Stellantis e il caso Trasnova, nuovo confronto al Ministero: cresce la tensione

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A Roma si riapre oggi un tavolo delicato sul destino di un settore strategico per l’economia campana: l’automotive. Al centro della discussione ci sarà la vertenza Trasnova, che rischia di trasformarsi in un precedente capace di mettere in crisi l’intero indotto delle forniture legate a Stellantis. Il timore di sindacati e istituzioni è che il gruppo automobilistico decida di disertare anche questo appuntamento al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, come già accaduto per i due incontri precedenti, l’ultimo dei quali in prefettura a Napoli. Un’assenza che rischierebbe di far precipitare la vertenza in emergenza sociale. Il nodo principale riguarda la decisione di Stellantis di reinternalizzare, a partire da gennaio, le attività oggi gestite da un centinaio di dipendenti Trasnova. Per loro lo scenario sarebbe drammatico: disoccupazione certa dal 1° gennaio, dopo un anno di proroga senza alcuna prospettiva di ricollocazione. Una scelta giudicata incomprensibile dai sindacati, soprattutto perché la cessione a società terze era stata accompagnata dalla promessa di garantire continuità occupazionale. Ma la questione va oltre Trasnova: se questa tessera cade, l’intero mosaico delle piccole e medie imprese che lavorano per Stellantis – officine, subfornitori, aziende specializzate – rischia di sgretolarsi. Per la provincia di Napoli, già segnata da una disoccupazione superiore alla media nazionale, sarebbe un colpo durissimo. La deputata M5s Carmela Auriemma ha sottolineato che nel primo semestre del 2025 la produzione di auto in Italia è crollata del 33%, con metà dei lavoratori degli stabilimenti in cassa integrazione. A Pomigliano la situazione appare particolarmente grave: lo stabilimento Giambattista Vico fermerà per una settimana tutte le linee produttive, compresa quella della Panda, il modello più venduto in Italia. Secondo la Fiom-Cgil, che ieri ha diffuso un’analisi dei bilanci Stellantis, il progressivo disimpegno dal nostro Paese è evidente: negli ultimi dieci anni a Pomigliano la produzione è diminuita di circa 19 mila vetture l’anno e nel 2024 tutti i dipendenti sono stati coinvolti dagli ammortizzatori sociali. Il segretario generale Michele De Palma chiede scelte radicali: nuovi modelli popolari per saturare gli impianti, il rilancio della gigafactory, la valorizzazione dei marchi Maserati e Alfa Romeo, nuove assunzioni e più investimenti in ricerca e sviluppo. Per i sindacati non bastano incentivi all’acquisto di auto: serve un piano industriale concreto, con garanzie vincolanti contro licenziamenti e delocalizzazioni. La Fiom invoca l’intervento diretto di Palazzo Chigi e un fondo europeo straordinario per difendere occupazione e produzione. Se oggi Stellantis non si presenterà al tavolo ministeriale, la vertenza Trasnova potrebbe diventare la miccia di una mobilitazione nazionale capace di travolgere l’intero settore automobilistico italiano.

