Somma Vesuviana, al via la Festa di San Gennaro tra musica, arte e gastronomia, ospite d’onore Gigi Finizio

 Fede, cultura, rispetto per le donne, storia , musica e gastronomia, tutto condensato in cinque giorni di celebrazioni dal 16 al 20 settembre. Al via, dunque, la festa di San Gennaro, santo patrono di Somma Vesuviana.  Media partner della Festa “Ilmediano.it”. “Da quando ci siamo insediati è passato pochissimo tempo”,  spiega il sindaco Salvatore Di Sarno, “ma ci tenevamo a festeggiare degnamente il nostro santo patrono. Le feste di paese non sono soltanto un momento ludico, ma di aggregazione e rispolvero della tradizione e non volevamo assolutamente perdere quello che si è consolidato in anni di sforzi da parte del comitato Festa. Quest’anno  riusciamo grazie al grande sforzo dell’assessore Garofalo, dei consiglieri comunali e  del comitato, ad organizzare 5 giorni di eventi per accontentare tutti. Invito i sommesi a partecipare e, come dico sempre, a fare comunità”
L’assessore Daniela Garofalo
“Ci siamo organizzati in pochissimo tempo”,  commenta l’assessore agli Eventi Daniela Garofalo, “abbiamo cercato di fare del nostro meglio per regalare un ‘sorriso’ ai nostri concittadini, una festa voluta fermamente dal nostro sindaco, nonostante non avessimo risorse economiche per questo tipo di Festa abbiamo dato tutto il nostro aiuto organizzativo al comitato e devo particolarmente ringraziare il consigliere D’Avino,  che è stato fondamentale col suo supporto, e la consigliera Luisa Carmen Feola per la sua fattiva collaborazione”. “La mia intenzione e quella dell’Amministrazione Di Sarno è di contribuire a tutto quello che serve a promuovere il territorio e a riprendere le tradizioni della nostra città”, commenta il consigliere Sergio D’Avino che si è impegnato in prima linea per l’evento, “Tradizioni che  da un po’ di tempo, sia per una crisi economica che per una scarsa volontà politica, si sono perse o gestite in modo approssimativo. Motivo per il quale stiamo dando al nuovo  comitato per la festa di San Gennaro tutta la nostra collaborazione a sottolineare la  volontà e l intenzione a intraprendere una strada che dia una ‘svolta’ anche in questo campo, e in primis abbiamo chiesto al comitato di coinvolgere nei limiti possibili professionisti e artisti del territorio che bene hanno accettato il nostro invito”. Soddisfatto anche il presidente del comitato, Antonio Molaro: “Il comitato festa di San Gennaro istituito per cercare di tenere sempre in vita, non con pochi problemi,  una delle feste tradizionali di Somma Vesuviana molto sentite dai nostri concittadini e non solo. Quest’anno con l’aiuto di tutta l’amministrazione Di Sarno, ed in particolare dell’assessore Daniela Garofalo, abbiamo cercato di dare una veste più, come si dice adesso 2.0, ai festeggiamenti in onore del patrono”. Ecco di seguito l’intero programma:   Sabato 16 ore 21 21 in piazza Vittorio Emanuele III  danza e musica con lo spettacolo di Percorsi di danza e Ca.Sa MusikaRara Domenica 17 settembre ore 20 alla Chiesa Collegiata il Torchio presenta: “La vita di San Gennaro” ore 21 in piazza Vittorio Emanuele III  il concerto jazz Elio Coppola trio & Denise King. La cantante americana vanta collaborazioni con musicisti internazionali tra cui Bobby Durham, Archie Shepp, Mickey Roker, Roy Hargrove, Christian McBride, Orrin Evans, Uri Caine, McCoy Tyner e le grandi star del blues Ruth Brown e Koko Taylor fino alle pop star del calibro di Billy Paul e Céline Dion. Ad accompagnarla sul palco sommese ci sarà il trio guidato dal batterista napoletano Elio Coppola che, nonostante la giovane età, si sta facendo già prepotentemente strada nel panorama italiano ed internazionale della musica jazz e non solo, in Italia e all’estero, collaborando con artisti del calibro di Benny Golson, Joey De Francesco, George Cables, Peter Bernstein, Fabrizio Bosso, riscuotendo grande consenso di pubblico e di critica. A comporre il trio  anche Antonio Caps organo hammond e Andrea Santaniello sax.   Lunedì 18 settembre ore 21 in piazza Vittorio Emanuele III  “Nello Show Band” Martedì 19 ore 18 la processione in onore di San Gennaro parte dalla chiesa Collegiata con la musica del complesso bandistico “Ottava Nota” alle ore 21 in piazza Vittorio Emanuele III  il concerto di Gigi Finizio che, come lui stesso ama definirsi, è “un musicista figlio della tradizione napoletana sulla scia dei grandi cantautori che hanno reso immortale la musica partenopea”.   Mercoledì 20 settembre ore 11 nella sala consiliare del Comune una tavola rotonda momento di riflessione sulla violenza di genere con esperti  e con istituzioni  e due criminologhe “Emarginiamo la violenza-facciamo Rete”. Al termine  l’associazione “EvaProEva”  con il progetto “Siediti accanto a me” inaugurerà e adotterà una panchina rossa in memoria di Melania Rea e Antonietta Paparo, le due concittadine vittime di femminicidio.   Tutte le sere, sempre nella piazza principale, ci sarà lo “street food” con, tra l’altro, la possibilità di assaggiare prodotti siciliani di “Dolce e Salato”,  Pizza a Portafoglio , Pizza Fritta, Sfogliatella, Salsiccia di Maialino Nero Casertano, Hamburger di Scottona e Chianina, Baccalà Fritto, Pasta e fagioli con Baccalà, Brace con Bombetta Pugliese,  Paste fatta in casa al momento con vari sughi.          

