Neuromed: evento per la prevenzione e la cura dei disturbi della colonna vertebrale

L’impegno della neurochirurgia in una serie di open day per incontrare cittadini e pazienti     Numerose patologie neurochirurgiche, relative a problematiche della colonna vertebrale, hanno una base comportamentale. Esse, infatti, nascono a seguito di scorretti stili di vita adottati quotidianamente e che mettono a rischio non solo la nostra postura ma la nostra salute. Tra i sintomi più avvertiti vi è il dolore, al collo o alla schiena. Al fine di evitare che la situazione si possa aggravare, fino allo svilupparsi di una vera e propria patologia, è essenziale conoscere quali sono i corretti comportamenti da seguire e, in caso di patologia, quali i migliori rimedi di cura. Il Gruppo Neuromed inaugura, grazie all’impego del dottor Michelangelo De Angelis Neurochirurgo I.R.C.C.S. Neuromed, un calendario di Open Day dedicati alle patologie neurochirurgiche. Si inizia con la Casa di Cura Trusso di Ottaviano che vedrà due giornate dedicate a: cervicalgia, sciatalgia, lombalgia, brachialgia.   “La maggior parte delle patologie che verranno affrontate in questi open day – spiega il dottor Michelangelo De Angelis, promotore degli eventi – derivano da stili di vita sbagliati e spesso di carattere lavorativo. L’obiettivo, quindi, che ci prefiggiamo è duplice: da un lato dare ai cittadini una giusta informazione e, in quelli già sintomatici, garantire il miglior percorso di cura sulla base dello specifico disturbo o patologia. Cercheremo dunque di individuare, assieme al paziente, il problema e cercare di spiegare allo stesso come evitare l’aggravarsi dei propri sintomi. Una opportunità quella di organizzare iniziative come quella di Ottaviano molto importante per noi specialisti. Questi eventi ci aiutano a veicolare un messaggio importante di prevenzione nell’ambito neurochirurgico facendo capire alle persone che ci sono dei Centri, come quelli del Gruppo Neuromed, dove è possibile studiare e curare le patologie di cui sono affetti.”   Appuntamento nella Casa di Cura Trusso di Ottaviano, in Via San Giovanni Bosco, nei giorni: • venerdì, 21 aprile 2017, dalle ore 10.00 alle ore 17.00; • venerdì 5 maggio 2017, dalle ore 16.00 alle ore 20.00. Quest’ultimo evento è organizzato in collaborazione con Nemea Energy Village e Perone Isidoro.

Camorra, estorsione e spaccio di stupefacenti: 30 arresti nel Napoletano

A finire nel mirino della giustizia diversi esponenti del clan Orlando. Dovranno rispondere di estorsione ai danni di imprenditori e di importazione dalla Spagna di ingenti quantità di hashish. Trenta persone sono state arrestate nelle prime ore della giornata di oggi di carabinieri perché accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e di estorsione aggravata dal metodo mafioso, traffico di stupefacenti e detenzione di armi da guerra. Gli arresti, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda, sono stati eseguiti nei comuni a Nord del capoluogo. Nel corso delle indagini gli investigatori hanno ricostruito la struttura del clan “Orlando”, capeggiato da un latitante, e dimostrato la provenienza dei profitti del sodalizio: estorsioni a imprenditori e controllo diretto di attività commerciali ma, soprattutto, importazione dalla Spagna di ingenti quantità di hashish che venivano redistribuite sulle piazze di spaccio di Marano, Calvizzano e Quarto.

Acerra, Coalizione “Centro, Sinistra”: la Segretaria del Pd ha preso in giro e mentito per mesi chi era disponibile a candidarsi a sindaco