Torre del Greco, passaggio di consegne alla Capitaneria di Porto

Angelo Labella è il nuovo Comandante della Capitaneria di Porto di Torre del Greco. Il mare non deve essere  solo una risorsa, ma bene tutelato e condiviso   Nella suggestiva cornice di Villa Campolieto, una villa vesuviana situata lungo il Miglio d’oro, nel comune di Ercolano,  ha avuto luogo la cerimonia del passaggio di consegne tra il Capitano di Fregata (CP) Leonello Salvatori e il pari grado Angelo Labella. Il Comandante Labella è ufficialmente il nuovo Comandante della Capitaneria di Porto di Torre del Greco il quale ha preso l’incarico dal collega che lascia Torre del Greco dopo un anno per assumere un nuovo e prestigioso incarico presso il Reparto Ambientale Marino del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dove continuerà a operare a tutela dell’ambiente marino e costiero. Angelo Labella proviene dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. Nel suo curriculum spiccano ruoli di alto profilo, nell’ambito del Secondo Reparto del Corpo, occupandosi di Protezione di dati personali, Prevenzione della corruzione e interrogazioni parlamentari. A presiedere la cerimonia, il Contrammiraglio (CP) Gaetano Angora, Direttore Marittimo della Campania, davanti al quale il Comandante Salvatori ha pronunciato la solenne formula di rito che ha ufficializzato il cambio al vertice. Al nuovo Comandante Labella chiediamo quali le importanti sfide che l’attendono: ≪Sono stato designato quale capo del compartimento marittimo e comandante del porto di Torre del Greco, una realtà portuale storica, stessa dal 1908,  che ha un connubio nel panorama nazionale associato proprio alla marineria italiana, quindi dalle antiche tradizioni. Cercheremo in tutti i modi di agevolare l’azione amministrativa tenendo sempre ben impressi i principi dell’azione amministrativa, ovvero la trasparenza, l’efficacia e l’efficienza≫. Quali gli obiettivi nel breve e nel lungo termine?  ≪Quelli di aumentare dove è possibile le performance già ottime della Capitaneria di Porto di Torre del Greco, ovviamente  seguendo le linee di indirizzo del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie  di Porto e della Direzione Marittima di Napoli e  -laddove dovessero esserci – anche quelle delle Procure competenti per il territorio di giurisdizione della Capitaneria di Porto di Torre del Greco≫. Comandante, quali sono gli uomini e i mezzi di cui potrà disporre da domani mattina? ≪Nel compartimento marittimo di Torre del Greco, che include anche l’ufficio locale marittimo di Portici, avrò il supporto dei 70 uomini circa che sono presenti in forza presso il compartimento marittimo. Come mezzi abbiamo a disposizione una motovedetta e un gommone dislocato presso l’ufficio locale di Portici, ovviamente più il parco auto. Con queste riusciremo a fare le attività di vigilanza previste dalle normative di settore≫. Quali sono le prime cose che lei si è impegnato a fare? ≪Sì, non ho mai lavorato nell’area campana, quindi innanzitutto devo in brevissimo tempo capire  il contesto esterno dove andiamo a lavorare questo è uno dei primi obiettivi quello di conoscere molto bene la situazione portuale quindi i concessionari, gli utilizzatori e i fruitori del porto, e  cercherò di capire quali sono le criticità che un porto come quello di Torre del Greco può avere≫. La collaborazione della Capitaneria con le altre istituzioni è consolidata, il Comandante della Polizia Municipale di Torre del Greco  Gennaro Russo, conferma questa sinergia ≪ Sin dal mio arrivo al comando e di concerto con tutte le altre forze dell’ordine sul territorio, abbiamo da subito instaurato un rapporto di collaborazione reciproca e di mutualità che ci ha portato sul territorio ad operare azioni importanti sotto ogni profilo, come la  sicurezza della balneazione con pattugliamenti sulla zona costiera che ci hanno portato a rilevare una serie di illeciti in materia di balneabilità, di ambiente e di ecologia. Noi riteniamo che solo collaborando sul territorio possiamo arrivare a delle azioni non solo di salvaguardia  ma anche a difesa dei cittadini che si trovano a vivere in territori come i nostri, che presentano una serie di criticità sia dal punto di vista morfologico che dal punto di vista socio-culturale≫. Il Comandante uscente  Leonello Salvatori  durante il suo mandato ha portato avanti diverse iniziative sul fronte ambientale e nella salvaguardia del mare, nonché per la sicurezza della navigazione e nella filiera della pesca con particolare attenzione alla tutela del consumatore; ha intensificato l’attività di controllo ambientale in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica e con le altre forze dell’ordine. Al Comandante chiediamo di tracciarci il consuntivo di un anno intenso di attività: ≪ I risultati sono stati sicuramente ragguardevoli. Abbiamo fatto decine di attività di controllo non solo nei comuni rivieraschi ma anche nella provincia di Benevento. Inoltre  siamo stati i primi in Campania a fare il bando di concorso per Skipper  come ufficiale di porto di seconda classe≫. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al Contrammiraglio (CP) Gaetano Angora, Direttore Marittimo della Campania, una nutrita rappresentanza di autorità militari, civili e religiose e i Gonfaloni dei Comuni di Torre del Greco, Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano, oltre ai sindaci dei comuni costieri, i Procuratori delle Procure della Repubblica di Torre Annunziata e Benevento, i vertici delle forze di polizia e delle polizie locali e i presidi degli Istituti scolastici dei comuni di competenza. Torre del Greco è sede di una Capitaneria di Porto, con una lunga storia legata al mare, alla pesca, al diporto, alle attività portuali e al turismo marittimo.                

San Michele e la diavolessa: a Napoli e a Ottaviano l’immagine di una fantastica storia di magia

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Apre l’articolo l’immagine della statua conservata a Ottaviano, nella sagrestia della chiesa di San Michele. Essa fa riferimento al quadro che Leonardo da Pistoia dipinse nel 1542: l’opera, conservata nella chiesa napoletana di Santa Maria del Parto, è strettamente collegata alla storia leggendaria della passione d’amore che si accese tra un vescovo e una nobildonna: una storia scritta, forse, anche con i filtri della magia, e raccontata con visibile partecipazione emotiva da Matilde Serao e da Benedetto Croce. Leonardo da Pistoia ebbe qualche problema con il volto della diavolessa.

 

La versione “semplice” della storia narra che il vescovo di Ariano Irpino, Diomede Carafa, si innamorò perdutamente di Vittoria Colonna D’Avalos e, risultando vani i suoi tentativi di seduzione, si vendicò ordinando a Leonardo da Pistoia di dipingere il quadro in cui San Michele liberatore trafigge il diabolico drago con volto di donna, il volto di Donna Vittoria. La versione più complessa salva il buon nome del vescovo e fa partire tutta la storia da Donna Vittoria, che per sua sfortuna era stata novizia nel Monastero di Sant’Arcangelo a Baiano, il monastero di Forcella in cui le monache scrissero nere pagine di corruzione, di perversione, di omicidi e di magia.

