Nola, arrestato dopo una condanna a 7 anni di reclusione

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NOLA – Un uomo di 47 anni, originario di Nola, è stato arrestato dalla Polizia di Stato per dare esecuzione a un provvedimento di condanna definitiva. Il 47enne dovrà scontare una pena complessiva di 7 anni e 2 mesi di reclusione per una serie di reati contro il patrimonio commessi negli anni scorsi a Napoli.

L’arresto è stato effettuato lunedì dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli in collaborazione con il Commissariato di Nola, che hanno eseguito un ordine emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali il 20 settembre 2025.

Il provvedimento di “determinazione di pene concorrenti” ha unificato diverse condanne passate in giudicato, riconducibili ad attività illecite come furti e truffe. Individuato presso la propria abitazione, l’uomo è stato bloccato e condotto in carcere senza opporre resistenza.

L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controlli e attività investigative finalizzate alla repressione dei reati predatori e all’esecuzione delle pene definitive, a conferma dell’impegno costante della Polizia di Stato per la legalità e la sicurezza del territorio.

Aggressione a Marigliano, massacrato di botte per l’auto

Nella serata di ieri, sull’Asse Mediano nella zona di Marigliano, un ragazzo di 30 anni è stato aggredito per aver sventato una rapina

L’aggressione è avvenuta ieri, 14 ottobre, per mano di quattro individui su due scooter.

Dapprima gli hanno intimato di consegnare l’auto. Il ragazzo, nel tentativo di impedire la rapina, ha lanciato lontano le chiavi della vettura.

Da qui si sono susseguite una serie di violenze ai danni del ragazzo. Calci, botte e persino colpi dati con mazze di ferro. I rapinatori sono poi andati via lasciando il ragazzo sanguinante e sofferente per terra.

Tutta questa violenza per un orologio di poco valore e un’auto, una Mercedes di una decina d’anni.

Il ragazzo è stato poi portato all’Ospedale Cardarelli, dove è attualmente ricoverato, e ha riportato diverse fratture al polso (per le quali dovrà essere operato), ematomi sparsi per il volto e innumerevoli tagli su gambe e braccia.

A diffondere la notizia è stato il padre della fidanzata del giovane, esprimendo rabbia e preoccupazione per questo gesto ignobile: “Quanto accaduto al fidanzato di mia figlia non è solo un dramma personale, ma il sintomo che lasciare Napoli e l’Italia non è solo una questione lavorativa, ma di sopravvivenza. Le nostre città sono invivibili e pericolose. Non è possibile uscire di casa e non sapere cosa ti può succedere. Andare via è quasi una conditio sine qua non per vivere in maniera civile.”

Ad intervenire su questo episodio è stato il Deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli: “Questo ennesimo, orribile episodio conferma che siamo di fronte a una deriva criminale senza precedenti, in cui la vita umana non ha più alcun valore. Siamo invasi da una feccia che non esita a bastonare a sangue e a lasciare in fin di vita un uomo solo per rubare un’auto o un orologio di pochi euro. Questi criminali sono pronti ad ammazzare per pochi spiccioli.”

Borrelli, inoltre, chiede un rafforzamento dei controlli in queste aree troppo spesso trascurate: “Non possiamo accettare che i nostri concittadini vivano nel terrore e che la fuga da questa violenza sia percepita come l’unica via per la sopravvivenza, come drammaticamente testimonia il padre della ragazza. La denuncia dei cittadini sulle zone ‘calde’ come gli assi viari di collegamento con le aree periferiche, dove questi episodi sono purtroppo una ‘regolarità’, deve essere raccolta dalle Forze dell’Ordine. Chiediamo un immediato rafforzamento dei controlli e l’impiego di agenti in borghese in queste aree strategiche.

Dobbiamo rispondere con la massima fermezza e con la certezza della pena. Esprimo la mia massima solidarietà al giovane ferito e alla sua famiglia e assicuro che seguirò da vicino l’evoluzione delle indagini.”

