Nola, Ordine dei Commercialisti al voto

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  Nola – Odcec di Nola al voto, i risultati raggiunti dal Consiglio presieduto da Domenico Ranieri: “Abbiamo svolto un lavoro lodevole e importante” Nola. Sono ormai imminenti le elezioni per il rinnovo del consiglio dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Nola in programma l’11 e 12 ottobre 2021. Un appuntamento estremamente importante per la categoria e per questo motivo il Consiglio si sta adoperando per garantire condizioni di massima sicurezza per i partecipanti al voto. Il fruttuoso quinquennio di lavoro del presidente Domenico Ranieri sta per concludersi con un bilancio decisamente positivo in cui diversi aspetti sono stati armonizzati e disciplinati al meglio. “Sono molto soddisfatto del lavoro svolto”, commenta Ranieri, “Abbiamo abolito vecchie abitudini consolidate del Consiglio, razionalizzato costi di gestione e ottimizzato al meglio il bilancio con un avanzo importantissimo fino ad arrivare ad accantonare le intere somme per il Tfr dei dipendenti. Allo stesso modo, particolare attenzione è stata posta a vantaggio dei giovani per favorire l’inserimento nel mondo della nostra professione fin dalla fase della preparazione all’esame di abilitazione. Penso che siano cose lodevoli e importanti”. Per il presidente risulterebbe di fondamentale importanza un cambio di marcia che parta anche del Consiglio Nazionale, anch’esso prossimo a nuove elezioni previste a gennaio. Un cambio di marcia che si augura avvenga sotto la guida del napoletano Vincenzo Moretta. “Il cambiamento di tendenza non dovrà riguardare solo Nola perché il 12 gennaio ci saranno anche le elezioni per il Consiglio Nazionale”, le parole del presidente Ranieri, “Spero vivamente che venga eletto Vincenzo Moretta che sicuramente sarà in grado di restituire una maggiore centralità al ruolo del commercialista perché non dobbiamo dimenticare che abbiamo vissuto anni difficili e di grande cambiamenti, dove tante figure professionali sono state relegate in secondo piano dalla politica”.  

Spaccio made in Gionta, droga trasportata in ambulanza col malato a bordo: 56 arresti

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    TORRE ANNUNZIATA – Una ambulanza per trasportare droga da parte di un autista (posto oggi agli arresti domiciliari), utilizzato come corriere. L’uomo si recava ad effettuare consegne di grosse partite di stupefacenti portando a bordo anche gli ignari ammalati (in un caso persona dializzata), effettivamente bisognosi di assistenza.   E’ uno dei particolari emersi dall’inchiesta che ha portato all’arresto di 56 persone da parte dei Carabinieri a Salerno. Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati oltre 5 chili di cocaina e tre di hashish, con contestuale arresto in flagranza del reato di complessivi 15 soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti, nonché numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori. Dal volume di sostanze approvvigionate e smerciate nel periodo di svolgimento dell’indagine, è stato calcolato un flusso di introiti per l’organizzazione ammontante a non meno di 5.000.000 di euro annui. Eccezionali le precauzioni adoperate dal gruppo che evitavano anche l’uso del telefono, riservando le indispensabili comunicazioni a distanza a canali telematici criptati. L’indagine è partita da un giro di noti e abituali assuntori che si recavano a casa di Giacomo De Risi, arrestato oggi e già ai domiciliari per precedenti specifici. Si è scoperta l’esistenza di una strutturata organizzazione, da lui promossa e diretta.   Tra i principali stabili fornitori sono stati individuati soggetti appartenenti o legati alla famiglia Gionta di Torre Annunziata, e in particolare Valentino Gionta (nipote dell’omonimo, storica figura apicale del citato clan) e suoi sodali/referenti; Nicola Fiore alias “O’ Pallin”, paganese con precedenti per tentato omicidio, associazione di tipo mafioso, estorsione, reati in materia di armi e stupefacenti, già affiliato al disciolto clan Contaldo sodalizio autoctono collegato alla “Nuova Famiglia”; e, ancora, altri paganesi in accertati rapporti di frequentazione con esponenti delle famiglie storiche della criminalità organizzata locale ovvero in rapporti di parentela con essi: è il caso di Giuseppe D’Auria, nipote di Giuseppe Olivieri detto “Peppe Saccone”, quest’ultimo figura di grande rilievo della camorra dell’Agro nocerino-sarnese degli anni ’80 e referente areale della “Nuova Famiglia”, ucciso in un agguato camorristico il 25 giugno 1990.  