Dunque, Donna Vittoria “perse la testa” per il vescovo Carafa, che le fonti descrivono come affascinante nei modi e nel parlare, e, avendo subito capito che non sarebbe riuscita a sedurlo solo con le sue qualità, chiese aiuto a una “fattucchiara”, Alamanna, che le fornì un filtro d’amore, forse a base di aloe. Vittoria versò il filtro nelle frittelle che consegnò al vescovo perché le distribuisse ai poveri: il vescovo commise un peccato di gola, mangiò un paio di frittelle e venne immediatamente travolto dall’ empio desiderio di “possedere” carnalmente la Colonna D’Avalos. Il Carafa tentò inutilmente di sottrarsi a questa passione che offendeva la sua castità e il suo onore e metteva a rischio la sua carriera – un giorno sarebbe diventato cardinale e membro del Santo Uffizio.

Lo salvò il prezioso aiuto di un monaco procidano che, autorizzato dalle superiori autorità, studiava negromanzia e magia. Su consiglio del monaco, il vescovo affidò a Leonardo da Pistoia (1502 – 1548) il compito di dipingere il quadro “San Michele e la diavolessa”(immagine in appendice) usando colori impastati con un aroma particolare, capace di spegnere gli effetti del filtro usato da Donna Vittoria. Un’altra versione di questa storia dice che il vescovo invitò la signora a recarsi in chiesa e ad ammirare il dipinto: ella accettò e così scoprì che la diavolessa aveva il suo volto. La scoperta la sconvolse, e, come aveva previsto il monaco procidano, fu proprio questo incontrollabile turbamento ad annullare gli effetti del filtro che aveva stregato il vescovo. Osservò Benedetto Croce che nel quadro della chiesa di Santa Maria del Parto il volto della diavolessa “appare calmo, quasi sorridente, e par che non si accorga nemmeno della lancia che l’angelo le ha infitta sul dorso serpentino, sia che non la prenda molto sul tragico, sia che non voglia, pur nel languire morendo, scomporre la propria attraente vaghezza”.

Sorge il sospetto che il vescovo e il pittore siano stati veramente incantati da quel volto. E il dipinto, invece di turbare gli osservatori con l’immagine del castigo terribile, “rimase nel linguaggio del popolino come paragone di elogio: “Bella come il diavolo di Mergellina”.”. Nella statua di Ottaviano, invece, il volto della diavolessa esprime sconfitta e terrore, in netto contrasto, di colori e di forme, con il volto luminoso e sereno dell’Arcangelo vincitore. Questa statua di piccole dimensioni probabilmente fu donata alla chiesa del Patrono da Giuseppe IV Medici, che era un esperto collezionista di opere del genere, collegate direttamente e indirettamente alla storia della famiglia: e i D’Avalos e i Medici avevano stretto rapporti di parentela già nella seconda metà del ‘600.Ricordo, infine, per non essere rimproverato da qualche critico dal severo cipiglio – a Ottaviano non sono pochi – che la chiesa di Santa Maria del Parto venne costruita da Jacopo Sannazzaro, e ne ospita il monumento funebre, realizzato da frate Giovanni Angelo Montorsoli e da Francesco del Tadda.

A Castello di Cisterna al via “ CONFRONTI”, la mostra collettiva di Luigi Giordano

Riceviamo e pubblichiamo:

In occasione della XXI Giornata del Contemporaneo – AMACI 

Sabato 4 ottobre 2025 – Ore 11:00  alla Stazione Circumvesuviana EAV – Castello di Cisterna (Station Gallery) 

“CONFRONTI” è il titolo della mostra collettiva che inaugurerà sabato 4 ottobre 2025 presso la Station Gallery di Castello di Cisterna, a cura di Luigi Giordano, nell’ambito della Ventunesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI. Il progetto nasce dall’idea che l’arte contemporanea sia, prima di tutto, luogo di incontro e di tensione creativa, uno spazio in cui visioni differenti non si annullano, ma si rafforzano nel dialogo. Nell’ex stazione della Circumvesuviana, trasformata in presidio culturale, le opere si intrecciano come voci di una stessa partitura, restituendo la complessità del nostro presente.

Così, i segni radicali in bianco e nero di Giovanni Mangiacapra incontrano le visioni urbane e materiche di Pietro Mingione; le metamorfosi cromatiche e liriche di Girolamo Mulinaro risuonano accanto ai collage critici di Domenico Severino, dove frammento e caos diventano specchio della società contemporanea. Le sculture archeologiche e simboliche di Giovanni Balzano dialogano con le geometrie intime e liriche di Mina Di Nardo, componendo un paesaggio corale di fragilità, resistenza e rinascita.