Napoli, al PAN Mostra dell’artista Carlo Improta e presentazione della monografia “Arte Essenziale”

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Al Palazzo delle Arti di Napoli Museo PAN, il Comune di Napoli, tramite l’Assessorato alla Cultura e la Direzione stessa del PAN, presentano la Monografia dell’artista napoletano Carlo Improta, “Arte Essenziale” edito da Elio de Rosa, e una mostra di alcune sue opere. La presentazione avviene con inaugurazione il 13 settembre 2017, ore 17,00 fino a domenica 17 ore 13,00; poi la mostra riprenderà il 25 ottobre ore 17,00 continuando fino al 5 novembre ore 14,00. L’iniziativa ha il patrocinio del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca; del Vicario generale della cultura per la Curia Arcivescovile nonché Direttore del Museo Diocesano di Napoli Don Adolfo Russo. La monografia ha il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee nel Presidente Pierpaolo Forte e del Direttore del Museo Madre Andrea Viliani. Il libro e la Mostra saranno presentate dal professore di Sociologia dell’arte dell’Università Federico II di Napoli Luigi Caramiello. Interverranno: Giorgio Agnisola, Nicola Barbatelli, Rosario Pinto Sarà presente l’artista. Il libro sarà presentato nella sala PAN, la mostra nel foyer.  

Coca nel doppiofondo di un bagno e “lista della droga” sotto la statua di Padre Pio

