Ottaviano, torna la “Sagra di San Giovanni”, la festa dello spirito di comunità

  La Sagra occupa, ormai, un posto di rilievo nell’elenco degli eventi che hanno l’obiettivo di raccontare la magica corrispondenza tra i “luoghi” storici e la gente che ci vive. Dal 23 al 25 giugno si svolgerà a Ottaviano, nel quartiere San Giovanni, la Sagra che dal quartiere prende il nome e che ormai fa parte della tradizione. L’evento, organizzato, con il patrocinio del Comune, dalle comunità delle parrocchie di San Giovanni Battista e di San Lorenzo Martire mira, fin dalla prima edizione, a rappresentare l’identità culturale di due quartieri storici della città. Il programma prevede spettacoli musicali di vario tipo, tutti connessi, in qualche modo, alla cultura del territorio: un ruolo fondamentale sarà svolto, come ogni anno, dalle signore del Comitato organizzatore, che con la prelibatezza dei “cuoppi”, delle polpette, dei panini, rinnoveranno la magia degli antichi sapori e indicheranno agli ospiti la vera protagonista della festa: la gioia della stare insieme e di vivere insieme lo spirito della comunità consapevole e solidale.  

La stazione di Afragola e i terreni inquinati.

Inaugurata  pochi giorni fa è all’esame della magistratura per le mancate bonifiche. Furbizia o sciatteria ? Possibile che arrivino  il Presidente del consiglio ed un gran numero di  autorità ad inaugurare la stazione dell’Alta velocità e non si ha certezza che   “ tutto è a posto” ?   E’ mancato poco che i Nas dei Carabinieri giungessero sul posto a sondare i terreni inquinati, sequestrare bar e parcheggi mente Gentiloni magnificava  l’opera da oltre 100 milioni di euro  dell’architetto  Zaha Hadid. L’archistar  irachena deceduta l’anno scorso si sarà rivoltata nella tomba nell’apprendere che il suo progetto è stato realizzato su terreni notoriamente inquinati e mai bonificati. Lì dove arriveranno i treni dal Nord dell’Alta velocità italiana – “ Porta del Sud” – e dove per anni sempre dal Nord la camorra ha fatto arrivare rifiuti di ogni tipo. La Procura della Repubblica di Napoli sta studiando le condizioni del sottosuolo dove sorte le strutture. Le cronache di queste ore raccontano di rifiuti speciali individuati,  mezzi  meccanici abbandonati, fusti   e tanto altro giacente da tempo. Nessuno ha visto  o segnalato ?  Certo l’inaugurazione con il premier. Ma prima c’è il diritto degli abitanti e  dei futuri viaggiatori a vivere e circolare in territori non a rischio. Diritti calpestati da una festa diventata triste in poche ore. Il Pubblico ministero Giovanni Corona vuole  accertare se le fondamenta della megastazione  abbiano tenuto conto di terreni non a norma. Un  lavoro interessante,tecnico, anche se il buon senso dice che non ci voleva molto . Da anni Afragola  è  all’ interno del tristissimo triangolo della morte  della provincia di Napoli. C’è stata mobilitazione per  bonificare centinaia di ettari da  bidoni di amianto, scarti nocivi, rifiuti sanitari e chimici. Sono stati  spesi milioni di euro per ridare fiducia per un  ambiente risanato .Il governatore De Luca tre giorni fa ha annunciato altri 40 milioni di euro per la salvaguardia ambientale . Purtroppo si inciampa in queste modeste vicende pubbliche  senza certezze. Aggravate anche dal sequestro di servizi non in regola : bar,parcheggio, defribillatori. Le  Ferrovie dello Stato e il Comune di Afragola si defilano e limitano l’intervento della magistratura ad una questione documentale, cartacea. Speriamo sia così anche per chi indaga. Certo bisognerà dirlo al Presidente Gentiloni.                  