“CONFRONTI” non è soltanto una mostra, ma un percorso esperienziale, un invito a sostare davanti all’opera come davanti a un interlocutore vivo, capace di interrogare, evocare, sorprendere. In un tempo in cui i linguaggi si frammentano, l’arte qui si fa ponte e specchio, aprendo varchi di senso e nuove possibilità di relazione. La scelta dell’ex stazione come sede espositiva sottolinea il valore di una riappropriazione attraverso la cultura: un luogo di passaggio e transiti che diventa spazio di permanenza, di riflessione e di comunità.

La mostra si inserisce nel programma nazionale della Giornata del Contemporaneo, evento diffuso che coinvolge musei, fondazioni, gallerie e spazi indipendenti in tutta Italia, con l’obiettivo di rendere l’arte accessibile a tutti e di celebrare la sua forza trasformativa.

Ingresso libero – L’evento è gratuito e aperto a tutti.

 

Somma Vesuviana, nuove scoperte rafforzano l’ipotesi della villa di Augusto

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Si rafforzerebbe l’ipotesi di una villa importante, della villa dove sarebbe morto l’Imperatore Augusto.   Trovate anche due macine! Aoyagi Masanori  – archeologo, professore Emerito dell’Università di Tokyo che ha seguito dal primo minuto la campagna di scavo, fondatore della missione archeologica a guida dell’Università di Tokyo : “Abbiamo trovato sette fornaci, delle quali due in queste settimane. Pensavamo che potessero alimentare un complesso termale privato. Ma adesso sono venute alla luce due macine, sempre di epoca antecedenti al 79 d.C. . Dunque abbiamo  sette fornaci e due macine, molto probabilmente per produrre qualche pane o qualcosa per cibi. Siamo dinanzi ad un’eccezionalità! Si rafforza l’ipotesi che sia la Villa dell’Imperatore Augusto”.   Oggi Masanori, giunto dal Giappone, si è recato in visita al sito archeologico.   Presenti il professore, archeologo Antonio De Simone, il sindaco, la Soprintendenza!   Paola Ricciardi – Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli: “  Abbiamo un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per il rifacimento della copertura del sito e il restauro di una buona parte degli scavi già emersi  e credo che dobbiamo iniziare a ragionare in direzione di una musealizzazione affiancata all’attività di scavo e conoscenza di tutte le parti ancora sommerse. Dunque di una sistemazione in situ dei reperti portati alla luce rendendoli fruibili al pubblico! ”.   Salvatore Di Sarno  – sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Disposti a lavorare con la Soprintendenza sulla promozione, sull’accoglienza, sulla riqualificazione. Dobbiamo migliorare anche il sistema di trasporto urbano. Il sito archeologico della Villa Augustea disegna il futuro di tutto il territorio. Sappiamo che lo stesso documentario di successo, del regista Gianfranco Rosi, sarà molto presente all’estero. E’ fondamentale lavorare all’accoglienza del possibile flusso turistico internazionale”.   La Villa Augustea è  nel documentario – Sotto le Nuvole – del regista Gianfranco Rosi, di successo al Festival del Cinema di Venezia, dal 18 Settembre in tutte le sale cinematografiche d’Italia e sarà anche molto presente all’estero.    “Abbiamo trovato sette fornaci, delle quali due in queste settimane. Pensavamo che potessero alimentare un complesso termale privato. Ma adesso sono venute alla luce due macine . Dunque abbiamo  sette fornaci e due macine, molto probabilmente per produrre qualche pane o qualcosa per cibi. Siamo comunque dinanzi ad una grandezza eccezionale. E’ un sito eccezionale nel mondo romano. Seguendo questa eccezionalità,  possiamo arrivare fino alla persona ugualmente eccezionale da collegare all’epoca di Augusto. Per me si rafforza ulteriormente l’ipotesi che possa essere la Villa dell’Imperatore Augusto. Speriamo di trovare qualche scritta relativa all’impero romano e all’Imperatore Augusto”. Lo ha affermato Aoyagi Masanori, archeologo, professore Emerito dell’Università di Tokyo che ha seguito dal primo minuto la campagna di scavo, fondatore della missione archeologica a guida dell’Università di Tokyo che da 22 anni sta portando alla luce il meraviglioso sito archeologico della Villa Augustea. Vengono alla luce, dunque, anche due macine che sarebbero sempre risalenti all’epoca di Augusto. Oggi, Masanori era a Somma Vesuviana dove ha incontrato il professore, archeologo Antonio De Simone, anima della missione archeologica, tutto il team, il sindaco Salvatore Di Sarno e la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, Paola Ricciardi.  “Questo è un sito meraviglioso, su cui come Soprintendenza vogliamo assolutamente puntare per il rilancio del territorio.  Abbiamo un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per il rifacimento della copertura e il restauro di una buona parte degli scavi già emersi  e credo che dobbiamo iniziare a ragionare in direzione di una musealizzazione affiancata all’attività di scavo e conoscenza di tutte le parti ancora sommerse. Quindi iniziare a restituire al territorio e alla comunità una parte importante degli scavi   – ha affermato Paola Ricciardi, la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli – perché li possa effettivamente fruire, conoscere e quindi amare come giusto che siano in quanto sono dei reperti veramente bellissimi. Pensiamo sicuramente a una musealizzazione di quest’area.  Quindi alla possibilità di rendere fruibile l’area con la lettura anche di una serie di reperti  che ora non sono visibili perché sono depositati, mettendoli in situ.  Quindi rendere quest’area un museo di se stessa”. L’obiettivo è quello di spostare parte del flusso turistico anche sulla fascia pedemontana dell’area vesuviana, ai pedi del Monte Somma!   Sotto Le Nuvole, il film del regista Gianfranco Rosi, vincitore del premio speciale della Giuria al recente Festival di Venezia, è in tutte le sale ma sarà presente anche in molte Nazioni. Nel film c’è la storia dello scavo archeologico di Somma Vesuviana, nel napoletano.  “Siamo in stretto contatto con la Sprintendenza che ringraziamo ed apprendo con profondo apprezzamento le dichiarazioni della Soprintendente. Insieme dobbiamo lavorare alla riqualificazione dell’area, ad una richiesta di potenziamento della linea ferroviaria dell’EAV e sulle capacità di accoglienza del flusso turistico. Il sito archeologico sta portando alla luce anche tante testimonianze importanti come ad esempio reperti faunistici risalenti a 2000 anni fa come resti di cinghiali, polli, a testimonianza dell’esistenza anche di un importante allevamento che potrebbe essere legato ad una villa importante. Sono venute alla luce statue – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano –  mosaici, affreschi, luoghi, forse un luogo di culto, una grande cisterna, le stratificazioni geologiche delle eruzioni vulcaniche del 79 d.C. ma anche del 472 d.C. e ancora del 512 d.C. e del 1631, la storica eruzione sub – pliniana. E’ probabile che per i romani, questo fosse il territorio ricco di produzione, di bellezza, di ricchezza. Una bellezza oggi tramandata anche attraverso le tradizioni conosciute nel Mondo come la Festa delle Lucerne o i Riti della Montagna. Dobbiamo lavorare anche alla realizzazione di una Fondazione che possa prendersi cura del Patrimonio Culturale di Somma Vesuviana”.  

