Pomigliano d’Arco: la Fiamma Olimpica fa tappa nello stabilimento Stellantis

Partita da Roma il 6 dicembre, la Fiamma Olimpica è stata accolta a Pomigliano d’Arco da una selezione di dipendenti che ha corso e trasportato la Fiamma attraverso la sede produttiva tra momenti di animazione dedicati ai presenti. La Fiamma Olimpica ha fatto tappa, ieri, 27 dicembre, nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco (Napoli), dove Alfa Romeo produce il C-Suv Tonale, con una tedofora d’eccezione, Stefania Belmondo, ex fondista italiana che ha inaugurato e terminato l’evento passando il testimone ad una selezione di dipendenti scelti per l’occasione. Alfa Romeo, è infatti Official Partner del Viaggio della Fiamma Olimpica e, fanno sapere dall’azienda, ne condivide i valori essenziali di passione, sportività e tecnologia che ha voluto celebrare con un’edizione di Junior e Tonale dedicata alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026 con equipaggiamenti esclusivi, look esterno e interno specifici ai vertici della gamma con interventi mirati per accrescerne ulteriormente il carattere sportivo e il fascino di un design riconoscibilmente Alfa Romeo. A fare gli onori di casa, Stefania Belmondo ex fondista italiana e una delle atlete più titolate della storia della disciplina, con dieci medaglie Olimpiche e tredici iridate, totalizzando anche 24 vittorie in gare di Coppa del Mondo che la rendono l’italiana più vincente di sempre nel circuito mondiale. L’ex atleta ha inaugurato e concluso l’evento portando la sua testimonianza personale e condividendo con i dipendenti dello stabilimento l’emozione di rappresentare lo spirito Olimpico. In qualità di Automotive Premium Partner di Milano Cortina 2026, i brand italiani di Stellantis Alfa Romeo, FIAT, Lancia e Maserati metteranno a disposizione di Milano Cortina 2026 circa 3.000 veicoli, oltre la metà elettrificati, a supporto di atleti, volontari, staff e federazioni.

Parlati meglio, vivi meglio: la comunicazione efficace come motore dei tuoi obiettivi

Ogni anno ci promettiamo che andrà diversamente: più disciplina, più coraggio, più risultati. Poi, tra mail, imprevisti e stanchezza, i buoni propositi evaporano. La verità è che spesso non ci manca la volontà, ma la competenza comunicativa: con noi stessi e con gli altri. E’ il motivo che mi spinge oggi, a pochi giorni dal nuovo anno, a offrire ai miei amati lettori, una chiave di utilizzo strategico della comunicazione al fine della realizzazione. La comunicazione non è solo ciò che diciamo nelle riunioni o sui social. È il dialogo silenzioso che abbiamo ogni giorno con la nostra mente: come ci parliamo quando sbagliamo, quando rimandiamo, quando abbiamo paura. E questo dialogo interno può diventare il più potente alleato… o il peggior sabotatore.

La comunicazione con se stessi: la prima soft skill di successo

Le parole che usi dentro di te creano il tuo “clima mentale”. Dire “Non ce la farò mai” o “È troppo tardi per me” non è neutro: è un messaggio che il cervello registra e poi conferma con i fatti. Comunicare efficacemente con se stessi significa: – scegliere parole che responsabilizzano, non che colpevolizzano; – trasformare il “tutto o niente” in passi concreti; – sostituire il giudizio con la curiosità. Esempi pratici: – Invece di: “Sono inconcludente, non porto mai a termine nulla.” Prova con: “Finora ho faticato a portare a termine i miei progetti. Cosa posso fare di diverso, a partire da oggi?” – Invece di: “È troppo difficile per me.” Prova con: “È una sfida grande. Di cosa ho bisogno per renderla alla mia portata?” Questa non è “frase motivazionale”: è “pulizia mentale”. Cambia il focus da “sono sbagliato” a “posso imparare”. Comunicazione efficace come strategia di automotivazione La motivazione non è un colpo di fulmine, è un dialogo continuo. Se ogni giorno ti ripeti che non vali abbastanza, stai facendo un “marketing negativo” verso te stesso. Puoi usare la comunicazione in modo strategico per: – Ancorare i tuoi obiettivi a un perché chiaro “Devo dimagrire” diventa: “Voglio avere più energia per giocare con i miei figli / sentirmi più libero nel mio corpo.” – Rendere concreti i desideri “Vorrei cambiare lavoro” diventa: “Entro marzo aggiorno il CV, entro aprile mando 10 candidature mirate.” – Gestire le ricadute “Ho fallito di nuovo” diventa: “Ho avuto una ricaduta. Cosa mi insegna su come organizzarmi meglio la prossima volta?” Ogni volta che cambi il modo in cui “formuli” un pensiero, cambi anche il modo in cui ti muovi, ti dirigi in modo più utile, verso il tuo obiettivo.

