Impazza la protesta sul web dei residenti di Rione Trieste a causa del cattivo odore proveniente dall’azienda avicola allocata proprio nel centro abitato di via Bosco. (leggi)
“Da circa due mesi- spiegano i residenti- una puzza nauseabonda ammorba tutta l’area circostante costringendoci con questo caldo a restare chiusi in casa. Più volte è stata chiamata la polizia municipale e del fatto è stato informato anche il sindaco, peraltro più volte sollecitato a intervenire. “Sono andato nell’azienda- fa sapere il sindaco ai nostri taccuini- e ho potuto costatare personalmente che l’igiene e la pulizia c’è e che i depuratori sono continuamente in funzione. Il proprietario mi ha spiegato che quando le temperature sono troppo elevate a volte può capitare che si senta il cattivo odore ma sono episodi eccezionali. In ogni caso, ho trasmesso una nota per una verifica più approfondita agli uffici competenti. Di sicuro arriveremo a capo della questione e cercheremo di risolverla”. Intanto, quella di ieri, complice temperature da bollino nero, è stata un’altra serata di passione per i residenti di via Bosco. Esasperati dal caldo e dalla puzza, i residenti hanno lanciato l’appello sui social e qualcuno ha scritto che sporgerà denuncia a i carabinieri e chiederà l’intervento dell’Asl. Il paradosso è che l’azienda, come qualcun’altra sita nella stessa zona, risale agli anni ’60 ed è stata costruita prima ancora delle case intorno. Dunque, stando così le cose, a livello urbanistico l’azienda è in regola. Così come sarebbe in regola con tutte le autorizzazioni previste dalla normativa vigente per l’attività di riferimento che, ad oggi, muove l’economia locale e offre lavoro a tanti cittadini. Il proprietario sarebbe anche disponibile a dislocare su un’area idonea che, però, per ora a Somma Vesuviana non esiste. O meglio se ne è parlato spesso ma le crisi politiche degli ultimi tempi hanno fatto sempre arenare il progetto.
(http://ilmediano.com/somma-vesuviana-pip-continua-limpegno-dellamministrazione/)
(Fonte foto: rete internet)
Gli amici della “band”, che si esibiranno domani sera a Ottaviano, in piazza Piediterra, conducono una ricerca musicale di alto profilo culturale, perché, ripercorrendo i successi dei grandi gruppi nazionali e internazionali, riscoprono la forza evocatrice della musica, capace di riportarci nei “luoghi” della nostra storia, personale e collettiva, e di consentirci l’approdo nelle terre meravigliose dell’immaginazione.
Mimmo Annunziata al sax, Mario Annunziata al basso, Luigi Carbone alla chitarra, Gaetano Napolitano alla batteria, e poi Antonio Palazzi, che è la voce, al pianoforte e alla tastiera, e la meraviglia dell’organo Hammond affidato alle mani di Felice Costagliola: diceva Martin Lutero che non ci può essere animo cattivo, là dove cantano gli amici. E aggiungeva Fernand Léger, uno dei padri del Cubismo, che il limite della pittura è dimostrato dal fatto che non c’è sinfonia di colori che possa rappresentare una sinfonia di note. Gli amici della “Leslie Cover Band” non fanno i musicisti di professione, vengono da esperienze diverse di lavoro, cercano nella musica le note che danno senso al mondo, esprimono attraverso la voce degli strumenti i ritmi di cui è fatto l’animo di ciascuno di noi: se hanno ragione i filosofi antichi, e se ha un significato il fatto che un mio amico, quando ascolta Unchained Melody, è costretto a sedersi e a combattere con la commozione.