Brusciano, presentazione “Cyberbullismo” di Paolo Siani

Riceviamo e pubblichiamo

Il piccolo manuale per proteggere e guidare la generazione digitale sarà presentato presso l’aula consiliare Giancarlo Siani

Appuntamento da non perdere quello che si terrà mercoledì 1° ottobre alle ore 18, l’autore Paolo Siani presenterà il suo libro:“Cyberbullismo” presso l’aula consiliare Giancarlo Siani, via Cucca, Brusciano. Pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi è il volume numero venti.  Interverranno: il sindaco Giacomo Romano, le assessore Monica Cito e Maria Terracciano, la psicologa Isabella Continisio.

Cyberbullismo.

Il bullismo e la sua versione cyber nel nostro paese sono piuttosto diffusi e rappresentano ormai una vera emergenza. Secondo il Report OMS Europa del marzo 2024 il 15% degli adolescenti ha subìto atti di cyberbullismo. Un aumento rispetto al 2018, dal 12% al 15% per i ragazzi, dal 13% al 16% per le ragazze. Ed è probabile si tratti di una sottostima.

La rete oggi ha profondamente mutato il tradizionale bullismo, amplificandone la portata, sia nel tempo che nello spazio, con gravi conseguenze anche sulla salute. Infatti, un uso non consapevole della rete può provocare danni fisici e psicologici anche gravi.

Inoltre, ciò che preoccupa è l’uso sempre più precoce degli smartphone, se si pensa, per esempio, alla possibilità di delegare all’intelligenza artificiale la lettura di fiabe per far addormentare i bambini, anche in tenerissima età.

Un’ipotesi, quest’ultima, inutilmente deleteria considerando che nessuno strumento tecnologico, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire il ruolo svolto dalla voce della mamma per la crescita dei bambini.

È necessario allora trovare un terreno culturale comune per un nuovo approccio all’educazione digitale, un lavoro difficile, certo, ma necessario, perché ci saranno, in un futuro non lontano, altre tecnologie, più potenti e più invasive che influenzeranno la vita quotidiana non solo degli adolescenti, ma anche dei bambini più piccoli.

 

Paolo Siani pediatra, è primario di pediatria all’ospedale Santobono di Napoli, è stato parlamentare nella 18 legislatura e vice presidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, è stato presidente dell’associazione culturale pediatri.

Fa parte del consiglio direttivo della fondazione Giancarlo Siani ed è il responsabile del tavolo infanzia del Comune di Napoli.