Conferma che è una candidata di ripiego, la sua scelta è avvenuta dopo i rifiuti degli altri. «La Segretaria del Pd ha preso in giro e mentito per mesi chi era disponibile a candidarsi a sindaco. Dalle sua parole arriva la conferma che è una candidata di ripiego, la sua scelta è avvenuta dopo i rifiuti degli altri». La Coalizione “Centro, Sinistra” in una nota ribadisce che «con spregiudicatezza e temerarietà, la segretaria del PD ha confermato in questi giorni che da mesi sta lavorando per dare forma alla coalizione dell’odio e del risentimento, per concretizzare l’accordo “Destra, Sinistra”. Otto mesi di gestazione per partorire ciò che ad Acerra è già noto da tempo: un’intesa lunga e antica tra la parte del Pd da lei rappresentata e la destra. Si spieghi anche agli elettori del Pd, che in questi anni si sono allontanati dal partito locale per l’isolamento da lei creato a causa dell’alleanza con la destra, quali sono i veri interessi che l’hanno portata a candidarsi con la destra, un’esperienza ritenuta ingiustificabile dalla sinistra cittadina». «Questa sua improvvida uscita – conferma la nota della Coalizione “Centro, Sinistra” – conferma quanto più volte già ribadito dalla coalizione “Centro, Sinistra” ma malamente smentito: mentre la segreteria del Pd senza primarie, fingeva di sollecitare la candidatura di altri e entrava nelle case per promettere fiducia, da mesi lavorava per rendere concreta l’alleanza con la destra e per strappare la sua investitura a candidata, evitando anche in questo caso le primarie. E pertanto afferma e conferma che per mesi ha preso in giro queste stesse personalità politiche contattate, mentendo loro». Conclude la nota del “Centro, Sinistra”: «Non ci sorprende, ma sicuramente sconforta chi non conosce i padrini politici della segretaria del PD ed i suoi capibastone, la conferma giunta dalle sue stesse parole, che lei è una candidata di ripiego, una seconda scelta, dovuta all’indisponibilità di altri. La sua candidatura con la coalizione dell’odio “Detra, Sinistra”, è conseguenza proprio dei rifiuti dei tanti personaggi politici a cui anche lei stessa aveva mentito. Si tratta sicuramente di personalità che non erano disposte a spostare la sinistra, alleandola con la destra. Unico risultato voluto e ottenuto – questo si – dalla stessa segretaria (senza primarie) del PD».    

Campania, M5S: Doppi vitalizi e pensioni da casta. Con De Luca vince la casta

Tra le tante maglie nere della Regione Campania c’è anche quella dei vitalizi e dei privilegi della casta, che De Luca al pari dei suoi predecessori non ha voluto minimamente intaccare. La Regione Campania è infatti l’unica tra le grandi regioni italiane a non essersi minimamente adeguata all’Ordine del giorno approvato dai presidenti dei consigli regionali ad ottobre 2014, che prevedeva riduzioni dei vitalizi in essere e innalzamento dell’età. Queste misure per tagliare i circa 250 vitalizi in essere che costano ai cittadini campani oltre 11 milioni di euro all’anno, sono contenute in una proposta di legge del MoVimento 5 Stelle, che giace in una cassetto della I Commissione permanente da oltre un anno e mezzo, senza che neppure si abbia il coraggio di discuterla”.Lo dice Valeria Ciarambino, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale della Campania, che aggiunge: “La faccia tosta della casta non ha limiti. Non solo non sono stati tagliati i vecchi vitalizi, ma con il famigerato articolo 5 della scorsa legge di Stabilità, De Luca e la sua maggioranza hanno tentato di ripristinare i nuovi vitalizi, cancellati per legge a partire da questa legislatura, sostituendoli con un vero e proprio vitalizio contributivo. E solo grazie alla denuncia del MoVimento 5 Stelle questo colpo di coda è stato bloccato”. “Da questo governo regionale e dalla maggioranza che lo sostiene non ci sono segnali di lotta ai privilegi anzi il contrario – sottolinea – si continua a tutelare la casta infischiandosene di tutti i problemi gravissimi della Campania, con la povertà in aumento, l’economia ferma al palo e il record di emigrazione dei giovani. La priorità del governo e dei consiglieri di maggioranza e del centro-destra, che già guadagnano stipendi da capogiro, è lavorare sotto banco per assicurarsi una pensione di favore”. “Se le più grandi Regioni d’Italia si sono adeguate decurtando i vitalizi, inclusi i doppi e tripli vitalizi, e innalzando l’età per il percepimento – attacca Ciarambino – in Campania il passato è passato: si continuano ad erogare e incassare più assegni”. “La nostra proposta di legge riprende quelle linee guida che la Regione finora ha ignorato e rappresenta il ‘minino sindacale’ in tema di equità”. “Abbiamo sfidato la Giunta De Luca a dimostrare di voler fare la vera lotta ai privilegi – prosegue Ciarambino – chiedendo di calendarizzare e approvare immediatamente la proposta di legge del M5S sul taglio dei vitalizi e sul divieto a percepire doppi o tripli vitalizi, che ci farebbe risparmiare almeno 3 milioni e mezzo all’anno”. “La nostra proposta di legge – aggiunge – renderebbe la Regione Campania in linea con le altre regioni italiane: per ogni giorno che non la attuiamo sprechiamo 9500 euro. Fate voi il conto dei milioni sprecati finora”. “I segnali che ci arrivano sono molto negativi – fa notare – il famigerato articolo 5 è stato stralciato dopo la nostra denuncia e rimandato in Commissione, ci aspettiamo qualche blitz della maggioranza”. “Il nostro principio è che i politici non debbano avere trattamenti di favore – conclude Ciarambino – ma lo stesso trattamento dei normali cittadini, che devono lavorare almeno 20 anni per percepire una pensione spesso da fame a 66 anni e 7 mesi”.