Nella fotografia pubblicata in appendice gli amici della “band” hanno scelto come corredo scenografico una sacca di palloni e attrezzi da cucina. Il messaggio è chiaro: il nostro è un gioco – i palloni-, in cui cercano la sintesi caratteri e sensibilità diversi, come diversi sono gli ingredienti che vanno a costituire l’unicità e l’equilibrio di un piatto ben cucinato. Oppure, a voler giocare con le metafore, per salire sulle vette dell’arte bisogna partire dai luoghi ove si manifesta il “quotidiano”: i cortili, le piazze, le cucine. In piazza Pediterra gli amici della “Leslie Cover Band” si esibiranno domani sera, a partire dalle 22.30, all’interno di una festa che resta un momento speciale della storia di Ottaviano, perché si collega a un culto antico, quello della Madonna della Salute, e alla tradizione di fuochi di artificio particolari, le “palomme”. Domenico Cutolo, presidente del “Centro Storico”, l’associazione organizzatrice, ha preparato un programma musicale a più voci: la musica popolare, la musica neomelodica, la musica colta della “Leslie122”. Merita veramente tutti gli intensi applausi, che la piazza, pur senza essere sollecitata, gli tributerà. Certamente.
Nella festa dedicata alla Madonna della Salute la “Leslie 122 Cover Band” suonerà la più bella canzone dei Pink Floyd, quella “ Comfortably Numb”, in cui la giovane rockstar, poco prima di un concerto, si sente male e confessa al dottore di non essere più in grado di combattere il torpore dell’abulia in cui è scivolato. Non mi meraviglio del fatto che la musica di questo brano ha incantato gli amici della Leslie Band. La base musicale è un flusso uniforme di toni piatti, che suggerisce l’immagine di una monotona pianura, in cui anche l’orizzonte è fermo, e remoto. Ma poi intervengono le variazioni delicate e intense della chitarra, e a poco a poco gli spazi si aprono, e il leit-motiv si colora di tocchi di luce e di grumi d’ombra, di guizzi come di rosso, e di squarci come di rasserenante azzurro: la stanchezza si dissolve in un soffio di razionale speranza. E’ una canzone “filosofica”, che va ascoltata, e forse riascoltata, in un silenzio pensoso: credo che sia, con “Shine On You Crazy Diamond” e con “Senza luce”, il manifesto culturale della nostra “band”.
Con la prima – una lunga canzone – i Pink Floyd salutarono, nel 1975, il “pazzo diamante”, Syd Barret, che era andato via dal gruppo per l’incompatibilità dei caratteri. Il fascino metaforico di questa canzone sta nell’urto delle voci degli strumenti: pare che ognuno di essi voglia prendere il sopravvento sugli altri e respinga l’accordo, così come Syd, “il pifferaio, il festaiolo, il visionario”, non riusciva a “incontrarsi” con i membri del gruppo. Ma anche in questo caso la chitarra e l’organo – due voci antitetiche – compiono il miracolo, trovano il punto d’incontro, trasmettono l’immagine di un’amicizia assoluta che nel nome dell’arte volava molto più in alto dei conflitti della vita quotidiana. E poi c’è “Senza luce”, in cui i Dik Dik e Mogol tradussero nel 1967 la magia di “ A Whiter Shade of Pale” dei Procol Harum. Gli amici della “Leslie 122 Cover Band” la interpreteranno con una magistrale misura, che esalterà la centralità dell’organo, ma chiederà agli altri strumenti e alle voci di costruire, con delicato vigore, una rete di mobili corrispondenze, di toni “che vanno e vengono”: sono certo che gli interpreti riusciranno a far sì che ogni strumento, in un fraseggio, esprima il temperamento di chi lo suona.
L’omaggio che la “Leslie 122 Cover Band” rende ai gruppi storici della musica italiana e internazionale non è solo un tributo alla nostalgia e un esercizio di tecnica strumentale: è un’operazione di raffinata cultura. La globalizzazione potrà demolire gli schemi economici e politici della democrazia e tentare di imporci solo la percezione del presente immediato, ma, come ha previsto Anthony Giddens, dovrà arrendersi alla forza evocatrice della musica che non solo ci riporta a “luoghi” veri, ma ci apre anche le terre dell’immaginazione. La ricerca della” Leslie Band” è un contributo importante per chi sente il bisogno di riflettere sui ritmi e sui toni dell’esistere quotidiano.
85 Morti e 200 Feriti. Fra le Vittime i coniugi Salvatore Lauro e Velia Carli provenienti da Brusciano.
Bologna, 2 Agosto 1980, alle ore 10,25 , un boato scosse la città. Alla stazione delle Ferrovie dello Stato una bomba piazzata nella sala di attesa fece 85 morti. Fra le vittime vi furono due viaggiatori in transito provenienti da Brusciano, provincia di Napoli: i coniugi Salvatore Lauro di anni 57 e Velia Carli di anni 50. I nomi di tutte le vittime di quella strage ed i volti della maggior parte di loro stanno a perenne Memoria sul sito dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980 all’indirizzo http://www.stragi.it/vittime .
