Ottajano, settembre 1910: “folla innumerabile” alla festa della Madonna di Montevergine: il trionfo degli abiti di carta. E oggi?
E’ probabile che i responsabili vecchi e nuovi della politica culturale ottavianese abbiano modificato obiettivi e scelte strategiche, passando da modelli che privilegiano le tradizioni a una visione più attenta agli schemi della “lyrical abstraction”. E dunque aspettiamo di vedere quale sarà il destino della storica festa in onore della Madonna di Montevergine: non mancano i cattivi pensieri di qualche malpensante.
Abbiamo già raccontato che l’8 settembre del 1883 i Bifulco del Vaglio trovarono in un deposito del loro palazzo a Ottajano un quadro della “Madonna Bruna”, che lo esposero in una cappella montana sul confine del parco del Palazzo Medici, e che la cappella venne intitolata alla Madonna di Montevergine, a cui è sacro l’8 settembre. In breve, la cappella montana divenne meta di folle di pellegrini: si diceva a Napoli che l’8 settembre i ricchi fanno la “juta”, “’ a camminata”, a Montevergine di Mercogliano, mentre i poveri vanno a “Montevergine di Ottajano”: e non solo i poveri, ma anche molti borghesi delle città vesuviane e i “signori” del capoluogo che con la “gita” a Ottajano concludevano le vacanze trascorse nelle ville e nelle masserie del territorio. Contribuì al successo dell’evento ottajanese il fascino dei luoghi vesuviani, terra di elezione per il culto della “Madonna Bruna” che segnava la primavera con le feste della Madonna dell’Arco e della Madonna di Castello, l’estate con la celebrazione della Madonna del Carmine, e l’inizio dell’autunno con i riti in onore della Madonna di Montevergine. Non bisogna trascurare il fatto che proprio negli anni ’80 dell’’800 si manifestò con chiarezza – e i giornali ne diedero precisa testimonianza – l’attenzione che la polizia dedicava da tempo alla “gita” dei napoletani a Montevergine di Mercogliano, alla famosa “rretenata” a cui partecipavano, con le loro “maeste” “’ncriccate”, e cioè abbigliate con rumoroso sfarzo, camorristi e guappi di varia taglia. La prudenza consigliò a molti vesuviani di tenersi alla larga dal corteo di carrozze che veniva da Napoli, e di andare a venerare la Madonna Nera nella più tranquilla Ottajano. Inoltre, si facevano sempre più intense le voci sull’invasione della Libia e sulla guerra con i Turchi, e interessanti documenti conservati negli archivi delle congreghe inducono a pensare che i genitori e i parenti dei ragazzi che prestavano servizio militare siano “saliti” a Montevergine per implorare la protezione della Madonna.
L’8 settembre del 1910 il posto di guardia dei “Seggiari”, sul confine tra Somma e Ottajano, registrò che a mezzogiorno erano passate, dirette verso Ottajano, 96 “carrozze”: e il temine indica in modo inequivocabile vetture “eleganti” tirate da almeno due cavalli, ornati, come imponeva il cerimoniale della festa, di pennacchi e di gualdrappe colorate. Molti carri, trainati da asini e da buoi, entrarono in città dalla via di Sarno e vennero “parcheggiati” lungo la Masseria Greco. Venti giorni dopo il comandante delle guardie urbane ottajanesi spiegava al sindaco che non era stato possibile evitare risse anche gravi, e bloccare “mariuoli e altra pericolosa gente” perché la folla dei pellegrini era stata “innumerabile”. Il che dimostrava che già vigorosa era la resurrezione della città, distrutta quattro anni prima dal Vesuvio. I cronisti descrissero brevemente la giornata con i soliti colori che tingevano la realtà con le tinte dei “luoghi comuni”: i cantanti “’a fronna ‘e limone”, i banchi di “semmentari” e di “franfelliccari” che vendevano semi di zucca e “bastoncini di zucchero caramellato”, gli enormi “tiani” con le ultime “pullanchelle” – le spighe di granoturco lessate o abbrustolite -, e poi tutti gli strumenti musicali del folklore di Napoli e della sua Piedigrotta.