Nola. Alla Reggia degli Orsini si discute di “testamento biologico: le possibilità della legge – la libertà della persona umana. Riflessioni di biodiritto, bioetica e bioscienza”

0
Venerdì 28 aprile 2017, alle ore 15 e 30, nel salone delle Armi della Reggia degli Orsini, sede del Tribunale di Nola, si terrà in occasione della Cerimonia inaugurale dell’anno formativo 2017 della Scuola Bruniana il convegno sul tema.   organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, dalla Fondazione Forense di Nola – Scuola Bruniana, dall’Università Federico II di Napoli e dall’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Sui temi delicatissimi del consenso informato del malato, dell’accanimento terapeutico, delle disposizioni anticipate di trattamento sanitario, della pianificazione condivisa delle cure tra medico e paziente e delle cure palliative, illustri relatori affronteranno gli aspetti etici, teologici o semplicemente umani del “fine vita”, del testamento biologico e dell’eutanasia: il prof. Aldo Masullo, professore emerito di Filosofia morale all’Università degli Studi di Napoli Federico II, il prof. Lorenzo Chieffi, ordinario di Diritto pubblico generale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, il prof. Claudio Buccelli, ordinario di Medicina legale del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli e Direttore del Dipartimento di Scienze biomediche avanzate e il teologo, don Salvatore Purcaro, della Diocesi di Nola. Gli interventi saranno preceduti dagli indirizzi di saluto del dott. Luigi Picardi, presidente del Tribunale di Nola, e dell’avv. Francesco Urraro, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola. Coordina e modera l’avv. Giuseppe Boccia, Direttore Generale della Scuola Bruniana, mentre l’introduzione dei lavori è affidata alla dott.ssa Edda Napolitano del Foro di Nola. Interventi e testimonianze previste sono di Mina Welby, co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni, e Giuseppe Alterio, Presidente della cellula napoletana della medesima Associazione. Si tratta di argomenti che in Italia sono da sempre considerati un tabù, che nel corso del convegno saranno analizzati da diversi punti di vista: del filosofo e della morale, del diritto, della medicina e della dottrina della Chiesa cattolica. «La tematica del “fine vita” eticamente sensibile è ricca di mille implicazioni» – afferma il Presidente del Consiglio Forense di Nola, avv. Francesco Urraro, che aggiunge – «Oggi in Italia non esiste una normativa che regoli il testamento biologico. Allo stato sono gli artt. 13 e 32 della Costituzione che conferiscono al singolo cittadino la facoltà di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi. Gli esiti delle vicende giudiziarie Welby ed Englaro hanno confermato l’esclusiva applicazione del dettato costituzionale». L’articolo 32 della Costituzione italiana stabilisce che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. «Al di là delle nostre sensazioni sulla morte e sulle gravi malattie, ci si interroga su chi fissa il limite degli interventi», continua il Presidente Urraro, «di fronte a disposizioni che diventano complesse, esiste solo la legge n. 38/2010 che fissa la linea guida per la sedazione palliativa e che dovrebbe garantire a pazienti terminali, per i quali non sono più possibili le cure, la possibilità di “sedazione palliativa profonda continua”. Quando si parla di fine vita si legano due aspetti, che sono tra loro connessi: il testamento biologico – ovvero le “Disposizioni anticipate di trattamento” (D.A.T.) – che consiste nella dichiarazione resa per iscritto da un soggetto sulle eventuali cure mediche o trattamenti medici da seguire nel caso in cui, per gravi malattie o incidenti, non abbia la facoltà di decidere autonomamente; e l’eutanasia che invece è la morte di un malato, su sua precisa volontà e in presenza di assistenza medica. «La discussione sul testamento biologico, l’eutanasia e in generale sul diritto delle persone all’autodeterminazione e quindi sulla possibilità di concedere ex lege la facoltà di scegliere se rifiutare le cure o decidere di mettere fine alla propria esistenza, nel nostro Paese si apre e si chiude ciclicamente, senza che si riesca ad affrontare la questione in modo approfondito e sistematico nelle sedi istituzionali competenti» ricorda il Direttore della Scuola Bruniana, avv. Giuseppe Boccia, «una discussione legata esclusivamente al risalto mediatico di alcune tragiche storie individuali, l’ultima delle quali, in ordine di tempo, è quella di Davide Trentini, morto il 13 aprile scorso in seguito a una procedura di suicidio assistito