 

Titolo: Cyberbullismo

Autore: Paolo Siani

Casa editrice: Giannini Editore

Pagine: 80

Prezzo: 6,00 €

 

Clementino lancia “Stargate Cimitile” con il videoclip “Na luce ind’ a sta città”

Riceviamo e pubblichiamo

E’ Clementino l’ambasciatore delle Basiliche Paleocristiane, il complesso che sorge proprio nel territorio in cui è cresciuto l’artista impegnato nel lancio di “Grande Anima”, il suo ultimo lavoro.

Per la presentazione del progetto Stargate Cimitile: le Basiliche Paleocristiane, un portale tra passato e futuro, il rapper internazionale,  ha realizzato un videoclip inedito che sarà proiettato per la prima volta il 30 settembre, nel corso dell’evento che si terrà alle 18 proprio nel complesso basilicale di Cimitile.

Si chiama “Na luce ind’ a sta città” ed è un omaggio alla terra dalla quale nonostante il successo non intende staccarsi.

Un messaggio in musica pregno di significato, rivolto soprattutto alle nuove generazioni del Sud, chiamate a scommettere nelle proprie radici: “Da ragazzino scavalcavo il muro di casa di mia zia per andare a riprendere il pallone caduto nelle Basiliche Paleocristiane. Un posto magico: cantare davanti alla tomba di San Felice in Pincis mi ha messo i brividi, mi ha commosso. È il mio posto del cuore, il simbolo delle radici che non ho mai voluto perdere. Le Basiliche Paleocristiane però non appartengono solo a noi: quello che rappresentano per il cammino compiuto dall’umanità merita di essere conosciuto dal mondo”

“L’ Agenzia di Sviluppo – aggiunge il rapper che vive a pochissima distanza dal suggestivo monumento alle origini della cristianità – lavora ogni giorno con passione perché questo accada, e io ci ho messo la mia voce ed il mio cuore per dare più forza a questa luce, alla luce della mia terra”.

Il progetto è ideato e realizzato dall’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana e finanziato dalla Regione Campania grazie ad un emendamento in legge Finanziaria presentato dal consigliere regionale Giuseppe Sommese.

Sì concretizza in un eBook multimediale che sarà disponibile su tablet presso la biglietteria delle Basiliche e accessibile anche su Apple Books e Android: cinque capitoli che raccontano le origini del complesso e la figura di Paolino, le radici del Cristianesimo, la scoperta archeologica e le sue implicazioni storico – artistiche,  gli spolia come segno di transizione e il rapporto tra Nola, cultura e futuro.

Dai testi di San Paolino, cui si deve la trasformazione del sito nel più importante luogo di pellegrinaggio di tutta la cristianità occidentale, è stata liberamente tratta una sceneggiatura per un filmato di 15 minuti, autonomo rispetto al resto dell’eBook, per raccontare quel mondo attraverso la voce di Melania, nobile romana, vicina a lui nella fede.

“Un progetto innovativo che coniuga storia, fede, arte e tecnologia – spiega   Vincenzo Caprio, amministratore unico dell’Agenzia di Sviluppo – un lavoro impegnativo, ma gratificante che ha visto l’Agenzia al centro di una rete istituzionale e promotrice di una sinergia tra artisti, studiosi, registi ed esperti di nuove tecnologie” .

“Questa iniziativa risponde in pieno alla mission della nostra società, che punta allo sviluppo integrato del territorio, valorizzandone le potenzialità e le specificità per migliorare le condizioni di vita dei nostri concittadini e l’attrattività della nostra straordinaria terra”, aggiunge Giuseppe Caccavale, presidente del Tavolo dei Comuni dell’Agenzia di Sviluppo della quale fanno parte 18 amministrazioni comunali e la Città Metropolitana di Napoli.

“Progetto ambizioso e innovativo che rappresenta un deciso passo in avanti lungo la strada della valorizzazione delle Basiliche Paleocristiane, sito di grande pregio che merita di essere conosciuto ben oltre i confini regionali. È per questo che ringrazio l’Agenzia di Sviluppo per l’originale intuizione e il consigliere regionale Giuseppe Sommese che si è prodigato per favorire il sostegno della Regione Campania verso una iniziativa che potrà moltiplicare la conoscenza del nostro meraviglioso complesso. Dal canto nostro continueremo ad appoggiare ed a promuovere con convinzione ogni attività di rilancio che persegua l’obiettivo della crescita di Cimitile e dell’intero territorio”, sottolinea poi  il sindaco di Cimitile Filomena Balletta, partner del progetto Stargate.

“Essere riusciti a garantire il sostegno della Regione a questo progetto è motivo di grande soddisfazione, per me doppio perché sono proprio di Cimitile. Il mio impegno è da sempre rivolto a promuovere la cultura e le tante vocazioni che caratterizzano l’intero territorio regionale, convinto che solo valorizzando le nostre identità si possa generare crescita e sviluppo. In questo contesto le Basiliche Paleocristiane di Cimitile entrano a pieno titolo come patrimonio unico, che merita di essere riconosciuto e raccontato ben oltre i confini locali”, evidenzia infine  Giuseppe Sommese, consigliere regionale e presidente della Prima Commissione.

