Somma Vesuviana. Da oggi il Comune rilascia la Carta d’identità elettronica (Cie), la prima richiesta è del sindaco
San Giuseppe Vesuviano. Al via la “Settimana della Prevenzione” – Visite gratuite per la lotta dei tumori al seno
Terme, a Casalnuovo prosegue la rassegna cinematografica che mette la periferia al centro
I registi Michele Citoni e Federico Francioni ospiti della seconda giornata.
Dopo la prima giornata, prosegue martedì la rassegna cinematografica di “Trame”. Per il secondo appuntamento con il pubblico, saranno ospiti i registi Michele Citoni e Federico Francioni. Citoni sarà presente al multisala Magic Vision di Casalnuovo di Napoli alle 18, per la proiezione di “Il Futuro è troppo grande”, il documentario realizzato con Giusy Buccheri e riconosciuto come “Un film per la pace 2014” dall’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del Dipartimento delle Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. A seguire, alle 21, interverrà Federico Francioni, finalista del Premio Solinas Documentario per il Cinema 2017. Il regista si presenterà in occasione della proiezione di “The First Shot”, il film-documentario realizzato con Yan Cheng. “Trame” è un progetto che punta a migliorare la realtà della periferia attraverso il cinema. È promosso dalle associazioni “Tare” e “Res” in collaborazione con l’istituto superiore Isis “Giancarlo Siani”, vincitori del bando “Sillumina” della Siae. La periferia, la marginalità, il disagio, gli italiani di seconda generazione, l’immigrazione e l’integrazione culturale sono i temi al centro della rassegna, che è suddivisa in due tipologie: “La periferia italiana nel cinema d’autore” e la “Rassegna italiana di cortometraggio sociale under 35”. Dopo la partenza del 3 ottobre, e la seconda data di martedì 10 ottobre, gli altri appuntamenti con la proiezione dei film sono stati fissati per il 17 e il 24 ottobre. Due gli orari delle proiezioni: alle 18 e alle 21. L’ingresso è gratuito. L’elenco dei film è consultabile sul sito internet tramecinemaperiferia.wordpress.com e sulla pagina di Facebook “Trame – Cinema e Periferia”.Programma della rassegna di Trame
10 ottobre
Ore 18 Il futuro è troppo grande di Giusy Buccheri e Michele Citoni. Introduzione a cura di Mario Visone (sala grigia) Mediterranea di Jonas Carpignano (sala blu) Selezione dei cortometraggi (sala vip) Ore 21 The first shot di Federico Francioni e Yang Cheng Introduzione a cura di Donatello Fumarola (sala grigia). Mediterranea di Jonas Carpignano (sala blu) Selezione dei cortometraggi (sala vip)17 ottobre
Ore 18 Loro di Napoli di Pierfrancesco Li Donni. Introduzione a cura di Salvatore Marfella (sala grigia). The first shot di Federico Francioni e Yan Cheng (sala blu). Selezione dei cortometraggi (sala vip) Ore 21 Selezione dei cortometraggi (sala grigia) Il futuro è troppo grande di Giusy Buccheri e Michele Citoni (sala blu). Selezione dei cortometraggi (sala vip)24 ottobre
Ore 18 Selezione dei cortometraggi (sala grigia) ‘A Ciambra di Jonas Carpignano (sala blu) Selezione dei cortometraggi (sala vip) Ore 21 Moj Brate di Nazareno Manuel Nicoletti (sala grigia) ‘A Ciambra di Jonas Carpignano (sala blu) Selezione dei cortometraggi (sala vip)« Parcheggio abusivo costruito con l’amianto »: a giudizio imprenditore dello smaltimento
Somma Vesuviana, al poeta Gino Auriemma intitolato il plesso di via Ferrante d’Aragona, a cento metri da una strada che porta già il suo nome
Il plesso scolastico di via Ferrante d’Aragona del primo circolo didattico «Raffaele Arfè» sarà intitolato alla memoria del poeta Gino Auriemma. La cerimonia, patrocinata dal Comune di Somma Vesuviana, avrà luogo alle 9 di mercoledì 11 ottobre, alla presenza delle autorità e della dirigente scolastica Carla Mozzillo.