E poi venditori di frutta, di “palate” di pane, di ombrelli, di attrezzi agricoli, e anche di “pettenesse”, i pettini che tenevano fermi i “tuppi” delle donne. I “pettenessari” più famosi venivano da Cercola e da Volla, e la loro presenza compensava per via di metafora quella delle “scapigliate”, le donne peccatrici che, sciolto il “tuppo”, si gettavano a terra davanti all’immagine della Madonna e chiedevano pietà per i loro peccati. La moda degli abiti di carta, e di trombette, tamburi, fischietti, e “cavallucci”, tutti di “carta battuta, a foggia di bronzo”, segnò le feste popolari di Napoli e del Napoletano, e caratterizzò la festa ottajanese di Montevergine fino agli anni ’60 del Novecento. Gli abiti di carta, che all’inizio servivano solo per consentire alle donne del popolo di giocare abbigliandosi, a modico prezzo, come le dame dell’alta società, a poco a poco divennero un esercizio di stile e alimentarono anche in pieno Novecento una produzione importante: importante per la qualità e per il numero dei capi. Agli inizi del ‘900 producevano abiti di carta, a Ottajano, Luca Lanza, Achille Scudieri e Vincenzo Albano, e, a San Giuseppe Ves.no, Luigi Ambrosio e Antonio e Francesco Del Giudice.
Sembrava, ancora l’anno scorso, che l’Amministrazione Comunale di Ottajano e l’Assessorato alla Cultura coltivassero il proposito di rinnovare, nella sua interezza, la tradizione della festa di Montevergine, una tradizione che consente di mettere insieme la fede e la memoria storica, e di recuperare un ricco patrimonio di arti e di mestieri, anche attraverso i progetti realizzati dalle scuole: penso al valore educativo di un progetto scolastico per la produzione di abiti di carta. Quest’anno mi dicono che ci saranno solo le solite “tammorre”. E’ probabile che i responsabili vecchi e nuovi della politica culturale ottajanese abbiano deciso di modificare gli obiettivi e, dunque, gli indirizzi strategici, passando da una “visione” che potremmo definire“neorealistica e folclorica” a un modello che privilegia alcune idee della “lyrical abstraction: i termini tecnici li usiamo, ovviamente, come veicoli di metafore. Se così stanno le cose, ne seguirò lo sviluppo con grande attenzione, nella certezza che tutto fa cultura, anche una baracca, come ha dimostrato la “baracca” installata da Philip K. Smith III nel deserto californiano (vedi foto in appendice).
I malpensanti, che non hanno dimenticato due eventi recenti, la processione dell’Assunta e quella della Madonna del Carmine, temono che la “crisi” di feste e di manifestazioni che sono state cardinali nella storia del Centro Abitato di Ottaviano non sia casuale.
Ma, per fortuna, non sono un malpensante.
Somma Vesuviana. Eletti i presidenti delle commissioni consiliari permanenti
Di seguito tutti i nomi.
I Commissione: Pubblica istruzione, Polizia municipale, Viabilità, Sicurezza del territorio: presidente Vincenzo Neri componenti Rubina Allocca, Luisa Cerciello, Antonio Granato, Pasquale Di Mauro.
II Commissione: Cultura, Sport e politiche giovanili, Servizi sociali, Affari generali: presidente Maria Rosaria Raia componenti Sergio D’avino , Domenico Beneduce, Antonio Granato, Salvatore Rianna.
III Commissione: Urbanistica, Lavori pubblici e Servizi tecnici: presidente Adele Aliperta componenti Sergio D’Avino, Salvatore Esposito, Vincenzo Piscitelli, Lucia di Pilato
IV Commissione: Organizzazione e gestione del personale, Rapporti con enti, Trasparenza presidente Antonio Auriemma componenti Adele Aliperta, Angelo De Paola, Celeste Allocca, Pasquale Piccolo
V Commissione: Bilancio, Finanza, Tributi, Programmazione economica, Attività economica, Sviluppo produttivo, Turismo presidente Luigi Molaro componenti Giuseppe Nocerino, Andrea Scala, Umberto Parisi, Pasquale Di Mauro
VI Commissione: Igiene Ambientale, Cimitero, Trasporti
presidente Luisa Carmen Feola componenti Rubina Allocca, Angelo De Paola, Salvatore Granato, Vincenzo Piscitelli.
A tutti gli auguri del sindaco Salvatore Di Sarno e del presidente del consiglio Giuseppe Sommese.
“Si trattava di un passaggio fondamentale per permettere ai consiglieri comunali di operare”, spiega il primo cittadino, “Adesso le commissioni potranno fissare un calendario dei lavori e cominciare a produrre atti che saranno poi posti al vaglio del Consiglio. Auguro a tutti loro un buon lavoro per la nostra collettività”.