Questa è l’ennesima prova che la criminalità stia prendendo il sopravvento e che bisogna intervenire severamente per riuscire a cambiare le cose.

Fonte foto pagina Facebook Francesco Emilio Borrelli

Aggredisce il fratello con una pala, arresto a Cercola

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Cercola: Aggredisce il fratello con una pala. Carabinieri arrestano 46enne E’ quasi mezzanotte quando a Cercola i carabinieri della locale stazione intervengono in un appartamento per una lite in famiglia. Il nucleo familiare è già noto ai militari. Un 46enne già noto alle forze dell’ordine ha aggredito il proprio fratello che ha 44 anni. Già in passato sono avvenuti episodi di violenza. L’uomo ha aggredito la vittima con una pala e lo ha colpito più volte. Il più piccolo dei due tenta di fuggire e riesce a chiudere fuori al balcone il 46enne. L’aggressore però non si arrende e con un pugno infrange il vetro della porta finestra. Arrivano i carabinieri e con non poche difficoltà bloccano l’uomo. L’urlo “Ti spacco!” anche davanti ai militari con la vittima terrorizzata e il volto pieno di sangue. Dal racconto dell’uomo ferito emerge un quadro di maltrattamenti in famiglia che dura da tempo. I loro genitori sono anziani e costretti a letto. Il 46enne non lavora e umilia quotidianamente i propri familiari. L’obbiettivo principale delle vessazioni e dei maltrattamenti è il fratello, verosimilmente colpevole, ai suoi occhi, di lavorare. Gli urìna sugli abiti e sui suoi oggetti. Quando la vittima si alza la mattina per andare a lavoro è ormai una costante la presenza di urina davanti alla porta della propria stanza da letto. L’uomo viene arrestato e trasferito in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Il 46enne deve rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali

+39 per sempre, mister Conte ad Acerra per il centro dedicato alle vittime dell’Heysel

+39 per sempre, Acerra ricorda le vittime dell’Heysel. Il sindaco Tito d’Errico: tragedia di tutto lo sport, il tifo torni a condividere valori di lealtà e rispetto. ACERRA – “Sono davvero orgoglioso che un progetto di integrazione, di cultura del rispetto e di cultura dello sport ponga le sue radici qui ad Acerra”. E’ quanto ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico nel corso dell’intitolazione dei locali del Centro Sportivo Diocesano a Roberto Lorentini, simbolo di tutte le vittime dell’Heysel, “una tragedia italiana ed internazionale che non può appartenere alla sola tifoseria bianconera”. Presenti allo svelamento della targa, il consigliere regionale Vittoria Lettieri, il Vescovo Antonio Di Donna, Sergio Brio, brand ambassador della Fc Juventus, che quella partita la giocò, Antonio Conte, allenatore del Calcio Napoli ed una rappresentanza dello Juventus Club Cercola, i quali hanno reso ad Andrea Lorentini, figlio del compianto Roberto e nipote di Otello Lorentini, che ha lottato per anni per la verità e la giustizia. “Il dramma del 29 Maggio 1985, quando allo stadio Heysel di Bruxelles persero la vita 39 persone di diversa nazionalità, andate allo stadio solo per vedere una partita di calcio, la finale di Coppa Campioni Juventus-Liverpool, è un dramma non solo juventino – ha spiegato il sindaco – oggi, perciò, Acerra rende omaggio a quelle persone stringendosi intorno ai suoi familiari a dimostrazione di una città che sa accogliere e che fonda le sue radici sulla solidarietà e sul rispetto tra i popoli. Da Acerra parte un segnale preciso: no alla violenza, in qualsiasi forma, a maggior ragione nello sport e nel tifo, che è sì passione, campanilismo, identità e appartenenza, ma è soprattutto riconoscenza e condivisione dei valori educativi di lealtà e rispetto La vita vince sempre sulla violenza”.