Somma Vesuviana rende giustamente onore, nella sua toponomastica, a Luigi Ferdinando Gennaro Auriemma (Gino per gli amici e, nel ricordo, per tutti) e il responsabile dell’archivio storico cittadino, Alessandro Masulli, lo ricorda con un post sui social ripercorrendo la sua vita: nato a Somma Vesuviana, precisamente in via Trivio, il 9 febbraio del 1900, fu alunno del professore Raffaele Arfè (cui è intitolato il primo circolo didattico di via Roma). Ebbe il grado di tenente e combatté nella prima guerra mondiale, si laureò in giurisprudenza e, antifascista, fu tra i fondatori del Partito d’Azione e socialista. Dopo il ventennio entrò a far parte del comitato di liberazione nazionale a Salerno. Fu amico di Francesco De Martino, Giovanni Leone, Francesco Capuano e importantissimo è il sodalizio che strinse con il musicista sommese Enrico Cecere: «Dalla musica del maestro e dai testi del poeta – racconta Masulli – uscirono allegre canzoni in vernacolo eseguite durante la Piedigrotta napoletana. Fra i titoli ricordiamo: Nanninella d’’o Casamale, Tu si’l’ammore e Casamaliste. Il lavoro per eccellenza dei due amici è da ritenersi, senza dubbio, Muntagna e stù core: una semplice e genuina melodia, che accompagna un intenso testo poetico e celebra con accenti di passione la nostra amata montagna». Auriemma morì nel 1960 e a lui Somma Vesuviana, erano gli anni ’70, ha intitolato una strada nel quartiere dove visse, il Casamale.
Insomma, un primato di cui non sembrano risultare eguali: una scuola intitolata ad un illustre personaggio a poche centinaia di metri dalla strada che porta il suo nome. La scelta, presumibilmente del Consiglio di Istituto, non sembra aver richiesto il parere della commissione Toponomastica del Comune. Alcuni messaggi pervenutici in redazione elogiano la figura di Auriemma poeta vesuviano e si compiacciono degli onori che la sua terra gli tributa.
Ma uno in particolare, firmato dall’ingegnere Arcangelo Rianna, solleva un quesito: «Avremo al Casamale – scrive Rianna – una strada ed una scuola dedicati alla stessa persona; nulla da eccepire perché l’amore e il rispetto verso la persona e la famiglia da parte mia e dei casamalisti è forte, genuino, e certamente Gino Auriemma meriterebbe anche più onori: i suoi scritti meriterebbero di essere letti e studiati nelle scuole, il suo canto diventare il canto di tutte le occasioni. Non volendo esprimere considerazioni prettamente personali ho aperto la discussione con i soliti amici al Casamale, sul marciapiede, al bar, con amici di associazioni. Abbiamo riscontrato una richiesta unanime: perché dedicare anche la scuola che già di per sé dovrebbe avere il nome illustre di un monarca, “Ferrante d’Aragona”, che ha costruito il Casamale e che merita certamente anch’egli gloria e onori? Lo stesso Gino Auriemma, se fosse ancora in vita, avrebbe fatto medesime considerazioni e richieste, per altri personaggi: la poetessa Scozio, il maestro Romaniello, cultori della nostre tradizioni, uomini e donne lavoratrici. Ci sorprende questa scelta operata dal consiglio d’Istituto e ci sorprende maggiormente per non aver interpellato nemmeno la Commissione Toponomastica della città che pure è organo che consiglia e indirizza questi eventi. Forse i componenti del Consiglio sono stati influenzati da questo tempo in cui si assegnano i premi NOBEL ed hanno pensato che il Casamale meritasse il NOBEL della toponomastica. Si, il NOBEL della toponomastica, visto che certamente siamo il primo borgo in Campania, ma che dico in Italia, in Europa, o addirittura nel mondo in cui un piccolo borgo dedica due luoghi distanti meno di cento metri allo stesso personaggio. Direte che sono nostalgico? Preferisco Via Gino Auriemma a poeta vesuviano, perché quella strada è ormai un’arteria del mio corpo in cui, in tutti questi oltre 40 anni dalla sua denominazione, in quel nome rivedo tanti uomini e donne del nostro quartiere, poeti minori, che con i loro semplici versi fanno rivivere ogni giorno il nostro amato borgo Casamale».
