Da circa due mesi, i residenti di Rione Trieste vivono il disagio di un cattivo odore proveniente dall’azienda avicola allocata nei pressi del centro abitato di via Bosco. “Con questo caldo- racconta una anziana signora del posto- non possiamo uscire fuori ai balconi perché nell’aria c’è una puzza insopportabile. Prima si sentiva raramente, ma da circa due mesi è costante. Non se ne può più”.
Qualche giorno fa è stato chiesto anche l’intervento della polizia municipale ma ad oggi nulla sembra essere cambiato. Eppure l’azienda avicola, nata nel lontano 1958 e specializzata nella produzione di uova da consumo, è dotata di impianti di ultima generazione e utilizza anche energia pura attraverso un proprio impianto fotovoltaico. I residenti ipotizzano che i proprietari dell’azienda non utilizzino i depuratori e gli aereatori per il tempo necessario (cioè sempre) e che a una certa ora della sera addirittura li spengano. “Altrimenti non si spiegherebbe – aggiunge uno dei residenti- questo cattivo odore che ammorba tutta la vasta area di via Bosco e dintorni”.
Della situazione è stata informato anche il sindaco Salvatore Di Sarno, il primo cittadino ha assicurato che andrà a parlare personalmente con gli imprenditori della nota azienda “Per capire e cercare di risolvere il problema al più presto”.
font foto : rete internet
Donata alla città di Somma Vesuviana, in segno di riconoscimento verso il Santo Medico, dalla signora Raia Daniela e dal marito Salvatore Granato.
Ieri , intorno alle ore 19,30 si è tenuta la benedizione della statua di San Giuseppe Moscati, regalata alla città di Somma Vesuviana, dalla signora Daniela Raia, sorella di Rosanna ex assessore nell’amministrazione Piccolo, e dal marito Salvatore Granato, attualmente consigliere in carica.
La benedizione è avvenuta alla presenza di autorità civili e religiose nella piazza intitolata a San Giuseppe Moscati (già Francesco De Martino – già piazza III Novembre) con delibera di giunta comunale 57 del 6 maggio 2016.
Tanta la partecipazione da parte della cittadinanza a rendere omaggio al Santo.
A volere fortemente tutto ciò, è stata Daniela Raia, dopo che, come ha tenuto a precisare, ha avuto l’apparizione del Santo Medico durante un periodo buio della sua vita, precisamente il 25 Luglio del 2011:
“Ero ricoverata in ospedale in procinto di subire una delicata operazione, con mia sorella di fianco a me, ed in lontananza ho visto la figura di un medico che mi osservava. Successivamente quando mi sono recata in camera mi sono resa conto che quella figura rappresentava proprio Giuseppe Moscati. Mi sono affidata così a lui prima del delicato intervento, che il giorno seguente è perfettamente riuscito. Se oggi sono qui perciò, lo devo essenzialmente a lui, ed il mio desiderio di vedere ancora quella figura qui, nella mia città, oggi si è finalmente realizzato.”
Presente anche il primo cittadino, Salvatore Di Sarno, che in merito a questa iniziativa, ha tenuto a precisare che:
“Non si pensi che si tratti di una scelta politica di questa amministrazione, anzi, sono davvero contento del regalo che la famiglia Granato ha voluto fare alla nostra città, essendo anch’io attratto della figura spirituale di San Giuseppe Moscati.”
Paolo Russo: “No alle discriminazioni sulle Rc auto ma anche sulla salute e sui servizi”
“Gli automobilisti virtuosi di Napoli, della Campania e del Sud continueranno a pagare molto di più di chi abita in altre parti d’Italia. Quello appena approvato dal Senato dovrebbe chiamarsi DDL Concorrenza sleale”: così il deputato e coordinatore FI della città metropolitana di Napoli, Paolo Russo.