Sant’Anastasia, scoprono serra per la marijuana nel giardino di casa e lo arrestano

Sant’Anastasia: Una serra in giardino per la marijuana. Carabinieri arrestano 35enne Una serra costruita ad hoc per della marijuana a chilometro zero quella che hanno trovato a Sant’Anastasia i carabinieri della locale stazione. I militari perquisiscono l’abitazione di Antonio Capone, 35enne del posto già noto alle forze dell’ordine. Nel giardino di casa una serra perfettamente progetta. Un sistema di illuminazione temporizzato e ventole di areazione proteggono 6 piante di marijuana alte tra il metro e 40 e il metro e 70. Durante la perquisizione, però, i carabinieri trovano anche altra droga. Altri 800 grammi di infiorescenze della stessa sostanza già pronti e altri 3 chili e 300 grammi di marijuana pronti per a fase finale dell’essiccazione. Il 35enne viene arrestato. L’uomo deve rispondere di detenzione di droga a fini di spaccio

“Fanno il deserto e lo chiamano pace”. Una frase antica, di grande e drammatica attualità

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Racconta Tacito nell’ “Agricola” che la pronunciò Calgaco, arringando i Caledoni scesi in guerra contro i Romani che, guidati da Agricola, suocero di Tacito, cercavano di conquistare anche le regioni settentrionali della Britannia. La pronunciò prima della battaglia del monte Graupio, nell’odierna Scozia, una battaglia combattuta nell’ 84 d. C. (secondo qualche studioso nell’ 83) . e vinta dai Romani. La tragedia di Gaza e le dichiarazioni di Trump hanno ricordato a molti il “giudizio” di Calgaco. Correda l’articolo una foto di Gaza.

Credo che nessuna “scena” possa illuminarci sulla storia vera di questi nostri giorni meglio del discorso che Trump ha tenuto alla Knesset: ora, gli tocca veramente il Nobel per la Pace: tocca a lui, e perché no ?, anche a Nethanyau, che non a caso si chiama Beniamino. Leggiamo qualche parola di Trump: Produciamo le migliori armi del mondo, e ne abbiamo molte. E, a dire il vero, ne abbiamo fornite parecchie a Israele. Bibi (Netanyahu) mi chiamava spesso: “Puoi procurarmi quest’arma, quell’arma, quell’altra arma?”. Alcune non le avevo nemmeno mai sentite nominare, Bibi, ma le abbiamo fatte. [risate] E le abbiamo mandate lì, vero? E sì, sono le migliori. Sono davvero le migliori. E voi, beh, avete saputo usarle. Servono anche persone che sappiano [ride] come utilizzarle, e voi lo avete fatto in modo eccellente. Avete reso Israele forte e potente, e questo, in definitiva, ha portato alla pace. È stato questo a portare alla pace.”

Il premio “Strega” per la letteratura lo darei a una signora italiana che dirige l’Ufficio Stampa della Rai, la quale signora ha detto che non esiste nessuna prova del fatto che gli Israeliani “hanno mitragliato civili inermi”. Con una sola frase questa signora ha scritto un romanzo. Ora mi aspetto che qualche intellettuale “televisivo” ci sveli che a Gaza i palestinesi in questi mesi si sono divertiti e che il vero problema è che sono tutti ingrassati, altro che fame…. Ma lasciamo stare. Alice Bonandini ha raccontato, seguendolo passo passo, il percorso che la frase di Calgaco ha fatto nella storia della cultura e ha sottolineato le interpretazioni che ne diedero, tra gli altri, Erasmo, Spinoza, Rousseau, Byron. Qualche studioso ha osato perfino dichiarare che Tacito condivideva il giudizio di Calgaco sull’imperialismo Romano: ma basta leggere, subito dopo l’arringa di Calgaco, il discorso che Agricola tiene ai legionari Romani, e basta ricordare che Agricola era suocero di Tacito, per capire che questa “lettura” di Tacito antimperialista è assolutamente infondata.

