Ottaviano, le preferenze per le liste di Francesca Ambrosio

FRANCESCA AMBROSIO 1040 (7, 10%); Totale liste: 645 (4,54%) 
  • nessun eletto
 Partito Democratico 385 (2, 71) Domenico Caputo detto Mimmo 46, Lucia Menechino detta Luciana 28, Domenico De Fabbio 13, Umberto Ammirati 13, Salvatore Annunziata 47, Giovanni Carillo 13, Giuseppe Carotenuto 12, Anna Cozzolino 26, Luisa Cozzolino 31, Vincenza D’Avino 74, Ferdinando Franzese 0, Consiglia Iervolino 9, Alfonso Prisco 7, Alberto Siano 16, Pasqualina Viscolo 6, Domenico Guardato 46.   Movimento Democratico Vesuviano 156 (1,09) Luigi Cepparulo 32, Monica Amabile 24, Giuseppe Alfieri 22, Antonio Avino 1, Ermelinda Boccardo 0, Guglielmo Coscia 18, Sara Cozzolino 11, Giuseppe Del Giudice 14, Anna Iervolino 58, Francesco Imperatore 4, Pietro Iovino 9, Assunta Massa 0, Francesco Miranda 8, Maria Pagano 2.   Sinistra Unita (Leu – Psi) 104 (0,73%) Michele Andonaia 37, Giuseppe Scognamiglio 3, Antonio Ambrosio 11, Isabella Bronzino 0, Francesco Carbone 18, Salvatore Cozzolino 0, Sabrina Cozzolino 0, Valeria Cozzolino 0, Sidera Iervolino 5, Michele Moccia 7, Stella Nicolosi 17, Emilio Posabella 1, Annapia Prisco 0, Ida Saviano 4. .  

Ottaviano, le preferenze per le liste di Andrea Nocerino

ANDREA NOCERINO 3657 (24, 99%) – Totale liste: 3606 (25, 39%)  * in neretto gli eletti Idea Comune 870 (6, 12 %) Un seggio Felice Picariello 448, Michele Visone 98, Claudio Tortora 35, Saverio Nunziata (detto Savio) 97, Imma Iervolino 63, Luigi Iervolino 78, Fabiano Del Negro 19, Michele Boccia 30, Maria Parisi 29, Giuseppe Cutolo 4, Anna Rosa Sessa 66, Giuseppa Salierno (detta Pina) 50, Elda Ardizio 30, Giovanna Tufano 81, Michele Franzese 1, Nunzia Romano 72. Progressisti per Ottaviano 745 ( 5, 24 %) Un seggio Michele Saviano 405, Antonietta Alliegro 19, Antonio