Brucia viva la madre perchè ha un nuovo compagno

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Ad Afragola è stato arrestato un uomo di 37 anni con l’accusa di aver ucciso la madre dandole fuoco

I fatti risalgono al 31 luglio, quando la donna era stata ricoverata per ustioni di terzo grado su quasi tutto il corpo. Purtroppo la donna non ce l’ha fatta ed è morta il 15 agosto.

In un primo momento, da parte degli inquirenti, c’è stata l’ipotesi di un suicidio.

Questa ipotesi nasce dai fatti riscontrati dai vigili del fuoco nel momento del soccorso. Infatti, intervenuti sul posto, nell’abitazione avevano trovato solo il figlio che aveva dichiarato di aver cercato di salvare la madre tentando di spegnere le fiamme.

A seguito di diverse indagini effettuate dai carabinieri di Afragola, diretti e coordinati dalla Procura di Napoli Nord, è stata ricostruita una dinamica completamente diversa da quella sospettata inizialmente.

Dall’approfondimento investigativo svolto, sono emersi degli indizi che riconducono al figlio 37enne. È emerso che il figlio, legato alla madre da un rapporto morboso e tossico, avrebbe scoperto che la madre aveva iniziato un rapporto sentimentale con un altro uomo e, appresa la notizia, avrebbe provocato la morte di lei gettandole dell’alcol addosso e appiccando il fuoco con un accendino.

I carabinieri della stazione di Afragola hanno quindi eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il figlio della donna con l’accusa di omicidio.

L’indagato è stato sottoposto a una consulenza psichiatrica, dalla quale è stato accertato che l’uomo è capace di intendere e di volere, seppure affetto da schizofrenia paranoidea. Infatti, da anni segue cure farmacologiche mai interrotte.

Accoltellato a Pomigliano d’Arco: è in gravi condizioni

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Ieri sera, intorno alle 22:45, a Pomigliano d’Arco, in particolare a via Nazionale delle Puglie, una lite per motivi di viabilità è degenerata dopo un tamponamento stradale. L’incidente ha coinvolto un’Alfa Romeo 147 e una Toyota Aygo: tra i due conducenti è nata un’accesa discussione, alla quale è rimasto coinvolto anche un uomo che stava uscendo da un bar nelle vicinanze. Il 54enne è stato accoltellato al petto e si trova ora in gravi condizioni all’Ospedale del Mare di Napoli. Secondo le prime informazioni, la vittima sarebbe originaria di Volla, mentre l’aggressore non è stato ancora identificato con certezza; probabilmente ha precedenti penali.

