Salumificio Spiezia, nuova protesta dei lavoratori: “l’azienda chiude”

Sono rimasti a protestare fino a poco fa i lavoratori del salumificio Spiezia di San Vitaliano. Stamattina l’azienda gli ha comunicato che da lunedì sarà avviata la procedura di cessazione dell’attività. Non sono andate a buon fine le trattative che erano in corso con alcuni investitori. Un dramma per il territorio: una realtà secolare chiude e per i circa novanta dipendenti della fabbrica per ora all’orizzonte si intravede solo la mobilità. La crisi in cui è caduta l’azienda – produttrice di salumi dal 1907 – non permette ai lavoratori di percepire uno stipendio da un paio di mesi. La produzione è ferma da circa un mese: servono soldi per farla ripartire. Oggi, alla notizia della cessazione dell’attività, le speranze sono crollate un po’ per tutti. I lavoratori si sono riversati in strada e hanno occupato la strada antistante lo stabilimento. Sono rimasti in presidio per ore. «L’azienda stamattina ci ha comunicato che l’ultima trattativa in corso è fallita. Lunedì comincerà la cessazione dell’attività, faranno la comunicazione agli operai e alle segreterie dei sindacati. Ci dovremmo poi sedere a un tavolo per le trattative sulla mobilità: ci vorranno 45 giorni per raggiungere un accordo, poi si parte col licenziamento collettivo», ha riferito Francesco Tullio, che in fabbrica rappresenta i lavoratori iscritti al sindacato Uil.  «Abbiamo chiesto alle istituzioni, al sindaco, di convocare un tavolo istituzionale alla Regione e al Ministero dello sviluppo economico», ha aggiunto. Ha ribadito, inoltre, che per rimettere in moto il Salumificio c’è bisogno di soggetti interessati a investire denaro: «Servono almeno 5 milioni di euro per far ripartire la macchina». In attesa di sviluppi, i lavoratori hanno deciso che continueranno a scendere in strada: per lunedì è prevista una nuova protesta davanti alla fabbrica, per martedì invece si sta pensando di organizzare un blocco della Strada statale 7bis.

Al via il 20 giugno la causa di due operaie contro Fca

Il prossimo 20 giugno la prima udienza della causa di due operaie contro la Fiat Chrysler. La seduta si svolgerà al tribunale di Nola, innanzi al giudice del lavoro Francesca Fucci.   «All’indomani dell’8 Marzo la Fca cambiò senza motivazione i turni di Antonietta e Carmela, esponendole a seri problemi familiari, nonché a quelli relativi allo spostamento casa-lavoro per l’inesistenza di servizi di trasporto pubblico e aziendali tra residenza e posto di lavoro». Questo il motivo per cui le due lavoratrici, che da otto anni sono impiegate nel reparto logistico di Nola, assistite dagli avvocati del sindacato Slai Cobas, Arcangelo Fele e Daniela Sodano, avevano presentato ricorso. Lo ha chiarito il Comitato mogli operai di Pomigliano, di cui entrambi le donne fanno parte. Ora della questione dovrà discutersene nell’aula di un Palazzo di giustizia. Per il Comitato mogli operai, dietro quella decisione dell’azienda c’era «un intento repressivo»: l’8 marzo, in occasione della festa della donna, furono proclamate tre ore di sciopero nel reparto logistico di Nola e si riunì l’assemblea del Comitato mogli operai della Fca. Inoltre l’organizzazione sostiene che «Il provvedimento viola lo stesso contratto di lavoro di Fca che testualmente recita: “È condivisa la volontà di riconoscere ampia attenzione ai problemi degli spostamenti casa-lavoro che hanno rilevanti effetti sull’equilibrio complessivo del benessere del lavoratore e sulla possibilità di conciliare esigenze e tempo di vita e di lavoro”». Il Comitato, che riunisce le operaie e le donne dei metalmeccanici, annuncia una mobilitazione per l’udienza del prossimo 20 giugno: «Le forti implicazioni politiche, sociali e culturali, sono evidenti –  dichiara – come evidente è lo scontro tra chi oggi vorrebbe riportarci tutti, uomini e donne, indietro di 100 anni, sottoponendoci alla moderna schiavitù economica, e chi vuole riorganizzare a tutto campo le ragioni dei lavoratori e quelle sociali, e far ‘ricontare’ la classe operaia».