Marco Ambrosio 67, Francesco Annunziata 9, Luigi Bonavita 19, Antonio Ciniglio 3, Michele De Vivo 52, Ciro Di Palma 72, Fatima Zemra El Oustani 1, Oscar Invito 72, Carmela Nappo 33, Elisa Palma 24, Annalia Pescatore 35, Anna Ragosta 7, Rosanna Razi 323, Antonino Miceli 0. Ottaviano Democratica 730 (5, 14 %) Un seggio Francesco Ciniglio detto Ciccio 440, Marisa Cassese 120, Salvatore De Vivo 98, Francesco Annunziata 29, Bernarda Autorino 231, Jonas Cancello 10, Maria Rosaria Catapano 14, Rosalba Catapano 26, Emiddio De Falco 11, Annalisa Di Gaeta 20, Antonio Gammone 5, Federica Gargiulo 59, Ruggiero Lanza 17, Paolo Spano 2, Anna Valo 6, Grazia Zuccarello 14. Libertà e Democrazia 688 (4,84%) Nessun seggio Michele La Pietra 143, Marco De Vivo 150, Antonio Ambrosio 18, Giuseppina Ambrosio 134, Nicola Ammirati 11, Arcangelo Annunziata 181, Giovanna Avino 31, Francesco Carillo 73, Michele Catapano 5, Antonio Compagnone 40, Maria Giamundo 14, Veronica La Marca 12, Luigi Luongo 3, Luigi Polisi 10, Carmela Prisco 27, Brigida Saviano 123. FTS ( famiglia, tradizione e solidarietà) per la Rinascita di Ottaviano 357 (2, 51) Nessun seggio Anna Teresa Villani 160, Angelo Bifulco 79, Angelo Ambrosio 48, Giuseppina Ambrosio 12, Giovanni Coppola 30, Gianluigi De Luca 38, Giuseppe De Vivo 5, Salvatore Franzese 31, Giuseppina La Marca 42, Gennaro Menzione 13, Giuseppe Miranda 10, Giuseppe Paradiso 3, Giovanna Ranieri 20, Mario Ranieri 6, Antonietta Sileo 11. Noi con Nocerino per Ottaviano 216 (1, 52) Nessun seggio Roberta Iovino 36, Antonella Annunziata 1, Immacolata Annunziata 0, Maria Ariola 5, Luigi Avino 15, Giuseppe Biffi 0, Francesco Boccia 5, Pasquale Cutolo 13, Pierluigi D’Avino 10, Saverio Del Mondo 6, Errico Di Giorgio 12, Angelo Duraccio 5, Ciro Iervolino 7, Antonio Imperatore 0, Sonia La Noce 10.  

