Stellantis e il caso Trasnova, nuovo confronto al Ministero: cresce la tensione
Torre del Greco, passaggio di consegne alla Capitaneria di Porto
Al nuovo Comandante Labella chiediamo quali le importanti sfide che l’attendono: ≪Sono stato designato quale capo del compartimento marittimo e comandante del porto di Torre del Greco, una realtà portuale storica, stessa dal 1908, che ha un connubio nel panorama nazionale associato proprio alla marineria italiana, quindi dalle antiche tradizioni. Cercheremo in tutti i modi di agevolare l’azione amministrativa tenendo sempre ben impressi i principi dell’azione amministrativa, ovvero la trasparenza, l’efficacia e l’efficienza≫.
Quali gli obiettivi nel breve e nel lungo termine? ≪Quelli di aumentare dove è possibile le performance già ottime della Capitaneria di Porto di Torre del Greco, ovviamente seguendo le linee di indirizzo del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e della Direzione Marittima di Napoli e -laddove dovessero esserci – anche quelle delle Procure competenti per il territorio di giurisdizione della Capitaneria di Porto di Torre del Greco≫.
Comandante, quali sono gli uomini e i mezzi di cui potrà disporre da domani mattina? ≪Nel compartimento marittimo di Torre del Greco, che include anche l’ufficio locale marittimo di Portici, avrò il supporto dei 70 uomini circa che sono presenti in forza presso il compartimento marittimo. Come mezzi abbiamo a disposizione una motovedetta e un gommone dislocato presso l’ufficio locale di Portici, ovviamente più il parco auto. Con queste riusciremo a fare le attività di vigilanza previste dalle normative di settore≫.
Quali sono le prime cose che lei si è impegnato a fare? ≪Sì, non ho mai lavorato nell’area campana, quindi innanzitutto devo in brevissimo tempo capire il contesto esterno dove andiamo a lavorare questo è uno dei primi obiettivi quello di conoscere molto bene la situazione portuale quindi i concessionari, gli utilizzatori e i fruitori del porto, e cercherò di capire quali sono le criticità che un porto come quello di Torre del Greco può avere≫.
La collaborazione della Capitaneria con le altre istituzioni è consolidata, il Comandante della Polizia Municipale di Torre del Greco Gennaro Russo, conferma questa sinergia ≪ Sin dal mio arrivo al comando e di concerto con tutte le altre forze dell’ordine sul territorio, abbiamo da subito instaurato un rapporto di collaborazione reciproca e di mutualità che ci ha portato sul territorio ad operare azioni importanti sotto ogni profilo, come la sicurezza della balneazione con pattugliamenti sulla zona costiera che ci hanno portato a rilevare una serie di illeciti in materia di balneabilità, di ambiente e di ecologia. Noi riteniamo che solo collaborando sul territorio possiamo arrivare a delle azioni non solo di salvaguardia ma anche a difesa dei cittadini che si trovano a vivere in territori come i nostri, che presentano una serie di criticità sia dal punto di vista morfologico che dal punto di vista socio-culturale≫.
Il Comandante uscente Leonello Salvatori durante il suo mandato ha portato avanti diverse iniziative sul fronte ambientale e nella salvaguardia del mare, nonché per la sicurezza della navigazione e nella filiera della pesca con particolare attenzione alla tutela del consumatore; ha intensificato l’attività di controllo ambientale in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica e con le altre forze dell’ordine. Al Comandante chiediamo di tracciarci il consuntivo di un anno intenso di attività: ≪ I risultati sono stati sicuramente ragguardevoli. Abbiamo fatto decine di attività di controllo non solo nei comuni rivieraschi ma anche nella provincia di Benevento. Inoltre siamo stati i primi in Campania a fare il bando di concorso per Skipper come ufficiale di porto di seconda classe≫.
Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al Contrammiraglio (CP) Gaetano Angora, Direttore Marittimo della Campania, una nutrita rappresentanza di autorità militari, civili e religiose e i Gonfaloni dei Comuni di Torre del Greco, Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano, oltre ai sindaci dei comuni costieri, i Procuratori delle Procure della Repubblica di Torre Annunziata e Benevento, i vertici delle forze di polizia e delle polizie locali e i presidi degli Istituti scolastici dei comuni di competenza. Torre del Greco è sede di una Capitaneria di Porto, con una lunga storia legata al mare, alla pesca, al diporto, alle attività portuali e al turismo marittimo.