Amministrative 2017. FI: “A Somma armi di distrazione di massa per confondere i cittadini”

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Di seguito la nota stampa del coordinamento provinciale di FI di Napoli sul caso “rischio elezioni amministrative 2017” “Credevamo di aver visto tutto nelle tenzoni elettorali. Accuse vere e false, proclami e bugie. Una volta i nostri candidati erano accusati dalla macchina del fango di essere collusi con le organizzazioni criminali e noi ci dovevamo difendere da accuse tanto infamanti quanto artatamente costruite. Ora la frontiera delle panzane elettorali, troppo spesso utilizzate per nascondere la fragilità della propria proposta politica, ha superato il limite della più vivida immaginazione: addirittura l’accusa a mezzo stampa di essere collusi con le Forze dell’Ordine. A noi interessa che la nostra proposta politica, i nostri candidati, anche a Somma Vesuviana, possano essere apprezzati e scelti per continuare la migliore tradizione di buona amministrazione di Forza Italia. Il resto, apprezzando ogni utile azione tesa a rendere la competizione elettorale ancor più libera e magari utilmente monitorata, ci sembra il maldestro tentativo di chi prova, sapendo di non avere i numeri e l’apprezzamento, a buttarla in caciara!”. Così una nota del Coordinamento Provinciale di Forza Italia di Napoli.

Miss & Mister New Generation 2017, nuova tappa ad Italia Mia a Caserta

Musica, moda, spettacolo! Il tutto fuso in un unico show in onda su ITALIA MIA (S.S. Sannitica, Marcianise (CE). Uscita Autostrada Caserta Sud, a pochi passi dal centro Campania). Questo il format pensato dall’agenzia Mondo Eventi Campania di Carlo Sommella, che domenica 21 maggio porterà in tv il concorso “Miss & Mister New Generation” giunto alla sua seconda edizione. Presenti all’evento i due testimonial la modella Giorgia Imela e il modello Carlo Spumante. I partecipanti di età compresa tra i 14 e i 28 anni, saranno seguiti dalla ballerina professionista e modella Viviana Romano e si sfideranno a colpi di passerella, sfilando in due momenti ( in abito casual e in elegante), di fronte ad una giuria di esperti del settore della moda e dello spettacolo. Nel corso della serata si alterneranno inoltre, numerosi ospiti come: la ballerina di burlesque, Amira Rose; i due ballerini di undici anni Alessio Davanzo e Marcella Varietà; la cantante Lucrezia Esposito. Continua anche l’assidua collaborazione con l’etichetta indipendente del musicista Massimo Curzio, la “Big Stone Studio”. Nell’ambito di “Miss & Mister New Generation 2017”, infatti, la Big Stone Studio metterà in scena per la regia di Enrico Maria e con le musiche di Eugenio Sciacca, “NEXT – Il Musical”, progetto nato da un’idea di Francesco Iacovone. Lo show sarà presentato dalla giornalista e conduttrice tv Sonia Sodano. Le foto dell’evento saranno realizzate dal fotografo ufficiale Luigi Russo. Mondo Eventi Campania di Carlo Sommella, da oltre venti anni nel settore della moda e dello spettacolo, organizza concorsi di bellezza, shooting fotografici, corsi di portamento, casting e molto altro per maggiori informazioni basta chiamare al 329 2487467 oppure visitare la pagina su Facebook “Carlo Agenzia di Modelle”.

Somma Vesuviana, il segretario cittadino del Pd: «Chiederemo il rinvio delle elezioni»