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Pressing sui clan della droga: arresti e sequestri. Controlli sempre più serrati sulle organizzazioni criminali che hanno le loro roccheforti nei rioni dormitorio dell’hinterland. Ieri è finito in manette Ciro Basso, 44 anni, residente nel complesso della ricostruzione di Pomigliano, il “parco Partenope”, e già noto agli inquirenti. Nell’intercapedine condominiale del bagno della casa in cui abita Basso, dietro a una finta parete, proprio sulla vasca, i carabinieri hanno trovato 335 grammi di cocaina confezionata in una plastica saldata a caldo e altre 56 dosi di polvere bianca pronte allo smercio. Durante la perquisizione dell’appartamento i militari hanno anche sequestrato due presse per il confezionamento delle dosi e due bilancini di precisione. Non è finita. Nel corso dei controlli i carabinieri hanno fatto la “consueta” scoperta, come dire, “blasfema”. Sotto la statuetta di Padre Pio installata nell’androne del palazzo in cui abita l’arrestato è stato trovato un foglio contenente la cosiddetta “busta della spesa”, cioè gli ordini delle varie dosi di cocaina da vendere. A ogni modo non è certo la prima volta che statuette religiose ed edicole votive vengano utilizzate a scopo criminale. Per fare un esempio recente alcuni mesi fa i carabinieri hanno trovato sotto un’altra statua di padre Pio, stavolta però nel rione della ricostruzione di Marigliano, anche pistole e fucili. Per quanto riguarda invece l’arresto di Basso, che è stato messo ai domiciliari, gli investigatori hanno perquisito la cantinola della casa. All’interno i carabinieri hanno trovato una pistola lanciarazzi e 55 grammi di marijuana ed hanno quindi sottoscritto una denuncia contro ignoti. Circa il profilo dell’arrestato è stato riferito che Ciro Basso è il cugino del molto più giovane Vincenzo Basso, 23 anni, anche lui residente nella 219 di Pomigliano. Vincenzo è ritenuto da mesi elemento di spicco del parco Partenope e forse proprio in virtù di questa suo ruolo da emergente il 17 aprile del 2016, a poca distanza dal seggio della 219 in cui si stava votando nell’ambito del referendum sulle trivelle, ha gambizzato in pieno giorno un uomo di 35 anni, “colpevole”, secondo lui, di non aver obbedito all’ordine perentorio di parcheggiare il motorino da un’altra parte. Durante il litigio per la banale questione di viabilità Basso ha esploso contro il 35enne tre colpi di Beretta 7 e 65, che hanno raggiunto le gambe della vittima. Dopo dieci giorni di ospedale l’uomo di 35 anni è stato dimesso. Nel frattempo il rione della ricostruzione di Pomigliano pare proprio che sia diventato un enorme silos della droga. Qui il 21 agosto scorso i carabinieri hanno scovato 710 grammi di cocaina, crack e hashish. Anche in questo le intercapedini dei palazzi fungevano da nascondigli degli stupefacenti. Decine di nascondigli. La droga è stata rinvenuta anche sui tetti degli edifici. In quell’occasione è stato arrestato Gennaro Ferraro, di 27 anni. Al momento dell’irruzione si trovava agli arresti domiciliari ma i carabinieri hanno rinvenuto nell’alloggio che occupa 19 dosi di hashish. Intanto il rione di Pomigliano è in fermento. Questo perché un personaggio di spicco del parco Partenope, Danilo Ciccarelli, 32 anni, precedenti per spaccio, si trova in ospedale. E’ancora in gravi condizioni dopo che, lo scorso 31 agosto, un commando gli ha scaricato addosso sette colpi di pistola mentre viaggiava a bordo della sua auto, sullo svincolo dell’asse mediano di via Filichito, nella vicina Volla.