“Il mio augurio a tutti i presidenti e ai consiglieri comunali di buon lavoro”, commenta Sommese, voglio ricordare loro che troveranno l’ufficio di presidenza sempre disponibile affinchè possano svolgere al meglio il proprio ruolo ed elaborare argomenti che possano poi arrivare, nei tempi previsti, in consiglio comunale sempre nell’interesse dei cittadini”.
Saviano: Completata la bonifica preventiva del Santa Teresella
L’Ufficio Ambiente, diretto dalla dottoressa Michela Manzo, comunica che ha completato i lavori di raccolta e bonifica dei rifiuti depositati nell’alveo Santa Teresella, in via Generale Alfieri. Tali rifuti, stipati in grossi sacchi di juta, sono stati deposti sul margine stradale e presto saranno smaltiti a cura della ditta adetta alla raccolta. Tale intervento si è reso necessario a seguito della preoccupazione delle associazioni ambientaliste locali, che nei giorni scorsi avevano ravvisato l’imminente pericolo rappresentato dalla possibilità di copiose pioggie sulla zona, con conseguente possibile esodanzione del canale.
Nola, al via il convegno su “Capitalismo finanziario, rapporto banca-impresa”
Il programma dell’incontro prevede un folto e qualificato parterre, con la partecipazione di rappresentati del mondo finanziario, delle professioni, dell’università, della magistratura e delle istituzioni: l’Avv. Francesco Urraro, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, l’Avv. Carmine Sautariello, vicepresidente Associazione Ideatorìa, il dott. Domenico Ranieri, presidente dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Nola, il dott. Amedeo Giurazza, Ad Vertis Sgr, il Prof. Massimo Lo Cicero, docente di Economia e mercati finanziari dell’Unipegaso, il dott. Adriano Giannola, presidente Svimez, il dott. Eduardo Savarese, magistrato del Tribunale di Nola, il dott. Catello Maresca, magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia, il Prof. Francesco Fimmanò, docente ordinario di Diritto commerciale dell’Università degli Studi del Molise e direttore scientifico Universitas Mercatorum, e l’On. Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati.
Sarà un interessante momento di approfondimento.
«Un importante focus – sottolinea il Presidente Urraro – con autorevoli rappresentanti del diritto, dell’economia, dell’accademia e delle Istituzioni per un’analisi ad ampio raggio del contesto in cui operano le imprese e gli istituti di credito, soprattutto nel nostro territorio, con tutte le implicazioni finanziarie, amministrative e sociali».
In quest’ultimo periodo i principali indicatori economici (in primis il Pil) fanno ben sperare che la crisi più dura del dopoguerra possa dirsi ormai alle spalle. Si avvicina perciò il momento dell’analisi e delle valutazioni.
«Gli ultimi anni hanno rivelato gli effetti disastrosi di un lustro di errori che la politica prima ha commesso e poi non ha saputo corregere» – dichiara il prof. Fimmanò – «Da un lato l’incapacità di implementare un modello alternativo al sistema banco centrico delle banche pubbliche erroneamente privatizzate e dall’altro l’errore di non sfruttare le opportunità di risanamento offerte dall’unione europea subendo solo gli effetti negativi del bail in. Il convegno si propone di fare il punto sulla crisi del capitalismo finanziario italiano e di proporre modelli di sviluppo alternativo specie nel fondamentale rapporto tra banche ed imprese nel mezzogiorno».
Quindi, se la ripresa al sud Italia è ancora insufficiente, come raccontano gli stessi indici che spingono al più generale ottimismo nell’area euro, ciò è dovuto alle criticità di un sistema ancora fragile.
«Sono necessari questi momenti di informazione, in particolare al sud» – precisa il Presidente Odcec, Domenico Ranieri – «per meglio capire il difficile rapporto tra banca e impresa in una economia ancora debole per sopportare la oppressione proveniente dal sistema creditizio».
Ora è importante comprendere quali sono i nuovi assetti economici.
«Il convegno sarà un interessante momento di riflessione – afferma l’Avv. Sautariello, che introdurrà e modererà l’evento – per comprendere il fondamentale mutamento del capitalismo contemporaneo, attraverso la trasformazione del mondo bancario e la progressiva deregolamentazione del sistema medesimo».
Salumificio Spiezia, domani vertice a Roma sul futuro della fabbrica
C’è attesa per l’incontro che si terrà domani a Roma a partire dalle 12 al Mise, Ministero dello sviluppo economico.
