Estate Medicea: “Storie di autismi” e lo spettacolo “Quotidiane ispirazioni”
Dopo una serie di interruzioni e rinvii, dovuti all’emergenza roghi, riprende l’Estate Medicea, la rassegna di eventi culturali e artistica voluta dall’amministrazione comunale di Ottaviano.
La prossima manifestazione si terrà stasera a partire dalle 20 presso il Palazzo Mediceo, con la presentazione della trilogia di libri “Storie di autismi” e, a seguire, lo spettacolo “Quotidiane ispirazioni”. Alla presentazione dei libri, pubblicati dalla Irfid, Istituto per la ricerca, la formazione e l’informazione sulle disabilità, interverranno le curatrici Rosa Ascione e Maria Villani, insieme al direttore scientifico della Irfid, Giovanni Guazzo.
“Quotidiane ispirazioni”, lo spettacolo che si terrà a seguire, è un viaggio di musica e parole tra le grandi e varie eredità artistiche di Napoli: da Viviani a Troisi, passando per Carosone e Pino Daniele. Prodotto dal Teatro Nest, è interpretato da Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo per la regia di Giuseppe Miale Di Mauro, con l’accompagnamento musicale di Emanuele Ammendola.
“Gli incendi nel territorio del Parco Vesuvio ci hanno costretto a rimandare alcuni eventi. Ma l’Estate Medicea continua e Ottaviano deve ripartire: con queste manifestazioni riprendiamo a vivere il territorio nel migliore dei modi”, spiega il sindaco Luca Capasso.
Accoltella a morte la moglie, poi confessa: in manette 44enne
La donna, Maria Architetta Mennella, aveva solo 38 anni ed era originaria di Torre del Greco.
“L’ho uccisa io, venite qui”: sono le parole dette stamane al telefono ai Carabinieri da un uomo di 44 anni che ha accoltellato a morte l’ex moglie di 38 anni, nell’appartamento in cui la donna viveva a Musile di Piave con i due figli. I ragazzi, di 9 e 15 anni, non erano presenti al momento dell’omicidio perchè in vacanza. La vittima lavorava in un centro commerciale di Noventa: si chiama Maria Archetta Mennella, 38 anni, originaria di Torre del Greco (Napoli) ma residente da qualche mese in un appartamento al secondo piano di uno stabile a Musile di Piave (Venezia). L’ex marito, che avrebbe confessato l’omicidio, è Antonio Ascione, 44 anni. La donna, chiamata dagli amici con il diminutivo di Mariarca, appare nella sua pagina Facebook bella e sorridente. In uno degli ultimi post aveva condiviso una frase significativa: “Mi fanno paura gli uomini che non capiscono che amare una donna vuol dire amare la sua libertà”.
Somma Vesuviana, ieri un nuovo focolaio di incendio. E la Città Metropolitana stanzia 600mila euro
L’altro giorno la riunione in Prefettura con i sindaci del vesuviano. Ieri a Somma Vesuviana un nuovo incendio alle Gavete.
Un nuovo focolaio di incendio ieri pomeriggio in località Gavete a Somma Vesuviana. Il fuoco ha interessando un dirupo in una zona impervia ma lontano dalle abitazioni. «Oggi è stata un’altra giornata difficile. Incendi alla Gavete e in località Reviglione, qui è stato incendiato anche materiale plastico. La protezione civile, coordinata dal Coc (Centro operativo comunale) è riuscita a spegnere le fiamme, ma ci sono volute ore- scrive il sindaco Salvatore Di Sarno sulla sua pagina social -speriamo presto che tutto questo finisca. Voglio raccontarvi di quello che metteremo in cantiere con la mia amministrazione e non sempre di emergenze incombenti. So che ce la faremo, restiamo uniti. Essere comunità in questo momento è importante per evitare danni maggiori.Noi possiamo mettere in campo prevenzione e fare pattuglie appiedate per vedere se esiste un piromane che appicca incendi».