in Svizzera, che ha fatto seguito a quella di fine febbraio, che ha riguardato Fabiano Antoniani (Dj Fabo) e, prima ancora, alle storie dolorose di Piergiorgio Welby ed Eluana Englaro, senza che si riuscisse mai ad apportare cambiamenti significativi alla legislazione sui temi del fine vita». Tante storie diverse eppure tutte così tragicamente uguali, che però non sono state sufficienti a portare la discussione in Parlamento, pur in presenza di sei proposte di legge sul “fine vita” depositate: due di queste sono in discussione alla commissione Affari costituzionali della Camera. Sul tavolo c’e anche la questione dell’eutanasia e del testamento biologico. Finora, ogni tentativo di discussione si era sempre bloccato prima di arrivare in aula: nel 1984, ci provò il padre della legge sul divorzio, il socialista Loris Fortuna. Ci sono stati poi scioperi della fame, richieste al Capo dello Stato e banchetti con raccolta di firme. Nel 2009 il caso di Eluana Englaro divenne anche scontro istituzionale. Da qualche anno esiste un progetto di legge di iniziativa popolare sulla “Eutanasia legale”, depositato nel 2013 e sottoscritto da 105mila cittadini, a cura dell’Associazione “Luca Coscioni”, che prevede la depenalizzazione del reato di “omicidio del consenziente” e di aiuto al suicidio, in precisi e limitati casi: i malati terminali che chiederanno di morire potranno essere aiutati da medici, senza che ci sia, per questi ultimi, un rischio di incriminazione. Sullo sfondo c’è anche una questione di diritto internazionale, determinata dal vuoto legislativo sul testamento biologico e la mancata ratifica della cosiddetta Convenzione di Oviedo, il primo trattato internazionale sulla bioetica, redatto e sottoscritto nel 1997 su impulso del Consiglio d’Europa, entrata in vigore nel 1999 e mai ratificata dall’Italia (che l’ha solo recepita nel 2001), impedendo così ai principi e alle disposizioni in essa contenuti di entrare a far parte dell’ordinamento giuridico nazionale. La Convenzione contiene tra le altre norme anche la seguente previsione: “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”. «Il dibattito si prefigge lo scopo di sottoporre alla riflessione giuridica la disciplina della disponibilità di sé in materia di fine vita, soffermandosi in particolare sulla valenza da tributarsi alle disposizioni anticipate di trattamento», sottolinea la dott.ssa Edda Napolitano, che aggiunge: «Nella disamina relativa al cosiddetto testamento biologico non si può non meditare sull’eteronomia del rapporto tra autodeterminazione e soggetto agente e sulle implicazioni etiche e religiose che la problematica reca seco. Sempre più complesso risulta il coniugo tra posizioni paternalistiche e possibilità adeguatrici del fenomeno successorio. Nella successione mortis causa, il fenomeno successorio trova giustificazione nella morte del soggetto e consiste nel trasferimento dei diritti del de cuius ad altri soggetti. Il testamento, unico strumento negoziale riconosciuto ai privati per disporre del proprio patrimonio nel periodo successivo alla morte, è negozio giuridico unilaterale ma eminentemente personale, in quanto non risulta possa essere compiuto da un rappresentante. Con la novazione vaticinata dalle D.A.T. il bene oggetto dell’atto volitivo esula non solo dalla natura strettamente patrimoniale che l’art. 1174 del c.c. vorrebbe per ogni atto negoziale, ma anche alla necessarietà dell’ intervento del terzo, in particolare l’operatore sanitario e il fiduciario. Risulta allora, necessario riflettere sulla sua assorbibilità nell’ordinamento giuridico». I principi bioetici di “fine vita” stanno cambiando, in molti Paesi, il rapporto tra medico e paziente per cui il malato è sempre più coinvolto in tutti gli aspetti che riguardano le possibili cure, in quanto gli viene riconosciuto il diritto di decidere in autonomia della qualità della sua vita: è il diritto di autoregolamentarsi, che vuol dire anche il diritto di rifiutare le cure cosiddette “salva vita”, tranne nel caso dei Trattamenti Sanitari Obbligatori, in nome di un diritto alla vita e alla salute che non vengano letti come obbligo a vivere e a curarsi. Nel frattempo, pur in assenza di una normativa sul testamento biologico, il Consiglio Notarile dei Distretti riuniti di Udine e Tolmezzo ha sottoscritto una convenzione con i comuni di Aquileia, Campolongo Tapogliano, Cervignano del Friuli, Fiumicello Ruda, Terzo d’Aquileia, Villa Vicentina, per l’istituzione del registro per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di volontà di fine vita e ha predisposto anche i relativi modelli di dichiarazione.