Sarà presentato l’imprenditore che ha deciso di investire nella storica fabbrica di San Vitaliano e il progetto che ha in mente per rimetterla in moto. “Ancora non sappiamo nulla”, ha riferito qualche lavoratore alla vigilia del meeting. Il Salumificio è fermo da aprile, dopo 110 anni di attività. La società è stata messa in liquidazione a maggio scorso. Sono 79 i dipendenti che aspettano di sapere cosa gli riserva il futuro. In 60 sono in cassa integrazione straordinaria, per i restanti 19 si è impegnata l’azienda a versare i compensi. Domani aspetteranno l’esito del vertice romano in presidio fuori allo stabilimento.
Pomigliano, il comune chiude e mette in affitto due scuole: è battaglia politica
Esplode la polemica sul tema delle scuole pubbliche che il Comune di Pomigliano vuole chiudere per darle in affitto a enti e aziende, profittando del calo degli iscritti e per fare cassa. Ma le opposizioni del Movimento Cinque Stelle annunciano battaglia e polemizzano. « Ormai questi vogliono mettere in gioco il bene pubblico – accusano i pentastellati – l’interesse dei cittadini ». Il Comune quest’anno chiuderà il plesso elementare di via Fiume, che sarà liberato per fare posto ai nuovi uffici della Gori, l’azienda, molto contestata dalle popolazioni locali, che gestisce le forniture idriche di gran parte della provincia di Napoli. Intanto la giunta municipale, retta dal sindaco di centrodestra Raffaele Russo, rispondendo a un’interrogazione dei Cinque Stelle attraverso l’assessore alla pubblica istruzione, Pasquale Sanseverino, ha annunciato in consiglio comunale anche la prossima chiusura di una seconda scuola, la scuola media Falcone, ubicata nel rione della ricostruzione. L’edificio, una volta sgomberato, sarà messo in affitto. « Tra gli altri anche l’inps – ha rivelato Sanseverino nell’assemblea cittadina – ne ha fatto richiesta ». Ma corre voce che nella struttura del rione popolare possa anche essere insediato il collocamento. Secondo i piani del Comune i circa cento alunni della Falcone saranno trasferiti nella vicina scuola elementare Buon Pensiero, una volta però completati qui i lavori di adeguamento finalizzati proprio ad ospitare i nuovi locali da destinare alla scuola media. A quel punto l’edificio della Falcone potrà essere messo in affitto, così come sta già per capitare al plesso elementare di via Fiume, i cui iscritti saranno trasferiti, con la nuova stagione scolastica, in quello di vico Ricci. « Il calo della natalità e quindi degli iscritti – ha spiegato Sanseverino – impone una razionalizzazione del nostro patrimonio pubblico ». Ma Dario De Falco, leader a Pomigliano del Movimento Cinque Stelle, annuncia battaglia. « In conti non tornano affatto – eccepisce De Falco – dicono di fare cassa con l’affitto delle scuole da chiudere ma poi spendono centinaia di migliaia di euro per adeguare quelle che dovranno ospitare gli alunni da trasferire. Inoltre – aggiunge il consigliere comunale d’opposizione – chiudono l’ennesima scuola senza tenere nel conto le esigenze formative, educative, culturali di interi quartieri. Cosa se ne farà il rione della ricostruzione di una sede dell’Inps ? Perché invece non discutere tutti insieme di come riconvertire il patrimonio pubblico nell’interesse reale della cittadinanza ? ».
Pollena Trocchia, Open Day per «La Fabbrica del Futuro»: asilo nido pronto per l’apertura.
Si prepara ad essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale, l’asilo nido che aprirà a settembre le porte ai suoi piccoli ospiti.
Grande successo per la presentazione della struttura del nuovo asilo nido comunale di Pollena Trocchia, una giornata utile ai nuovi iscritti e ai loro genitori per vedere con i propri occhi il frutto del lungo lavoro di riqualificazione di una struttura totalmente migliorata. Ambienti moderni e luminosi, decorati con motivi pastello rilassanti e piacevoli giochi, sono apparsi da subito ai piccoli visitatori bellissimi e accattivanti. La struttura avrà aule dedicate secondo la fascia d’età, una cucina all’interno e luoghi indicati per il momento del pasto del gioco del riposo e accoglierà piccoli da 0 a 36 mesi. Oltre al buon numero di visitatori, presenti il sindaco Francesco Pinto e l’assessore Pasquale Fiorillo che hanno espresso il proprio orgoglio per il lavoro giunto al termine.