Abbiamo deciso di pubblicare l’intervento dell’ingegnere Rianna perché convinti che una discussione, sia pure velatamente polemica, che induca le persone, i cittadini, a confrontarsi su un evento, ricordando al contempo personaggi illustri di Somma Vesuviana, sia costruttiva. Intanto, ricordiamo il poeta vesuviano con parole di Masulli: «Il poeta non cessa di inneggiare alla natura che si rivela in tutto il suo splendore. L’amore, invece, è cantato da Gino Auriemma nelle sue più genuine espressioni, semplice, quasi casto, sempre ardente. Segnalato in diversi concorsi nazionali, ha collaborato a molte riviste e inoltre figura in varie antologie. Ha pubblicato: Le canzoni del Ciglio in vernacolo e Accesa Terra in lingua. Tra le opere inedite ricordiamo: Il ritorno di Venere, Salpare a Vespro e Epistole a Sica. Nel centenario della sua nascita il Lion’s Club Palma-Vesuvio Est ha pubblicato una sua raccolta di versi inediti». Di seguito, la canzone “Muntagna ‘e stu core”.
(Fonte foto:Stella Cimmino)
Nu parpete ‘e viento suspira
Pe’ ddint’a sti’ severe verde,
saglienne stu core se perde
nun sape addò s’adda fermà…
Muntagna ‘e stu core, (ritornello)
te voglio assaie bene
me lieve d’è ppene
e io torno a cantà…
Na refele ‘e viento,
na fronna, nu sciore
è chisto l’ammore
ca l’voglio da te.
‘E Gavete, ‘o Ciglio, Castiello….
Ma quanta, ma quanta ricorde!
Ma comme nu core se scorde
Restanne luntane da te?
(ritornello)
Sanità incurabile
L’Ospedale del Mare. Per farlo nascere hanno chiuso reparti e presìdi sanitari un po’ in tutta la provincia e nella città di Napoli. Per realizzarlo sono stati spesi quasi 200 milioni di euro, se vi entrate avrete addosso la desolante sensazione dell’abbandono.
La riprova del fallimento? Non si trova un solo parcheggiatore abusivo nel giro di chilometri.
«Acqua sporca», la Gori: « Le analisi dicono che è ok »
« Dalle analisi dell’acqua di rubinetto si evince che non esiste alcun problema a Pomigliano e dintorni ». Questo è almeno quanto afferma la Gori attraverso un suo comunicato diramato l’altro giorno. La società di Ercolano risponde dunque in questo modo alla valanga di critiche mosse dalla cittadinanza pomiglianese e dei comuni vicini, gente che negli ultimi giorni ha fatto girare attraverso i social network decine di foto e video di acqua sporca “immortalata” mentre sgorgava dalle fontane delle case. « Nel corso del 2017 – eccepisce però la Gori – abbiamo eseguito analisi su un totale di 7831 parametri di qualità, relativi a 305 campionamenti dell’acqua distribuita. A tali analisi si aggiungono i controlli effettuati dall’asl competente del territorio, così come previsto dal piano di monitoraggio previsto dalla norma: le verifiche effettuate non hanno evidenziato non-conformità ». Nel suo messaggio, consegnato anche all’amministrazione comunale di Pomigliano, la Gori aggiunge che « il numero limitato di fenomeni di colorazione dell’acqua, se non relativi a problemi di manutenzione delle reti idriche private, sono riconducibili a inversioni del flusso idrico nelle reti a maglia, che avvengono nei casi di ordinarie manovre di regolazione o di interruzioni di regolazione per attività manutentiva; tali manovre possono determinare la messa in sospensione di microparticelle solide depositate nelle condotte. Qui l’azienda provvede a campionamenti straordinari ed a lavaggi delle condotte sino allo scomparire dei fenomeni di intorbidimento ».
Napoli tra le città europee più inquinate
Terra dei Fuochi: ecco l’impero dei Pellini (foto). E intanto spunta un altro “tesoretto”