Vogliamo che tutte le commissioni consiliari si mettano a lavorare su quella che è la priorità assoluta: l’emergenza incendi e quella della Terra dei fuochi». Lo ha detto il capogruppo di M5s al Consiglio regionale della Campania, Valeria Ciarambino, che sta prendendo parte al presidio permanente dinanzi alla sede del Consiglio regionale della Campania per chiedere «con urgenza che tutti i lavori della Consiglio e delle commissioni siano incentrati a a risolvere il dramma della Terra dei fuochi» Per Ciarambino per contrastare l’emergenza roghi nella «terra dei fuochi» bisogna fare in modo che «tutti i rifiuti siano smaltiti secondo una filiera certificata».
Intanto l’altro ieri i sindaci del vesuviano sono stati convocati dal Prefetto, all’incontro erano presenti il sindaco metropolitano di Napoli Luigi de Magistris, e sindaci e delegati dei Comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco e Trecase.
Il prefetto Pagano ha definito la riunione «collaborativa e concreta». Luca Capasso, sindaco di Ottaviano e presidente della Comunità del Parco Vesuvio ha poi dichiarato:
«Si è conclusa la riunione in Prefettura. La città metropolitana, era presente il sindaco de Magistris, ha messo a disposizione 600mila euro per l’acquisto di nuovi mezzi antincendio. Un tavolo tecnico permanente si riunirà ogni 15 giorni per fare il punto della situazione. I sindaci hanno fatto presente che è mancata una cabina di regia ed hanno sollecitato la Regione e la Protezione civile regionale ad un coordinamento maggiore. L’esercito continuerà a stare sul Vesuvio, controllando la montagna anche e soprattutto in questi giorni, per evitare nuovi roghi». Aprile 1872, quando Mastriani scrisse: il Vesuvio è la motrice di un treno e Napoli è il convoglio…
L’eruzione del 1872 fu la prima dopo l’unità d’Italia. E per la prima volta, per ottenere gli indennizzi, non bastarono le dichiarazioni dei proprietari, convalidate dalla sola firma del sindaco. Il fuoco del Vesuvio accese l’immaginazione di Francesco Mastriani e gli consentì di dimostrare che era un grande scrittore.
L’eruzione del 1872 fu la prima nella storia dell’Italia unita, dopo il circoscritto “squarcio” che nel dicembre del 1861 aveva scosso Torre del Greco, e aveva permesso alla Chiesa e ai borbonici di “vedere” nell’ira del Vesu¬vio un segnale dell’ira di Dio, esplosa per l’arrivo a Napoli degli “infedeli” Piemontesi. La notte tra il 25 e il 26 aprile 1872 “parecchi curiosi”, accompagnati da guide inesperte e poco preoccupandosi degli avvertimenti di Palmieri, si arrampicarono verso l’Atrio del Cavallo, ma vennero uccisi dall’esplosione di “una fontana di lava ” e da una pioggia di pietre infuocate. I rami della “fiumana di fuoco”, superate le “scabrezze” dell’Atrio del Cavallo e colmati i Fossi della Vetrana e del Faraone, invasero Massa e San Sebastiano, lambirono Cercola, minacciarono i Camaldoli di Torre e San Giorgio a Cremano. Nel pomeriggio del 27 Vittorio Emanuele II si recò a visitare i “luoghi del flagello” e a distribuire premi ed encomi agli ufficiali e ai soldati che prestavano i primi soccorsi alle popolazioni colpite. Nella notte tra il 28 e il 29 Ottajano fu bombardata, come nell’eruzione dell’8 agosto 1778, da una grandine di enormi macigni, che misero in fuga gran parte degli abitanti. Il 1 maggio Palmieri annunciò che il vulcano tornava alla calma.