«Abbiamo pensato ad un open day- dice il sindaco Pinto- dopo aver pubblicato i manifesti per le iscrizioni che si chiuderanno l’8 di settembre, per consentire a chi è iscritto e chi ha intenzione di fare un’iscrizione, di visitare la struttura. Credo che il risultato sia particolarmente bello, sono felice di aver raggiunto un traguardo per il quale abbiamo lavorato molto in questi anni. In realtàesisteva già una parte di questa struttura costruita negli anni novanta con l’intenzione di farne una scuola. Rimasto un progetto incompiuto nel tempo è stata utilizzata come centro sociale per gli anziani, centro polivalente.»
Le risorse necessarie all’apertura dell’asilo sono giunte attraverso la partecipazione ad un bando regionale. Dopo aver sottoscritto la convenzione con la regione Campania, attraverso fondi POR è stato finanziato il progetto al quale ha contribuito con proprie risorse anche il comune, dando il via ai lavori per l’adeguamento della struttura di via Cavour.
«Attraverso quel finanziamento-continua il sindaco- abbiamo costruito una struttura simmetrica a quella esistente riqualificando il tutto, con una cooperativa sociale, prevedendo un socio privato, realizzando uno degli obiettivi cardine del nostro programma. Oggi riscontro il piacere di chi è presente che forse non si aspettava un luogo così bello. Il 15 di settembre apriremo le porte per l’inaugurazione, il 18 sarà operativo. Mi preme molto che rappresenti il risultato di uno sforzo di riqualificazione territoriale, oltre che un aiuto importante per tante giovani coppie che lavorano.
«La struttura ospiterà fino a 50 bambini –sottolinea entusiasta l’assessore Pasquale Fiorillo- la priorità sarà per i residenti del comune di Pollena ma comunque nel caso, estesa anche a tutti i residenti dell’ambito N24 Volla Cercola e Massa di Somma che avranno l’accesso secondo una graduatoria.
Siamo orgogliosi dopo un lungo percorso, di questo epilogo positivo. Abbiamo un buon numero di iscritti. Lavorare duramente e poi vedere le attrezzature e avere la visione definitiva è una grande emozione. Gli insegnanti saranno selezionati come da progetto educativo approvato dalla Regione. Voglio sottolineare la trasparenza del lavoro della nostra amministrazione, onore al merito che supera vecchie logiche clientelari. La positività è nel programmare investimenti con servizi che hanno una ricaduta sociale non solo per chi li utilizza ma anche per chi ne usufruisce nell’ambito professionale. Quindi direi obiettivi raggiunti sotto tutti i punti di vista».
Sant’Anastasia (NA) – “Soccorso in mare”, è anastasiano il delegato provinciale di Napoli della F.I.S.A.
E’ stato nominato Delegato provinciale di Napoli della F.I.S.A. – Federazione Italiana Salvamento Acquatico (Società Italiana Salvamento) fondata in Ancona nel 1899, autorizzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a poter organizzare corsi di formazione per l’attività di salvamento acquatico – il Maestro di Salvamento Ciro Gifuni.
Per l’anastasiano, fin da giovanissimo impegnato nel sociale e nella Protezione Civile locale, è un riconoscimento prestigioso, che premia l’intensa attività svolta e le progettualità realizzate a favore della sicurezza in mare.
L’obiettivo che la FISA si pone è quello di costruire una cultura della sicurezza in acqua, con una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti.
A tal proposito il Dott. Ciro Gifuni nel periodo marzo–giugno u.s ha proposto presso le scuole del territorio campano il progetto di sensibilizzazione denominato “Mare Dentro”.
Il progetto ha previsto un percorso formativo rivolto ai soccorritori specializzati del settore nel soccorso in acqua, e alle scuole, Università ed associazioni di ogni genere per una corretta informazione e formazione sulla sicurezza in mare e dei bagnanti.
Migliorare, infatti, le capacità di nuoto dei bambini, dei ragazzi e adulti, garantire la sicurezza delle spiagge libere con sistemi di sorveglianza idonei, elaborare un adeguato sistema d’informazione al pubblico, sono solo alcuni strumenti che la FISA attua nel suo operato.
“Il concetto della sicurezza in mare non deve e non può avere maggiore rilevanza solo nei periodi estivi quando la stagione balneare impone la frequentazione in massa della fascia costiera nazionale. Basti pensare che sui 5.400 Km. di lunghezza del litorale italiano, ogni estate tra giugno e settembre, si riversano oltre 350.000 persone per ogni km di litorale balneabile, vale a dire circa 2.900 persone al giorno su di un chilometro lineare.