San Michele e la diavolessa: a Napoli e a Ottaviano l’immagine di una fantastica storia di magia
Apre l’articolo l’immagine della statua conservata a Ottaviano, nella sagrestia della chiesa di San Michele. Essa fa riferimento al quadro che Leonardo da Pistoia dipinse nel 1542: l’opera, conservata nella chiesa napoletana di Santa Maria del Parto, è strettamente collegata alla storia leggendaria della passione d’amore che si accese tra un vescovo e una nobildonna: una storia scritta, forse, anche con i filtri della magia, e raccontata con visibile partecipazione emotiva da Matilde Serao e da Benedetto Croce. Leonardo da Pistoia ebbe qualche problema con il volto della diavolessa.
La versione “semplice” della storia narra che il vescovo di Ariano Irpino, Diomede Carafa, si innamorò perdutamente di Vittoria Colonna D’Avalos e, risultando vani i suoi tentativi di seduzione, si vendicò ordinando a Leonardo da Pistoia di dipingere il quadro in cui San Michele liberatore trafigge il diabolico drago con volto di donna, il volto di Donna Vittoria. La versione più complessa salva il buon nome del vescovo e fa partire tutta la storia da Donna Vittoria, che per sua sfortuna era stata novizia nel Monastero di Sant’Arcangelo a Baiano, il monastero di Forcella in cui le monache scrissero nere pagine di corruzione, di perversione, di omicidi e di magia.
Dunque, Donna Vittoria “perse la testa” per il vescovo Carafa, che le fonti descrivono come affascinante nei modi e nel parlare, e, avendo subito capito che non sarebbe riuscita a sedurlo solo con le sue qualità, chiese aiuto a una “fattucchiara”, Alamanna, che le fornì un filtro d’amore, forse a base di aloe. Vittoria versò il filtro nelle frittelle che consegnò al vescovo perché le distribuisse ai poveri: il vescovo commise un peccato di gola, mangiò un paio di frittelle e venne immediatamente travolto dall’ empio desiderio di “possedere” carnalmente la Colonna D’Avalos. Il Carafa tentò inutilmente di sottrarsi a questa passione che offendeva la sua castità e il suo onore e metteva a rischio la sua carriera – un giorno sarebbe diventato cardinale e membro del Santo Uffizio.
Lo salvò il prezioso aiuto di un monaco procidano che, autorizzato dalle superiori autorità, studiava negromanzia e magia. Su consiglio del monaco, il vescovo affidò a Leonardo da Pistoia (1502 – 1548) il compito di dipingere il quadro “San Michele e la diavolessa”(immagine in appendice) usando colori impastati con un aroma particolare, capace di spegnere gli effetti del filtro usato da Donna Vittoria. Un’altra versione di questa storia dice che il vescovo invitò la signora a recarsi in chiesa e ad ammirare il dipinto: ella accettò e così scoprì che la diavolessa aveva il suo volto. La scoperta la sconvolse, e, come aveva previsto il monaco procidano, fu proprio questo incontrollabile turbamento ad annullare gli effetti del filtro che aveva stregato il vescovo. Osservò Benedetto Croce che nel quadro della chiesa di Santa Maria del Parto il volto della diavolessa “appare calmo, quasi sorridente, e par che non si accorga nemmeno della lancia che l’angelo le ha infitta sul dorso serpentino, sia che non la prenda molto sul tragico, sia che non voglia, pur nel languire morendo, scomporre la propria attraente vaghezza”.