A metà del mese Alessandro Righetti, Sottoprefetto di Castellammare, dopo aver sollecitato maliziosamente i proprietari dei fondi e delle case danneggiati dal vulcano a “non dimenticare di reclamare per il disgravio delle proprietà perdute”, ricordò, con malizia ancora più grande, che per il decreto borbonico del 18 giugno 1817 poteva chiedere quel “disgravio” solo chi avesse perso almeno la metà della rendita di un anno, “come sta portata nel Catasto” – e voleva dire: non come la “porta” la relazione dei Sindaci -, e che avevano il diritto di “reclamare in massa” solo i Sindaci di quei paesi in cui il disastro “avesse afflitto almeno la quarta parte dei proprietari”. Si capì che qualcuno voleva far tramontare per sempre quell’epoca gloriosa in cui le autorità borboniche si fidavano ciecamente delle dichiarazioni dei proprietari, garantite dalla sola firma del sindaco. Questa Italia sabauda dava più importanza a una legge del 1817 e a pezzi di carte catastali che alle firme dei “galantuomini”. Che mondo… Gli Ottajanesi si adeguarono subito: essi che per le eruzioni “borboniche” avevano messo a punto una vera e propria letteratura della disperazione, lardellandola di lacrime, e di suppliche e di inchini all’infinita bontà del sovrano di turno, nel ’72 stilarono dichiarazioni di danni e richieste di indennizzo moderate, scarne, rigorosamente documentate, dopo aver riconosciuto, attraverso gli atti del Consiglio Comunale, che la paura era stata molto più grande della devastazione. Ma sapevano, gli Ottajanesi, che la stagione del rigore e dei documenti sarebbe finita presto e che sarebbe certamente tornato quel tempo trionfale in cui le “catastrofi del Vesuvio” provocavano il pianto e la disperazione dei poveri cristi, e le squillanti risate di chi teneva le mani nella pasta degli imbrogli, degli sprechi e delle truffe.
Francesco Mastriani alla fine del 1872 pubblicò una notevole memoria sull’eruzione del 26 aprile. L’incipit della cronaca non poteva essere più mastrianesco: la catastrofe smuoveva con la furia delle lave e delle “bombe” la “monotona bonaccia dell’orizzonte politico”, che affievolisce slanci del cuore e nobili sentimenti, e rendeva più saldo lo spirito della Nazione, così che grazie al Vesuvio gli Italiani potevano dimostrare all’“invidioso straniero” che il cuore del popolo nostro batteva “unisono” il ritmo della “solidale concordia”. ( Spero che i neoborbonici non mettano Mastriani nella lista nera). Ma subito dopo prorompe il furore immaginativo dello scrittore, e pare, nei suoi impeti ,ora fiammeggianti, ora smorzati, un modello di quel furore della Natura che sta descrivendo. Il Vesuvio, “curiosità napoletana” insieme con Pompei e il San Carlino, è “una vecchia fucina infernale”, un “mostro dell’inferno” eruttato dallo stomaco della Terra, che sa fingere il sorriso, che si diverte a fumare e a cicisbeare con Napoli che gli siede in grembo, che gioca sornione con le vispe creature, Ercolano, Portici, Resina, appese ai suoi fianchi e intente a bamboleggiare. Il Vesuvio è dal 79 d.C. un allocco che soffoca quelle vispe creature nei suoi bituminosi amplessi. Il Vesuvio distrugge il tempo, ne condensa la durata vertiginosa in un punto immobile, eterno, nero: per cui i 18 secoli intercorsi tra il 79 d.C. e il 1872 sono il niente dell’ombra di una nube, del volo di un augello, del fiato dell’aura, e pare che i pompeiani siano fuggiti dalle rovine del foro e dal cupo silenzio delle case diroccate non allora, ma ora.