E intanto Antonio Bassolino affida a Facebook il suo commento: «Un brutto clima a Somma Vesuviana». Mentre l’ex governatore Antonio Bassolino utilizza il suo profilo Fb per commentare il caso Somma, definendo «triste» che il Pd non abbia presentato la lista «magari anche rivolgendosi a parlamentari» e aggiunge che considera prioritario e giusto «valutare da parte delle autorità competenti se esistono le condizioni di un regolare svolgimento delle prossime elezioni», su quest’ultima opinione il Pd di Somma Vesuviana pare condividere. Nei giorni scorsi, il segretario Peppe Auriemma aveva fatto stampare dei manifesti da affiggere in città ma si è vista negare l’autorizzazione dal commissario prefettizio. Potrà diffonderli come volantini. E intanto, dopo il reportage pubblicato stamane su Repubblica, c’è chi sui social spera nel rinvio delle elezioni e chi invece manifesta solidarietà al comandante della locale stazione dell’Arma, Raimondo Semprevivo, coinvolto nella vicenda dopo una conversazione con un candidato in pectore della lista «Somma al Centro», Luigi Mele al quale avrebbe – stando alla versione dello stesso – consigliato di non candidarsi. Auriemma però sembra aver colto al balzo le nuove evoluzioni del «caso Somma» e sostiene che chiederà sostegno ai parlamentari del territorio. «Vedremo chi ci è davvero vicino» – aggiunge. Sostegno per poter invocare dal Prefetto il rinvio della tornata elettorale per le amministrative. Quando gli si chiede perché mai le elezioni dovrebbero essere rinviate, lui risponde (e il Pd scrive sul manifesto negato): «Perché i cittadini non possono così scegliere un progetto alternativo alle destre». Considerando «destra», dunque, anche il candidato Di Sarno che ha in coalizione Verdi e Psi, nonché Rianna e il M5S, non solo il centrodestra di Allocca e le civiche di Piccolo. E se gli si fa notare che è stato il suo candidato a ritirarsi e che la lista poteva comunque essere presentata, anche con un candidato «simbolo», o magari un parlamentare, così come avevano ventilato subito dopo il ritiro di Bianco, la sua risposta è: «Senza il candidato che ci rappresentava è stato decapitato un progetto». Altre reazioni arrivano dai deputati Mdp Arturo Scotto e Luisa Bossa:  «È a rischio la tenuta democratica di quel comune e occorre una risposta dal Ministero degli Interni. Presenteremo un’interrogazione parlamentare nelle prossime ore».

Somma Vesuviana/Amministrative 2017, Salvatore Di Sarno apre domenica la sua campagna elettorale

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Si terrà domenica 21 maggio, alle 19 al Parco degli Aromi, in via colonnello Aliperta, l’apertura della campagna elettorale di Salvatore Di Sarno, candidato alla carica di sindaco a Somma Vesuviana. A sostegno di Di Sarno ci sono sei liste: Svolta Popolare, Verdi, Partito Socialista Italiano, Udc, Siamo Sommesi e Liberamente. “Nel corso della campagna elettorale presenteremo il nostro programma, senza fare false promesse e dimostrando che conosciamo il territorio e intendiamo migliorarlo”, spiega Di Sarno.  

Somma Vesuviana, elezioni a rischio?

Repubblica Napoli di questa mattina
 Repubblica Napoli racconta stamane risvolti pesanti dell’inchiesta sul «caso Somma». La cronista Conchita Sannino traccia uno scenario che vedrebbe dietro le “pressioni”, finora rimaste ignote, non la camorra come in molti avevano ventilato ma un’altra «regia».   Tutto sarebbe iniziato da una lettera a firma di un candidato che avrebbe dovuto essere nelle fila della lista «Somma al centro» che faceva capo al consigliere regionale Carmine Mocerino, attuale presidente della commissione anticamorra della Regione Campania. Il candidato – come racconta Repubblica – sosterrebbe di aver ricevuto da «esponenti delle forze dell’ordine» l’invito a non candidarsi con quella lista. Apprese le circostanze, Mocerino avrebbe consegnato la lettera al prefetto di Napoli, Carmela Pagano, innescando l’inchiesta che attualmente è appannaggio della Procura di Nola guidata dal procuratore Stefania Castaldi. Per ora vige il massimo riserbo e né la Procura, né l’Arma, commentano la vicenda. Il candidato consigliere sarebbe, così come il candidato sindaco poi ritiratosi, Giuseppe Bianco (che avrebbe guidato una coalizione di Pd e Somma al Centro), stato sentito dai carabinieri di Castello di Cisterna La storia che il quotidiano napoletano lancia questa mattina comprende pure l’ipotesi di uno stop alla competizione per le amministrative. Repubblica ricostruisce lo scenario (con fonti dirette, presumibilmente quelle degli stessi candidati sfilatisi da Somma al Centro) che vedrebbe coinvolto nella vicenda – per una “narrazione” dello stesso aderente a Somma al Centro – il comandante della locale stazione dell’Arma. Sarebbe stato lui, sosterrebbero le fonti di Repubblica, a «invitarlo» a desistere in almeno due occasioni. Il commento che Repubblica ha chiesto al comando provinciale dell’Arma parla solo di «accertamenti in corso». Il comandante dei carabinieri di Somma Vesuviana, alle spalle varie operazioni anticamorra e sempre attivo nel controllo del territorio sarebbe – stando a indiscrezioni, così riporta stamane il pezzo firmato dalla Sannino – sereno e pronto a difendersi e dovrebbe, anche a sua tutela, essere ascoltato dagli inquirenti. I colloqui riportati in qualità di testimone dal candidato in pectore al consiglio comunale, che mai ha però debuttato in Somma al Centro, sarebbero di questo tenore: «Evita, lascia stare. Tu sei sempre stato con il centrodestra, cosa c’entri con il centrosinistra»?  Il quotidiano sembra dare per scontato che il ritiro del Pd abbia favorito il centrodestra e Forza Italia in particolare, come se gli elettori del Pd migrassero in massa alla volta del simbolo di Berlusconi. Storia solo parallela sarebbe quella che riguarda Bianco e il Pd. Il candidato in pectore del centrosinistra avrebbe ricevuto lettere e telefonate anonime che gli «consigliavano» di farsi da parte e getterebbero sul tavolo insinuazioni circa un presunto abuso edilizio legato alla realizzazione di una piscina. Il medico dà forfait, non per il «ricatto» relativo all’abuso ma per preservare la serenità della sua famiglia. Quanto al partito, Repubblica definisce «assordante» il silenzio dei democrat che non va oltre la solidarietà.  