Sorge il sospetto che il vescovo e il pittore siano stati veramente incantati da quel volto. E il dipinto, invece di turbare gli osservatori con l’immagine del castigo terribile, “rimase nel linguaggio del popolino come paragone di elogio: “Bella come il diavolo di Mergellina”.”. Nella statua di Ottaviano, invece, il volto della diavolessa esprime sconfitta e terrore, in netto contrasto, di colori e di forme, con il volto luminoso e sereno dell’Arcangelo vincitore. Questa statua di piccole dimensioni probabilmente fu donata alla chiesa del Patrono da Giuseppe IV Medici, che era un esperto collezionista di opere del genere, collegate direttamente e indirettamente alla storia della famiglia: e i D’Avalos e i Medici avevano stretto rapporti di parentela già nella seconda metà del ‘600.Ricordo, infine, per non essere rimproverato da qualche critico dal severo cipiglio – a Ottaviano non sono pochi – che la chiesa di Santa Maria del Parto venne costruita da Jacopo Sannazzaro, e ne ospita il monumento funebre, realizzato da frate Giovanni Angelo Montorsoli e da Francesco del Tadda.
A Castello di Cisterna al via “ CONFRONTI”, la mostra collettiva di Luigi Giordano
In occasione della XXI Giornata del Contemporaneo – AMACI
Sabato 4 ottobre 2025 – Ore 11:00 alla Stazione Circumvesuviana EAV – Castello di Cisterna (Station Gallery)
“CONFRONTI” è il titolo della mostra collettiva che inaugurerà sabato 4 ottobre 2025 presso la Station Gallery di Castello di Cisterna, a cura di Luigi Giordano, nell’ambito della Ventunesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI. Il progetto nasce dall’idea che l’arte contemporanea sia, prima di tutto, luogo di incontro e di tensione creativa, uno spazio in cui visioni differenti non si annullano, ma si rafforzano nel dialogo. Nell’ex stazione della Circumvesuviana, trasformata in presidio culturale, le opere si intrecciano come voci di una stessa partitura, restituendo la complessità del nostro presente.
Così, i segni radicali in bianco e nero di Giovanni Mangiacapra incontrano le visioni urbane e materiche di Pietro Mingione; le metamorfosi cromatiche e liriche di Girolamo Mulinaro risuonano accanto ai collage critici di Domenico Severino, dove frammento e caos diventano specchio della società contemporanea. Le sculture archeologiche e simboliche di Giovanni Balzano dialogano con le geometrie intime e liriche di Mina Di Nardo, componendo un paesaggio corale di fragilità, resistenza e rinascita.
“CONFRONTI” non è soltanto una mostra, ma un percorso esperienziale, un invito a sostare davanti all’opera come davanti a un interlocutore vivo, capace di interrogare, evocare, sorprendere. In un tempo in cui i linguaggi si frammentano, l’arte qui si fa ponte e specchio, aprendo varchi di senso e nuove possibilità di relazione. La scelta dell’ex stazione come sede espositiva sottolinea il valore di una riappropriazione attraverso la cultura: un luogo di passaggio e transiti che diventa spazio di permanenza, di riflessione e di comunità.
La mostra si inserisce nel programma nazionale della Giornata del Contemporaneo, evento diffuso che coinvolge musei, fondazioni, gallerie e spazi indipendenti in tutta Italia, con l’obiettivo di rendere l’arte accessibile a tutti e di celebrare la sua forza trasformativa.
Ingresso libero – L’evento è gratuito e aperto a tutti.
Somma Vesuviana, nuove scoperte rafforzano l’ipotesi della villa di Augusto
Brusciano, presentazione “Cyberbullismo” di Paolo Siani
Riceviamo e pubblichiamo
Il piccolo manuale per proteggere e guidare la generazione digitale sarà presentato presso l’aula consiliare Giancarlo Siani
Appuntamento da non perdere quello che si terrà mercoledì 1° ottobre alle ore 18, l’autore Paolo Siani presenterà il suo libro:“Cyberbullismo” presso l’aula consiliare Giancarlo Siani, via Cucca, Brusciano. Pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi è il volume numero venti. Interverranno: il sindaco Giacomo Romano, le assessore Monica Cito e Maria Terracciano, la psicologa Isabella Continisio.
Cyberbullismo.
Il bullismo e la sua versione cyber nel nostro paese sono piuttosto diffusi e rappresentano ormai una vera emergenza. Secondo il Report OMS Europa del marzo 2024 il 15% degli adolescenti ha subìto atti di cyberbullismo. Un aumento rispetto al 2018, dal 12% al 15% per i ragazzi, dal 13% al 16% per le ragazze. Ed è probabile si tratti di una sottostima.
