Volla. Convegno del Movimento 5 Stelle: “Polveri Sottili, i Veleni Invisibili”

   Venerdì  6 Ottobre ore 18,00 al Teatro Maria Aprea presso l’accademia musicale “Giuseppe Verdi” il Movimento 5 Stelle di Volla ha organizzato un convegno sull’ambiente, per affrontare l’angosciante problematica  relativa  alla qualità dell’aria che respiriamo.   L’ambiente in tutte le sue tematiche ed espressioni è una stella del movimento, ossia uno dei 5 punti  che i penta stellati mettono al centro del loro programma.  In questo convegno questa volta l’attenzione è stata verso la qualità dell’aria e verso la decodificazione dei dati dei rilevatori di polveri sottili. Tutto nasce da un lavoro di sinergia tra i cittadini portavoce all’interno delle istituzioni e gli attivisti sul territorio. In Regione Campania la portavoce Mari Muscarà  con costanza  e determinazione dall’inizio del suo insediamento ha  sollecitato continuamente fino a  pretendere che l’ente A.R.P.A.C  (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania) pubblicasse i dati dei rilevatori delle polveri sottili, che per alcune postazioni risultavano spesso non pervenuti. Dai dati si evincono  numerosi  superamenti  rispetto alla soglia massima tollerabile. Se il materiale particolato è costituito da particelle con un diametro inferiore ai 10 μm si parla di “polveri sottili”, indicate con la sigla PM10 (dove PM è l’acronimo inglese di Particulate Matter). I dati inerenti al paese di Volla, analizzati e riportati nell’intervento del fisico Schiattarella, rivelano che già a settembre  ci sono stati 44 sforamenti, rispetto ai 35 consentiti annuali. L’argomento interessante legato ad uno stato di attenzione notevole è stato analizzato e spiegato, in una sala gremita di persone, da medici e esperti  del settore.  Ha moderato gli interventi un egregio Francesco Gravetti (Redattore “Comunicare il Sociale” – Giornalista “Il Mediano.com”). Ad aprire Il dibattito è stato il portavoce  alla camera dei Deputati Salvatore Micillo (M5S) che, con carisma e concretezza, ha esposto un quadro generale  delle attività e delle problematiche ambientali che il Movimento  5  Stelle affronta con persistenza da sempre. A seguire, il Dottor Gennaro Esposito (Presidente dell’ISDE Nola – Acerra – Medici per l’Ambiente) ha allargato l’attenzione sull’effetto che le polveri sottili hanno sulla salute umana.  Poi l’intervento di  Carlo Schiattarella (Perito Fisico – Specializzato in Fisica Nucleare) che con una meticolosa analisi ha reso comprensibili i dati dei rilevatori. Dopo di che lo stesso Schiattarella ha reso prezioso e utile il suo intervento dando indirizzi sia ai cittadini che agli amministratori. Poi la volta di Sergio Vaccaro (M5S Comune di Volla) che ha spiegato l’attività svolta  insieme al suo gruppo locale sul tema ambiente in questi anni di attivismo e nel breve periodo di consiliatura. Ha spiegato di aver richiesto e fatto approvare l’istituzione di una commissione Ambientale, sullo stato di salute dei cittadini, mortalità e nessi causali. Poi ha spiegato proprio in virtù degli sforamenti illustrati dagli esperti  l’esigenza della segnalazione fatta al commissario prefettizio del comune di Volla. Inoltre ha annunciato di aver richiesto al commissario dell’ ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania) un incontro finalizzato all’istallazione ufficiale di una centralina mobile per la rilevazione dei livelli di polveri nell’aria. Subito dopo il Presidente dell’associazione “Let’s do it – Italy” (Organizzazione no-profit rivolta alla tutela dell’ambiente), ha sottolineato il ruolo dei cittadini e dei volontari nel recupero dei rifiuti e nella denuncia dei roghi. Capasso ha inoltre messo in risalto anche l’impatto che i roghi tossici hanno sulle polveri sottili. Un quadro davvero preoccupante e oscuro al quale ha dato un tocco di colore e luce proponendo ai cittadini le buone pratiche da intraprendere. A concludere, è stato Gennaro Saiello (M5S, Regione Campania) che ha elencato le azioni difensive e gli indirizzi politici a cui sta lavorando in Regione Campania. L’aria che respiriamo non ha perimetro e non ha confini, quindi è chiarissimo che il convegno non ha evidenziato un problema ristretto solo al territorio di Volla, ma i dati analizzati hanno indicato un’emergenza che abbraccia gran parte del territorio campano. Un dato di fatto importante è che il territorio vollese viene penalizzato dalla sua conformazione geografica a conca. Questa caratteristica geografica consiste in una  depressione della superficie terrestre a versanti rialzati, pertanto le polveri sottili arrivano con i venti dai paesi limitrofi e calandosi sul territorio non vengono spazzati via dalle correnti. Un lavoro di sinergia a tutti i livelli istituzionali fatto dal movimento 5 stelle, che insieme ad esperti ha raggiunto gli obbiettivi prefissati: Sensibilizzare su questo fenomeno che incide pesantemente sulla salute dei cittadini; Educare, dando consigli e buone pratiche da eseguire; Informare sugli  indirizzi politici e azioni di contrasto. Sembra evidente che il lavoro portato avanti con costanza dal Movimento 5 Stelle non si concluderà con il convegno. A breve l’incontro con il commissario dell’ARPAC. In effetti non ci resta che attendere, con il fiato sospeso, purtroppo! Una cosa è certa, nel frattempo a noi cittadini: Ci manca l’aria, quella buona!      