Ospedale Boscotrecase volta pagina dopo Covid: sarà Dea di Primo livello

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  Boscotrecase – “Quell’arcobaleno che un po’ di mesi fa abbracciava l’Ospedale di Boscotrecase, non poteva che essere un messaggio beneaugurante che trova conferma nella decisione dell’Asl Napoli 3 Sud di classificare la struttura ospedaliera come DEA di I° livello.”   “Con questa delibera mettiamo fine a quelle false notizie circolate in questi mesi che volevano la struttura ospedaliera in dismissione o prossima alla chiusura, anzi la decisione della Direzione dell’Asl di fatto equipara l’ospedale di Boscotrecase a quelli di Castellammare di Stabia e di Nola. Oggi raccogliamo i frutti di un lavoro silenzioso portato avanti in questi anni. Una decisione maturata anche alla luce delle potenzialità espresse dalla struttura durante la fase emergenziale covid”  dichiarano in una nota congiunta Mario Casillo, capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, e Pietro Carotenuto, sindaco del comune di Boscotrecase.   La decisione è stata ratificata con delibera numero 890 pubblicata il 22 settembre dalla direzione generale dell’Asl con la quale si procede, tra l’altro, alla nuova classificazione del presidio ospedaliero e si procederà al potenziamento del pronto soccorso, che sarà riaperto, e dei servizi: “Siamo sulla strada giusta, con questa delibera si traccia chiaramente il futuro post pandemico della struttura ospedaliera che, come abbiamo sempre sostenuto e ripetuto in più occasioni, deve diventare un punto di eccellenza regionale” – concludono Casillo e Carotenuto.

Whirpool, la marcia della disperazione: 200 verso il Ministero

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    NAPOLI – “La lotta è dura e non ci fa paura”, “abbiamo un sogno nel cuore, Napoli torna al lavoro”, “Napoli, Napoli non molla”. Lo urlano i circa 200 lavoratori della Whirlpool di Napoli arrivati alla stazione a termini di Tona e ora in corteo, scortati dalle forze dell’ordine verso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico dove si terrà il tavolo con l’azienda è la viceministra Alessandra Todde.   “Al ministero abbiamo doppio incontro – spiega all’Ansa Rosario Rappa, segretario generale Fiom Napoli – uno di procedura con il Ministero del lavoro e l’altro con il Mise dove ci dovrebbe essere presentato un piano industriale con un consorzio di imprese con l’obiettivo della riconversione dello stabilimento per la mobilità sostenibile che dovrebbe, oltre ad assorbire tutti i lavoratori, prevedere ulteriori assunzioni. Valuteremo con i lavoratori a fronte di un piano presentato” I sindacati chiedono di confrontarsi con soggetti industriali “credibili” perché dice Rappa, “tutte le industrializzazione al sud negli ultimi 30 sono stati fatti con banditi”: “Quando diciamo soggetti industriali credibili, diciamo soggetti che già stanno sul mercato”. “Per noi, rispetto alle condizioni attuali della Whirlpool, in particolare delle lavatrici, la soluzione più rapida e quella che privilegiamo è la ripresa di produzione a Napoli di lavatrici di alta gamma”, ma al tavolo “ci confrontiamo senza pregiudizio rispetto a riconversioni industriali che prevedano stesse condizioni economiche e normative per i lavoratori e un progetto industriale che garantisca un futuro industriale e occupazionale”. A mezzogiorno è partito un corteo con circa 200 lavoratori della Whirlpool di Napoli per raggiungere il ministero dello Sviluppo economico dove alle 12:30 si riunisce il tavolo sulla vertenza alla presenza dell’azienda e di Invitalia, con il viceministro Alessandra Todde.