San Giuseppe Vesuviano. Prorogata la convenzione con il Centro Caritas “Don Tonino Bello”

Il Comune garantirà fino ad aprile 2018 l’accoglienza di persone in stato di bisogno. Con deliberazione n. 62 del 5 aprile 2017 la Giunta ha approvato il rinnovo della convenzione con la Caritas diocesana di Nola e con la Fondazione S.I.C.A.R. per l’accoglienza di persone in stato di bisogno nei locali del Centro Caritas “Don Tonino Bello”. La convenzione, in vigore già dal marzo del 2014, ha consentito di accogliere sino ad oggi, senza interruzione di continuità, moltissime persone in situazioni di disagio, tra cui stranieri, singoli e famiglie di San Giuseppe Vesuviano, presso il Centro Caritas di via Roma. Il progetto ha avuto riscontri positivi, contribuendo sia al monitoraggio della presenza degli stranieri sul territorio sia la presa in carico di singoli e di famiglie italiane in evidente situazione di marginalità, ed ha consentito, in collaborazione con l’Ufficio Interventi Sociali dell’Ente, con l’Asl Napoli 3SUD e con le forze dell’ordine, di attuare una sinergia capace di garantire sia una risposta primaria al problema del disagio abitativo di cittadini della città, sia l’elaborazione di percorsi individualizzati tesi al cambiamento ed al recupero. La rete di accoglienza, inoltre, è diventata sempre più efficiente e rispondente ai bisogni degli stranieri e degli italiani in condizioni di disagio grazie a tutti i servizi resi, oltre che dal centro di accoglienza notturna, anche dal servizio mensa e docce offerto dalla Caritas diocesana di Nola. Pertanto, la Giunta ha deliberato il rinnovo della convenzione per un’ulteriore annualità, concedendo l’attesa proroga. “La difficoltà del periodo storico che viviamo palesano continuamente le situazioni di disagio e difficoltà che ci circondano, che siano momentanee nel tempo, come nel periodo dell’emergenza freddo, o prolungate – ha dichiarato Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano –  Desideriamo, pertanto, da amministrazione attenta ai bisogni dei più deboli, proseguire nel cammino intrapreso, investendo nei servizi sociali e dando accoglienza a chi si trova in particolari condizioni di bisogno”.