“Sul tema della Rc auto non solo il Governo e la maggioranza hanno premiato le lobby assicurative, ma hanno anche sancito per legge che i cittadini italiani non sono tutti uguali. Di sconti generici ed evasivi non sappiamo che farcene e – conclude Paolo Russo – continueremo a pretendere per ogni abitante del Sud trattamenti equi e diritti uguali. No alle discriminazioni sulle Rc auto ma anche sulla salute e sui servizi, a cominciare dagli asili nido”-
Protesta a Casoria dopo la rottura delle trattative con azienda e Regione Campania.
Ieri in Regione non si è presentato nessuno: nessun assessore della giunta De Luca, nessun esponente dell’azienda che sta per realizzare il nuovo centro commerciale Globo al posto dello storico Euromercato, poi Carrefour, IperCasoria e poi più niente. A Santa Lucia ci si attendeva un vertice per l’occupazione di coloro che sono rimasti senza soldi e senza posto. Ma non se n’è fatto nulla. Stamattina quindi i licenziati ( sono 150 ) dell’ipermercato ex Carrefour, chiuso per sempre sei anni fa, hanno formato un picchetto davanti all’ingresso del cantiere della nuova struttura, nei pressi di via circumvallazione esterna, la cui inaugurazione è prevista per il prossimo autunno. Molti dei manifestanti hanno quaranta, cinquant’anni e più. Non intendono mollare. Vogliono risposte. Il convincimento che motiva la protesta è unanime: in una società dove si può andare in pensione, per chi sarà più fortunato, solo a settant’anni perché considerare “obsoleto” chi ne ha venti o trenta di meno ? Il tutto però cozza frontalmente con la politica occupazionale della Globo, marchio abruzzese dell’abbigliamento. L’azienda recluta solo personale in affitto, interinale, tutta gente giovanissima e con contratti brevi, a scadenza. La partita dunque è difficilissima. Ma gli ex Carrefour hanno la testa più dura del piombo: è una lotta per la sopravvivenza.
Lo dicono i ricercatori Neuromed dello studio Moli-sani: a parità di adesione alla Dieta mediterranea, sono solo le classi socioeconomiche più forti a trarne vantaggi per la salute.La dieta mediterranea riduce il rischio di malattie cardiovascolari, ma solo se a seguirla sono i gruppi economicamente più forti. È questo il sorprendente risultato di una ricerca condotta dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico IRCCS Neuromed su oltre 18mila persone adulte reclutate nell’ambito dello studio Moli-sani e pubblicata sulla rivista International Journal of Epidemiology.
Che la Dieta mediterranea offrisse vantaggi consistenti per la salute cardiovascolare era cosa nota, ma ora lo studio Neuromed, condotto dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione, diretto da Giovanni de Gaetano, rivela che i benefici di questo modello alimentare sono fortemente condizionati dalla posizione socioeconomica delle persone. In pratica, a parità di adesione alla Dieta mediterranea, la ricerca ha evidenziato che la riduzione del rischio di patologie cardiovascolari si concretizza solo nelle persone che hanno un livello di istruzione elevato e in chi ha un reddito familiare più consistente. Nessun beneficio significativo è stato invece riscontrato nelle classi sociali più deboli.
“Che la dieta mediterranea riduca il rischio di sviluppare un evento cardiovascolare nel corso degli anni è ben noto da tempo– conferma Marialaura Bonaccio, ricercatrice del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed e primo autore dello studio –La novità del nostro studio è di aver documentato per la prima volta che il livello di istruzione e il reddito sono in grado di modificare nettamente i vantaggi potenziali della Dieta mediterranea sulla nostra salute cardiovascolare. In altre parole, per quanto una persona a basso reddito possa seguire la Dieta mediterranea in maniera ottimale, non avrà gli stessi vantaggi di una persona che segue la stessa dieta ma dispone di un reddito maggiore”.
I ricercatori sono andati oltre e hanno cercato di comprendere i possibili meccanismi che possono essere alla base di queste disparità.