Asteroide in arrivo

L’asteroide 2012CT4 ci sfiorerà il 12 ottobre. Ma non siamo nella pubblicità del Buondì   Il suo arrivo, o meglio passaggio, è programmato per giovedì 12 ottobre. Alle 7.42 circa di mattina, sfiorerà la Terra a soli 44.000 chilometri di distanza. In pratica a un nono dello spazio che ci separa dalla Luna. Nulla in termini astronomici, ma decisamente abbastanza per proteggerci da un impatto catastrofico. È l’asteroide 2012CT4, avvistato per la prima volta nell’ottobre del 2012 dall’osservatorio Pan-STARRS delle Hawaii. Poi, per colpa della sua orbita, gli astronomi lo hanno perso di vista, non riuscendo così a prevedere quanto si sarebbe nuovamente avvicinato. Ed ecco che 2012CT4 è riapparso, ritrovato dall’occhio vigile del Very Large Telescope che si trova in Cile. Ma è diretto – quasi – verso la Terra. Per la sua rotta, il diametro compreso fra 15 e 30 metri, e una velocità media di 30.000 chilometri orari questo “sasso” spaziale rientra quindi nella categoria “NEO” ovvero Near Earth Object: oggetti celesti che orbitano pericolosamente vicino alla Terra. Ma niente paura, non siamo in una pubblicità del Buondì (che a essere precisi, quelli della pubblicità non si dovrebbero chiamare asteroidi ma meteoriti!). 2012CT4 passerà solo a salutarci, ma purtroppo, proprio nel clou del suo passaggio, non riusciremo a seguire l’asteroide dall’Italia perché saremo in pieno giorno, e perché l’asteroide si sposterà velocemente verso sud. Quindi il momento migliore per osservarlo dall’Italia sarà la sera dell’11 ottobre. Non a occhio nudo, però: occorrerà utilizzare dei telescopi dal diametro di almeno 200 millimetri. Per gli appassionati astrofili sarà solo uno spettacolo. Ma 2012CT4 assomiglia per dimensioni e vicinanza all’asteroide protagonista dell’evento di Čeljabinsk, in Russia, nel 2013. Cosa successe quattro anni fa? Come nei migliori film di fantascienza gli abitanti della città russa, nelle prime ore della mattina del 15 febbraio, videro un meteorite infuocato sfrecciare nell’atmosfera sopra le loro teste, precipitando verso il suolo. Era KEF-2013 (questo si che è un meterorite) che provocò circa 1000 feriti. Il bolide, fortunatamente si consumò quasi tutto bruciando nell’atmosfera, esplodendo alcune decine di chilometri sopra la città. Le prime notizie circolate su Internet e riprese dai mass media di tutto il mondo riportavano di una “pioggia di meteoriti” che avevano ferito centinaia di persone. In realtà il meteorite infuocato e in caduta libera ha prodotto un’onda d’urto che ha distrutto 200.000 m² di finestre, i cui frammenti hanno colpito e ferito oltre 1000 persone. Nessun meteorite o sua parte ha colpito umani. Insomma eventi come questi non sono frequenti, ma neanche poi così rari. E potrebbero avere conseguenze ben più catastrofiche (altro che famiglia del Buondì). Ecco perché la NASA, l’agenzia spaziale americana, ha lanciato il nuovo Center for Neo Studies a supporto dell’Ufficio di difesa planetaria. Un centro per scoprire gli asteroidi, calcolare le loro orbite e capire se possano diventare problematici per la Terra. Fino ad oggi, tra tutti quelli censiti, circa 1.800 sono considerati potenzialmente pericolosi e sono tenuti sotto osservazione proprio da questi centri, che intento cercano anche soluzioni per deviare o distruggere eventuali potenziali meteoriti.