Sant’Anastasia, oggi De Luca al Santuario di Madonna dell’Arco

Invitato dal rettore padre Alessio Romano, il presidente De Luca ha accettato di essere in Santuario alle 18, 30 per la Supplica alla Madonna e il rito della benedizione dell’olio della lampada.  Il governatore Vincenzo De Luca sarà a Madonna dell’Arco questo pomeriggio.  De Luca parteciperà alla celebrazione eucaristica delle 18, 30 che sarà officiata dal rettore del Santuario, padre Alessio Romano. Il presidente della Regione e il Rettore «offriranno» insieme l’olio per riaccendere la lampada che arde dinanzi all’icona della Vergine. Perennemente accesa dinanzi all’immagine della Madonna dell’Arco già dal ‘700, e con precedenti testimonianze di un secolo prima che fanno pensare fosse proprio l’usanza dei fedeli, avvezzi ad ungersi le dita con l’olio necessario a tale scopo che evitò il dilagare della peste, la lampada viene spenta ogni anno solo il 16 aprile, che stavolta ha coinciso con la domenica di Pasqua, per poi essere riaccesa il 18, giorno delle celebrazioni della festa liturgica di SS Maria dell’Arco. «Avevo scritto personalmente al presidente invitandolo qui per l’evento e non mi aspettavo decidesse di essere presente – dice padre Alessio Romano- così come ha confermato poche ore fa». L’intenzione di preghiera, nell’accensione della lampada è per la Regione Campania.

“La lingua è la nostra casa”, il presidente emerito dell’Accademia della Crusca ad Ottaviano

  Si intitola “La lingua è la nostra casa” la lezione che il professor Francesco Sabatini, presidente emerito dell’Accademia della Crusca, terrà venerdì 21 aprile alle 17,30 ad Ottaviano, nella sala consiliare “Pasquale Cappuccio”.  Si tratta di un convegno  organizzato dalla presidenza del consiglio comunale di Ottaviano e dalla Cirtam Unina (Centro interdipartimentale di ricerca dal tardo antico al moderno dell’Università di Napoli Federico II): un’occasione per discutere sulla lingua italiana e sul suo utilizzo nei nostri giorni, alla presenza di uno dei maggiori esperti del nostro Paese.  Linguista, filologo e lessicografo, Sabatini è stato presidente dell’Accademia della Crusca dal 2000 al 2008 ed è professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre. Il professor Sabatini interverrà dopo i saluti del sindaco Luca Capasso, del presidente del consiglio comunale Biagio Simonetti, dell’assessore alla cultura Marilina Perna e del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Nola Francesco Urraro (che ha patrocinato l’evento). La relazione sarà introdotta da Marisa Squillante, professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina all’Università Federico II di Napoli. Moderatore sarà Michele Montella, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “D’Aosta” di Ottaviano.  

Acerra, due ballerini si laureano Campioni d’Europa

Domenico Paolella e Maddalena Russo, di Acerra, hanno conquistato il titolo di Campioni d’Europa, nella categoria PreAmateur 35 Ballrom. Ancora una volta dal mondo del ballo giungono notizie che portano in alto il nome della nostra terra. Infatti, durante il “WDC Amateur League Open European Championship Ballroom and Latin”, che si è tenuto in questi giorni a Blackpool in Inghilterra, due giovanissimi ballerini di Acerra (NA), Domenico Paolella e Maddalena Russo, si sono laureati Campioni d’Europa, nella categoria PreAmateur 35 Ballrom. Non è la prima volta che i due giovanissimi fanno parlare di sé, infatti, già a dicembre nell’incantevole cornice di Parigi si erano laureati Campioni del Mondo portando ancora una volta in alto il nome dell’Italia e di Acerra. Questi risultati sono frutto della passione e dell’abnegazione, ma i ragazzi devono il loro immenso riconoscimento anche alla guida e alla preparazione del maestro internazionale Mauro D’Ambrosi, dell’accademia di Scafati Antares 7. Non da ultimo si ricorda il titolo italiano conquistato poche settimane fa che si aggiunge al già lungo palmares della coppia che vanta un altro titolo italiano FIDS nel 2006 per il liscio unificato e la consolidata classificazione al primo posto nel ranking list del 2007, 2008 e 2009 sia per le danze standard, che per quelle latino-americane B1. Successivamente sono stati campioni italiani FIDA nel 2012, 2013 e 2014  nelle danze standard, liscio unificato ed in quelle latino-americane. Queste giovani promesse della nostra terra sono un motivo d’orgoglio per la cittadina di Acerra che si dimostra ancora una volta terra di arte, cultura e bellezza.