FCA conferma: « nuova vettura per Pomigliano ». Ma la Fiom resta molto critica

Rinnovata per un anno anno la solidarietà. E i trasfertisti dovranno diminuire.     Dal tavolo separato di ieri (la Fiom è stata come ormai di consueto ricevuta dopo le altre organizzazioni in quanto non firmataria del contratto specifico )  una notizia positiva e concreta è emersa e cioè che l’azienda ha confermato la volontà di dare il via alla produzione di una nuova vettura di fascia premium a Pomigliano. Lo ha ufficializzato il responsabile delle relazioni esterne di FCA, Pietro de Biasi, durante l’incontro tenuto ieri nella fabbrica automobilistica napoletana con Fim, Uilm, Fismic e Ugl. Sui tempi del lancio della nuova vettura, però, nessuno si è sbilanciato. Corre voce circa i primi mesi del 2019. Si vedrà. Ieri nella stessa sede è stato intanto rinnovato di un anno il contratto di solidarietà per 3mila dei 4500 addetti dell’impianto napoletano mentre l’azienda si è detta disponibile, per chi faccia richiesta di rientro, a ridurre il numero dei trasfertisti ( attualmente sono 330 ) che ogni giorno sono costretti a un faticosissimo pendolarismo fino allo stabilimento di Cassino e ritorno. « Mentre per coloro che vorranno restare a Cassino – fa sapere Biagio Trapani, segretario generale della Fim Cisl di Napoli – è previsto un incontro nel mese di dicembre finalizzato a una rivisitazione del trattamento economico. Inoltre FCA ha fatto sapere che potrà usufruire degli ammortizzatori sociali anche oltre l’agosto del 2018, cosa che garantirà coperture per un tempo sufficiente ad avviare gli investimenti necessari alla saturazione occupazionale connessa alla nuova missione produttiva ».  Molto diversa è invece l’analisi della Fiom, che in un comunicato nazionale stigmatizza la prosecuzione della cattiva pratica dei tavoli separati e « valuta negativamente l’incertezza sul piano industriale, anche perché non sono stati chiariti tempi e modalità di realizzazione dei futuri modelli ». Infine i metalmeccanici della Cgil ritengono «indispensabile il ricorso al contratto di solidarietà per evitare licenziamenti» ma «valutano positivamente il rientro a Pomigliano dei lavoratori impiegati temporaneamente a Cassino che ne facciano richiesta».

Acerra, lo stipendio salta e i netturbini scioperano: denunciati alla polizia

Ieri emergenza nella città dell’inceneritore. Operatori ecologici indagati per interruzione di pubblico servizio.   Sono 77 dei 106 complessivi gli operatori ecologici di Acerra denunciati alla polizia, ieri, per non aver raccolto i rifiuti e per non aver spazzato strade e marciapiedi. La notizia è trapelata dal Comune ed è stata confermata dagli stessi netturbini. La protesta è scattata perché la Tekra, la ditta che da poco si è aggiudicata l’appalto di nettezza urbana per un ammontare di 54 milioni in 7 anni, non ha erogato ai lavoratori lo stipendio di maggio. A quel punto gli operai, esasperati da giorni, hanno deciso nella notte tra mercoledi e giovedi di non lavorare. Ma sono stati  subito denunciati presso il locale commissariato. Ieri dappertutto la città di Acerra ha mostrato le conseguenze visibili dell’astensione: cassonetti stracolmi e rifiuti sparsi dovunque. Già dal pomeriggio successivo però gli operatori ecologici sono tornati al lavoro. Stamane la situazione si è normalizzata. Ma gli operai denunciano continue vessazioni, anche salariali, da parte della Tekra.