Ottaviano, le preferenze per le liste di Luca Capasso

Luca Capasso (eletto sindaco) 9384 voti (64, 14 %). Le liste della sua maggioranza totalizzano poco di più: 9518. *in neretto gli eletti  Forza Italia 2.596 (18, 28 %)                 Quattro seggi Paolo Iovino 312, Ferdinando Federico detto Nando 1102, Giuseppe Ruotolo 773, Silvana Annunziata 105, Maddalena Boccia 10, Annalisa Cassese 95, Patrizia Cutolo 26, Lucia Sciesa detta Lulù 385, Carmela Malandrino detta Carmen 254, Luigi Pisacane 6, Rosa Raggio 61, Giovanna Maria Massa detta Giovanna 46, Lucia Tranchese 284, Pasquale Scudieri 2, Anna Maria Gattor 197, Massimiliano Giuseppe Russo 18. Ottaviano Città Ideale 1762 (12, 40 %) Due seggi Biagio Simonetti 512, Carmela Aliperta 356, Luigi Aprile detto Gino 197, Carla Alaia 40, Luigia Bifulco 63, Raffaele Carbone 34, Giuseppina Casillo 41, Gennaro Crispo 181, Giuseppe Esposito 145, Consiglia Franzese 171, Giovanni Giordano 250, Benedetta Iervolino 41, Dirce Iervolino 5, Speranza Massa 25, Adele Sant’Angelo 99, Aniello Saviano 266. La Città Futura 1668 (11, 74%) Due seggi Rosa D’Ambrosio 556, Lorenzo Pisanti 559, Melania Gentile 226, Raffaele Annunziata 223, Cinzia Rea 34, Emilio Ragosta 226, Esterina Nappo detta Ester 71, Francesco Saverio Mele 39, Carmela Ciniglio 26, Gerardo Pizzo 49, Stefania Alaia 88, Nicola Iervolino 123, Romualdo Carraturo 26, Giuseppe Coppola 16, Biagio Cristiano Tufano 21, Giuseppe Scarpa 15. Direzione Futuro 1292 (9,09 %) Due seggi Elena Picariello 565, Angelo Alterio 383, Domenico Di Gianni 135, Alberto Nappi 93, Giuseppe Morisco 72, Martina Baselice 37, Rosa Catapano 71, Alfonso Giugliano 63, Mariangela Arpaia 48, Domenico Tufano 31, Cosimo Silva detto Mino 114, Antonio Postiglione 18, Francesco De Simone 74, Emanuela Lorini 14, Francesco La Marca 30. Insieme 1186 (8, 35 %) Un seggio Giorgio Marigliano 751, Francesco Batti 12, Pasquale Autorino 8, Angela Prisco 24, Gina Bifulco 21, Anna Antonietta Peluso detta Antonella 37, Paola Rossi 226, Antonietta Rollo 14, Angela Carbone 44, Maddalena Massa 356, Vincenza Iossa 54, Anna Caputo 27, Giovanna Aliperta 67, Andrea Leone 37, Vincenzo Esposito Alaia 67, Pasquale Spano 98. Per Ottaviano 1014 (7, 14%) Un seggio Vincenzo Caldarelli 458, Roberta Ragosta 289, Donata Aprile 20, Rosaria Saviano 62, Raffaele Annunziata 17, Annamaria Apaia 28, Raffaele Sudgi Ammendola 16, Giovanna Arpaia 20, Alessio Ciccarelli 93, Maddalena Scudieri 21, Anna Sara Cutolo 22, Donatella Castiello 31, Ciro Duraccio 27, Rita Poppardi 24, Raffaela Elvezio 14, Aniello Di Palma 208.