La rete oggi ha profondamente mutato il tradizionale bullismo, amplificandone la portata, sia nel tempo che nello spazio, con gravi conseguenze anche sulla salute. Infatti, un uso non consapevole della rete può provocare danni fisici e psicologici anche gravi.
Inoltre, ciò che preoccupa è l’uso sempre più precoce degli smartphone, se si pensa, per esempio, alla possibilità di delegare all’intelligenza artificiale la lettura di fiabe per far addormentare i bambini, anche in tenerissima età.
Un’ipotesi, quest’ultima, inutilmente deleteria considerando che nessuno strumento tecnologico, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire il ruolo svolto dalla voce della mamma per la crescita dei bambini.
È necessario allora trovare un terreno culturale comune per un nuovo approccio all’educazione digitale, un lavoro difficile, certo, ma necessario, perché ci saranno, in un futuro non lontano, altre tecnologie, più potenti e più invasive che influenzeranno la vita quotidiana non solo degli adolescenti, ma anche dei bambini più piccoli.
Paolo Siani pediatra, è primario di pediatria all’ospedale Santobono di Napoli, è stato parlamentare nella 18 legislatura e vice presidente della commissione bicamerale infanzia e adolescenza, è stato presidente dell’associazione culturale pediatri.
Fa parte del consiglio direttivo della fondazione Giancarlo Siani ed è il responsabile del tavolo infanzia del Comune di Napoli.
Titolo: Cyberbullismo
Autore: Paolo Siani
Casa editrice: Giannini Editore
Pagine: 80
Prezzo: 6,00 €
Clementino lancia “Stargate Cimitile” con il videoclip “Na luce ind’ a sta città”
Riceviamo e pubblichiamo
E’ Clementino l’ambasciatore delle Basiliche Paleocristiane, il complesso che sorge proprio nel territorio in cui è cresciuto l’artista impegnato nel lancio di “Grande Anima”, il suo ultimo lavoro.
Per la presentazione del progetto Stargate Cimitile: le Basiliche Paleocristiane, un portale tra passato e futuro, il rapper internazionale, ha realizzato un videoclip inedito che sarà proiettato per la prima volta il 30 settembre, nel corso dell’evento che si terrà alle 18 proprio nel complesso basilicale di Cimitile.
Si chiama “Na luce ind’ a sta città” ed è un omaggio alla terra dalla quale nonostante il successo non intende staccarsi.
Un messaggio in musica pregno di significato, rivolto soprattutto alle nuove generazioni del Sud, chiamate a scommettere nelle proprie radici: “Da ragazzino scavalcavo il muro di casa di mia zia per andare a riprendere il pallone caduto nelle Basiliche Paleocristiane. Un posto magico: cantare davanti alla tomba di San Felice in Pincis mi ha messo i brividi, mi ha commosso. È il mio posto del cuore, il simbolo delle radici che non ho mai voluto perdere. Le Basiliche Paleocristiane però non appartengono solo a noi: quello che rappresentano per il cammino compiuto dall’umanità merita di essere conosciuto dal mondo”
“L’ Agenzia di Sviluppo – aggiunge il rapper che vive a pochissima distanza dal suggestivo monumento alle origini della cristianità – lavora ogni giorno con passione perché questo accada, e io ci ho messo la mia voce ed il mio cuore per dare più forza a questa luce, alla luce della mia terra”.
Il progetto è ideato e realizzato dall’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana e finanziato dalla Regione Campania grazie ad un emendamento in legge Finanziaria presentato dal consigliere regionale Giuseppe Sommese.
Sì concretizza in un eBook multimediale che sarà disponibile su tablet presso la biglietteria delle Basiliche e accessibile anche su Apple Books e Android: cinque capitoli che raccontano le origini del complesso e la figura di Paolino, le radici del Cristianesimo, la scoperta archeologica e le sue implicazioni storico – artistiche, gli spolia come segno di transizione e il rapporto tra Nola, cultura e futuro.
Dai testi di San Paolino, cui si deve la trasformazione del sito nel più importante luogo di pellegrinaggio di tutta la cristianità occidentale, è stata liberamente tratta una sceneggiatura per un filmato di 15 minuti, autonomo rispetto al resto dell’eBook, per raccontare quel mondo attraverso la voce di Melania, nobile romana, vicina a lui nella fede.