“A parità di adesione alla Dieta mediterranea, i gruppi socialmente più avvantaggiati riportavano una serie di indicatori di buona alimentazione migliori rispetto alle persone meno abbienti – spiega Licia Iacoviello, capo del Laboratorio di Epidemiologia molecolare e nutrizionale dello stesso Dipartimento – Ad esempio, a parità di consumo dei prodotti tipici della Dieta mediterranea, l’alimentazione delle persone con alto reddito e un livello di istruzione maggiore, risultava più ricca di antiossidanti e polifenoli, oltre a presentare una maggiore diversità in termini di frutta e verdura consumate. Non solo. Abbiamo riscontrato differenze socioeconomiche anche per quanto riguarda il consumo di prodotti integrali e i metodi di cottura degli alimenti. Sempre a parità di punteggio di adesione alla Dieta mediterranea, le persone con una migliore posizione sociale tendevano a consumare relativamente più pesce e frutta secca a guscio e meno carne e derivati. Tutto questo ci spinge a credere che sia la diversaqualità dei prodotti della Dieta mediterranea consumati a fare la differenza e non solo la loro quantità o frequenza di consumo”.
“I risultati di questo studio ci devono far riflettere seriamente sullo scenario socio-economico della salute – commenta Giovanni de Gaetano, direttore del Dipartimento – Le disparità socioeconomiche sono in crescita, e si manifestano anche a tavola. Non solo le persone tendono in generale a seguire sempre meno la Dieta mediterranea, ma i più deboli dal punto di vista socio-economico consumano prodotti teoricamente ottimali ma di fatto con minori qualità salutistiche. Non basta più dire che “la Dieta mediterranea fa bene” – conclude de Gaetano- se non garantiamo che faccia bene a tutti!”.
Lo studio Moli-sani Partito nel marzo 2005, ha coinvolto circa 25.000 cittadini, residenti in Molise, per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari e dei tumori. Lo studio Moli-sani, oggi basato presso l’IRCCS Neuromed, ha trasformato un’intera Regione italiana in un grande laboratorio scientifico.L’IRCCS NeuromedL’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie del sistema nervoso.
Il sito web del Comune di San Giuseppe Vesuviano si aggiornaper adeguarsi alle nuove linee guida AgID. Il design responsivo aumenta il grado di accessibilità.(fonte foto: rete internet)
Il sito web istituzionale del Comune di San Giuseppe Vesuviano si è adeguato alle più recenti linee guida AgID – Agenzia per l’Italia Digitale – al fine di garantire agli utenti una maggiore accessibilità.
Il nuovo design responsivo consente al sito di adattarsi graficamente, in modo automatico, ai dispositivi attraverso i quali viene visualizzato (pc, notebook con diverse risoluzioni, tablet, smartphone, web tv), riducendo al minimo la necessità degli utenti di ridimensionare e scorrere i contenuti.
L’adozione del nuovo progetto migliora le caratteristiche del servizio offerto ai cittadini sino ad oggi, orientando funzionalità, processi e componenti verso le effettive esigenze di chi vi si connette. Il servizio digitale erogato diventa, in tal modo, di ancor più facile utilizzo, grazie anche ad un contesto di informazioni sintetiche e chiare.
Ecco il link diretto al sito web: www.comune.sangiuseppevesuviano.na.it
il presidente Pasquale Campana: “Un successo ottenuto, dopo gli ottimi risultati al concorso di Avella, grazie al lavoro scrupoloso eseguito dai docenti Gaetano Leone e Silvia Autorino”
Nella suggestiva cornice dei templi di Paestum si è tenuto il prestigioso concorso di danza “Magna Graecia”, che ha visto la città di Pomigliano d’Arco trionfare. La Pomigliano Danza, fondazione e scuola comunale, si è aggiudicata il primo e il secondo posto nella sezione classico con Francesca Ruggiero e Ilenia Mazzuoccolo, primi anche nel contemporaneo categoria duo con Susy Fontanella e Francesca Cerulli, attese a Portofino per il concorso internazionale. La fondazione pomiglianese è sul podio anche nella sezione contemporaneo, con il trio composto da Felicia De Falco, Mariarita Smimmo e Claudia Pollio, quest’ultima terza pure nella categoria contemporaneo
seniores.