Difendiamo il suolo

Migliaia di firme in calce alla petizione salvailsuolo.it per una legge europea. Ultimi giorni per aderire. In tempi di terremoti, incendi e tsunami coltiviamo la speranza  di vedere i territori nei quali viviamo,un pò più protetti. E invece no. Nonostante dibattiti, leggi in cammino con tempi da lumaca , proclami di cartone, l’Italia continua a mangiarsi pezzi di terra. Il suolo, lo spazio delle relazioni umane, sociali ed economiche è preso d’assalto. Muore lentamente, progressivamente e facciamo poco o nulla. Accade anche fuori dall’Italia, se è vero che  ogni anno solo il cemento ingoia 1000 kmq di suolo fertile. Martedi 12 settembre è l’ultimo giorno utile per firmare l’appello “ Salva il suolo” di People4Soil sul sito www.salvailsuolo.it. Un’  iniziativa forte, spontanea che porta avanti una petizione continentale per ottenere dall’ Ue una legge contro il consumo del suolo. Non solo. La lunga lista di promotori italiani – da Legambiente ad Acli, Coldiretti, Fai, Istituto nazionale di urbanistica, Slow Food, Wwf – si batte anche contro il degrado. Dove non mangiamo i terreni, li offendiamo con modi tanto bizzarri quanto indecenti. Costruiamo, sversiamo, bruciamo, deprediamo. La petizione poggia su un manifesto pubblicato settimane fa con quattro buoni motivi da condividere. Prevenire nuove catastrofi legate al dissesto del territorio; impedire l’ abusivismo e la costruzione di ecomostri; impedire l’avvelenamento della terra ;bloccare disastri economici e sociali globali. Non è un elenco di buoni propositi, ma l’anima e la sostanza di movimenti ed associazioni che non ce la fanno più a vedere un’Italia che cambia volto. Ci mettiamo a posto la coscienza spendendo soldi pubblici per la sostenibilità ambientale.  Che senso ha ?  Le catastrofi degli ultimi anni sono correlate al dissesto dei territori, non c’è dubbio. Le prediche dopo ogni calamità, ormai, hanno stancato. Hanno perso senso per coloro che subiscono conseguenze umane e materiali. Ancora di più, per tutti quelli  che si danno da fare per soccorrere e ricostruire. Sulle leggi vigenti o sulle proposte su  abusivismo di necessità, sanatorie da un incompetente grillino, meglio non dilungarsi. Ci è bastato il teatrino tra Napoli e Roma  dopo le scosse di agosto ad Ischia. E poi le conseguenze economiche di ogni azione umana contronatura.  People4Soil nel chiedere sostegno alla petizione , ci ricorda che Il consumo e il degrado del suolo stanno assumendo  dimensioni globali. Le Nazioni Unite hanno  denunciato una perdita del 30% di terreni agricoli persi o degradati negli ultimi dieci anni. I terreni non più coltivati, al di là e al di qua dell’Oceano, sono un danno economico colossale per mancate produzioni , mancato export di prodotti di qualità, perdite di posti di lavoro e redditi. A casa nostra in Italia non siamo più in grado di soddisfare la domanda di materie prime richieste dall’agroindustria e allora andiamo a comprarle dai cinesi, dai turchi, dai cileni. Mangiamo bio,ci dichiariamo eco, ma il suolo su cui poggiamo i piedi è sempre più piccolo. L’Europa può ascoltarci.*****

Nola,maggio 1896, Piazza Duomo: si fermano le carrozze della “rretenata” per Montevergine e si sfidano i cantanti “a figliola”….