PERstradaPERcaso, lungo le strade di Napoli si respira aria di… carnalità

Riceviamo da Ciro Notaro un nuovo contributo per la rubrica PERstradaPERcaso e pubblichiamo.   PERstradaPERcaso, la rubrica de ” ilMEDIANO.it ” che attraverso i racconti di Ciro NOTARO ci accompagna nei cuori delle nostre tradizioni e culture del passato e riaccende i riflettori sui tesori del nostro invidiato patrimonio. Ricordiamo i racconti-video già pubblicati : – Il Complesso monumentale Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana; – il parco e la Villa Tortora Brayda a Sant’Anastasia; – la villa del I sec. a.c. dell’Imperatore Ottaviano Augusto a Somma Vesuviana; – la rievocazione di un antico mestiere ormai estinto, nel ricordo di PIETRO, ultimo SCIUSCIA’ di Sant’Anastasia, Tutti ripresi dalla esperta mano di Carmine Scognamiglio, youtuber e videomaker per la nostra rubrica. Ma PERstradaPERcaso agli occhi attenti di Ciro, non si ferma a scoperte o rivalutazione del patrimonio storico-culturale, perché la sua fantasia, il suo amore per le nostre origini, il nostro essere potenzialmente unici al mondo per la NAPOLETANITÀ, lo esaltano ed emozionano al pari di una scoperta. In un episodio di cui egli stesso è stato spettatore, il suo estro narrativo ha voluto esaltare al pari della lingua, un sentimento che contraddistingue il nostro popolo, che secondo Ciro, non si impara e non si scopre, ma si pratica e che merita di essere riconosciuto  patrimonio dell’UNESCO proprio come l’amata lingua napoletana…: la Carnalità (***) raccontata da CiroNOTARO A NAPOLI è un sentimento che si pratica ed é qualcosa di più dell’amore…e provo a spiegarlo. È un insieme di sensazioni, un’ alchimia fatale, che non si può chiamare in altro modo. Per rappresentarla  appropriatamente, pensate ad un forte abbraccio, ad un bacio appassionato, ad un bimbo che si addormenta attaccato al seno della mamma… tutte immagini che ci coinvolgono in forti emozioni, ma tanto forti che spontaneamente viene da dire:  “che CARNALITÀ!” e chi la pratica, come diciamo noi nel nostro dialetto: È NU’CARNALE ed assume la max espressività, quando il sentimento è rivolto al PROSSIMO sconosciuto, con gesti di solidarietà, amicizia e disponibilità,  in una parola sola…(come la definisce nostalgicamente mia cugina AnnaMaria(*) : “con carnalita`”, appunto come i personaggi del mio incontro fatto #PerstradaPercaso. Di questo tesoro e della sua rappresentazione, sono stato testimone domenica mattina, durante una passeggiata sul lungomare, quando a fine estate, la voglia di protrarre le vacanze ci conduce,    seguendo un’istinto naturale, verso la magia del mare di via Caracciolo, a godere del panorama e delle ultime giornate di sole o ad essere spettatore come nel mio caso, di un curioso episodio, proprio come nel film di De Crescenzo(**). Un verace episodio di napoletanita’che per intrattenimento, istintivamente, ho deciso di raccontare a ilMEDIANO.it e l’ho intitolato: STI GUAGLIUN, SO’CHIN ‘E  CORE…: SO’CARNAL!!! …e mo`…statem`a’senti: La giornata luminosa, il tepore del sole, il richiamo del mare mi ha indirizzato verso quello che per i napoletani è considerato un punto di incontro, un fiore all’occhiello della città: il lungomare di via Caracciolo, già affollato dalle prime ore del mattino, da giovani in mezze maniche, qualcuno anche in costume e tanti genitori con bimbi a seguito, li, per respirare la salubre aria marina. Che bello pensavo, potersi guardare intorno, pigri, col solo intento di godersi  la famiglia ed una tranquilla mattinata, …quando improvvisamente, un vocio agitato ha attirato la mia attenzione. Un gruppetto di persone tra cui diversi stranieri, che affollano ancora la città, incuriositi, si stringevano intorno ad una mamma e sua figlia adolescente, che disperata piangeva, perché le era caduto lo smartphone in acqua. Poverina la mamma – rassegnata già alla perdita ed al danno – cercava comunque di tranquillizzare ( prima espressione di carnalità verso un familiare ) la figlia, promettendole un nuovo cellulare: “NUN TE PREOCCUPA`” diceva “MAMMA’ TE N’ACCATTA NAT!” … questo ascoltavo, quando si è sovrapposta una voce: “MA CHE` SIGNO’, VO’RECUPERAMM NUJE “…in risposta alla signora ( seconda espressione di carnalità verso il prossimo ) e dal gruppetto si sono staccati due ragazzi, che senza esitare si  sono svestiti e con i soli boxer, un tuffo e già in mare, tra lo stupore di noi tutti. Un paio di immersioni in due metri d’acqua e sono riapparsi col telefonino grondande e un largo sorriso di soddisfazione. Spontaneamente, in un attimo,  è partito l’applauso di tutti gli spettatori che oramai vivevano personalmente la sciagura della signora e tra la meraviglia di turisti e stranieri, lo stupore della mamma e  la gioia della ragazza, gliel’hanno riconsegnato. Applausi e pacche sulle spalle li hanno accompagnati sino al muretto dove avevano adagiato i pantaloni e mentre si rivestivano non ho  potuto (è stato cchiu’ fort ‘e me ) esimermi dal ringraziarli personalmente, PER LA LEZIONE DI DISPONIBILITÀ CHE AVEVANO  DATO. “LA VOSTRA CARNALITÀ” – ho detto loro – “ COME  RICORDO DI NAPOLI, GIRERÀ PER IL MONDO INTERO, NEI RACCONTI DEI TURISTI che vi hanno ripreso e sono stati spettatori, DI UN MERAVIGLIOSO  SPETTACOLO DI VITA che, non essendo avvezzi, avranno forse difficoltà a descrivere” . Nel salutarli, non ho potuto fare a meno di abbracciarli forte, ben fiero di essere  NAPOLETANO !!! Ciro NOTARO autore solidale al progetto LEGATIalFILO©` a favore dell’OSPEDALE SantoBono di Napoli Ringrazio: – il direttore Carmela D’AVINO che nel suo giornale, mi offre spazi solidali per i progetti che curo; – Carmine SCOGNAMIGLIO per i VideoClip di copertina https://youtube.com/@carmine-scognamiglio?si=TJEZqYlVTIjVstRb è il canale youtube “BORGHI in pillole in CAMPER.” a cui potrete, se vi va` iscrivervi. Note: (***)(Cit. Ciro Notaro) “A Napoli non é una novita’, che si disegna un cuore e sotto si scrive …CARNALITA’.” (**)Luciano De Crescenzo noto scrittore, regista e attore Napoletano. Così parlò Bellavista é un suo film del 1984…tratto dall’omonimo romanzo. (*)AnnaMaria Caramiello, mia cugina che vive a MILANO col suo gran cuore NAPOLETANO.