Comuni nolani alle urne, l’appello dell’Associazione Cattolica: “Votate da liberi e con coscienza”

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  NOLA. Un vero e proprio appello al voto critico e libero quello che giunge dall’Azione Cattolica nolana.

L’appello

Tra i Comuni chiamati a rinnovare le amministrazioni al turno elettorale del 3-4 ottobre figurano anche diverse città della diocesi di Nola: Avella, Brusciano, Camposano, Castello di Cisterna, Lauro, Pago del Vallo di Lauro, Sperone. Come presidenza diocesana di Azione Cattolica, invitiamo le associazioni parrocchiali e interparrocchiali, e i soci di AC delle città chiamate al voto, a vivere con consapevolezza, libertà e coscienza critica questo importante momento elettorale. Già la fase di preparazione al voto ha svelato fragilità e contraddizioni del sistema politico locale, specchio abbastanza fedele di fragilità e contraddizioni del tessuto civile e culturale delle nostre città. A Brusciano, in particolare, si vivrà l’anomala e amara circostanza di un voto su un unico contendente alla carica di sindaco. Ma nonostante le criticità che si vedono a occhio nudo nel modo di intendere l’impegno politico nei nostri territori, riteniamo che non sia più tempo di alibi e di “indici puntati”. Come laici credenti impegnati in una importante esperienza associativa, abbiamo capito dal dramma del Covid che è importante abbandonare la stagione delle “prediche” rivolte ad altri che spesso servono solo ad autoassolversi. È il tempo di assumerci in tutte le forme possibili il dovere e la corresponsabilità del bene comune. E già queste elezioni comunali, pur arrivando in un tempo ancora “strano”, possono essere un’occasione per capire di più e giudicare di meno. Alle elezioni comunali, infatti, i candidati non sono i “professionisti della politica” ma sono i nostri vicini, i nostri familiari, le persone che incontriamo tutti i giorni nei negozi di quartiere. Non nomi sconosciuti a cui consegnare una delega in bianco, ma volti con cui condividere necessità e attese, idee e speranza alla luce di un legame personale basato non su idee astratte, ma su relazioni di vita e sulle storie di vita. È possibile indagarne le motivazioni – a volte nobili, altre meno -, i progetti, le competenze. D’altra parte sono persone che abbiamo incontrato per strada e con cui abbiamo condiviso i luoghi, che continuiamo e continueremo a incontrare. Ciò dà a tutti noi la possibilità di contribuire alla costruzione di una città a misura d’uomo attraverso il dialogo e il confronto con loro, possibili – lo ripetiamo – solo all’interno di una relazione vera, sana e libera. Non estraniamoci, non astraiamoci. È proprio il livello comunale, infatti, che può darci la possibilità di ricostruire una idea di Politica coincidente con l’idea di Prossimità. Perché la Prossimità è una delle prime forme della Politica. Nessun monito, dunque. Nessun appello. Nessun vuoto “elenco” di cose che gli altri dovrebbero fare per conto nostro mentre noi restiamo a guardare e a dare i voti. Ma un invito a capire, conoscere, interessarsi attivamente e liberamente. Una Politica fatta di relazioni sane e libere può aiutare il territorio a essere più vivibile e contrastare la tendenza individualistica che ha fatto ammalare la nostra società. E ciascuno di noi può essere promotore di questa relazionalità buona e non malata. L’associazione nel suo insieme può svolgere questo ruolo cruciale. Un particolare segno di vicinanza e amicizia vogliamo offrire, infine, ai soci di AC candidati: noi ricordiamo loro, e loro ricordano a noi, che l’impegno per la città è una delle forme in cui si esprime la testimonianza laicale nel mondo, nel solco del Concilio Vaticano II, del Magistero sociale della Chiesa, del Magistero di papa Francesco.  