Somma Vesuviana, i viaggi alle Bahamas e l’omicidio di Valentina: profilo personale e familiare della gang di rapina furgoni

Nella banda internazionale composta da 18 persone che hanno messo a segno tempo fa, nello stato tedesco della Renania Palatinato, una rapina ultra milionaria a un portavalori e altri colpi del genere in Italia, figurano anche quattro persone residenti nel  Napoletano. Sono state tutte arrestate all’alba di ieri. Tra loro ci sono Giovanni Dimitri, finito ai domiciliari, 39 anni, e Salvatore Della Ratta, 37 anni, finito in carcere, entrambi di Somma Vesuviana, Ciro De Falco, 46 anni, guardia giurata della ditta Cosmopol, originario di Pomigliano D’Arco ma residente ad Acerra, anche lui ai domiciliari, e Giovanni Visone, 48 anni, nato a Volla, quest’ultimo raggiunto da un’ordinanza restrittiva finalizzata all’obbligo di dimora. Insieme a loro sono finiti nella rete realizzata in collaborazione con la magistratura tedesca anche dalla procura di Nocera Inferiore, altre 14 persone del Salernitano, del Foggiano e provenienti pure dall’Albania. Tutta gente esperta nel mettere a segno rapine ai danni di furgoni portavalori (tra gli episodi citati c’è anche una tentata rapina a un furgone della Cosmopol che transitava nel territorio di Acerra ). Rapine terribili, molto violente, portate a termine a colpi di mitra kalashnikov. Sul conto di Dimitri si sa che dopo una rapina commessa a Biella ha aperto una società di costruzioni edili. I suoi viaggi in tutti i posti più belli del mondo, dai Caraibi alle mete europee più prestigiose, sono stati immortalati da lui stesso. Le foto hanno fatto il giro del web. Per quanto riguarda invece Salvatore Della Ratta c’è da far notare che lui sembrava fuori dai sospetti, grazie al fatto che lavorava regolarmente in uno dei più noti caseifici del Nolano, il caseificio San Giacomo, ubicato a Saviano. C’è però un inquietante legame familiare. SalvatoreDella Ratta è infatti il fratello di Domenico, noto per essere stato coinvolto nella faida con il clan Arlistico Terracciano, genitori e parenti della piccola Valentina Terracciano, la piccola di soli due anni uccisa in un agguato davanti a una fioreria, a Pollena Trocchia, nel novembre del 2000.

Vesuvio: il bluff dei lavori sui sentieri

 

Abbiamo potuto riscontrare la discordanza tra lo stato di alcuni sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio e i lavori che la Città Metropolitana vi avrebbe dovuto svolgere.