In alcune aree del territorio nazionale – dice il dott. Ciro Gifuni – una serie di misure preventive ha agito in modo efficace migliorando la sicurezza in mare con una maggiore consapevolezza dei rischi, capacità natatorie dei bagnanti, cambiamenti delle abitudini e soprattutto l’educazione nelle scuole. Ma anche quest’anno, purtroppo, vi sono state tragedie in mare, varie accomunate da un unico denominatore: la mancata prevenzione. Tutti gli organismi sono chiamati a dare il proprio contributo nel settore della sicurezza e soccorso in mare rifiutando e contrastando energicamente la sottocultura del fatalismo. Si tratta evidentemente di un problema “culturale” che può essere arginato, con una capillare attività di prevenzione e previsione da parte delle Autorità competenti.
Si potrebbe pensare ad un Progetto Formativo Nazionale indetto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ai vari livelli, ambizioso ma realizzabile, dal quale potrà trarre beneficio l’intera collettività. Esso dovrebbe essere il frutto dell’esperienza maturata in anni di diretta collaborazione sul campo di coloro i quali ogni giorno sono chiamati a rispondere in modo adeguato in un settore specifico come quello “ acquatico” che mai prima d’ora necessita di maggiore professionalità. Costoro, i cd. “esperti ”, sono persone appassionate del loro lavoro, che credono veramente in quello che fanno, forniscono soluzioni e risposte, e sono i trascinatori dei quali hanno bisogno gli Enti dello Stato e di ogni Forza in campo, perché i fatti dimostrano che sono queste le persone in grado di motivare gli operatori e di far crescere i Corpi e la loro professionalità. L’auspicio è quello che le Amministrazioni si avvalgano di persone competenti e animati da spirito di abnegazione e passione, fornendo loro gli strumenti necessari a supporto dei progetti innovativi, come quelli attuati dalla FISA, di sensibilizzazione e di crescita aventi come unico obiettivo la sicurezza in mare”.
Casamarciano, prosegue la programmazione del “Festival Nazionale”
Si profila un grande successo per il Festival Nazionale di Teatro di Casamarciano.
Con la suadente presentazione di Daniela Troisi, il saluto dell’orgoglioso Sindaco, Andrea Manzi, le indicazioni dell’innovativo direttore artistico, Pasquale Manfredi, è stata positivamente avviata la VII edizione di “Scenari Casamarciano” che ha avuto come prologo la terna di rappresentazioni teatrali in gara per il premio che verrà assegnato nella serata finale del Gran Gala di domenica 10 settembre presso la Chiesa S. Maria del Plesco, sulle pendici della collina di San Clemente, dove il Conte Annibale Sersale nel Seicento scrisse gli “Scenari Casamarciano” arricchendo le testimonianze storiche ed artistiche della Commedia dell’Arte. Estratto su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=yrx1BLVSlZM
Queste le compagnie e le messe in scena concorrenti: 1° Settembre, “Saro Costantino” di Rometta, Messina, con “La giara” di Luigi Pirandello; 2 Settembre, “Arte Povera” di Mogliano Veneto, Treviso, con “Le Troiane” di Euripide; 3 Settembre, “Amici del Teatro” di Roncade,Treviso, con “Otto donne” di Robert Thomas.
I loro lavori sono stati posti all’attenzione della giuria popolare e di una giuria tecnica presieduta dal direttore Pasquale Manfredi, e composta dalla giornalista de “Il Mattino”, Carmela Maietta; dallo scenografo, Carmine Ciccone; dal drammaturgo e regista, Luigi Manfredi; dal sociologo e giornalista, IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, Antonio Castaldo. Domenica 10 settembre verranno assegnati i riconoscimenti ai migliori attore e attrice e per la migliore regia.
Le rappresentazioni teatrali di autori d’epoche diverse, hanno rispettivamente proposto all’interessato pubblico il costante dualismo conflittuale dell’umana esistenza; lo scontro improduttivo fra contrapposte modalità di pensiero e azione; la relazione fra vincitori e vinti di una guerra che azzera l’etica e l’estetica dell’umanità; la falcidia dei sentimenti familiari sotto i colpi dell’interesse materiale.
Con “La giara”, scritta in lingua siciliana da Luigi Pirandello, prima rappresentazione a Roma cento anni fa, il 9 luglio 1917 dalla compagnia di Angelo Musco, si rappresenta in chiave umoristica l’attaccamento ai beni materiali e la diversità dei punti di vista che nel conflitto interpersonale, tra Don Lolò Zifara e Zì Dima Licasi, radicalizza una contrapposizione, ideologica diremmo oggi, che non porta ad alcun risultato positivo lasciando insoluti i problemi affrontati: la danneggiata giara recuperabile nella sua integrità andrà comunque ridotta in frantumi.