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Partecipavano alla “gita” a Mercogliano anche guappi e camorristi di Napoli, del Vesuviano e del Nolano. La “rretenata” era la corsa a briglia sciolta in cui gareggiavano  le carrozze, al ritorno a Napoli. In ogni “gita”, nella piazza del Duomo a Nola, si sfidavano i cantanti “ a figliola e a fronna”. Nel maggio 1896 per la prima volta alcuni pellegrini salirono a Mercogliano in bicicletta.   “A ‘rretenata” era la “gita” dei Napoletani a Montevergine di Mercogliano: una “gita” in carrozza, che si teneva, di solito, due volte all’anno, a maggio e a settembre. Partecipavano alla “gita” guappi e camorristi di primo livello, e le loro donne, “maeste e cape nenne”, in abiti sgargianti,e ornate con gioielli vistosi. In ogni carrozza c’era il cantante “a fronna ‘e limone” e “a figliola”. I gitanti facevano una breve sosta a Pomigliano, e la sera si fermavano a Nola, nelle taverne e in casa di “cumparielli”: durante il viaggio si univano al corteo le carrozze dei guappi e dei camorristi del Vesuviano e del Nolano, accodandosi ognuna alla carrozza dell’ “amico” napoletano: anche da questi movimenti gli informatori della polizia, “i mercanti di fiato”, traevano qualche notizia sulle alleanze tra i delinquenti della città e quelli della provincia. Durante la “rretenata” del maggio 1896 i “mercanti di fiato” notarono, per esempio, che stavano scalando la graduatoria dell’Onorata Società il sensale Nicola Morra, “’o puzzulaniello”, e il commerciante Francesco Attanasio, fratello di quell’ Andrea, detto “Andreuccio ‘e l’arsenale”, che quindici anni dopo sarebbe stato accusato, con il Morra, di aver partecipato alla riunione di camorristi in cui venne decretata la condanna a morte di Gennaro Cuocolo e della di lui moglie Maria Cutinelli, detta “’a sorrentina”. Gli informatori segnalarono anche che a Pomigliano si erano uniti al corteo Giovanni Beneduce, “mediatore di carni macellate, di Pollena o Sant’ Anastasia”, e Michele Massa, di Ottajano, “proprietario di cave”, entrambi già noti come “uomini di rispetto”. Il cronista del “Roma” pubblicò il 25 maggio del 1896 un lungo “pezzo” sulla gara fra i cantanti “a figliola” che si era svolta, come ogni anno, in piazza Duomo, in una Nola trasformata in una immensa osteria: si cucinava e si mangiava in ogni casa e in ogni vicolo, e “vermicelli, e polli, e litri di vino” si consumavano in grande quantità anche nel cortile e nelle aule della scuola elementare “Vanvitelli”. La piazza era coperta di bancarelle: vi si vendeva di tutto: acqua, frutti di mare, castagne, zoccoli gialli e rossi, trombette, torrone, sorbetti, fuochi di artificio, e gli scialli lavorati sui telai di Cimitile. Quando il vino arrivò a toccare le corde giuste, incominciò la gara del “canto a figliola”: un cantante intona una strofa in cui si allude a qualcosa, e il suo antagonista deve essere pronto a cogliere l’allusione e a rispondere cantando. Da un balcone di via Giordano Bruno – scrive il cronista –  “Giovanni d’a Marina” intona il suo canto in cui fa cenno di un fatto di sangue avvenuto a Fuorigrotta; e subito gli risponde “’o Scugnatiello”, che, sebbene sia anziano, conserva la voce fresca di quando era giovane “picciotto” al seguito di Antonio Lubrano, “Antonio di Porta di Massa”, avversario di Salvatore De Crescenzo, capo dei capi della camorra. Gli uffici di polizia raccolgono tutte queste cronache e aggiornano gli elenchi dei cantanti “a figliola e a fronna”, sospettati di servirsi dei loro canti per mandare, dall’esterno, messaggi ai carcerati. Il sospetto è già registrato in ciò che resta, in archivio, del fascicolo che sui fratelli camorristi Giovanni e Antonio Pardi venne preparato dalla polizia borbonica nel 1854. Anche l’articolo del maggio 1896 venne messo agli atti dagli uffici di polizia, e l’anno dopo fu trascritto, in un suo libro, da Abele De Blasio, fondatore e direttore dell’ufficio antropometrico della Questura. Dopo aver descritto Salvatore “’o nepote e Ngiulillo”, che canta da un balcone in via Flora, e Pasquale “’e Furcella” che si esibisce all’angolo di vico Duomo, il cronista racconta che in questa “gita” di maggio per la prima volta “salirono” a Montevergine di Mercogliano dei “biciclisti”, che al ritorno ornarono di rose e di arbusti le ruote delle loro biciclette”: come di rose e di arbusti erano ornate le carrozze che, al ritorno a Napoli, venivano lanciate in una corsa sfrenata, a briglia sciolta, o al Ponte della Maddalena, come in quel maggio 1896,  o a Poggioreale. Era questa la vera e propria “rretenata”, ed era scritto che tagliasse per primo il traguardo il “tiro” del camorrista più alto in grado. Prima dell’inizio della corsa, le “maeste” si cambiavano d’abito: non potevano rientrare in città indossando la stessa veste che portavano alla partenza: il cambio stava a dire, metaforicamente, che a Montevergine si erano confessate e purgate d’ogni peccato: insomma, erano “nuove” dentro e fuori. Scrive il cronista che nella notte nolana tutte queste” appetitose maeste e maestelle”, se si fossero disposte in fila, sarebbero apparse, a una certa distanza, come “parroci processionanti in cotta e stola”: infatti, indossavano tutte delle camicette bianche, su cui risaltavano l’oro, le perle e i diamanti, e “sottabiti dai colori squillanti”. Ci fu un’altra novità, nella serata di Nola: per la prima volta dai balconi si cantarono le “canzonette popolari” e un certo Abate eseguì, oltre alla canzone di Montevergine, anche due “pezzi” più frivoli, “Tiempe felice” e “ ‘A voce ‘e primmavera”. I tempi cambiavano. Tuttavia durante la notte il vino, qualche sguardo scostumato e qualche canto “a fronna” troppo spinto provocarono, come al solito, duelli a colpi di bastone e di coltello, e almeno otto feriti. Il cronista del “Roma” non ne parlò. Non aveva più spazio.    