«Alla fine di ogni cosa» (romanzo di uno zingaro) di Mauro Garofalo: un pugile sbocciato in campione

Perché questo romanzo. Fondamentalmente per due motivi: è biografico, riguarda infatti la vera vicenda di Johann Rukeli Trollmann, il pugile cui il Nazismo tolse il titolo di campione perché “zingaro”. Per tutta risposta, la volta dopo Trollmann salì sul ring con il corpo cosparso di farina, i capelli tinti di giallo e si lasciò battere. “Quell’uomo aveva messo in scena la sconfitta dello stesso fanatismo ariano che lo ha crocifisso, ha avuto il coraggio di guardare dritto in faccia il grande male del Novecento” (parole delle stesso Mauro Garofalo);  Non riguarda semplicemente lo sport, è intriso dei suoi valori. “Alla fine di ogni cosa” è il primo romanzo di Mauro Garofalo, giornalista di cronaca, vicinissimo alla boxe. Mentre lo leggevo, ho avuto la sensazione, la identica sensazione di quando fai il bagno nel mare e a mano a mano che nuoti attraversi zone con diverse temperature, ne sei praticamente avvolto prima che cambi. Infatti, la prima parte del romanzo la caratterizza un sentimento di forza e di tenacia.  Chi ama questo sport deve assolutamente leggerlo, chi non lo ama, anche. Perché nella boxe e nel suo “codice” vi è il paradigma della vita. Vi sono dei riti qui, come in altri sport, che esercitano un grandissimo fascino, il proteggere le mani con le bende prima di infilare i guantoni è uno di questi, ad esempio. “Seduto su una panca, aveva tirato fuori le fasciature bianche. La benda che svolgeva. Passaggi a distanziare, proteggere da fratture, il tessuto che stringeva il dorso della mano e andava sotto il palmo, ad accarezzare le linee di una vita che gli si stava sfaldando sotto gli occhi. Giri di fascia a tenere insieme pezzi già rotti. Le dita che si schiudevano sul pollice. Un pugno vuoto in cambio.” Mi sono, poi, emozionata dinanzi alla potente tenerezza di una immensa storia d’amore. Infine, ho provato la stessa identica rabbia che provo ogni volta che mi capita di leggere un romanzo ambientato nella Germania della metà del 900′. Vengono tra le altre cose riportati importanti eventi storici, faccio riferimento alla promulgazione della prima legge contro gli zingari, all’eplosione dello zeppelin Hindeburg, alla vittoria delle 4 medaglie d’oro da parte dell’atleta afro-americano, Jesse. Un romanzo sui valori dello sport, sul legame viscerale con le proprie radici, sulla potenza dell’Amore , un romanzo su una straordinaria amicizia, quella di Rukeli e di Zirzow, il suo allenatore, chi per primo vide in quel piccolo pugile un grande campione e dedicò la sua esistenza affinché sbocciasse.  Un romanzo che esalta il lavoro intenso e duro, il sacrificio che si nasconde dietro ogni vittoria, dietro ogni sogno in cui credere. Dietro ogni sogno, lacrime che si confondono al sudore. Un romanzo che evoca al contempo il profumo di una palestra, del sudore e del sangue… che evoca il suono del respiro che si butta fuori ad ogni colpo… È la storia di uno uomo che si lascia annientare dalla sua passione. Contemporaneamente, incredibilmente potente e delicato. Nel 2003 la Bundchen Deutscher Berufsboxer, la Federazione Pugilistica Tedesca, ha riconsegnato ai famigliari di Johann Trollmann la corona di campione dei pesi medio-massimi. Se questo è il romanzo di esordio di uno scrittore non resta che desiderare che continui a raccontare storie.        

Elezioni a Somma Vesuviana, Di Sarno: “Niente apparentamenti, i miei alleati sono cittadini”

  “I miei alleati sono i cittadini di Somma Vesuviana. Da figlio di Somma Vesuviana, voglio che siano loro ad eleggermi sindaco, senza compromessi e senza inciuci. Cittadini onesti, come le donne e i giovani del nostro territorio che devono affrontano ogni giorno le difficoltà di una città che ha bisogno di cambiare e migliorare, di offrire più servizi e più opportunità”. Così Salvatore Di Sarno, candidato alla carica di sindaco di Somma Vesuviana e sostenuto da Verdi, Udc, Psi, Svolta Popolare, Liberamente e Siamo Sommesi chiarisce la sua posizione rispetto al ballottaggio che si terrà il prossimo 25 giugno. “Andrò al ballottaggio senza apparentamenti”, spiega Di Sarno.