Pollena Trocchia, Carlo Esposito proclamato ufficialmente sindaco

Con Esposito eletti in consiglio comunale ciascuno dei sedici candidati della lista civica a suo sostegno, “Insieme per Costruire”.
Pochi minuti dopo le ore 13 di questa mattina Carlo Esposito è stato ufficialmente proclamato sindaco del comune di Pollena Trocchia. L’architetto classe 1963 dopo la certificazione dei risultati delle urne, che hanno confermato il superamento del doppio quorum, quello del 50% del numero complessivo degli elettori e quello dei voti validi non inferiori al 50% degli espressi, ha potuto indossare la fascia tricolore cedutagli direttamente dal suo predecessore Francesco Pinto. Con Esposito eletti in consiglio comunale ciascuno dei sedici candidati della lista civica a suo sostegno, “Insieme per Costruire”: Pasquale Fiorillo, Carmen Filosa, Pasquale Busiello, lo stesso Francesco Pinto, Salvatore Auriemma, Vincenzo Filosa, Arturo Cianniello, Alessia Esposito, Margherita Romano, Antonella Borrelli, Fortuna Riccio, Lucia Andolfi, Francesca De Siena, Emmanuela Caterina Di Sarno, Giovanni Canfora e Ilaria Intemerato.

Ottaviano, ecco il nuovo Consiglio Comunale per la consiliatura Capasso bis

Molte conferme, qualche new entry di spicco, alcuni ritorni per la nuova assemblea pubblica che si insedierà di qui a breve. Solo il candidato sindaco Andrea Nocerino si conquista un seggio nei banchi di opposizione, rimangono fuori, invece, Francesca Ambrosio e Umberto Saetta. Né il Pd, né il M5S avranno dunque rappresentanza in assise. Ecco la maggioranza: Forza Italia: Ferdinando Federico, Giuseppe Ruotolo, Lucia Sciesa, Paolo Iovino; Ottaviano Città Ideale: Biagio Simonetti, Carmela Aliperti; La Città Futura: Lorenzo Pisanti, Rosa D’Ambrosio; Direzione Futuro: Elena Picariello, Angelo Alterio; Insieme: Giorgio Marigliano; Per Ottaviano: Vincenzo Caldarelli; La minoranza: Andrea Nocerino (candidato sindaco) Idea Comune: Felice Picariello; Progressisti per Ottaviano: Michele Saviano; Ottaviano Democratica: Francesco Ciniglio;

Pollena Trocchia, raggiunto il quorum : Carlo Esposito sindaco

Quorum raggiunto alle ore 22, grande soddisfazione per il neo sindaco Carlo Esposito, architetto classe 1963 che è riuscito grazie al sostegno della sua squadra a battere il suo unico vero nemico: l’astensionismo, propagandato tra l’altro da un apposito comitato, animato tra gli altri anche dal consigliere comunale uscente Raffaele Di Fiore. Con Esposito in consiglio comunale ciascuno dei 16 consiglieri di Insieme per Costruire, la lista che si è candidata a suo supporto come 10 e 5 anni fa ha fatto con Francesco Pinto. A livello di preferenze grande successo per l’assessore uscente a politiche sociali, giovanili e personale Pasquale Fiorillo, primo eletto che supera quota mille, e per l’esordiente ma “figlia d’arte” (il papà anni fa ha fatto il sindaco) Carmen Filosa.