Soddisfatto il presidente Pasquale Campana: “Un successo ottenuto, dopo gli ottimi
risultati al concorso di Avella, grazie al lavoro scrupoloso eseguito dai docenti Gaetano Leone e Silvia Autorino che, insieme agli altri docenti, hanno sposato il progetto iniziato a febbraio e che porterà Pomigliano Danza ad affrontare nuove ed interessanti sfide.
Il nuovo anno è alle porte e ciò che possiamo promettere è insegnare i passi di danza come scorciatoia per la felicità, solo in questo modo, solo con passione e sacrificio Pomigliano Danza potrà continuare ad essere protagonista”.
“Siamo davvero orgogliosi – commenta Pasquale Sanseverino, assessore alle Fondazioni e Partecipate nella giunta di Pomigliano d’Arco – questa è la testimonianza di come il duro lavoro paghi. I nostri complimenti vanno al corpo docente e al consiglio di amministrazione che anche quest’anno ha saputo valorizzare e rilanciare un’accademia divenuta punto di riferimento per la nostra città, un’eccellenza per i giovani che si avvicinano a questa disciplina. Tutti risultati che ci fanno sperare in un futuro fatto di primati e soddisfazioni”.
Nel quadro di Alma Tadema, ambientato davanti a una “cantina” pompeiana(?), lui chiede alla moglie il permesso di entrare, e di buttar giù un paio di coppe di vino; e lei, severa, gli dice: “una coppa sola, il tuo fegato è a pezzi, stasera ci mettiamo un cataplasma di verbena”. La storia, che Michele Tenore definì “meravigliosa”, delle “erbe mediche” del Vesuvio.
Per tutto l’Ottocento medici e botanici, il De Renzi, Michele Tenore, e Giuseppe Antonio Pasquale, riconobbero che sulle “virtù” delle erbe del Vesuvio molto avevano da imparare dai contadini vesuviani. Al Pasquale un vignaiuolo di Somma spiegò che l’ erba di San Giovanni (hypericum perforatum ), assai diffusa, e nota anche con il nome dialettale di pericon, funzionava da scaccia diavoli e annacquava i malefici delle potenti fattucchiere che infestavano il territorio tra Sant’ Anastasia e Volla: mi dicono che fino a pochi anni fa chi andava a cercare quest’erba tra le lave, nell’atto di strapparla, si proteggeva col segno della croce. Nel 1865 Giuseppe Antonio Pasquale trovò l’erba di San Giovanni delle capre o erba caprina (hypericum hircinum), dall’odore forte proprio come quello delle capre, nelle selve di Somma e di Ottajano, e solo a Somma, ma rara, l’erba di San Giovanni montana (hypericum montanum ). La medicina popolare vesuviana conosceva bene le proprietà cicatrizzanti, antiinfiammatorie e, soprattutto, antidepressive dell’erba: era un patrimonio di cognizioni che veniva dalle culture greca e araba, e che le “farmacie” degli ordini religiosi avevano diffuso per tutto il territorio. Tra le erbe delle fattucchiere vesuviane occupava un posto di prestigio la pimpinella ( poterium sanguisorba ), o salvastrella. La trovavano a Somma e ai Canteroni, e facevano a credere alle donne che chi ne portava addosso la radice non poteva restare incinta. Lo stesso potere veniva attribuito alla borracina spinosa, che si trovava a Sant’ Anastasia e ai Tironi : per la gente del popolo era, in tutte le sue varianti, ugna di janara, unghia di strega. La poltiglia di pimpinella, spalmata per tutto il corpo, preservava da qualsiasi contagio: non tutti credevano che fosse vero, ma tutti mangiavano la pimpinella nelle insalate, spesso insieme alla porcellana ( portulaca oleracea ), che i napoletani chiamavano e chiamano porchiacchella, e i toscani porchiacca, o erba dei porci. Le contadine di Somma e di Ottaiano la riducevano in poltiglia e la spalmavano sul ventre dei bambini infestato dai vermi: l’erba, inoltre, mitigava la sete, placava il dolore dei denti, sanava le ulcere della bocca, bloccava la diarrea, il vomito e l’emorragia post partum, ed era un balsamo contro le emorroidi.