Coniugi Lauro-Carli
Il sociologo e giornalista Antonio Castaldo per tenere viva la Memoria di tutti i caduti, vittime dell’aberrante attentato terroristico nel primo sabato di agosto di 37 anni fa a Bologna, ripresenta la consultazione fatta due anni fa presso il Comune di Brusciano, grazie al Sindaco Giosy Romano, dei registri d’anagrafe e di stato civile che così riportano burocraticamente le cause di morte dei coniugi Lauro e Velia, ognuno “Deceduto a Bologna il 2/8/1980”. Lauro Salvatore era nato ad Acerra l’11 agosto del 1923 e Carli Velia era nata a Tivoli il 2 settembre del 1930. Il loro matrimonio avvenne il giorno 26 dicembre del 1948 a Guidonia. La data di registrazione della residenza a Brusciano è l’8 agosto del 1973 ed è qui che i coniugi Lauro svolgevano la loro tranquilla e laboriosa vita, arricchita dalla presenza degli adorati figli: Maria Grazia, Patrizia, Rosanna, Aurora, Gennaro e Francesca.
“A loro e alla moltiplicata famiglia, ovunque siano -ha affermato Castaldo- va il corale fraterno abbraccio e la costante vicinanza di tutta Brusciano”.
Oggi, 2 agosto 2017, nel 37esimo Anniversario i familiari delle vittime della Strage alla Stazione di Bologna, hanno espresso rabbia, dolore e delusione per le promesse annunciate e non mantenute dai governi avvicendatisi in questa legislatura. Si chiede ancora certezza per quanto riguarda i risarcimenti e principalmente la desecretazione degli atti ancora coperti. Si chiede la verità. I parenti delle vittime vogliono sapere chi sono i mandanti dei terroristi neofascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, gli unici ad essere stati condannati dallo Stato quali colpevoli esecutori.
L’intervento del Presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Paolo Bolognesi, è interamente riportato a questo indirizzo web http://www.stragi.it/vittime/discorso-2017 .
Il Presidente Bolognesi, apre affermando: “Chi allora c’era, non può dimenticare quello che, ancora oggi, rimane il più sanguinoso attentato terroristico del dopoguerra in Italia”. Poi continua affermando. “Crediamo che non temere la propria Storia renda un Paese libero: il nostro ancora non lo è”. Infine dichiara l’inarrestabile intento: “Noi continueremo ad impegnarci per liberarlo dall’occultamento del proprio passato, di cui è vittima, perché la vera storia eversiva del nostro Paese non sia archiviata, censurata o chiusa nei cassetti segreti degli apparati perché è un patrimonio collettivo che istituzioni e Governo devono impegnarsi a tutelare e condividere”.
Ecco perché sul Manifesto del 37esimo Anniversario della Strage alla Stazione di Bologna si leggeva: “La Storia non si archivia, La Forza della Verità non si può fermare. La Giustizia faccia la sua parte”.
Fine della protesta degli operai Hitachi ed FCA. Intanto a settembre vertice per gli ex Carrefour.