Ottaviano, il sindaco Luca Capasso stravince: «Una vittoria bellissima»

Già dai primi dati la vittoria era chiara, poi è diventata schiacciante. All’ora in cui scriviamo (le 5.50 di lunedì mattina) tutti i dati definitivi non sono ancora disponibili, ma quelli ufficiosi danno il sindaco uscente a circa novemila voti. Più del 2013, più di quanto forse lui stesso immaginava. Pur avendo coscienza della vittoria, Luca Capasso ha aspettato le 3, 30 del mattino per raggiungere il suo comitato e parlare ai supporter, ha ringraziato tutti, si è commosso mentre rivolgeva un pensiero e un ringraziamento ai suoi genitori, a suo fratello, agli amici, allo staff. Ha mantenuto il fair play qualche minuto, poi la soddisfazione ha avuto la meglio: «Li abbiamo asfaltati». Portato in trionfo, ha stappato la prima bottiglia di spumante a via Giovanni XXIII, ha ringraziato la competitor Francesca Ambrosio («Lei mi ha fatto la prima telefonata») e si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: «Una bellissima emozione, anche perché ne abbiamo sopportate davvero tante. Lo sentivo, in fondo lo sapevo, bastava guardare i sorrisi delle persone mentre mi accoglievano. Ringrazio tutti i candidati che ci hanno messo la faccia, che abbiano preso mille o un voto per me è lo stesso. Quanto alla festa di San Michele, lo sappiano tutti: l’anno prossimo non durerà quattro giorni, ma una settimana. Ora andiamo a testa alta a San Gennarello, come avevo promesso». E il corteo si è avviato, mentre esplodevano fuochi d’artificio (non sono mancate le critiche sui social, per aver festeggiato rumorosamente in piena notte). Il messaggio che all’alba il sindaco ha affidato alla sua pagina facebook:  «Una vittoria bellissima, netta. Una vittoria che dimostra quanto abbiamo lavorato bene in questi cinque anni e che ci spinge a dare ancora tutto per Ottaviano e gli ottavianesi. A chi mi è stato vicino, alla mia famiglia, ai miei genitori che non ci sono più, a chi mi ha telefonato per farmi gli auguri, ai bambini che sono il futuro di questa città, a tutti i candidati e a tutti, tutti i cittadini una sola parola: GRAZIE. Andiamo ancora avanti. Insieme». Luca Capasso, 42enne avvocato penalista e sindaco uscente, resta il primo cittadino di Ottaviano. Non è servita la «corazzata» del suo competitor, il farmacista Andrea Nocerino, quella che – definita dai palchi di carattere «post ideologico» – aveva messo insieme – su un progetto comune per la città e per battere Capasso – tante anime: da iscritti al Pd (mentre il simbolo di partito era andato all’unica donna in corsa, Francesca Ambrosio) ad ex amministratori vessilli della sinistra, da esponenti di Fratelli d’Italia a fuoriusciti della maggioranza Capasso ed eletti tra le sue fila nel 2013. Ed esattamente come cinque anni fa, Capasso fa il pienone di voti e scansa il ballottaggio. Come aveva promesso, il sindaco questa notte ha percorso a piedi in corteo le strade della città, spingendosi fino alla frazione San Gennarello. La festa, quella vera e che cinque anni fa non poté esserci (a pochi giorni dal voto Capasso perse la mamma, poco tempo prima era mancato anche il papà) è rimandata di qualche giorno. Non era così scontato, almeno sulla carta, il risultato di Ottaviano. Quattro competitor, sedici liste: sei per Capasso, sei per Nocerino, tre per la coalizione di centrosinistra dell’avvocato Francesca Ambrosio, una per il Movimento 5 Stelle del candidato Umberto Saetta. Il popolo di Ottaviano però ha scelto ancora una volta il sindaco «di strada», come l’avvocato Capasso si definisce. «Il sindaco dei bambini», colui che, avendo deciso di rinunciare al secondo mandato qualche settimana prima della presentazione delle liste, si era poi lasciato convincere – disse – da un gruppo di bimbi arrivato a casa sua per chiedergli di non mollare. Un’esternazione che nel corso della campagna elettorale gli è costata tante e veementi accuse di strumentalizzazione, con strali lanciati pure all’indirizzo di mamme e insegnanti. L’hashtag #insiemeconLuca ha spopolato su magliette e cover di smartphone, le dirette facebook improvvisate in cui il sindaco rispondeva a braccio alle domande dei cittadini e l’atteggiamento da istrione sui palchi, la decisione di puntare su pochi e semplici punti programmatici e su quanto realizzato negli anni, sono tutte scelte che hanno pagato e che consentiranno a Capasso di restare al governo della città. Per altri cinque anni, presumibilmente. Anche se da tempo circola la voce secondo la quale aspirerebbe a più alti scranni, quelli della Regione precisamente. Ma lui, dal palco del comizio di chiusura, ha smentito decisamente: «Farò il sindaco». La giornata del voto si è svolta più o meno serenamente, anche se nel primo pomeriggio sono state diffuse voci – false, come confermato dalle forze dell’ordine – di alcuni fermi per brogli elettorali.  