Il 17 marzo 1945, sul giornale “La Stampa”, allora controllato dalla Repubblica Sociale Italiana, fu pubblicato un articolo assai duro contro il comportamento degli anglo- americani nei territori in cui il regime fascista già era stato spazzato via: “Affamatori, locuste, ecc., tutti li potrete trovare i termini che vi definiscono gli anglo-americani. Promisero radiofonicamente dovizia di pane bianco e non lasciano ai nostri fratelli che un po’ di pane nero; prospettarono la felicità e ammanniscono la desolazione; ventilarono l’agiatezza e arrecano la miseria. Ovunque fanno il deserto e lo chiamano pace.” Scrive la Bonaldini che “il caso senz’altro più noto e importante di impiego della “sententia” tacitiana come slogan è la grande manifestazione nazionale contro la guerra del Vietnam che si tenne a Firenze il 23 aprile 1967 e che fu organizzata dall’Unione Goliardica Italiana. Sul manifesto ufficiale – che, come le fotografie dell’epoca testimoniano, venne riprodotto in numerose copie e portato in corteo – campeggia la frase «hanno fatto il deserto e lo hanno chiamato pace», esplicitamente presentata come una citazione di Tacito.”.

La “sentenza” di Calgaco venne citata il 18 marzo 1968 da Robert Kennedy nel discorso che tenne davanti a migliaia di studenti della “Kansas State University” e nel quale sferrò un durissimo attacco contro il comportamento “imperialistico” tenuto dall’ amministrazione del presidente Lyndon Johnson nella guerra del Vietnam. Due giorni prima egli aveva annunciato la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. Il 5 giugno Robert Kennedy comunicò di aver vinto le primarie presidenziali democratiche per la California e poche ore dopo venne ucciso da un immigrato giordano-palestinese. Nel 1973 Papa Paolo VI citò “la sentenza” di Calgaco nel suo messaggio per la “Giornata mondiale della pace”, ricordando, ancora una volta, che la Chiesa è autentica interprete dei valori della pace: “La pace, si sussume, può egualmente sopravvivere e convivere in qualche misura anche nelle più sfavorevoli condizioni del mondo. […] Ma è questo residuo di vitalità che possiamo dire vera pace, ideale dell’umanità? È questa modesta e prodigiosa capacità di ricupero e di reazione, è questo disperato ottimismo che può placare la suprema aspirazione dell’uomo all’ordine e alla pienezza della giustizia? Chiameremo pace le sue contraffazioni? “Ubi solitudinem faciunt pacem appellant.”

(fonte foto: rete internet)

Muoiono sull’Asse Mediano tra Acerra e Pomigliano, 3 morti: lo strazio della famiglia

Sull’Asse Mediano, nella notte tra l’1 e il 2 ottobre, c’è stato un incidente che ha portato la morte di 3 ragazzi giovanissimi

L’evento drammatico si è verificato sulla Strada Statale 7 Bis, sul tratto che collega il centro commerciale Vulcano Buono alle uscite di Acerra e Pomigliano D’Arco.

Le vittime dell’incidente stradale sono 3 ragazzi di origine ucraina che risiedevano in Italia, nella provincia di Napoli: Kirill Maksiuta, 23 anni, di Casavatore; Masha, 19 anni, di Afragola; il più piccolo, Yarik, 18 anni, di Pomigliano D’Arco.

Stando ad una prima ricostruzione, la vettura sulla quale viaggiavano i 3 ragazzi, una Renault Scenic, si sarebbe scontrata con una Bmw, condotta da un’altra persona.

La dinamica dell’impatto è ancora da accertare, intanto la magistratura ha aperto un fascicolo per accertare la causa e le eventuali responsabilità.

Sul posto sono prontamente intervenute le forze dell’ordine per effettuare i rilievi e tutte le operazioni del caso.