Casalnuovo, proiettile recapitato a casa del presidente del consiglio comunale

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Un proiettile lasciato in busta chiusa, busta che poi è stata ficcata all’interno della cassetta postale dell’edificio in cui abita il presidente del consiglio comunale. Nella missiva c’è una scritta: « Lascia stare il cinema ».  E’ il brutto messaggio lanciato a Giovanni Nappi, del Pd. Il fatto, risalente a ieri sera, sembra apparentemente riconducibile alla decisione dell’esponente politico locale di opporsi alla riconversione in struttura   commerciale dell’ex cinema Santa Lucia, l’unico cinema teatro di Casalnuovo centro. Il tutto è stato denunciato ai carabinieri dallo stesso amministratore municipale. Intanto la faccenda, solo in apparenza di semplice soluzione, pare proprio misteriosa. I carabinieri potrebbero infatti indagare su chi ha ottenuto la concessione edilizia per la trasformazione del cinema teatro Santa Lucia, licenza che è al vaglio del Comune di Casalnuovo. Resta però l’interrogativo di fondo e cioè se sia possibile che chi ha minacciato Nappi sia così sfrontato da rivelare il reale motivo che lo spinto a lasciare a casa del politico nientemeno che un proiettile. Ciò perché proprio non capita spesso che chi mette in campo questo tipo di intimidazioni scriva anche il motivo specifico dell’intimidazione stessa. Nel frattempo il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, e la giunta hanno diramato un comunicato con cui esprimono solidarietà a Nappi per il vile gesto subito.
Giovanni Nappi
Giovanni Nappi
 

Asl NA 3 Sud: appello politico bipartisan “aprite almeno uno dei 7 impianti di radioterapia oncologia previsti”