Pare che le fiamme nel Parco Nazionale del Vesuvio si vogliano combattere più con le carte che con i fatti poiché, pare, che solo quelle contino; quelle da una parte e le più fantasmagoriche delle ipotesi dall’altra; dal complotto all’attacco criminale, dal malaffare alla camorra; tutto insomma, fuorché affrontare il problema alla radice. La realtà ovviamente è un’altra e nessun tipo di documento e bufala potrà mai nasconderla se la si vuol realmente comprendere, ed è quella che può raccontarvi solo chi realmente conosce quei luoghi e può mostrarvi quello che ha visto, per sottolineare che le cause del disastro vesuviano sono tante, così come le colpe, equamente distribuite come da sempre in questo paese.

Tra le prove inoppugnabili del suo lavoro e del buono stato della sentieristica vesuviana, il presidente del parco adduceva quelle dei lavori fatti grazie ad accordi con i “partner istituzionali” tra i quali menzionava anche la Città Metropolitana vedi ma, alla luce dei fatti, esce fuori un quadro ben diverso da quelle carte pubblicate lo scorso 27 luglio.

Infatti veniamo a sapere che il 30 maggio 2017 vengono portati a termine i lavori di “manutenzione straordinaria delle foreste a contatto con le aree urbane” ad opera degli operai idraulico forestali assunti a tempo determinato dalla Città Metropolitana e quelli assunti a tempo indeterminato dalla Comunità dei Monti Lattari, con uno stanziamento di € 1.209.631,08 da parte della stessa Città Metropolitana.

Tali lavori che comprendevano tra l’altro “la realizzazione di fasce tagliafuoco ed il ripristino di stradelli abbandonati, utili per garantire la viabilità interna nelle aree più inaccessibili” trovano, per nostra costatazione, scarso riscontro nella verifica della realtà di quei luoghi e lasciano parecchi dubbi sulla loro realizzazione a regola d’arte.

I lavori di questo progetto, secondo una relazione sugli interventi effettuati, sono stati iniziati nel maggio 2016 e sono stati portati a termine appunto il 30 maggio 2017 e hanno riguardato alcuni sentieri ufficiali e secondari presenti nel Parco Nazionale del Vesuvio. I sentieri sono i seguenti:

  • nel comune di Ercolano, in località “Sotto i Troni” di proprietà della Città Metropolitana;
  • nei comuni di Massa di Somma e Pollena Trocchia sul sentiero ufficiale n°3;
  • nel comune di Terzigno sul sentiero secondario presso “Piana Tonda”;
  • nel comune di Torre del Greco sul sentiero n°4 presso il “Pian delle Ginestre”.
  • nei comuni di Ottaviano e Somma Vesuviana sui sentieri 1 e 2 del parco presso la “Valle dell’Inferno” e i “Cognoli di Somma” [Sic].

Da nostri sopralluoghi, sui sentieri n°3, “Piana Tonda”, n°1 e n°2, abbiamo riscontrato e documentato che i lavori menzionati dalla relazione, oltre a riguardare solo un tratto parziale di suddetti sentieri, come del resto previsto dal progetto definitivo esecutivo, non risultano corrispondere in buona parte al computo metrico del progetto. Per essere più precisi e, in particolar modo là dove le fiamme del luglio scorso non hanno causato danni come a “Piana Tonda”, si è evidenziata, con foto e video, l’assenza delle fasce frangi fuoco di 5 metri a valle e 5 metri a monte dei sentieri presi in esame. Inoltre i margini di questi sono pieni di sterpaglia, caduta naturalmente ma anche tagliata, ed è rilevante la presenza di cataste di legna spesso addossate agli alberi ancora vivi.