“Un progetto innovativo che coniuga storia, fede, arte e tecnologia – spiega Vincenzo Caprio, amministratore unico dell’Agenzia di Sviluppo – un lavoro impegnativo, ma gratificante che ha visto l’Agenzia al centro di una rete istituzionale e promotrice di una sinergia tra artisti, studiosi, registi ed esperti di nuove tecnologie” .
“Questa iniziativa risponde in pieno alla mission della nostra società, che punta allo sviluppo integrato del territorio, valorizzandone le potenzialità e le specificità per migliorare le condizioni di vita dei nostri concittadini e l’attrattività della nostra straordinaria terra”, aggiunge Giuseppe Caccavale, presidente del Tavolo dei Comuni dell’Agenzia di Sviluppo della quale fanno parte 18 amministrazioni comunali e la Città Metropolitana di Napoli.
“Progetto ambizioso e innovativo che rappresenta un deciso passo in avanti lungo la strada della valorizzazione delle Basiliche Paleocristiane, sito di grande pregio che merita di essere conosciuto ben oltre i confini regionali. È per questo che ringrazio l’Agenzia di Sviluppo per l’originale intuizione e il consigliere regionale Giuseppe Sommese che si è prodigato per favorire il sostegno della Regione Campania verso una iniziativa che potrà moltiplicare la conoscenza del nostro meraviglioso complesso. Dal canto nostro continueremo ad appoggiare ed a promuovere con convinzione ogni attività di rilancio che persegua l’obiettivo della crescita di Cimitile e dell’intero territorio”, sottolinea poi il sindaco di Cimitile Filomena Balletta, partner del progetto Stargate.
“Essere riusciti a garantire il sostegno della Regione a questo progetto è motivo di grande soddisfazione, per me doppio perché sono proprio di Cimitile. Il mio impegno è da sempre rivolto a promuovere la cultura e le tante vocazioni che caratterizzano l’intero territorio regionale, convinto che solo valorizzando le nostre identità si possa generare crescita e sviluppo. In questo contesto le Basiliche Paleocristiane di Cimitile entrano a pieno titolo come patrimonio unico, che merita di essere riconosciuto e raccontato ben oltre i confini locali”, evidenzia infine Giuseppe Sommese, consigliere regionale e presidente della Prima Commissione.
Brucia viva la madre perchè ha un nuovo compagno
Ad Afragola è stato arrestato un uomo di 37 anni con l’accusa di aver ucciso la madre dandole fuoco
I fatti risalgono al 31 luglio, quando la donna era stata ricoverata per ustioni di terzo grado su quasi tutto il corpo. Purtroppo la donna non ce l’ha fatta ed è morta il 15 agosto.
In un primo momento, da parte degli inquirenti, c’è stata l’ipotesi di un suicidio.
Questa ipotesi nasce dai fatti riscontrati dai vigili del fuoco nel momento del soccorso. Infatti, intervenuti sul posto, nell’abitazione avevano trovato solo il figlio che aveva dichiarato di aver cercato di salvare la madre tentando di spegnere le fiamme.
A seguito di diverse indagini effettuate dai carabinieri di Afragola, diretti e coordinati dalla Procura di Napoli Nord, è stata ricostruita una dinamica completamente diversa da quella sospettata inizialmente.
Dall’approfondimento investigativo svolto, sono emersi degli indizi che riconducono al figlio 37enne. È emerso che il figlio, legato alla madre da un rapporto morboso e tossico, avrebbe scoperto che la madre aveva iniziato un rapporto sentimentale con un altro uomo e, appresa la notizia, avrebbe provocato la morte di lei gettandole dell’alcol addosso e appiccando il fuoco con un accendino.
I carabinieri della stazione di Afragola hanno quindi eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il figlio della donna con l’accusa di omicidio.
L’indagato è stato sottoposto a una consulenza psichiatrica, dalla quale è stato accertato che l’uomo è capace di intendere e di volere, seppure affetto da schizofrenia paranoidea. Infatti, da anni segue cure farmacologiche mai interrotte.