Pasquale Raimo è il nuovo sindaco di San Vitaliano

Pasquale Raimo, dottore commercialista, è il nuovo sindaco di San Vitaliano. Il sindaco uscente, Antonio Falcone, con un post su Facebook ha voluto subito formulare gli auguri al neo sindaco Raimo: ” Desidero formulare gli auguri di buon lavoro al neo-Sindaco di San Vitaliano, dott. Pasquale Raimo ed alla sua compagine amministrativa. Sesto sindaco della San Vitaliano Repubblicana. Dopo il bene possibile fatto dall’Amministrazione Falcone, auguro alla nuova Amministrazione Raimo di realizzare il bene possibile, esercitando le virtù della pazienza, della umiltà, della perseveranza per perseguire il Bene Comune e far sì che San Vitaliano continui ad essere “Ombelico del mondo” in tutti i campi di azione. E la storia continua nella tradizione della memoria e nella memoria delle tradizioni, radicati nella storia identitaria per vivere il presente e progettare il futuro” . (FONTE FOTO: SAN VITALIANO NET)

Pomigliano, il licenziato Fiat su Di Maio: “Molti operai lo hanno votato, io no: giudicheremo dai fatti”

E’ stato dimesso in poche ore dai medici dell’ospedale civile di Nola, dove era stato ricoverato per essersi cosparso di benzina sotto la casa del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, a Pomigliano. Un gesto disperato quello di Mimmo Mignano, 51 anni, moglie e una figlioletta, messo in atto subito dopo aver appreso che non potrà più rientrare in fabbrica perché la Cassazione ha dichiarato legittimo il suo licenziamento, voluto dalla Fiat nel 2014. Mignano, da operaio dello stabilimento automobilistica di Pomigliano, insieme ad altri quattro compagni del reparto logistico di Nola, inscenò il finto suicidio dell’ad Sergio Marchionne, con un fantoccio appeso a un patibolo, davanti al reparto logistico. Ne scaturì una querelle giudiziaria, terminata l’altro giorno con il verdetto definitivo della Cassazione, che ha stabilito la legittimità dei licenziamenti perché il diritto di manifestare non può ledere la dignità della persona umana, quella di Marchionne. Dopo la sentenza c’è stato quindi il gesto di Mimmo e il suo successivo ricovero in ospedale, mercoledi sera. Dove ha ricevuto la visita a sorpresa del ministro. Si è sentito un po’spiazzato da questo gesto del ministro e che cosa le ha detto Di Maio ? << Spiazzato non più di tanto. Appena è arrivato nel pronto soccorso io dal lettino gli ho dato la mano e gli ho detto che non l’ho votato >>. Perché ? << Perché per me era importante premettere questo. Lui nelle sue apparizioni elettorali a Pomigliano non si è mai degnato di venire in mezzo agli operai. Gli ho detto anche che gli operai non hanno una vera rappresentanza politica attualmente. Si, è vero, molti lavoratori della Fiat hanno votato per i cinque stelle ma ho fatto presente al ministro, nonché vicepremier, che gli operai lo giudicheranno sulla base delle promesse fatte proprio da lui. Gli ho anticipato con franchezza che la prima prova per lui è proprio la cassa integrazione alla Fiat di Pomigliano e al reparto logistico di Nola. E gli ho detto che con questa partita si può giocare molto del suo futuro politico. E lui ha annuito >> Lei dunque ha chiaramente intenzione di continuare la sua attività sindacale. Ma in che senso Di Maio secondo lei si giocherà il futuro politico ? << In ospedale gli spiegato che se concederà la cassa integrazione alla Fiat, cioè altri finanziamenti pubblici, così come hanno fatto i governi precedenti, vale a dire senza che lo Stato e i cittadini vengano informati preventivamente e in modo dettagliato circa i nuovi investimenti, i tempi dei nuovi investimenti e le esatte ricadute occupazionali, allora vorrà dire che non è cambiato niente >> Comunque pare che la settimana prossima sindacati e Fiat si incontreranno al Ministero dello Sviluppo Economico per chiudere questa faccenda, per dare il via a 15 mesi di cassa integrazione straordinaria… << Ma come si possono elargire finanziamenti pubblici a spese dei cittadini italiani in questo modo così superficiale >> ? Si va bene, Mignano, però sembra che lei abbia proprio il dente avvelenato con la Fiat… << E’ molto bello andare al Balocco, mettersi una cravatta per poi sciogliersi il nodo dicendo che la Fiat è stata sanata. Sergio Marchionne deve essere consapevole del fatto che questo risanamento è il frutto della sofferenza di migliaia di operai utilizzati a piacimento sulle catene di montaggio e di volta in volta messi in cassa integrazione a spese di tutti noi >>                                                 Cosa farà nei prossimi giorni ? << Stiamo preparando con i compagni una grande assemblea nazionale a Pomigliano nell’ambito della quale inviteremo Di Maio. Quando ero al pronto soccorso ho anticipato questo al ministro. Gli chiederemo spiegazioni sulla cassa integrazione alla Fiat. Del resto lui in ospedale mi ha detto che è dalla parte degli operai… >>                                           

Saltando in cucina . Proverbio : “Acqua santa e terra santa, addeventane zoza!”