L’aspetto visibilmente spossato, gli sguardi stanchi che però non sono riusciti a fermare un timido sorriso grazie alla solidarietà suscitata. Max e Mimmo ieri sera sono dunque scesi dalla gru della cantiere della metropolitana di piazza Municipio. Hanno messo la parola fine a una protesta davvero drammatica contro i licenziamenti nella Hitachi e le condizioni di lavoro negli stabilimenti FCA di Pomigliano e di Nola. I due operai sono rimasti per tre giorni sospesi a quaranta metri di altezza sotto un sole che non lascia scampo. A un certo punto hanno anche annunciato lo sciopero della fame e della sete, con temperature che ormai superavano i quaranta gradi. C’è quindi voluto l’intervento di don Peppino Gambardella per farli ragionare, per evitare il peggio. Il prete operaio della chiesa madre di San Felice in Pincis, a Pomigliano, li ha persuasi a scendere, a trovare altre forme di lotta meno autolesioniste, meno pericolose per la propria vita. E alla fine sono tornati con “i piedi per terra” Max, operaio della Quanta non più ricollocato nella Hitachi di via Argine, e Mimmo, tuta blu della Fiat di Pomigliano che sta sostenendo i lavoratori Quanta estromessi dal ciclo produttivo dell’impianto ferroviario di Napoli. Mimmo peraltro non lavora nella Fiat. Ha vinto una causa con l’azienda finalizzata al suo reingresso nello stabilimento automobilistico ma la multinazionale di Marchionne ha preferito pagargli lo stipendio facendolo rimanere a casa. Non lo ha riaccettato nello stabilimento. A ogni modo, tornando alla vicenda di ieri, c’è da pensare che però la fine della protesta possa essere stata favorita anche dall’intervento del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha annunciato azioni finalizzate al reintegro dei quattro lavoratori ex Quanta non ricollocati in Hitachi, a differenza di quanto invece accaduto per molti altri loro colleghi di lavoro. Intanto notizie drammatiche provengono pure dalla grande distribuzione. Ieri un piccolo gruppo di licenziati dell’ipermercato ex Carrefour ha bloccato i cancelli del cantiere di Casoria in cui si sta realizzando il nuovo centro commerciale Globo, proprio al posto dell’ipermercato. La protesta è servita a convincere la Regione Campania a dare il via al vertice per tentare la loro ricollocazione. Appuntamento l’11 settembre, a palazzo Santa Lucia.
Da circa due mesi, i residenti di Rione Trieste vivono il disagio di un cattivo odore proveniente dall’azienda avicola allocata nei pressi del centro abitato di via Bosco. “Con questo caldo- racconta una anziana signora del posto- non possiamo uscire fuori ai balconi perché nell’aria c’è una puzza insopportabile. Prima si sentiva raramente, ma da circa due mesi è costante. Non se ne può più”.
Qualche giorno fa è stato chiesto anche l’intervento della polizia municipale ma ad oggi nulla sembra essere cambiato. Eppure l’azienda avicola, nata nel lontano 1958 e specializzata nella produzione di uova da consumo, è dotata di impianti di ultima generazione e utilizza anche energia pura attraverso un proprio impianto fotovoltaico. I residenti ipotizzano che i proprietari dell’azienda non utilizzino i depuratori e gli aereatori per il tempo necessario (cioè sempre) e che a una certa ora della sera addirittura li spengano. “Altrimenti non si spiegherebbe – aggiunge uno dei residenti- questo cattivo odore che ammorba tutta la vasta area di via Bosco e dintorni”.
Della situazione è stata informato anche il sindaco Salvatore Di Sarno, il primo cittadino ha assicurato che andrà a parlare personalmente con gli imprenditori della nota azienda “Per capire e cercare di risolvere il problema al più presto”.
font foto : rete internet
Donata alla città di Somma Vesuviana, in segno di riconoscimento verso il Santo Medico, dalla signora Raia Daniela e dal marito Salvatore Granato.
Ieri , intorno alle ore 19,30 si è tenuta la benedizione della statua di San Giuseppe Moscati, regalata alla città di Somma Vesuviana, dalla signora Daniela Raia, sorella di Rosanna ex assessore nell’amministrazione Piccolo, e dal marito Salvatore Granato, attualmente consigliere in carica.
La benedizione è avvenuta alla presenza di autorità civili e religiose nella piazza intitolata a San Giuseppe Moscati (già Francesco De Martino – già piazza III Novembre) con delibera di giunta comunale 57 del 6 maggio 2016.
Tanta la partecipazione da parte della cittadinanza a rendere omaggio al Santo.
A volere fortemente tutto ciò, è stata Daniela Raia, dopo che, come ha tenuto a precisare, ha avuto l’apparizione del Santo Medico durante un periodo buio della sua vita, precisamente il 25 Luglio del 2011:
“Ero ricoverata in ospedale in procinto di subire una delicata operazione, con mia sorella di fianco a me, ed in lontananza ho visto la figura di un medico che mi osservava. Successivamente quando mi sono recata in camera mi sono resa conto che quella figura rappresentava proprio Giuseppe Moscati. Mi sono affidata così a lui prima del delicato intervento, che il giorno seguente è perfettamente riuscito. Se oggi sono qui perciò, lo devo essenzialmente a lui, ed il mio desiderio di vedere ancora quella figura qui, nella mia città, oggi si è finalmente realizzato.”