Lungo tutto il sentiero n° 2, fino ad oltre i 900 mslm e quindi ben oltre il sito dei lavori indicato dal progetto esecutivo, sono ancora presenti tronchi tagliati prima dell’incendio ed arsi presumibilmente durante l’ultimo evento. Lo stesso è stato rilevato sul n°3, lungo tutto il tracciato basso che va dalla strada provinciale fino alla località detta “La Traversa” a Somma Vesuviana, per una lunghezza lineare di circa 6 km. Il caso più eclatante resta comunque quello di “Piana Tonda”, là dove pare che abbia operato, a questo punto non si sa con quale apporto, anche la SMA Campania, dove gli alberi bruciati dall’incendio del 2016 sono stati tagliati e accatastati sul posto e dove permangono in centinaia di cataste.

Per quel che concerne il taglio di alberi secchi, previsto nel computo metrico-estimativo del progetto definitivo esecutivo, si parla di “eventuale esbosco” ma non vi è traccia alcuna di chi avrebbe dovuto farlo e sta di fatto che quei tronchi sono rimasti lì fino al sopraggiungere dell’incendio del luglio 2017 ed ancora oggi costituiscono un pericoloso carburante per le fiamme. Inoltre, le piantine allegate al progetto riportano, in alcuni casi, tracciati che risultano essere diversi da quelli presi in considerazione dal testo, per quel che riguarda i comuni di pertinenza, è il caso del numero n°3 i cui lavori avrebbero dovuto interessare una lunghezza lineare di circa 1.900 metri ma sulla cartina allegata risulta rientrare solo nei confini di Ercolano e non Massa di Somma, né tanto meno Pollena Trocchia come specificato dal testo del progetto, a meno che non si faccia riferimento alla proprietà effettiva delle parcelle prese in considerazione.

Abbiamo ancora riscontrato errori legati ai toponimi elencati che differiscono da quelli delle carte IGM 1:25.000, il più comune e preciso riferimento topografico disponibile, come per Piana Tonda che si trova a valle della zona di riferimento progettuale o i Cognoli di Somma là dove si dovrebbe aver operato sui Cognoli Ottaviano e quelli di Levante o le “Baracche Matrone” messe al posto della Casa Cantoniera là dove pare che si abbia pure operato.

Resta comunque da capire chi abbia lavorato lungo quei tratti non previsti dal progetto e che comunque, per approssimazione e pericolosità, non differiscono nella sostanza.

Galleria fotografica sullo stato del sentiero n°3 Galleria fotografica sullo stato di Piana Tonda Galleria fotografica sullo stato dei sentieri N°1 e N°2  

Il maresciallo Raimondo Semprevivo al comando di una stazione napoletana

Il maresciallo Raimondo Semprevivo, per anni al comando della stazione di Somma Vesuviana, è stato nominato comandante della stazione carabinieri di Barra, popoloso quartiere napoletano della periferia orientale. Un quartiere zeppo di problemi Barra , dove l’esperto sottufficiale dell’Arma, 49 anni, nato a Gela ma residente da tempo a Pomigliano, troverà di sicuro pane per i suoi denti. Semprevivo è stato al comando della stazione di Somma Vesuviana per 8 anni. Prima ancora aveva svolto servizio presso il nucleo investigativo della caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa di Castello di Cisterna.

Invalsi, basta la parola

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L’Organizzazione Internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), ha sondato le competenze degli studenti della Campania facendo un confronto con quelli di Bolzano. Il test ha sentenziato che gli studenti ai confini dell’Austria sono più bravi di quelli vicino all’Africa; è come se fossero un anno avanti.

Saranno tutti anticipatari, questi altoatesini? Il dubbio è forte. Conta a qualcosa che solo 20 (DICO VENTI!) scuole di Bolzano sono state confrontate con centinaia di scuole della Campania? Il dubbio cresce.

A Bolzano sostengono che i loro professori preparano alle prove Invalsi con grande scrupolo mentre gli studenti si impegnano molto. Ecco, i dubbi si sono liquefatti, ora c’è la prova regina: dal momento che ad ogni indagine sugli apprendimenti e dunque sulle modalità di insegnamento, la Campania va sotto, una causa c’è e non è casuale.