Statale del Vesuvio 268: tre mesi di chiusura nel tratto Somma Vesuviana – Ottaviano

 Incontro ieri in Prefettura a Napoli, tra Anas, rappresentanti istituzionali e forze dell’ordine, sull’avvio di una nuova fase del cantiere per il raddoppio della Statale 268 «del Vesuvio». L’Anas ha condiviso la programmazione di una chiusura dell’arteria, in entrambi i sensi di marcia, nel tratto compreso tra Somma Vesuviana-Cupa di Nola (km 8,000) e Ottaviano-Zona Industriale (km 12,000). All’incontro hanno preso parte rappresentanti della Prefettura, dei Comuni territorialmente interessati dall’intervento, di Anas, dell’impresa esecutrice e delle forze dell’ordine. L’interdizione, dal 5 giugno 2017, per un periodo di circa 3 mesi, consentirà di ridurre i tempi dei lavori di raddoppio e completamento della statale e, contestualmente, di garantire la sicurezza sia per la circolazione che per le maestranze. L’Anas, per ridurre i disagi e per recepire le richieste del territorio, ha studiato ed attuerà, con l’impresa esecutrice, tutte le modalità operative possibili per permettere, in concomitanza con la ripresa del prossimo anno scolastico, la riapertura di una carreggiata ammodernata, che verrà opportunamente predisposta a doppio senso di circolazione. A partire, poi, da tale periodo, occorreranno ulteriori due mesi (cinque complessivi) per la messa in esercizio anche dell’altra carreggiata, posta in adiacenza. Durante l’interdizione al transito. Il traffico verrà deviato lungo strade alternative, all’interno dei territori comunali di Somma Vesuviana ed Ottaviano, condivisi ed approvati durante la riunione: uscita obbligatoria dei veicoli che da Napoli viaggiano sulla SS268, in direzione Angri, in corrispondenza dello svincolo di Somma Vesuviana e rientro in corrispondenza dello svincolo di Ottaviano Zona Industriale; uscita obbligatoria dei veicoli che da Angri viaggiano sulla SS268, in direzione Napoli, in corrispondenza dello svincolo Ottaviano Zona Industriale e rientro in corrispondenza dello svincolo di Somma.

Somma Vesuviana/Amministrative 2017, Salvatore Rianna riparte da Rione Trieste: «Siamo l’onda anomala che si abbatterà sulla città».