 Il tempo del dialogo

«Come presidenza diocesana di Azione Cattolica, invitiamo le associazioni parrocchiali e interparrocchiali, e i soci di AC delle città chiamate al voto, a vivere con consapevolezza, libertà e coscienza critica questo importante momento elettorale». Così la presidenza dell’Azione cattolica della diocesi di Nola inizia il messaggio rivolto ai gruppi parrocchiali dei sette comuni del territorio diocesano che il prossimo 3-4 ottobre rinnoveranno le amministrazioni. Un invito a vivere anche il tempo del voto come possibilità di custodire il bene comune perché, come bene evidenziato nel titolo dato al messaggio, questo è Il tempo di una politica di prossimità, fatta di relazioni sane e libere: «Come laici credenti impegnati in una importante esperienza associativa, – si legge – abbiamo capito dal dramma del Covid che è importante abbandonare la stagione delle “prediche” rivolte ad altri che spesso servono solo ad autoassolversi». Avella, Brusciano, Camposano, Castello di Cisterna, Lauro, Pago del Vallo di Lauro, Sperone i comuni diocesani in cui si svolgeranno le elezioni amministrative: «Come presidenza – spiega il presidente diocesano Vincenzo Formisano – abbiamo scelto di invitare a conoscere liberamente e attivamente la realtà politica dei propri territori partendo dalle persone che hanno scelto di candidarsi: l’associazione può farsi promotrice di un ritorno al dialogo costruttivo per il bene delle comunità cittadine, contrastando la tendenza individualistica che ha fatto ammalare la nostra società».  

Non vuole aspettare turno, paziente picchia infermiere al triage

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  NAPOLI – All’ospedale Pellegrini di Napoli, un paziente ha aggredito l’infermiere di triage a causa delle lunghe attese. A rendere noto l’episodio, su Facebook, è l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”, che aggiunge: “il paziente era codificato come codice verde”.   L’uomo, avrebbe “più volte avvicinato gli operatori per chiedere quanto mancasse alla sua visita; l’infermiere dopo avergli comunicato che c’era una visita prima della sua viene preso a calci e pugni. È stato poi salvato dai colleghi.   L’infermiere è stato subito medicato e con una prognosi di giorni 3, per ferita lacero contusa ed ecchimosi, è stato costretto a lasciare la postazione di triage”. “Ennesimo episodio vergognoso di violenza insensata all’interno di un pronto soccorso nei confronti del personale sanitario”, ha commentato il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli secondo il quale “se non si prendono contromisure andrà sempre peggio”.   “A medici ed infermieri non servono parole di conforto ma misure concrete come presidi di polizia negli ospedali. Ancora meglio sarebbe avere dei presidi militari”, ha concluso Borrelli.

Dal Sarno al Vesuvio, Ottaviano apre ai percorsi turistici

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  Ottaviano – Dal Sarno al Vesuvio, eventi e iniziative. Anche Ottaviano aderisce Riceviamo e pubblichiamo Anche il Comune di Ottaviano ha aderito al progetto “Dal Sarno al Vesuvio”, promosso da cinque Comuni della zona vesuviana nell’ambito del Poc Campania 2014 – 2020, linea strategica “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e per la cultura”. Oltre a Ottaviano, infatti, ci sono anche Poggiomarino, Boscoreale, Terzigno e Striano. L’evento prevede iniziative in rete tra i Comuni associati, con l’obiettivo di dare la più ampia risonanza alle potenzialità turistiche e culturali del territorio. Nello specifico, per ciò che riguarda Ottaviano vi saranno visite guidate ed iniziative presso le chiese di pregio storico di San Michele, San Francesco, San Giovanni e San Gennaro, presso il Palazzo Mediceo, le piazze San Francesco e San Gennarello e il quartiere Zabatta “Abbiamo aderito a questo progetto con l’obiettivo di proseguire la nostra opera di valorizzazione del territorio, ricco di risorse non del tutto esplorate. Con il turismo e la cultura tutta l’area potrà continuare a crescere in maniera adeguata. Ringrazio l’assessore agli eventi Biagio Simonetti e la consigliera delegata alla cultura Rosa D’Ambrosio per l’importante lavoro che stanno svolgendo”, spiega il sindaco Luca Capasso