Acqua santa e terra santa, addeventane zoza!”” Acqua santa e terra santa, comunque diventano fango! Questo proverbio  viene usato (o, almeno, questo era l’uso che io ricordo) per significare che, al di là delle caratteristiche positive delle persone, (nella fattispecie, la “santità”), la natura del mondo, delle cose, degli eventi: la natura umana, in breve, si manifesta sempre e comunque! Così, si commentava, ad esempio, che due bravi ragazzi avessero fatto, assieme, una marachella, o due santi fidanzati fossero stati costretti  a nozze riparatrici, eccetera. L’uso che ne faccio io adesso, però, pur calzando perfettamente con i contenuti verbali, è diverso,  ed è legato (non poteva essere altrimenti), alla mia inclinazione per la buona cucina, di cui sono onorato di essere un estimatore. Spiegandomi meglio, la mia vuole essere una critica alla cattiva abitudine di questi ultimi tempi, nei quali si accoppiano elementi culinari nobili (presi singolarmente) per ricercare nuovi sapori (ad esempio “mari e monti”, fragole e aceto, ecc.), in quella che non è proprio un’estasi del gusto e neanche tanto vicina al buon gusto: in altre parole, come l’accoppiamento di cui sopra, una “zoza”! Ma, siccome io sono cresciuto in una famiglia di buongustai filosofi (per gli addetti ai lavori, filosofi sofisti), sono costretto a citare mio nonno, che amava affermare (per confondere noi nipoti): “è vero tutto, ed il contrario di tutto!” spiegandomi ancora meglio (non sono certo del risultato del mio sforzo), oggi vi presento un primo piatto che smentisce completamente le affermazioni di cui sopra, accoppiando i sciurilli di zucchine, gamberi e vongole. Vi voglio dire come è nata la ricetta. Mia moglie si presentò con dei fiori di zucchine (sono i sciurilli più piccoli) ed una ricetta sommese (direttamente dalle “lowlands”, le terre basse, località Madama Feleppa, per i sommesi). Ero nel mio studio (a circa tre vani dalla cucina) e cominciai a sentire odore di vongole e gamberetti. Pensai che la consorte, dopo quasi trent’anni di “sudditanza”, prepotenza, angherie subite da parte del sottoscritto, usurpatore del ruolo di cuoco di famiglia, fosse passata alla riscossa con una sua ricetta. A tavola, scoprii di essere stato vittima di allucinazioni olfattive: la ricetta era, sì, saporitissima, ma di vongole e i gamberi, proprio non ce n’erano. Rimediai io la volta successiva, pertanto, vi assicuro il risultato, è davvero delizioso! Ecco il pranzo che propongo oggi: Pennette rigate sciurille e gamberetti Calamari Imma Insalata di stagione Profitteroles ciliegia mandorlata   Pennette rigate sciurille e gamberetti Ingredienti per 6 persone 300 grammi di fiori di zucchine 500 grammi di vongole 300 grammi di gamberi rossi piccoli 1 spicchio di aglio 2 dl di olio extravegine 500gr di pennette rigate Sale e  pepe q.b. Preparazione Pulite i fiori, sgusciate i gamberi (a crudo) e pulite i frutti di mare, eliminando quelli aperti, leggeri e rotti. In un padellone, mettete l’aglio, tagliato a fettine, e l’olio, appena inizia a friggere, aggiungete i sciurilli, sale (poco) e pepe. Lasciate cuocere per un quarto d’ora. Aggiungete i gamberi sguciati e laciateli altri 5 minuti (non di più). Ora potete mettere le vongole; coprite il tutto, rimestate o “spadellate” ogni tanto e spegnete, dopo 5 minuti. Lasciate coperto. Cuocete la pasta; toglietela molto al dente e unitela al sugo, che avrete messo al fuoco; spadellate o rimestate un paio di volte, per 4-5 minuti.   Calamari ripieni “Imma” (a lei dedicati) Ingredienti per 6 persone 300 grammi di gamberi rossi piccoli Una fettina di lardo (30gr) Vino bianco secco, 1 bicchiere, più un bicchierino. Pane raffermo, 7, 8 fette (tenete conto del ripieno di 6 calamari) 6 pomodori ramati rossi e duri (da insalata) Inzuppate il pane in acqua (come per le polpette); utilizzerete solo la mollica, strizzandola bene. Pulite i calamari, separando i tentacoli dalle sacche (le “teste”), avendo cura di non far rompere queste ultime (non togliete le “ali” poste sulla sacca). Nota: seppie e calamari vanno sempre spellati, tranne quando si fanno alla brace. Tagliate a pezzettini