Lo slogan «Ripartire si può», due liste (Rianna Sindaco e Summa Felix), volti nuovi, giovani professionisti e appassionati sostenitori, ad attorniare il candidato sindaco sul palco nella piazzetta di Rione Trieste, il luogo che Salvatore Rianna (già consigliere comunale e poi assessore a Somma Vesuviana, oggi delegato alle politiche sociali nella giunta del sindaco Luca Capasso ad Ottaviano) ha scelto per lo start della campagna elettorale. Pochi volti noti alla politica nelle sue liste ma, comunque sia, il candidato precisa subito: «Non troverete qui nessuno che abbia un minimo di responsabilità per lo stato disastroso in cui oggi versa Somma Vesuviana». Ripartire da Rione Trieste, dunque dalle periferie: è questo il leitmotiv della serata in cui il candidato sindaco Salvatore Rianna inizia la sua campagna elettorale. «L’inizio della rinascita- dice- mi hanno chiesto perché ho scelto questo rione, ma io sono nato e vissuto a cinquanta metri da qui, qui ho tirato i primi calci ad un pallone, da qui un gruppo di giovani ha mosso i primi passi in politica. Io sono figlio di questa terra, sono figlio di Rione Trieste». Iniziare dalla periferia più abbandonata, da un luogo simbolo. «Questa è terra di nessuno- dice Rianna dal palco, vengono qui a chiedere voti, a promettere e poi vi lasciano con un pugno di mosche in mano: una zona emblema di una Somma abbandonata dove la coscienza dei cittadini è morta». «Questa piazzetta- aggiunge subito dopo – è stata rimessa a posto e pulita dai volontari ma è pura follia pensare che un gruppo di cittadini possa sostituirsi, per oneri e doveri, alla pubblica amministrazione». E se c’è una cosa che a Rianna riesce bene è entusiasmare il «suo» popolo: «Vi invito a domandarvi di chi sia la colpa della decadenza culturale del nostro paese. Nostra? Loro? Non ci sono, nelle mie liste, responsabili di questo degrado. Ho chiesto a tutti di metterci la faccia e l’ho fatto io stesso già due mesi or sono, con una follia, con manifesti, raccogliendo le istanze e i bisogni della città mentre gli altri si chiudevano nelle stanze del potere, cambiavano, si accordavano, disfacevano…il risultato? Intrighi e accozzaglie». «Di chi è la colpa?» chiede ancora Rianna per poi rispondere: «Nelle fila dei competitor ci sono tutti i consiglieri comunali della passata amministrazione, c’è un candidato sindaco che è stato un “facente funzioni” che ha brillato per inefficienza. Noi intendiamo la politica in modo nuovo e diverso e vogliamo una Somma nuova, una Somma diversa, non questa dove da tempo è calata una cappa». E la cappa alla quale si riferisce Rianna ha a che fare con gli ultimi avvenimenti che hanno catapultato il preambolo di campagna elettorale di Somma Vesuviana alla ribalta dei media nazionali. In negativo, nemmeno a dirlo. «Solidarietà piena al dottore Giuseppe Bianco- prosegue il candidato sindaco- una persona perbene costretta al ritiro: mi auguro che la magistratura, in tempi celeri e veloci, dia le dovute risposte». Ma quella «cappa», sostiene Rianna, non è di ieri. «C’è da tempo- continua – e noi vogliamo aprirvi una breccia». Difficile? No, per il candidato sindaco che sfida corazzate degne di nota con sole due liste e candidati giovani, non c’è nulla di più facile al mondo. «L’abilità dei politicanti è quella di far sembrare tutto difficile, invece non c’è nulla di più facile che amministrare un paese: legalità e competenza sono già nel nostro Dna ma non bastano. Occorre competenza, occorre sapere dove mettere le mani, di quali professionisti circondarsi, come intercettare fondi e finanziamenti, creare una squadra svincolata dalle logiche di partito e da quelle della politica più bieca». «A noi questa Somma di oggi non piace, è brutta. Vogliamo che torni ad essere la perla del vesuviano, tutti vi diranno così ma ci dovranno spiegare perché non l’hanno fatto finora giacché hanno governato». «Ripartire si può, si deve» – conclude Rianna e promette: «Noi saremo l’onda anomala che si abbatterà su Somma Vesuviana». Un’onda che nelle intenzioni del candidato sindaco e dei suoi aspiranti consiglieri, dovrebbe spazzare via brutture e degrado, risvegliare le coscienze.    

Somma Vesuviana/Amministrative 2017, Pasquale Piccolo alla riscossa: «Per chi ha tradito gli elettori c’è una sola parola: vergogna!»