Trattasi di una spudorata complicità con spiccata attitudine a delinquere degli insegnanti della Campania e dei loro alunni, che alla Banda della Magliana gli fanno un baffo. Ovviamente delinquono per coprire l’incapacità di preparare alle prove Invalsi e di impegnarsi per affrontarle. Ma l’OCSE vuole a tutti i costi accorciare le distanze di quest’Italia ignorante con quella sapiente. In che modo? Con la Buona Scuola! La quale «ha conferito maggiore autonomia alle scuole, introdotto un bonus per valorizzare il merito degli insegnanti, rafforzato la responsabilità dei dirigenti scolastici, reso lo sviluppo professionale dei docenti obbligatorio, strutturale e permanente».

Sono parole di un intellettuale che vuole fare opinione “…ma se lo guardi bene è il solito coglione”. Cit. Giorgio Gaber.

Nel ristorante “Pupatella” le “Vie del gusto” incontrano “’a marenna” per eccellenza: “sasiccio e friarielli”. E poi le castagne….

“Sasiccio e friarielli”, la “marenna” protagonista di una lunga storia. La “piccantezza” naturale e vulcanica dei “friarielli” vesuviani, e il sapore “filosofico” delle castagne del Somma, che il Caso maligno sta condannando a scomparire per sempre. Il ristorante “Pupatella” prepara un menù in cui la creatività rispetta profumi e sapori della tradizione.   I cuochi della “Pupatella” sanno innovare e sanno creare, perché sanno confrontarsi con i “classici” della cucina. Per l’incontro di mercoledì con gli amici delle “Vie del gusto” hanno preparato “sfizi” e novità, ma anche la “marenna” per eccellenza: “sasiccio e friarielli”. All’inizio del ‘900 i professori della Scuola di Portici che con barbuti senatori giravano per il Vesuviano e per il Nolano con l’intento di disegnare un ritratto preciso della “società” dei contadini registrarono nei loro appunti l’umanità e la generosità del Conte di Pianura: il quale ai braccianti   che lavoravano nei suoi vasti poderi tra Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio non solo pagava una soddisfacente “giornata”, ma distribuiva, a mezzogiorno,  porzioni  sostanziose di salsiccia e cime di rapa, di “sasiccio e friarielli”.  Anche Maurizio De Giovanni ha voluto “cantare”, nel romanzo “Il resto della settimana”, la gloria di questa pietanza: perché, pur “avendo una sola, misera ora di intervallo lavorativo, con tanti ristoranti e pizzerie e fast food e gelaterie e paninoteche e birrerie e friggitorie in zona, in tanti sceglievano di nutrirsi precariamente stipati” nel bar di Peppe, che era un “bugigattolo” “?: perché Peppe preparava spettacolosi panini imbottiti di “salsiccia e friarielli con provola affumicata”: quei panini erano “un pezzo di Paradiso”. E mentre descrive, De Giovanni assapora la provola “calda e filante”, la “morbidezza” della salsiccia, il sapore “piccante” delle “cime di rapa ripassate in padella con olio extravergine e peperoncini”. Sospetterebbe un malizioso che i “friarielli” usati da Peppe venissero da Acerra e da Sarno, terre imbevute d’acqua, e perciò avessero bisogno dell’aiuto del peperoncino per tenersi su, per esibire l’imperiosa “piccantezza”: i friarielli vesuviani ,invece, l’arguzia e il fuoco li portano dentro, come elementi essenziali della loro natura, come doni del Vesuvio. E questa penetrante mordacità naturale non si attenua e non scema, anche se la “marenna” la mangi fredda. Lo capimmo quando, ragazzi, seguivamo le trasferte della nostra squadra, il “Diaz”: aspettando che arrivasse l’ora fatale, ci si accampava in un luogo tranquillo, tutti insieme, e, per calmare il nervosismo, si tirava fuori dai sacchetti “’a marenna”, che era una sola: “sasiccio e friarielli”, e, a far da compagno, il vino di Recupe. Vino, “marenne” e ricordi saranno al centro della mostra che dedicheremo alla storia di quegli anni, del nostro circolo, della nostra squadra. E sia chiara che “’a marenna” non ha nulla a che vedere con lo spuntino: lo spuntino parla, per rapidi cenni, solo allo stomaco, “’a marenna”, se è veramente “’na marenna”, parla ai pensieri, agli umori, ai sentimenti. Ma di questo diremo diffusamente in un’altra circostanza: ora ci limitiamo ad affermare che “’a marenna “, per essere veramente tale, deve avere un nome consono: pronunciate con calma “sasiccio e friarielli”, declinando “’ o sasiccio” rigorosamente al maschile e prolungando con gusto la “e” di “friarielli”, e vedete come si moltiplica la vostra percezione del mondo, come si accavallano i ricordi, i banchi delle feste di piazza, le sagre, quelle vere, il forchettone che pungeva “ ‘e sasicci”, e le “ruote” di pane tagliate in quattro, e ogni parte veniva aperta per accogliere carne ed erba, il marrone unto, il verde sfrigolante, e, intorno, il bianco pacioso della mollica. Gli odori erano così intensi che parlavano. Odori intensi e densi: ma anche eleganti, di quell’eleganza naturale che è propria del mondo contadino e che Giacinto Gigante ritrasse nelle portatrici di anfore di suo acquerello, da me maldestramente copiato nel disegno a colori che fa da corredo all’articolo. Il ristorante “La Pupatella”ci invita a una cena che sarà un momento di riflessione e di sorprese: perché a tavola arriveranno i timballi di parmigiana, i fiori di zucca ripieni e anche le castagne. E noi vesuviani sappiamo che la castagna è, nello stesso tempo, un libro di storia e un libro di filosofia. Le castagne del Vesuvio, che il Caso scellerato sta condannando a diventare solo un nome e una vaga memoria, furono fino a metà del secolo scorso un frutto prezioso: nel 1871 un cronista napoletano descriveva la “triste scena” dei castagni e degli olivi bruciati dal fuoco del vulcano con la commozione di chi vede i resti di persone che furono vive. Gusteremo le castagne e sarà un segno di speranza: che la civiltà vesuviana si liberi dalla imbottitura delle chiacchiere e riconquisti la conoscenza vera della sua identità.  “La verità è nel nostro vino” promette l’azienda “MonteSomma Vesuvio”, i cui vini accompagneranno il menù, duttili e fieri della loro personalità vigorosa e delicata. L’arte della cucina può dare a questa speranza un solido conforto.                                