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E’ un grido comune, e nemmeno il primo, quello che arriva alla Regione dai cittadini e ancora una volta dai sindaci del Nolano: la richiesta è quella di aprire un centro di Radioterapia Oncologica presso l’Ospedale Civile di Nola. La popolazione avrebbe bisogno in realtà di almeno 7 impianti (circostanza attestata dalla stessa Regione): invece il numero di strutture pubbliche esistenti oggi nell’ASL è zero! Un gruppo di esponenti politici del territorio ha depositato una richiesta in tal senso all’Assessorato Regionale alla Sanità, al presidente della Regione ed al manager dell’ASL Napoli 3 Sud. A firmare l’appello sono stati alcuni sindaci e cittadini dell’area Nolana. A dare vita all’iniziativa i soci del Lions Club di Nola, presieduto dal dott. Francesco De Falco. Alla base del  problema uno studio già effettuato dalla Regione Campania stessa nel 2013 e anche recentemente indicato in via ufficiale su diversi BURC (a partire dal 128/2013 in poi) che il fabbisogno regionale è atteso a ben 39 acceleratori lineari di cui 7 proprio nella ASL NA3 Sud. Al momento però nella suddetta ASL, a differenza delle altre, non ne è allocato nessuno. Le conseguenze per i cittadini sono ovviamente relative allo svolgimento del trattamento di radioterapia destinato ai malati di tumore: questi ultimi pur di effettuare le terapie sono costretti a rivolgersi a strutture a pagamento o in realtà sanitarie situate in altre regioni distanti.   Non è la prima volta che i Lions di Nola si occupano della questione: nell’aprile dello scorso anno già con il precedente presidente prof. Luigi Bifulco e  presso la Curia Vescovile di Nola si è tenuto un Service pubblico dal titolo “Tumori e Territorio”.  Anche quell’incontro nacque dalla necessità di chiedere alla Regione Campania l’installazione di un impianto di Radioterapia Oncologica presso l’Ospedale di Nola. In quella occasione si è registrata la partecipazione attiva del Vescovo di Nola che mise a disposizione la Curia come sede per lo svolgimento del convegno. Fecero pervenire il loro sostegno inoltre trentanove sindaci dell’area nolana afferenti l’ASL NA3 sud: tutte richieste cadute nel vuoto. “Quello che abbiamo intenzione di fare – spiega il dott. Antonio Daniele, Fisico Medico e promotore dell’iniziativa – è riuscire ad allievare le sofferenze dei nostri conterranei i quali, già segnati dalla triste patologia che li ha colpiti, si trovano costretti ad attendere improponibili liste di attesa o ad affrontare penosi viaggi della speranza. E’ necessario richiamare l’attenzione collettiva sull’Atto Aziendale Ospedaliero della Regione Campania e dell’ASL NA3 Sud: in quel documento sono elencate le dotazioni tecnologiche e professionali di cui dovrà essere dotata ogni Azienda e presidio sanitario. Lo scopo è ovviamente quello di ottenere  l’inserimento di una struttura di radioterapia nel nosocomio di Nola già dotato del reparto Oncologico e poter iniziare finalmente a dotare l’Asl Napoli 3 Sud di radioterapie pubbliche a lieve beneficio di un’area martorizzata da una incidenza tumorale pericolosamente superiore alla media nazionale. E’ necessario specificare, aggiunge il dott. Daniele, che tale terapia non necessita di posti letto e la realizzazione del bunker è perfettamente fattibile”. Non ci sono più scuse oramai per rimandare la realizzazione del primo impianto radioterapico della ASL NA3 e posizionarlo nel territorio del nolano.

La paranza Vesuvius di Angelo Iannelli applaudita a Mariglianella

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Successo per la V Edizione Tradizioni e Sapori. Si è svolto giovedì 7 Settembre a Mariglianella cittadina dell’agro nolano, la V Edizione di” Tradizioni e Sapori” organizzata dal Comitato giglio Fantasia e dall’ Associazione Vesuvius. La forte pioggia  pomeridiana non ha fermato la manifestazione, grazie al pronto intervento dell’amministrazione comunale  supportata  dai vigili urbani le forze dell’ordine, che hanno fatto intervenire automezzi per ripulire la strada a  Via Parrocchia consentendo  l’attesa manifestazione. Una serata ricca di emozioni :Canti ‘a figliola, canzoni tradizionali , tammurriate infinite e danze tradizionali , hanno donato un sano divertimento al pubblico presente. Non sono mancate gustosi primi piatti e fiumi di vino locale. La paranza Vesuvius con il suo leeder Angelo Iannelli, dopo i successi ottenuti a  Sorrento e Brusciano, ha calato il tris tra le mure amiche a Mariglianella. La formazione di musica popolare continua a suscitare interesse specie tra i più giovani e presto proporra’ un corso di musica popolare . Soddisfatti gli organizzatori per l’ottima riuscita della manifestazione hanno dato appuntamento alla prossima edizione

Volla. Ufficializzato il primo candidato alla poltrona di Sindaco per le prossime elezioni del 2018