Gepin Casavatore: fumata nera dal Mise. E i lavoratori occupano il ministero

Ieri protesta simbolica dopo l’ennesima delusione.    Per i 220 lavoratori licenziati dal call center Gepin Contact di Casavatore l’unica buona notizia emersa ieri sera dal ministero dello Sviluppo Economico è che non è terminata la trattativa di ricollocazione con Ecare, cioè con l’azienda che rileverà la commessa Poste Italiane un tempo assegnata al call center napoletano. Il prossimo incontro ministeriale si terrà il prossimo 21 giugno. A ogni modo ieri per i 220 addetti partenopei finiti in mobilità la delusione è stata enorme. La vice ministro allo Sviluppo, Teresa Bellanova, che sta seguendo dal primo momento la vertenza, intorno alle undici di ieri sera ha comunicato ai lavoratori e ai sindacati che, nonostante il pressing del governo, Ecare non garantisce i volumi di lavoro sufficienti a ricollocare tutti gli ex Gepin della sede di Casavatore. La stessa Ecare avrebbe esuberi al suo interno per cui l’azienda preferisce dare garanzie occupazionali prima di tutto ai suoi dipendenti. A quel punto io lavoratori di Napoli non hanno potuto contenere la loro rabbia. Hanno occupato per ore il parlamentino del ministero dello Sviluppo. Soltanto stamattina sono rientrati a Napoli.

Somma Vesuviana, ancora una rapina: due uomini armati puntano le pistole contro un benzinaio

È accaduto ieri sera in via Cupa di Nola: due uomini armati, volto coperto a bordo di una moto, si sono fermati nell’area del distributore Opec di via Cupa di Nola. I rapinatori hanno puntato le armi contro un dipendente in servizio a quell’ora nell’impianto di distribuzione carburanti e gli hanno intimato di consegnare loro tutti i contanti. Alla rapina avrebbe assistito anche un cliente, ma nessuno ha riconosciuto i due uomini che sono subito scappati via, una volta preso il denaro. Indagano i carabinieri di Castello di Cisterna al comando del capitano Tommaso Angelone.

Incidente sulla superstrada verso Napoli, ferito 30enne

Il ragazzo è sbalzato in aria ed ha sbattuto la testa.

Un’auto si è ribaltata sulla  superstrada verso Napoli, all’altezza di Ponticelli. Un ragazzo di circa 30 anni è sbalzato in aria ed ha battuto la testa. Ora è riverso in strada e risulta gravemente ferito. Sulla dinamica dell’incidente, ci sono ipotesi e ricostruzioni da verificare.

FCA Pomigliano: è il giorno della verità. Incontro sul futuro della fabbrica

Oggi faccia a faccia tra sindacati e azienda sul piano industriale.     Un piano industriale capace di scacciare la cassa integrazione e le carenze occupazionali della più grande fabbrica del Mezzogiorno. Lo chiederanno tutti i sindacati negli incontri programmati per oggi. Incontro che secondo FCA sarebbero però finalizzati esclusivamente a garantire la prosecuzione dei contratti di solidarietà per circa tremila dei 4500 addetti di Pomigliano e del reparto logistico di Nola. Ieri sera però è corsa voce che l’azienda al tavolo della riunione potrebbe sbilanciarsi annunciando almeno uno dei nuovi modelli richiesti dalle organizzazioni di categoria per lo stabilimento napoletano. Organizzazioni di categoria che sostengono che qui per garantire la piena occupazione sarà necessario avere almeno due nuove vetture da produrre. La permanenza della Panda infatti è ormai “a tempo”. Marchionne ha già detto che il nuovo modello di utilitaria sarà prodotto a partire dal 2020, ma non a Pomigliano. Probabilmente in Polonia, dove già è stata prodotta la penultima versione della piccola automobile.