Somma Skating Skool: bronzo a Busto Arstizio per l’atleta Sveva Romano

  Un successo dopo l’altro per l’atleta della Somma Skating School Sveva Romano. Si sta disputando a Busto Arsizio il Campionato Europeo di Pattinaggio Freestyle. L’atleta della societa’ sommese, nonche’ atleta della Nazionale Italiana, gia’ campionessa europea 2015, é riuscita a salire anche in questa gara sul podio, conquistando la medaglia di bronzo! Anche questa volta il lavoro di un anno di duro allenamento e sacrifici e’ stato ripagato con una vittoria e ancora una volta l’atleta ha portato il nome di Somma Vesuviana alla ribalta del panorama sportivo europeo!

Gang internazionale delle rapine milionarie: tra gli arrestati persone di Somma Vesuviana e Acerra

Nella banda internazionale composta da 18 persone che hanno messo a segno tempo fa, nello stato tedesco della Renania Palatinato, una rapina ultra milionaria a un portavalori e altri colpi del genere in Italia, figurano anche quattro persone residenti nel  Napoletano. Sono stati tutti arrestati all’alba di stamane. Tra loro ci sono Giovanni Dimitri, finito ai domiciliari, 39 anni, di Somma Vesuviana, Ciro De Falco, 46 anni, guardia giurata della ditta Cosmopol, originario di Pomigliano D’Arco ma residente ad Acerra, anche lui posto ai domiciliari, Salvatore Della Ratta, nato a Cercola 37 anni fa, ora in carcere, e Giovanni Visone, 48 anni, nato a Volla, quest’ultimo raggiunto da un’ordinanza restrittiva finalizzata all’obbligo di dimora. Insieme  a loro sono finiti nella rete realizzata in collaborazione con la magistratura tedesca anche dalla procura di Nocera Inferiore, altre 14 persone del Salernitano, del Foggiano e provenienti pure dall’Albania. Tutta gente esperta nel mettere a segno rapine ai danni di furgoni portavalori (tra gli episodi citati c’è anche una tentata rapina a un furgone della Cosmopol che transitava nel territorio di Acerra ). Rapine terribili, molto violente, portate a termine a colpi di mitra kalashnikov.