Torna il Fratino in Campania: sono tre i nidi censiti finora

Hanno affrontato il pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo e sono tornati sui litorali campani. Anche stavolta per riprodursi, per chiudere il cerchio della vita, prima di ripartire per l’Africa. Sono i Fratini, i “folletti delle spiagge”: una specie protetta di uccelli, simbolo delle dune costiere ben conservate e di un habitat sano. Ad aspettarli, come sempre, ci sono gli “Amici del Fratino” dell’Associazione ARDEA, che nella stagione riproduttiva appena iniziata hanno censito ben tre nidi, tutti sul litorale di Mondragone. Il primo tuffo al cuore, di felicità, è arrivato il 17 marzo con Bianca: è lei la prima femmina di Fratino osservata in cova sul litorale campano, dal socio ARDEA Giovanni Capobianco. Bianca, chiamata così per il nido adornato di oggetti bianchi, è un po’ in anticipo sui tempi. Ma, il 13 marzo, sotto l’occhio vigile di Marcello Giannotti, Denise D’Ambrosio e Marilena Izzo, altre due coppie nidificanti si sono unite a lei, insieme a beccacce di mare e chiurli piccoli in migrazione. La missione del team è sempre la stessa dal 2013: tentare di salvare dall’estinzione il Fratino. E per farlo c’è un piano preciso:  il progetto “Una spiaggia per il Fratino”, che l’Associazione ARDEA porta avanti con la collaborazione della Regione Campania, per monitorare e tutelare le coppie di Fratino della costa campana. «Dal 2013» racconta a “Il MedianoMarcello Giannotti, responsabile del progetto, «la situazione del Fratino in Campania è notevolmente migliorata. Dai pochi nidi censiti nel 2013, grazie alle strategie di tutela messe in campo, si è giunti al record di 17 nidi censiti nel 2016, e a un notevole incremento del tasso di sopravvivenza dei pulcini». L’obiettivo per la stagione 2017 è ripetere, se non superare, lo stesso risultato. Ma per realizzare un’efficace strategia di conservazione della specie è necessaria la collaborazione di tutti i soggetti che insistono sull’area costiera campana. In particolare nel comune di Mondragone (Ce), che «custodisce al suo interno la quasi totalità della popolazione di Fratino della Campania» continua Giannotti. Una responsabilità enorme per il comune, poiché, «l’eventuale scomparsa del Fratino dalle spiagge di Mondragone determinerà l’estinzione della specie in tutta la regione» spiega Giannotti. Ma, fortunatamente per il Fratino, Mondragone è piena di “Amici”. L’ottimo risultato del 2016, infatti, è stato raggiunto anche grazie alla collaborazione di alcuni stabilimenti balneari, insigniti della bandiera “Lido amico del Fratino”, come il lido Papele (Ce) e soprattutto il lido Prisconte (Ce): casa prediletta del Fratino, gestito da persone speciali che hanno a cuore il destino di questa specie e del territorio, e che da anni supportano in vario modo il progetto. «La collaborazione con il lido Prisconte rappresenta il vero simbolo del successo del progetto» continua Giannotti, «ed è l’esempio concreto di una collaborazione tra gestione costiera e conservazione della biodiversità possibile e soprattutto proficua». A fare il paio con i lidi di Mondragone, a Salerno ci sono il lido Baia degli Angeli e il lido Capaccio, anche loro “Amici del Fratino”. I rischi per il Fratino sono sempre gli stessi: cani randagi, ratti e gazze che predano nidi e pulcini; ruspe e quad che percorrono la spiaggia che nel periodo pre-estivo “violentano” le spiagge, mortificandone gli aspetti naturali e aggravando l’erosione del litorale. Bastano poche misure eco-compatibili per salvare il Fratino dall’estinzione. E l’Associazione Ardea, i lidi balneari e l’amministrazione comunale di Mondragone stanno appunto lavorando insieme, a piccoli passi, per raggiungere un duplice obiettivo: la tutela della specie e la valorizzazione turistica e ambientale del litorale. Solo una duna costiera e spiagge ben conservate possono garantire la vita al Fratino, specie tra l’altro inserita nei criteri per ottenere la tanto agognata “Bandiera Blu”. Intanto Bianca e le altre due coppie, continueranno a covare le loro uova per un altro mesetto circa, difese dagli “Amici del Fratino”, nella speranza che la rete di Amici si ampli sempre di più.