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A Volla, con un po’ di anticipo, sono iniziate le grandi manovre politiche in vista delle elezioni amministrative della primavera del 2018. Dopo la debacle dell’amministrazione Viscovo del marzo scorso, con l’implosione della maggioranza che non aveva approvato il bilancio, e il successivo insediamento del commissario prefettizio, che dal mese di maggio ha iniziato l’ordinaria amministrazione, con l’arrivo del mese di settembre iniziano a delinearsi i primi schieramenti politici, con i rispettivi candidati alla poltrona di Sindaco. Ad aprire le danze sono stati i “Fratelli d’Italia” che, con un comunicato stampa, a firma del coordinatore locale protempore Antonio Rea, hanno presentato la candidatura ufficiale, alla fascia di primo cittadino, di Giuseppe Annone. Giuseppe Annone, 51 anni, di professione odontotecnico, titolare del Centro “L’Arte di un Sorriso” di Via Ungaretti, è un politico vollese navigato. Egli infatti ha già ricoperto le cariche di consigliere comunale, per più di una volta, e di assessore ai lavori pubblici della giunta di centro destra capitanata da Ricci, negli anni 2007/2012. I seguaci Vollesi della coppia Meloni/La Russa hanno annunciato anche la partecipazione al loro progetto politico di alcune associazioni presenti sul territorio; in particolare dell’associazione “Gesù Bambino”, rappresentata dal sig. Castiello Raffaele, e del “Comitato Disabili di Volla”, rappresentato dal sig. Giuseppe Minino. Il nuovo gruppo che si sta costituendo auspica “alleanze dal profilo moderato in grado di dare spazio alle ragioni di tutti con un programma politico unitario finalizzato alla rinascita del territorio comunale: dai servizi alla comunità, all’assetto del territorio, allo sviluppo economico”. Il gruppo comunica che nelle “prossime settimane proseguiranno gli incontri con le altre forze politiche presenti sul territorio per creare una coalizione unita competitiva e vincente”. Conto alla rovescia, con la candidatura di Annone i giochi si sono aperti. Avanti i prossimi, la sfida è iniziata.  

Pomigliano in declino: strade come torrenti, topoloni e insetti nel fu laboratorio politico

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Nei social si moltiplicano le fotografie di ratti grandi quanto conigli che ormai, quasi come se colti da un senso d’impunità, sostano anche in pieno giorno sui marciapiedi del centro, mangiucchiando i liquami portati dalle piogge. Liquami sgorgati a tonnellate da fogne insufficienti e maltenute, che a ogni temporale trasformano le strade della ex città operaia delle fabbriche sempre più piccole e in crisi, l’ex laboratorio della politica popolare, in veri e propri torrenti impetuosi. E che dire delle numerose segnalazioni, con tanto d’immagine immortalata, che raccontano di periodiche invasioni di blatte, scarafaggi e affini. Si perché igiene e sicurezza sono diventate le due emergenze di una Pomigliano che sembra aver dimenticato il suo passato di città efficiente, moderna rinnovata. Intanto qualche politico locale si sforza dal web a raccontare un’altra verità, la propria, che quasi sembra delineare un ritratto da paese dei balocchi, totalmente scollato dalla realtà. Si, è vero, in questi ultimi anni sarà pure stata tinteggiata o ammodernata qualche scuola, sarà stata abbellita la facciata di un giardino, rifatto l’asfalto di qualche strada. Ma non sono stati risolti i problemi di fondo, quelli strutturali ( i collegamenti pubblici per fare uno dei tanti esempi possibili ) quelli che ci fanno capire che l’amministrare il bene comune, nell’interesse comune, è cosa fondamentale per una comunità civile. Per non parlare poi delle idee necessarie alla realizzazione di progetti concreti per lo sviluppo del lavoro: risultati invisibili proprio dove un tempo il lavoro era pietra miliare delle politiche di questo territorio chissà ancora per quanto tempo “strategico”.
strade come torrenti a Pomigliano (via Roma)
strade come torrenti a Pomigliano (via Roma)