Pollena Trocchia. Giornata della prevenzione

L’associazione Socio – Culturale “Graffito d’ Argento” organizza, oramai quasi a scadenza semestrale l’ennesima “Giornata della Prevenzione”, una manifestazione sempre apprezzata e gradita, un riscontro positivo determinato ogni volta da un’alta partecipazione.   Oramai la seguiamo ovunque Anna Maria Romano Presidente dell’Associazione Socio – Culturale  “Graffito D’Argento” di Pollena Trocchia, nonché  delegata per il territorio cittadino della Lilt, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Una signora di un età più saggia rispetto alla mente giovanissima e allo spirito con cui opera sul territorio. Anna Maria Romano: generosa, disponibile e promotrice di dozzine di iniziative a servizio della comunità. Sabato scorso  l’abbiamo seguita nella sua ennesima “Giornata della prevenzione”. Questa volta in località San Gennariello (Pollena Trocchia), piazza Don L. Russo, 50, nel piazzale adiacente al Bar Caffè Sannino, co-organizzatore della utilissima e preziosa iniziativa. Il piazzale ha preso colore e forma di un mega e dignitoso ambulatorio, realizzato con una mezza dozzina di tende blu, montate in maniera salda e rassicurante dai preziosi volontari della protezione civile “Fire Fox” . Sabato 7 ottobre 2017 dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 16,00 alle 19,00 si sono effettuati screening gratuiti di: Senologia (Dott. E. Perna); Ortopedia (Dott. F. Riccio); Psicologia (Dott.ssa P. Velni);  Nutrizionista / Naturopata (Dott. ssa V. Guarracino); Urologia (Dott. G. Romano); Oculistica/Ortottista (Dott. l. Cito); Tumori cutanei (Dott. S. Iorio); Cardiologica ( Dott. B. Perna); Test dell’udito (V. Parente). Il totale delle consulenze di prevenzione offerte  a tutti  in maniera completamente gratuita ammonta a 310. Numerosi i cittadini accorsi anche dai territori limitrofi, frutto di un ottima e impeccabile divulgazione dell’iniziativa. Un ringraziamento particolare da parte dell’organizzazione è andato a tutti i medici, a tutti i volontari, alla protezione civile “Fire Fox”, alla madrina della giornata Sig,ra  Cristina Sinagra, all’Assessore alla Pubblica Istruzione, Cultura, Pari Opportunità, Margherita Romano e all’assessore Politiche sociali, Politiche giovanili, Personale, Pasquale Fiorillo entrambi del comune di Pollena Trocchia. Inoltre l’organizzazione ha ringraziato l’azienda “Eliografica Sprint”, sponsor ufficiale della manifestazione. Ed è proprio grazie all’unione di tante persone che si riescono a realizzare iniziative utili alla cittadinanza. Una raccomandazione necessaria viene espressamente ribadita ogni qualvolta scriviamo per queste preziose iniziative. Tutti sanno che è più necessaria la prevenzione della cura, ma pochi premiano gli atti di prevenzione. Noi della comunicazione speriamo vivamente che i consigli utili, gli step successivi  e le indicazioni dei professionisti vengano eseguiti tempestivamente da tutti i pazienti. Il fine è per rendere funzionale ed efficace il senso e il lavoro costante di chi queste opportunità le offre con il cuore e con la consapevolezza delle difficoltà sanitarie del nostro territorio.