Il furore metaforico esplode in una grandinata di immagini: le eruzioni del Vesuvio sono coliche, isterismi, furiosi deliri, sono un vescicatorio, che ci brucia il braccio, ma ci salva da un colpo apoplettico, da un eccesso epilettico, da un tifo mortale, sono un beneficio per i pittori e i sediarii che affittano sedie a chi vuole godersi lo spettacolo, per i cocchieri e per le guide, sono un mero sollazzo di tutti gli sfaccendati d’Europa. Il Vesuvio è un vecchio atrabiliare che si sbizzisce col mostrare di giorno il pennacchio bianco e di sera i suoi denti di melograno, è un pirotecnico che spara in aria folgori pazze e salterelli grandi come una cupola, è una cucina crepitante di bollori e di sfrigolii, è l’Ignoto, è la Morte, è il Destino. E’ la motrice di un treno: e Napoli è il convoglio.
Pollena Trocchia, due serate dedicate al talento
Saranno due serate all’insegna del divertimento a caccia di talenti, ma anche due serate impregnate di commozione, per i fedeli di Pollena. Pollena’s Got Talent, due serate promosse e organizzate da Padre Gennaro Busiello che uniranno alla leggerezza l’impegno della beneficenza.
Diversamente dalle scorse edizioni legate al format della “Corrida”, quest’anno lo spettacolo voluto da Padre Gennaro Busiello parroco della Parrocchia di San Giacomo Apostolo, occasione per vivere un momento di unione che farà anche del bene, sarà più simile al televisivo “Italia’s got Talent” compreso di tre giudici che valuteranno le capacità dei partecipanti. «Il coinvolgimento resta quello delle edizioni precedenti, i cittadini partecipano sempre e comunque divertendosi – dice Padre Busiello- l’intenzione è quella di creare un evento per agevolare la condivisione oltre la ricerca di talenti. Il fine è sempre quello della beneficenza, avremo infatti il mercatino con il sostegno di cittadini, Caritas e volontari. I proventi andranno a sostenere le iniziative parrocchiali volte ad aiutare chi ha più bisogno.» L’appuntamento è per le 20.30 in piazza Amodio, sabato 22 e domenica 23 luglio e significherà anche stringersi intorno all’ideatore, che dopo tre anni alla guida della sua parrocchia, lascerà Pollena per trasferirsi a settembre in una nuova sede, in località Torre Del Greco. «Ci sono avvicendamenti- sottolinea con commozione Padre Busiello- un altro parroco sarà al mio posto e io maturerò esperienza in un altro luogo. Certo è un distacco forte, sono nato e cresciuto qui, qui si è costruito un rapporto affettivo oltre l’aspetto ecclesiastico. Qui ho trovato tanta organizzazione, voglia di stringersi, di aiutarsi. E’ stato come ritrovarsi in famiglia. Un rapporto senza disuguaglianze, un legame di affetto fortissimo». E le due serate promettono di essere piene di emozione e trasporto, oltre che due giorni di divertimento. E alla domanda «Le andrebbe di dedicare un saluto ai suoi fedeli?» Padre Gennaro risponde commosso e deciso «Preferisco farlo in piazza quando li avrò davanti».
Napoli, rapina in villa. Tra i ladri anche un dodicenne
A soli 12 anni tiene sotto la minaccia di un grosso cacciavite il proprietario disabile di una villa di Massa Lubrense (Napoli) mentre gli altri due fratelli, di 17 e 30 anni, svaligiano il caveau. Non solo. Con la stessa l’aplomb di un navigato rapinatore, per ingannare il tempo, intraprende una conversazione con la vittima, terrorizzata e dolorante, chiedendole “hai famiglia… che fanno i tuoi figli… quanti anni hanno… vivono con te…”. L’episodio è avvenuto in pieno giorno, una domenica dello scorso mese di giugno. I tre giovani sono stati identificati e fermati dai carabinieri al termine di indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata (Napoli). Tutti vivevano un campo rom della provincia a Nord di Napoli. I tre fratelli hanno razziato argenteria e denaro per circa 50mila euro, dopo avere picchiato violentemente l’uomo, malgrado fosse sulla sedia a rotelle, provocandogli lesioni e ferite, anche alla testa, giudicate dai medici guaribili in 30 giorni.