Alcune specie di geranio volgare erano consigliate per cicatrizzare le ferite, per calmare i nervi e per combattere la forfora, mentre la variante purpurea, erba cimicina o cicuta rossa, presente a Cercola e tra le rocce assolate sopra Torre del Greco e alla Vetrana, bloccava le emorragie e entrava negli impiastri per le piaghe. I Sommesi chiamavano scalzapiedi il “ ceciarello ”, diuretico, astringente, efficace contro i disturbi della vista, e soprattutto contro quelli della virilità.
L’erba medica veniva coltivata, o nasceva spontanea, in tutte le sue forme: la nera, o trifoglio del luppolo (lupulina ), la tenoreana, l’attorcigliata ( helix ), che il botanico Giovanni Gussone coltivava a Portici, la mollissima, la maculata, la denticulata, la orbicularis, la marina. La fragola selvaggia, o fragolaccia, o cinquefoglie, era rara: la medicina popolare la usava contro le febbri, specie quelle malariche, a cui si esponeva chi andava a lavorare, come “giornaliero”, nelle masserie e nelle stalle di Acerra e del Pantano di Aversa.
Non c’è affezione a cui la medicina popolare non trovi un rimedio nelle erbe. L’edera, l’ellera, ammorbidisce i calli e la crosta lattea dei bimbi, è antireumatica, antinevralgica, antibiliare e sudorifera: è un’erba ambigua: in dosi perfette, risulta un rimedio efficace contro l’emicrania, contro le affezioni della milza e del fegato, e contro il verme solitario, ma se lo speziale sbaglia la pozione, l’edera può sconvolgere il cervello. La “gomma resina” che, come dice Michele Tenore, “ geme ” dai suoi tronchi, è molto odorosa e sostituisce la sandracca “ nell’odontalgia e nel ritardo dei mestrui ”. L’erniaria, assai diffusa, cura le ernie, mentre l’ ombelico di Venere minore, che a Somma chiamano coperchiole, combatte i foruncoli. Tutti sapevano che con le bacche di sambuco gli osti disonesti falsificavano il colore del vino, e che l’acqua di fiori di sambuco era sudorifera e risultava efficace anche contro l’infiammazione degli occhi, mentre le bacche combattevano le febbri.
Nella terra della “ religione della Madre ” molte erbe regolano il flusso delle donne, anche la baccherina, che si trova nei frutteti di Somma. La vervena, la verbena, cresceva spontanea a Ottajano e nei dintorni di Barra, ma che da tempo si coltivava anche nelle vigne e nei giardini, perché era molto richiesta dai profumieri: ma non più, nell’ Ottocento, dalla medicina popolare: l’esperienza non aveva trovato la conferma delle virtù astringenti che gli antichi le attribuivano . Ma gli “ stregoni ” vesuviani credevano ancora che fosse un rimedio efficace contro la paura: con l’acqua del bollito di verbena venivano lavati i bambini spaventati, e a poco a poco lacrime e paura si prosciugavano. E’ nota a Michele Tenore la “ pratica di applicare un cataplasma di verbena sul fegato degli ostrutti, ove richiama una macchia rossastra, che il volgo crede esser sangue succhiato dal fegato, ma che probabilmente è dovuta all’alterazione prodotta dal principio astringente dell’erba”. L’ olivella, nota a Somma come sanguinello bianco, e a Portici come mimmolo, curava con le sue foglie le ulcere della bocca, nutriva con i suoi fiori le api, e con le sue bacche i tordi e i merli. Dalle bacche si ricavava uno splendido verde usato dai tintori della lana e della seta, e da questo verde, con l’aggiunta di solfato di ferro, un inchiostro robusto, usato per scrivere e per disegnare.
Ovviamente, il quadro di Alma Tadema non dice ciò che ho scritto in apertura: rappresenta un mercato delle erbe davanti a una “cantina” probabilmente pompeiana.