Scenografia, costumi, canti e tammurriate, hanno offerto un continuum alla location dddi’epoca di Casamarciano, con una masseria siciliana presso la Chiesa S. Maria del Plesco. Estratto su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=1q1MWlnjK5k
Con “Le Troiane” scritto nel 415 a. C. da Euripide, ci si trova al cospetto del tema della guerra che pur nelle risultanze delle forze in campo produce vincitori e vinti, nella morale conclusiva ci dice che tali tragedie escono tutti sconfitti, come nell’antica conquista di Troia così nei contemporanei conflitti sul pianeta Terra. La messa in scena ce lo indica nei costumi, dalle classiche chiare vesti delle vittime, Ecuba, Cassandra e le altre tutte allo stremo ma colme di dignità, e nei moderni neri panni dei carnefici attrezzati con catene ed uncini, tutti insieme in un macello industriale diretto dall’efficiente Menelao, con atteggiamento da naziskin iiscagnozzinsieme ai scagnozzi. Il continuum con la realtà sensitiva del pubblico è stato marcato dal sincrono perfetto, sia pure involontario, dell’esplosione di fuochi d’artificio e suoni di campane che dai paraggi hanno fatto irruzioni sonore coerenti con i momenti della messa in scena. Estratto su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=VkfvBU9oj1M&feature=youtu.be
Con “Otto Donne” scritto da Robert Thomas e ambientato negli anni Cinquanta del Novecento, diventato film del 2002 diretto dal regista Ozon, si affronta il tema della famiglia borghese, non più grembo di affetti, centro di comuni interessi, ma branco di animali pronti a sbranarsi per guadagnarsi l’osso migliore di una eredità ipotetica nata da un misterioso macabro gioco deciso dall’unico uomo, Marcel, il capofamiglia, che resta chiuso e silenzioso nella sua stanza subendo masochisticamente la dissoluzione della sua famiglia, la moglie Gaby con figlie sorella, suocera e governanti e la deriva della sua figura dai radar sentimentali di ognuno, fino alla fine. La sua. Il continuum dei tempi perfetti della messa in scena sono gli stessi colti dai pochissimi attardatisi in platea a godere dello ”spettacolo” dello smontaggio delle scene, tecnici ed attori tutti insieme come una catena di montaggio che in breve hanno ridotto l’involucro teatrale in materiali ben ordinati per il carico ed il trasporto. Estratto su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=hCZIQDgsomI&feature=youtu.be
Il programma, conclusa lunedì 4 la prima parte con il “Gran concerto lirico sinfonico” con “I filarmonici di Napoli” ed il coro polifonico “Jubilate Deo” e aperta la seconda parte martedì 5 settembre con Veronica Mazza in “Ambarabà ciccì coccò la mia vita sul comò”, presegue mercoledì 6 settembre con Monica Guerritore in “Dall’Inferno all’Infinito”. Giovedì 7 Settembre avverrà la presentazione del libro “La corruzione spuzza” di Raffaele Cantone e Francesco Caringella con l’intervista di Antonio Corbo, editorialista de “La Repubblica” al magistrato Raffaele Cantone. Subito dopo la rappresentazione “Sonata napoletana per topi e bambini” di Michele Danubio, del “Nuovo Teatro Sanità”. Venerdì 8 settembre ci sarà Raphael Gualazzi in concerto, unica tappa in Campania del suo “Love Life Peace Tour”. Sabato 9 settembre la Compagnia Teatrale “Pro Loco Hyria” Casamarciano rappresenterà “Le bugie con le gambe lunghe” di Eduardo De Filippo, regia di Giovanni Cavaccini. Nella conclusiva serata di domenica 10 Settembre ci sarà il Gran Gala di premiazione, presentato da Veronica Maya e Pietro Pignatelli. Presente la Madrina, Mariangela D’Abbraccio, verranno assegnati i Premi alla Carriera a Paola Pitagora e Massimo Dapporto. Interverranno gli attori Marco Simeoli e Francesca Nunzi. Le musiche con il Maestro Angelo Caldarelli.