La squadra di Pasquale Piccolo sul palco del Summarte
Una apertura di campagna elettorale sui generis, «democratica» nel senso che l’ex sindaco dimissionario Pasquale Piccolo non ha voluto il classico comizio ma, dopo le sue parole forti – un atto di accusa contro la sua ex maggioranza ora migrata sui fronti avversari – ha voluto che la parola passasse alla platea, offrendosi alle domande dei giornalisti e dei cittadini. I candidati di Onda Bianca e l’Aurora, le loro famiglie, numerosi cittadini e qualche «osservatore» si sono ritrovati ieri al Summarte per la manifestazione che ha dato il via alla campagna elettorale dell’avvocato Pasquale Piccolo, eletto sindaco nel 2014 e dimissionario da pochi mesi. Una scenografia semplice, una traccia altrettanto scarna, perché quel che aveva in animo di esprimere Piccolo lo ha detto subito: «Potrei risolvere tutto con una semplice parola: vergogna, vergogna, vergogna». Un messaggio diretto ai suoi ex consiglieri comunali, quelli che lo avevano «salutato» già da tempo e quelli che fino all’ultimo atto della sua amministrazione lo avrebbero voluto – così si evince dalle sue parole – «eliminare». Eliminare politicamente, sia chiaro. «Faceva tutto parte di un disegno- ha proseguito l’avvocato- mi si doveva eliminare perché qualcun altro prendesse il mio posto». Di nomi ne fa, Piccolo e ne ha per tutti i consiglieri suoi ex alleati. Un disegno che a suo parere aveva un filo conduttore dipanato con un unico scopo fin dal principio. «Affamati, mai sazi di potere e di poltrone – dice Piccolo dei suoi ex alleati ora migrati tra le fila di due candidati sindaci avversari – hanno tradito gli elettori, prima ancora che me e il loro mandato. Disertavano il Comune per intere settimane, impedivano agli assessori di riferimento di votare atti importanti, comparivano solo nelle commissioni consiliari e non ricordo una riunione di maggioranza in cui non si sia parlato di potere e di poltrone». Quanto a lui, sostiene: «Trascorrevo intere giornate al Comune e di certo non per giocare a carte, nell’ultimo periodo ho dovuto sopportare richieste che invocavano tutto e il contrario di tutto: prima volevano una giunta tecnica, poi una fatta con il manuale Cencelli alla mano, poi una politica, poi ancora le dimissioni di un mio assessore tecnico, il tutto mentre le casse comunali versavano in condizioni non floride. Sono andato via, infine, perché essere sindaco senza poter governare la città è una offesa alla dignità e io così non potevo governare». «Avrò sicuramente commesso degli errori- ammette l’ex sindaco – ma di certo non ho mai utilizzato la carica di sindaco per migliorare la mia condizione economica: nei primi tempi non ho percepito l’indennità rinunciando ad 80 mila euro e anche dopo quel denaro è stato destinato ad uso pubblico, tutte circostanze che posso documentare in ogni momento».  Fa solo un accenno, Piccolo, alla vicenda giudiziaria che poco prima delle dimissioni definitive, che aveva già prima rassegnato, gli è costato un breve periodo di divieto di dimora nella sua città, in relazione all’inchiesta San Domenico e ai fondi utilizzati sì per restaurare il complesso conventuale ma nel mirino della magistratura perché rendicontati quando ancora erano in piedi i cantieri. «Per realizzare un’opera pubblica in soli sei mesi, cosa che mai nessuno è riuscito a fare a Somma Vesuviana, mi sarei anche fatto arrestare»- dice. Dice, l’avvocato ed ex sindaco, di voler sconfiggere chi fa della politica un mestiere e poi offre, tra gli applausi della platea, la sua solidarietà al dottore Giuseppe Bianco, candidato in pectore del Pd ritiratosi dalla competizione dopo aver dichiarato pubblicamente di aver ricevuto «intimidazioni». «Sono solidale  – aggiunge Piccolo – ma io non desisto, nonostante sia stato bersaglio di violenza fisica e morale». Parlando di violenza fisica, Piccolo si riferisce evidentemente all’episodio che lo ha visto vittima – tempo fa – di un’aggressione da parte di un ex operaio che lo assediava per farsi assegnare una casa. Saluta «gli amici del Pd», il candidato sindaco e a domanda precisa risponde: «Certo, se votano me non mi dispiace». E lo conforta poco dopo dalla platea un iscritto dei democrat che gli dichiara pubblicamente l’intenzione di votarlo. Nel corso della serata è stato distribuito un volantino che elenca le opere realizzate dall’amministrazione Piccolo e quelle «in procinto di realizzazione».