i tentacoli e teneteli da parte. Togliete le teste ai gamberi, ponetele in una padella con 1 dl di olio, uno spicchio di aglio a fettine, il lardo a pezzettini e accendete. Fate cuocere fino a quando il fondo (il sughetto) non diventa color caramello. Spegnete e togliete le teste di gambero e il lardo (se riuscite a recuperarlo, tanto meglio). Aggiungete il pane bagnato (la mollica strizzata) e i tentacoli, preparati come descritto sotto; salate e riaccendete. Fate soffriggere per una decina di minuti (deve assorbire l’olio); spegnete e mettete da parte, sarà il ripieno delle sacche. Altra padella, altro olio (1 dl), mettete uno spicchio di aglio intero e, appena si scalda l’olio, aggiungete i tentacoli dei calamari. Coprite la padella (a volte “scoppiano”) e lasciate a sfriggere per qualche minuto, rigirando ogni tanto. Quando il tutto sarà ben dorato, salate e aggiungete un bicchiere di vino. Lasciate cuocere (coperto), per una decina di minuti. Con una schiumarola togliete i tentacoli (che aggiungerete al ripieno di cui sopra) e tenete da parte il sugo. Nota: vi conviene assaggiare: il calamaro dovrà essere cotto. Ora viene il bello: pulite i gamberi, ponetene due nel fondo delle sacche dei calamari, mettete un po’ di ripieno e altri due gamberi, e cosi via fino all’orlo, che chiuderà con due gamberi. Fermate la sacca con uno stuzzicadenti o un ferretto per involtini. Bucate in un paio di punti i calamari (così non si aprono durante la cottura). Mettete a bollire una pentola piccola di acqua ben salata; calatevi i pomodori e lessate per 5 minuti. Mettete subito i suddetti in acqua e ghiaccio, fino a raffreddarli, poi, tagliateli a metà. Su ogni metà pomodoro, mettete 2 gamberi sgusciati. Tenete  da parte. Nota: i pomodori ramati hanno la forma delle ciliegine, ma sono più grandi. Torniamo ai calamari; poneteli in una teglia e mettete al forno, a 200 gradi, direttamente sul ripiano inferiore. Trascorsi 10 minuti, girateli e lasciateli altri 10, aggiungendo il bicchierino di vino. Tirate fuori, mettete nella teglia i pomodori sormontati dai gamberi, ben disposti, e rimettete al forno, al centro, per 5 minuti (non di più). Assemblaggio del piatto Riscaldate il sughetto dei tentacoli. Dopo aver tolto lo stuzzicadenti, ponete nel piatto i calamari disposti in piedi (sulla base inferiore, quella aperta); affiancate ai due lati le due metà di pomodoro con i gamberi sopra, che avrete salato, cospargeteli con il sughetto dei tentacoli e quello (se c’è) della cottura al forno. Servite tiepido. Nota: per mettere i calamari in verticale, dovrete tagliare, per rendere la base diritta, una prima fettina; lasciatela nel piatto. Se avrete, comunque, difficoltà di equilibrio, tagliate, con un coltello affilatissimo, il calamaro a fette, lasciandolo “composto” nel piatto (vedi foto, è solo un esempio di taglio, però). Componete come sopra, mettendo ai lati i pomodori Profitteroles ciliegia mandorlata Ingredienti per 6 persone. Due  buste di bignè già pronti 400 grammi di mascarpone 500 grammi di ciliege molto scure (“corvine”), ma vanno bene tutte 200 gr di zucchero Un bicchiere di latte di mandorle, 250 gr di mandorle pelate Togliete i noccioli alle ciliege, mettete al fuoco in un pentolino, con 5 cucchiai di acqua (regolatevi se la frutta è  acquosa o asciutta) per 40 minuti; aggiungete lo zucchero e altri 5 cucchiai di acqua; lasciate cuocere (sempre attenti che non attacchi) per altri 30 minuti. Togliete le ciliege, lasciando lo sciroppo (con una forchetta e tanta pazienza) Tostate le mandorle (in una padella senza olio o al forno) e trituratele con il frullatore. Toglietene una parte per guarnire. Aggiungete al mascarpone mezzo bicchiere di latte di mandorla, le ciliege e le mandorle. Farcite i profitteroles e disponeteli, “a piramide”, in un vassoio. Aggiungete allo sciroppo di ciliege, il rimanente latte di mandorla e cospargetene i profitteroles . Completate con la grana di mandorle. Vino consigliato:  un vino a tutto pasto può essere un solopaca bianco, da bere, però, al di sotto della temperatura di servizio (insomma, ghiacciato). Ecco fatto! (FONTE FOTO: RETE INTERNET)