Si profila in questo modo la riconferma del successo del giovane ma precocissimo Festival Nazionale di Teatro che si sa facendo ben conoscere nel panorama dei 1000 festival censiti i Italia e questo per la soddisfazione del lungimirante Sindaco Andrea Manzi, dell’Assessore alla Cultura, Carmela De Stefano dell’intera Amministrazione Comunale e di tutta la piccola e grande Comunità di Casamarciano che segue attivamente la manifestazione artistica e culturale Scenari Casamarciano .
Comunicazione pubblica e ufficio stampa ben curati da Bianca Bianco e Nello Lauro. Per raggiungere la location prendere l’autostrada A 16 Napoli-Bari ed uscire a Tufino e poi seguire le indicazioni per l’area festival.
Diocesi di Nola, via al convegno diocesano di inizio anno
Dall’8 al 10 settembre, la Chiesa di Nola vivrà il consueto convegno diocesano di inizio anno. ‘La nostra Chiesa chiamata ad annunciare il Regno’ il titolo di questa prima e attesa convocazione da parte del vescovo Francesco Marino, dal 15 gennaio alla guida della diocesi.
“E’ un momento ecclesiale forte – ha dichiarato il vescovo Marino -. Non ci ritroviamo per decidere cosa fare, ma per ricordarci prima di tutto chi essere. L’annuncio del Regno non può essere frutto di scelte improvvisate o dettate dalle mode e dagli strumenti comunicativi del momento: esso si fonda sulla fede in nostro Signore Gesù Cristo; è Lui a renderci credibili, è Lui a rendere vere le nostre parole, è in Lui che la nostra vita può essere santa e possiamo trovare la speranza e la perseveranza per comunicare la ‘buona notizia’. Ai fedeli che non prenderanno attivamente parte alla tre giorni chiedo di pregare intensamente perché lo Spirito Santo ci assista, perché questo possa essere un ulteriore passo della Chiesa di Nola sulle orme del Signore”.
Sinodo diocesano ed Evangelii Gaudium saranno al centro del consueto convegno ecclesiale di inizio anno che la Chiesa di Nola vivrà dall’8 al 10 settembre. Un appuntamento atteso: è infatti la prima convocazione da parte del vescovo Francesco Marino, dal 15 gennaio alla guida della diocesi.
“Sono trascorsi oramai alcuni mesi e – ha scritto il vescovo nella lettera inviata alle comunità parrocchiali – sento sempre più forte il vincolo di comunione pastorale con questa nostra Chiesa nolana che la misericordia di Dio ha voluto affidarmi, e a cui mi sento affidato. Come in ogni famiglia così anche per la nostra comunità credente, si avverte la necessità di una pausa che ci permetta di raccontarci, di progettare insieme, di sognare un cammino comune sempre più condiviso”.
‘La nostra Chiesa chiamata ad annunciare il Regno’ il titolo della tre giorni, elaborato a partire dal versetto 6,15 del Vangelo di Marco. “Dopo l’esperienza del Sinodo – sottolinea infatti Marino – siamo oggi nei giorni in cui ritradurre quanto ci siamo consegnati in scelte vive per l’annuncio. Sì, carissimi, è questo che ci sta a cuore, l’annuncio del Regno. Quello che compiamo non è per poterci organizzare meglio, non è per non lasciare deserte le nostre aule liturgiche, non è per cercare altri con cui tener vive organizzazioni e proposte, ogni nostro gesto, ogni nostra cura ogni nostro impegno è per annunciare il Regno rendendolo visibile attraverso le nostre vite e le vita della nostra comunità”.
Questa la struttura delle tre giornate:
- venerdì 8 settembre, alle ore 18.30, si svolgerà lì Assemblea diocesana presso l’aula Liturgica del santuario di Madonna dell’Arco. Dopo la lectio introduttiva del vescovo Marino, il Prof. Francesco Miano – docente di Filosofia morale all’Università degli studi di Roma “Torvergata” e già presidente diocesano e nazionale di Azione Cattolica – svolgerà una riflessione per rilanciare i temi del Sinodo e le sue conclusioni, collocandoli all’interno del cammino della Chiesa universale sotto la spinta offerta da papa Francesco nella Evangelii Gaudium;
- sabato 9 settembre, alle ore 19.00, le comunità parrocchiali, in assemblee cittadine o intercittadine lavoreranno – guidati da un facilitatore e a partire dalle domande e dalle riflessioni lasciate dagli interventi della sera precedente – per assumere qualche scelta che il Sinodo ha individuato come primaria;
- domenica 10 settembrenella Basilica Cattedrale alle ore 19.00, si celebrerà l’Eucarestia, segno sacramentale del cammino compiuto e dell’ essere Chiesa convocata intorno alla mensa.