Strappa collana d’oro sotto gli occhi dei carabinieri, bloccato dopo fuga

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  MUGNANO. Strappa collana ad una donna ma lo fa davanti ai Carabinieri: 35enne in manette. Caccia al complice Il suo complice attendeva in sella ad uno scooter, pronto a partire. Erano in piazza Vanvitelli, cuore del Vomero, e avevano scelto la preda: una donna con una vistosa collana d’oro al collo. Quando si sono decisi ad entrare in azione, Giovanni Catena, 35enne di Mugnano già noto alle ffoo, ha strappato il collier alla donna mentre l’altro aveva già le mani sull’acceleratore. Fortuna per la donna, sfortuna per Catena, una “civetta” dei Carabinieri del Nucleo Operativo del Vomero era in transito proprio in Piazza Vanvitelli. Hanno assistito alla scena e si sono subito messi alle loro calcagna. Catena è stato bloccato, mentre il complice è riuscito a fuggire. La collana è stata restituita e continuano le indagini per rintracciare il fuggitivo. Per il 35enne si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale, dove rimarrà in attesa di giudizio.

Sorpreso a rubare marmitta da un’auto, fermato esperto di catalizzatori

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  Torre del Greco: E’ un esperto di catalizzatori e marmitte il giovane fermato nella notte dai militari. A Torre del Greco i carabinieri della sezione radiomobile della locale compagnia hanno arrestato per furto aggravato Francesco Dell’Annunziata, 33enne già noto alle forze dell’ordine del quartiere di San Giovanni a Teduccio, periferia orientale di Napoli. I Carabinieri – durante un servizio notturno – hanno sorpreso e bloccato l’uomo in via Cimaglia mentre smontava la marmitta di un’auto in sosta. Quando è stato perquisito, i militari lo hanno trovato in possesso di un catalizzatore verosimilmente rubato poco prima a Ercolano. L’arrestato è in attesa di giudizio, sequestrati gli attrezzi atti allo scasso.

Blitz anticamorra, sequestrati beni per 17 milioni

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    GIUGLIANO – Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha proceduto, su disposizione della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, alla confisca, tra Campania e Lazio, di un ingente patrimonio del valore di 17.600.000 euro riconducibile a Michele PALUMBO, nato a Villaricca (Napoli) nel 1952, appartenente al clan MALLARDO. Le Fiamme Gialle hanno acquisito al patrimonio dello Stato 17 unità abitative tra i comuni di Giugliano (NA), Aversa (CE), Mentana (RM), e Monterotondo (RM), 11 terreni nel comune di Mentana (RM), oltre a quote e immobili relativi a una società operante nel settore immobiliare con sede a Fonte Nuova (RM), riconducibili al “prevenuto” e al suo nucleo familiare. L’attività trae origine da indagini delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ed eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. partenopeo che hanno eseguito, nel periodo dal 2010 al 2021, diversi provvedimenti di sequestro preventivo e di misure di prevenzione patrimoniali disposti dai Tribunali di Roma e Napoli nei confronti, tra gli altri, del PALUMBO. In questo contesto criminale, come evidenziato in sentenze dello stesso Tribunale di Napoli, il clan MALLARDO ha investito i propri proventi illeciti in attività immobiliari facenti capo al PALUMBO e ad una sua società operante nel settore edile; il sodalizio era stato favorito dal genero del PALUMBO, Giuseppe D’ALTERIO, nato a Villaricca nel 1977, esponente di rilievo del clan MALLARDO, per conto del quale si interessava di diversi settori economici quali quello edilizio, immobiliare nonché della distribuzione del caffè agli esercizi commerciali del giuglianese e del casertano, ove acquisiva commesse anche in zone controllate da clan camorristici alleati, come il Clan dei Casalesi. Il presupposto per l’applicazione dell’odierna misura di prevenzione patrimoniale deriva dall’accertata appartenenza del PALUMBO al clan MALLARDO, sancita da una condanna a 12 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e scaturisce dagli accertamenti economico-patrimoniali effettuati dalle Fiamme Gialle. Infatti, il monitoraggio effettuato dal G.I.C.O. di Napoli ha fatto emergere, grazie ai riscontri sviluppati anche attraverso l’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo e agli accertamenti bancari, una marcata sproporzione tra le fonti di reddito lecite di cui il soggetto disponeva ufficialmente e il patrimonio di beni mobili e immobili di rilevante valore negli anni accumulato.