I tre fratelli sono ora accusati di di rapina aggravata: i provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata (Napoli) e dalla Procura dei Minorenni di Napoli. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, subito dopo essere entrati nella villa i due più grandi hanno individuato e picchiato pesantemente il proprietario invalido, per costringerlo a consegnare le chiavi del caveau. Poi, mentre il 30enne e il 17enne svaligiavano la villa, il 12enne è restato per circa venti minuti per la vittima sanguinante durante i quali ha rivolto domande del tipo “hai famiglia? Che fanno i tuoi figli? Quanti anni hanno? Vivono con te?”, alla vittima sanguinante. I tre fratelli sono stati riconosciuti dalla vittima.
Protezione civile in Campania: la legge passa l’esame del governo.
Nuovi strumenti e coordinamentoi territoriale in vigiore da maggio.
“Il Consiglio dei ministri nella seduta di oggi 21 luglio, ha deciso di non impugnare la legge della Regione Campania n. 12 del 22/05/2017, “Sistema di Protezione Civile in Campania”. La notizia è secca, ma annulla l’ansia per un verdetto atteso e non scontato. Giunge a ridosso dei giorni dell’emergenza incendi e quanso si comincia a fare la conta dei danni al patrimonio boschivo regionale. E’ un buon sostegno del governo alla riorganizzazione del sistema di protezione. Che attenua anche l’allarme del Capo della protezione civile sulla riduzione di uomini e mezzi. La Campania ha subito un taglio ,da 100 a 50, dei direttori delle operazioni di spegnimento incendi. Per una settimana intera, purtroppo, lo abbiamo constatato. La Regione si riorganizza e recupera il tempo perso per una legge che andava fatta molti anni fa. Era rimasta tra le poche a non aver guardato in casa propria e capire cosa e come fare davanti alle calamità. Che non sono solo gli incendi, ma frane, alluvioni, smottamenti, crolli. La legge a maggio è passata all’unanimità in Consiglio regionale. In Parlamento, invece, la settimana scorsa davanti all’emergenza incendi, sul Ministro dell’Ambiente Galletti sono arrivate critiche pesantissime per lo stato generale della nostra protezione civile. E’ un dato di fatto nazionale e aspettiamo di vedere cosa decideranno di fare. Al governatore De Luca va dato atto di aver preso una giusta iniziativa. Sì, ha avuto anche lui le sue critiche per la mancanza dei rinforzi e mezzi. La legge condivisa ieri dal governo, mette insieme gli strumenti di pianificazione territoriale con la programmazione urbanistica e di difesa del suolo. Un carico non da poco sulle spalle di sindaci ed amministratori di aree metropolitane. Questi ultimi, se fino ad oggi hanno trascurato le emergenze nei loro territori, con la legge di maggio non potranno più permettrselo. Non avranno alibi per essere i primi a dover proteggere uomini e cose. Al vertice dell’ organizzazione c’è il Presidente della Regione, ma i referenti- amministratori del territorio sono parte dell’emergenza. La legge crea le Sale Operative Provinciali in ogni ufficio di Genio civile e il Comitato Regionale che coordina e programma le attività. Altro punto di rilevo il potenziamento del “Centro Funzionale regionale multirischio” da dove si controlleranno i fenomeni. Un quadro completo in definitiva, la nuova legge, ad elevata qualità ambientale su cui c’è poco o nulla da osservare. Un passo avanti serio. Eccezione fatta per la sua reale applicazione, quando, disgraziatamente, dovremo verificarla.
Rifiuti speciali in buche fino a falde acquifere, maxi sequestro nel Napoletano
Tremila ettari di terreno adibiti a discarica abusiva. A scoprirla, a Casalnuovo , i Carabinieri Forestali del Gruppo di Napoli.