Le vittime, Kirill, Masha e Yarik, erano dei bravi ragazzi, conosciuti e ben voluti dalla comunità della provincia di Napoli, dove vivevano e lavoravano.

La prematura scomparsa dei ragazzi ha avuto un grande impatto sulla comunità, che li ricordano con grande affetto e dolore.

Tanti sono i messaggi di cordoglio e vicinanza per le famiglie delle vittime e si spera che la giustizia faccia il suo corso.

Il messaggio unanime delle persone che li conoscevano  è di ricordarli con rispetto e amore: “La memoria di questi ragazzi merita rispetto e riconoscenza”.

I funerali dei ragazzi si terranno il giorno 16 ottobre 2025 alle ore 14:00 alla Chiesa della Santissima Misericordia, Piazza Ciampa-Afragola.

Nola: Ospedale, via libera ai lavori

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Voto unanime in consiglio comunale anche per l’acquisizione di un immobile confiscato alla camorra Il sindaco Andrea Ruggiero: “Tutto in tempi record per migliorare la qualità della vita dei cittadini” Il Consiglio comunale di Nola ha approvato all’unanimità due importanti provvedimenti destinati ad avere ricadute significative sulla città e sull’intero territorio nolano: l’autorizzazione ai lavori di adeguamento funzionale e impiantistico del presidio ospedaliero “Santa Maria della Pietà” e il trasferimento al patrimonio comunale di un immobile confiscato alla criminalità organizzata. Il primo intervento riguarda il rilascio del permesso di costruire in deroga ai sensi dell’art. 14 del DPR 380/2001, che consentirà l’avvio dei lavori di ristrutturazione e potenziamento degli spazi del nosocomio nolano, con particolare riferimento al reparto di emodinamica, all’obitorio e al deposito della farmacia. I lavori, oltre a migliorare l’accessibilità e la qualità dei servizi offerti, porteranno anche a un aumento dei posti letto disponibili e all’introduzione di nuovi servizi per i cittadini, rafforzando il ruolo strategico dell’ospedale che è riferimento per l’intera area e che sorge su un territorio densamente interessato da insediamenti produttivi ed importanti arterie stradali. “Il Consiglio comunale esercita in questo caso un potere derogatorio previsto dalla legge – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Pasquale Petillo – in nome di un interesse pubblico primario: migliorare l’accessibilità, l’efficienza e la qualità dei servizi offerti da un presidio ospedaliero che serve un bacino di utenza superiore a 500 mila abitanti. È un passaggio concreto che guarda alla salute dei cittadini e alla modernizzazione delle nostre strutture sanitarie.” Il secondo provvedimento riguarda il trasferimento al patrimonio comunale di un immobile nel centro storico, oggetto di confisca alla criminalità organizzata. Dopo un complesso iter tecnico-amministrativo, l’immobile è stato liberato e potrà ora essere destinato a finalità sociali. “È un risultato di grande valore simbolico e civile – ha dichiarato l’assessore al Patrimonio Cinzia Trinchese – perché segna la trasformazione di un bene appartenuto alla criminalità in una risorsa per la comunità. Questo edificio, restituito alla collettività, potrà diventare sede di progetti e servizi sociali a favore delle fasce più fragili, affermando un principio di legalità che si traduce in opportunità concrete.” Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Nola Andrea Ruggiero, che ha sottolineato il significato strategico delle due delibere approvate: “Si tratta di scelte che guardano al futuro di Nola e del suo territorio ed è per questo che sono state caratterizzate da tempi più che record. Da un lato, potenziamo un presidio sanitario essenziale per centinaia di migliaia di cittadini, con più posti letto e nuovi servizi che renderanno l’assistenza più moderna e capillare e dall’altro restituiamo un bene alla città trasformandolo in strumento di inclusione e giustizia sociale”. “Inoltre – ha aggiunto il primo cittadino – per quanto riguarda la farmacia dell’ospedale, attualmente trasferita in via San Francesco, ci stiamo già adoperando per individuare una soluzione più adeguata e funzionale, capace di garantire servizi più efficienti ai cittadini. Sono due azioni coerenti con la nostra idea di amministrazione: concreta, orientata al bene comune e capace di costruire legalità e sviluppo.”

