizzare un altro impianto di smaltimento dei rifiuti, e che è avvenuta con modalità che non consentono il proficuo lavoro dei partecipanti “.