L’obiettivo è quello di realizzare un reportage che sensibilizzi Governo e Parlamento a prendere a cuore la questione ambientale.
Dopo il Presidio Permanente alla Regione Campania, i portavoce del MoVimento 5 Stelle, gli attivisti e i cittadini si ritroveranno, giovedì 3 agosto (ore 17), in tutta la Campania, ciascuno nel proprio comune, per documentare attraverso video, foto e dirette i disastri ambientali avvenuti negli ultimi mesi.
“Invito tutti a contribuire con un filmato o una foto per testimoniare quello che è avvenuto, in modo da mantenere alta l’attenzione sui giorni dell’emergenza e, fare in modo che i danni lasciati al suolo da roghi tossici ed incendi, ad agosto non cadano nel dimenticatoio, superati da altri fatti di cronaca, il disastro non può essere uno spot!” commenta Salvatore Micillo, componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, firmatario della legge 68/2015 che ha introdotto il “disastro ambientale” nel codice penale.
“Aspettiamo i contributi audiovisivi o foto dai territori, inserendo l’hashtag #bastaroghi– continua Micillo – materiale che raccoglieremo entro il 3 agosto 2017 per realizzare un reportage che sensibilizzi Governo e Parlamento a prendere a cuore la questione ambientale. I comuni che fino a questo momento hanno aderito sono: Giugliano, Villaricca, Grumo Nevano, Parete, Napoli, Acerra, Torre del Greco, Caivano, Aversa, Frattamaggiore. Link per partecipare: https://goo.gl/jMD2T1
La kermesse, che quest’anno varca la soglia dei trent’anni, rientra nel cartellone delle manifestazioni estive “Estate Medicea”.
Ritorna “Piediterra in Festa”. Per il trentesimo anno consecutivo, il quartiere del centro storico ottavianese, perpetua la tradizione del primo weekend di Agosto, preparando un ricco programma di eventi e manifestazioni rigorosamente con ingresso gratuito e che avranno luogo in Piazza Piediterra a Ottaviano il 4 – 5 – 6 Agosto. Una “tregiorni” all’insegna dello spettacolo, della musica, della tradizione, e della gastronomia, a cura dell’Associazione “Il Centro Storico” del Presidente Domenico Cutolo con il Patrocinio del Comune di Ottaviano. La kermesse, che quest’anno varca la soglia dei trent’anni, rientra nel cartellone delle manifestazioni estive “Estate Medicea”, ciclo di iniziative culturali e artistiche per la stagione estiva voluto dall’amministrazione comunale di Ottaviano guidata dal Sindaco Avv. Luca Capasso.
Si comincia Venerdì 4 Agosto alle ore 21 con l’esibizione di “Gerardo Amarante & Spaccapaese” suoni, canti e balli del sud Italia. A seguire, l’esibizione della Cover Band “Leslie 122”.
Sabato 5 Agosto alle ore 20,30 avverrà la consueta accensione delle tradizionali “Palomme” (manufatti pirotecnici che, posti su di un filo di acciaio istallato ai due estremi della piazza vengono accesi al fine di effettuare il tragitto sul suddetto cavo con scintille scoppiettanti). Alle 21 avrà inizio la serata musicale, con l’esibizione di Annalisa, Anthony, Antonio Ottaiano.
Il Dott. Gino Aprile, sarà il presentatore delle due serate musicali.
Domenica 6 Agosto alle ore 22, il Concerto Bandistico Lirico-Sinfonico “Città di Marigliano” eseguirà alcuni brani scelti della tradizione napoletana. I fuochi pirotecnici concluderanno i festeggiamenti.
Nelle tre serate della festa (4-5-6 Agosto) avrà luogo la Grande Sagra Gastronomica dove si potranno degustare Penne all’Arrabbiata, Pasta e Fagioli, Panini con Salsiccia alla Brace e Contorni Vari, Birra, Vino Locale, Bibite e Anguria.
Questo sito utilizza cookie tecnici e profilativi, sia propri che di terze parti, per migliorare le funzionalità e per inviarti pubblicità e contenuti in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie..AcceptRead More
Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.