Presente anche il primo cittadino, Salvatore Di Sarno, che in merito a questa iniziativa, ha tenuto a precisare che:
“Non si pensi che si tratti di una scelta politica di questa amministrazione, anzi, sono davvero contento del regalo che la famiglia Granato ha voluto fare alla nostra città, essendo anch’io attratto della figura spirituale di San Giuseppe Moscati.”
Paolo Russo: “No alle discriminazioni sulle Rc auto ma anche sulla salute e sui servizi”
“Gli automobilisti virtuosi di Napoli, della Campania e del Sud continueranno a pagare molto di più di chi abita in altre parti d’Italia. Quello appena approvato dal Senato dovrebbe chiamarsi DDL Concorrenza sleale”: così il deputato e coordinatore FI della città metropolitana di Napoli, Paolo Russo.
“Sul tema della Rc auto non solo il Governo e la maggioranza hanno premiato le lobby assicurative, ma hanno anche sancito per legge che i cittadini italiani non sono tutti uguali. Di sconti generici ed evasivi non sappiamo che farcene e – conclude Paolo Russo – continueremo a pretendere per ogni abitante del Sud trattamenti equi e diritti uguali. No alle discriminazioni sulle Rc auto ma anche sulla salute e sui servizi, a cominciare dagli asili nido”-
Protesta a Casoria dopo la rottura delle trattative con azienda e Regione Campania.
Ieri in Regione non si è presentato nessuno: nessun assessore della giunta De Luca, nessun esponente dell’azienda che sta per realizzare il nuovo centro commerciale Globo al posto dello storico Euromercato, poi Carrefour, IperCasoria e poi più niente. A Santa Lucia ci si attendeva un vertice per l’occupazione di coloro che sono rimasti senza soldi e senza posto. Ma non se n’è fatto nulla. Stamattina quindi i licenziati ( sono 150 ) dell’ipermercato ex Carrefour, chiuso per sempre sei anni fa, hanno formato un picchetto davanti all’ingresso del cantiere della nuova struttura, nei pressi di via circumvallazione esterna, la cui inaugurazione è prevista per il prossimo autunno. Molti dei manifestanti hanno quaranta, cinquant’anni e più. Non intendono mollare. Vogliono risposte. Il convincimento che motiva la protesta è unanime: in una società dove si può andare in pensione, per chi sarà più fortunato, solo a settant’anni perché considerare “obsoleto” chi ne ha venti o trenta di meno ? Il tutto però cozza frontalmente con la politica occupazionale della Globo, marchio abruzzese dell’abbigliamento. L’azienda recluta solo personale in affitto, interinale, tutta gente giovanissima e con contratti brevi, a scadenza. La partita dunque è difficilissima. Ma gli ex Carrefour hanno la testa più dura del piombo: è una lotta per la sopravvivenza.
Lo dicono i ricercatori Neuromed dello studio Moli-sani: a parità di adesione alla Dieta mediterranea, sono solo le classi socioeconomiche più forti a trarne vantaggi per la salute.La dieta mediterranea riduce il rischio di malattie cardiovascolari, ma solo se a seguirla sono i gruppi economicamente più forti. È questo il sorprendente risultato di una ricerca condotta dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico IRCCS Neuromed su oltre 18mila persone adulte reclutate nell’ambito dello studio Moli-sani e pubblicata sulla rivista International Journal of Epidemiology.
Che la Dieta mediterranea offrisse vantaggi consistenti per la salute cardiovascolare era cosa nota, ma ora lo studio Neuromed, condotto dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione, diretto da Giovanni de Gaetano, rivela che i benefici di questo modello alimentare sono fortemente condizionati dalla posizione socioeconomica delle persone. In pratica, a parità di adesione alla Dieta mediterranea, la ricerca ha evidenziato che la riduzione del rischio di patologie cardiovascolari si concretizza solo nelle persone che hanno un livello di istruzione elevato e in chi ha un reddito familiare più consistente. Nessun beneficio significativo è stato invece riscontrato nelle classi sociali più deboli.