In quattro persone avevano realizzato, a Casalnuovo di Napoli (Napoli), una discarica scavando buche tanto profonde da raggiungere il livello di falda e gettandovi dentro rifiuti speciali, pericolosi e non. Le hanno scoperte i Carabinieri Forestali del Gruppo di Napoli che hanno sequestrato i mezzi meccanici usati, tra i quali una escavatrice e 2 autocarri, e la discarica stessa, estesa circa 3.000 metri quadri e contenente 7.000 metri cubi di materiali.
I militari vi hanno trovato rifiuti provenienti da cantieri di demolizione che venivano interrati e poi ricoperti con terreno vegetale prelevato da altri posti. Al momento dell’irruzione c’era ancora l’escavatore usato per interrare i rifiuti fino al livello della falda acquifera; tanto che gli inerti vi sono finiti dentro. Oltre a inquinare suolo e sottosuolo lo sversamento ha interessato anche la falda, che viene usata per irrigare i campi circostanti. Ora si dovrà procedere ad accertare, con gli enti competenti, una valutazione dell’inquinamento.
Somma Vesuviana, oggi la proclamazione dei consiglieri eletti

Vertenza “ex Carrefour” di Casoria – Continua la mobilitazione dei Lavoratori
Oggi, dalle 10,30, presidio a Palazzo Santa Lucia
Continua la mobilitazione dei lavoratori ex dipendenti dell’ex Carrefour di Casoria; dopo l’iniziativa svolta lunedì 17 all’esterno del sito di Casoria (oggi in ristrutturazione) e successivamente presso il Comune, le Organizzazioni Sindacali Filcams – CGIL, Fisascat – CISL e Uiltucs – UIL di Napoli e della Campania, unitamente alle lavoratrici ed ai lavoratori ex dipendenti della struttura commerciale “ex Carrefour di Casoria”, hanno deciso di manifestare all’esterno della Regione Campania a Palazzo Santa Lucia dalle 10:30.
La vertenza che riguarda a tutt’oggi oltre 150 persone licenziate e collocate in mobilità dopo il fallimento dell’impresa locale che rilevo la gestione dalla multinazionale Carrefour.
Il sito di Casoria, ubicato in una località ritenuta strategica per la distribuzione commerciale, da circa un anno è stato rilevato una nota società nazionale, il gruppo COSMO s.p.a. che sta procedendo ad una totale ristrutturazione per ricavarne una nuova e moderna struttura commerciale di prossima apertura.
Dopo numerosi incontri svolti in Giunta Regionale della Campania, non si è riusciti a concretizzare un percorso condiviso che possa in qualche modo garantire una ripresa occupazionale di questi lavoratori all’atto dell’apertura della nuova struttura di Casoria.
Eppure la nuova Legge Regionale che disciplina la distribuzione commerciale (L.R. n° 1/2014), approvata con spirito unitario nel corso della precedente Consiliatura proprio per far fronte a situazioni come quelle di Casoria, contiene chiare norme di indirizzo che spingono, sostengono ed incentivano la rioccupazione dei lavoratori del bacino espulsi dal ciclo produttivo in caso di nuove aperture di medie e grandi strutture commerciali.
Ed è proprio verso la Regione Campania che il Sindacato rivolge ancora una volta un appello per riconvocare a strettissimo giro un tavolo con l’azienda proprietaria del sito e le parti sociali, esercitando appieno il proprio ruolo per facilitare la definizione anche formale di un chiaro percorso di recupero occupazionale.
Non si può correre il rischio di perdere una delle pochissime occasioni che offre il territorio per la ricollocazione produttiva di questi lavoratori. Il tempo stringe ed anche l’ammortizzatore sociale della mobilità è in scadenza.
Sarebbe assurdo se la nuova struttura commerciale aprisse lasciando per strada decine e decine di lavoratori, senza alcuna seria prospettiva di lavoro. Sarebbe addirittura vergognoso se ciò avvenisse a causa di ritardi ed inefficienze di Istituzioni che devono avere come primo obiettivo il LAVORO in CAMPANIA.
Le Segreterie
Filcams CGIL – Fisascat CISL – Uiltucs UIL