Operazione della polizia ad Acerra, nel mirino 11 con precedenti

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ACERRA – Prosegue senza sosta l’attività di prevenzione e controllo del territorio da parte della Polizia di Stato. Nella giornata di ieri gli agenti del Commissariato di Acerra, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno condotto un servizio straordinario di pattugliamento finalizzato a contrastare fenomeni di illegalità diffusa e garantire maggiore sicurezza ai cittadini. L’operazione, pianificata nell’ambito delle direttive della Questura di Napoli, ha interessato diverse zone del centro cittadino e delle periferie, con posti di controllo lungo le principali arterie stradali e verifiche mirate nei luoghi di maggiore aggregazione. Durante le attività sono state identificate 70 persone, di cui 11 risultate con precedenti di polizia, e controllati 35 veicoli tra auto e motocicli. Gli agenti hanno inoltre effettuato controlli amministrativi nei confronti di esercizi commerciali e verifiche sul rispetto del codice della strada, con particolare attenzione alla guida in stato di ebbrezza, alla circolazione di veicoli privi di assicurazione e alla presenza di eventuali situazioni sospette. La presenza rafforzata delle pattuglie sul territorio ha avuto anche un effetto deterrente nei confronti di episodi di microcriminalità e di comportamenti incivili, spesso segnalati dai residenti nelle ultime settimane. Le operazioni di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni, con nuovi interventi programmati in tutta la zona di competenza del Commissariato di Acerra, nell’ottica di una costante attività di prevenzione e contrasto alle condotte illecite. Un impegno quotidiano, quello della Polizia di Stato, volto a garantire sicurezza, legalità e tranquillità per tutti i cittadini.

Incidente Vulcano Buono, Pasquale non ce l’ha fatta

L’operaio Pasquale Fiore Illecito, a seguito di un incidente sul lavoro al Vulcano Buono, non ce l’ha fatta dopo 7 giorni di ricovero

L’incidente è avvenuto il 7 ottobre nel centro commerciale Vulcano Buono di Nola. L’uomo era originario di Lucera, in provincia di Foggia e regolarmente assunto.

Mentre lavorava all’interno del locale, è caduto da una impalcatura e, dopo 7 giorni di ricovero all’Ospedale del Mare, non ce l’ha fatta ed è deceduto ieri 13 ottobre.

La salma è stata sequestrata per eseguire l’autopsia ed è stata trasportata all’obitorio del Policlinico Federico II di Napoli, nel reparto di medicina legale.

Pasquale, 53 anni, era un operaio esperto nel suo campo ed era stato assunto regolarmente da un’azienda del posto che eseguiva dei lavori in un negozio del centro commerciale.

Quest’ultimo è estraneo a tutta la vicenda e la dinamica è ancora da chiarire.

L’incidente è accaduto il 7 ottobre scorso intorno alle 5:00 e sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Nola per iniziare le indagini.

Sul posto sono stati eseguiti i rilievi e raccolte le prime testimonianze. Non è da escludere la visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza disposte nel

centro per aiutare le indagini.

Stando alle prime ricostruzioni, l’uomo stava montando uno scaffale all’interno del negozio quando, per motivi ancora ignoti, avrebbe perso l’equilibrio e sarebbe caduto da 2 metri e mezzo di altezza per poi battere la testa.

Subito sono intervenuti i soccorsi, con un’ambulanza che lo ha trasportato prima all’Ospedale di Nola e poi all’Ospedale del Mare di Ponticelli.

Qui è rimasto per circa una settimana e, nonostante gli interventi per salvargli la vita, è deceduto nella giornata di ieri.