“Che la dieta mediterranea riduca il rischio di sviluppare un evento cardiovascolare nel corso degli anni è ben noto da tempo– conferma Marialaura Bonaccio, ricercatrice del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed e primo autore dello studio –La novità del nostro studio è di aver documentato per la prima volta che il livello di istruzione e il reddito sono in grado di modificare nettamente i vantaggi potenziali della Dieta mediterranea sulla nostra salute cardiovascolare. In altre parole, per quanto una persona a basso reddito possa seguire la Dieta mediterranea in maniera ottimale, non avrà gli stessi vantaggi di una persona che segue la stessa dieta ma dispone di un reddito maggiore”.
I ricercatori sono andati oltre e hanno cercato di comprendere i possibili meccanismi che possono essere alla base di queste disparità.
“A parità di adesione alla Dieta mediterranea, i gruppi socialmente più avvantaggiati riportavano una serie di indicatori di buona alimentazione migliori rispetto alle persone meno abbienti – spiega Licia Iacoviello, capo del Laboratorio di Epidemiologia molecolare e nutrizionale dello stesso Dipartimento – Ad esempio, a parità di consumo dei prodotti tipici della Dieta mediterranea, l’alimentazione delle persone con alto reddito e un livello di istruzione maggiore, risultava più ricca di antiossidanti e polifenoli, oltre a presentare una maggiore diversità in termini di frutta e verdura consumate. Non solo. Abbiamo riscontrato differenze socioeconomiche anche per quanto riguarda il consumo di prodotti integrali e i metodi di cottura degli alimenti. Sempre a parità di punteggio di adesione alla Dieta mediterranea, le persone con una migliore posizione sociale tendevano a consumare relativamente più pesce e frutta secca a guscio e meno carne e derivati. Tutto questo ci spinge a credere che sia la diversaqualità dei prodotti della Dieta mediterranea consumati a fare la differenza e non solo la loro quantità o frequenza di consumo”.
“I risultati di questo studio ci devono far riflettere seriamente sullo scenario socio-economico della salute – commenta Giovanni de Gaetano, direttore del Dipartimento – Le disparità socioeconomiche sono in crescita, e si manifestano anche a tavola. Non solo le persone tendono in generale a seguire sempre meno la Dieta mediterranea, ma i più deboli dal punto di vista socio-economico consumano prodotti teoricamente ottimali ma di fatto con minori qualità salutistiche. Non basta più dire che “la Dieta mediterranea fa bene” – conclude de Gaetano- se non garantiamo che faccia bene a tutti!”.
Lo studio Moli-sani Partito nel marzo 2005, ha coinvolto circa 25.000 cittadini, residenti in Molise, per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari e dei tumori. Lo studio Moli-sani, oggi basato presso l’IRCCS Neuromed, ha trasformato un’intera Regione italiana in un grande laboratorio scientifico.L’IRCCS NeuromedL’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie del sistema nervoso.
Il sito web del Comune di San Giuseppe Vesuviano si aggiornaper adeguarsi alle nuove linee guida AgID. Il design responsivo aumenta il grado di accessibilità.(fonte foto: rete internet)
Il sito web istituzionale del Comune di San Giuseppe Vesuviano si è adeguato alle più recenti linee guida AgID – Agenzia per l’Italia Digitale – al fine di garantire agli utenti una maggiore accessibilità.
Il nuovo design responsivo consente al sito di adattarsi graficamente, in modo automatico, ai dispositivi attraverso i quali viene visualizzato (pc, notebook con diverse risoluzioni, tablet, smartphone, web tv), riducendo al minimo la necessità degli utenti di ridimensionare e scorrere i contenuti.
L’adozione del nuovo progetto migliora le caratteristiche del servizio offerto ai cittadini sino ad oggi, orientando funzionalità, processi e componenti verso le effettive esigenze di chi vi si connette. Il servizio digitale erogato diventa, in tal modo, di ancor più facile utilizzo, grazie anche ad un contesto di informazioni sintetiche e chiare.
Ecco il link diretto al sito web: www.comune.sangiuseppevesuviano.na.it
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