Parlare meglio con gli altri per realizzare i propri sogni

Nessun obiettivo importante si realizza davvero in solitudine. Prima o poi hai bisogno di: – chiedere aiuto; – fissare confini; – negoziare tempi, risorse, supporto.

La comunicazione efficace diventa allora una soft skill di trasformazione:

– Invece di:   “Nessuno mi capisce / mi sostiene.” Prova con:   “Ho bisogno di dirti di cosa ho davvero bisogno.” – Invece di:   “Non ho tempo per il mio progetto.” Prova con:   “Da gennaio ho bisogno di ritagliarmi due sere a settimana per questo progetto. Possiamo riorganizzare insieme?” – Invece di:   “Il mio capo non mi valorizza.” Prova con:   “Vorrei confrontarmi sui miei obiettivi di crescita: posso mostrarti i risultati di quest’anno e proporti alcuni prossimi passi?” Comunicare bene con gli altri non è solo parlare “bene”:  è saper formulare richieste chiare, dire no senza sensi di colpa, condividere cosa ti sta a cuore senza aggredire né compiacere. Tre micro-azioni comunicative per iniziare subito Da oggi fino all’ingresso del 2026, puoi iniziare così:
  • Riscrivi un obiettivo in modo comunicativamente efficace
Dal vago (“Voglio rimettermi in forma”) allo specifico (“Da febbraio cammino 30 minuti 3 volte a settimana”).
  • Cambia un’auto frase tossica al giorno
Ogni volta che ti dici “Non sono capace”, correggiti subito: “Non sono ancora capace, ma posso imparare questo pezzo.”
  • Fai una richiesta esplicita a qualcuno
Niente sottintesi: formula un bisogno concreto, con un tono calmo e rispettoso. Sono gesti piccoli, ma ripetuti nel tempo cambiano la direzione del tuo anno.
E adesso il mio augurio per il 2026: che le tue parole aprano strade!
Ti auguro che il 2026 non sia “un altro anno pieno di buoni propositi”, ma il primo anno in cui scegli consapevolmente come parlarti e come parlare al mondo. Che tu possa usare la comunicazione non per giudicarti, ma per spingerti in avanti; non per compiacere gli altri, ma per costruire relazioni sane; non per riempire silenzi, ma per dare forma ai tuoi sogni. Che il nuovo anno ti trovi con parole più gentili, obiettivi più chiari e conversazioni più vere. Perché quando la comunicazione cambia, la vita segue. Simona Letizia Ilardo

Casalnuovo, incendia sterpaglie e minaccia di morte cronista che lo riprende: “Brucio te e l’auto”

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Un grave episodio si è verificato nella giornata di ieri a Casalnuovo di Napoli, dove un uomo intento a incendiare sterpaglie lungo il bordo della strada ha minacciato di morte un giornalista che lo aveva invitato a smettere, denunciando il pericolo per la pubblica incolumità.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo stava dando fuoco a vegetazione secca utilizzando del liquido infiammabile, in un punto particolarmente delicato della carreggiata, dove transitavano auto e pedoni. Le fiamme, alimentate dal vento, si sono spinte fino ai margini della strada, creando una situazione di serio rischio per chi passava in quel momento.

Il giornalista Gaetano Fioretti, notando la pericolosità della scena, si è avvicinato chiedendo all’uomo di interrompere l’azione, proprio per evitare incidenti. La risposta, però, è stata immediata e violenta: l’uomo avrebbe minacciato il cronista dicendogli «vattene, altrimenti incendio anche te e la tua auto».

Nonostante l’intimidazione, Fioretti ha deciso di documentare quanto stava accadendo, iniziando a riprendere la scena con il telefono. Anche durante le riprese, l’uomo avrebbe continuato a reiterare le minacce, senza interrompere l’azione incendiaria.

Il filmato è stato successivamente consegnato ai carabinieri della stazione di Casalnuovo, presso i quali il giornalista ha formalizzato una denuncia per minacce. Le immagini rappresentano un elemento importante per chiarire l’accaduto e per l’identificazione del responsabile.

L’episodio riaccende l’attenzione sul problema degli incendi di sterpaglie, una pratica pericolosa e illegale che mette a rischio l’ambiente, la sicurezza stradale e l’incolumità delle persone. Allo stesso tempo, solleva un tema delicato legato alla tutela dei giornalisti, sempre più spesso esposti a intimidazioni mentre svolgono il proprio lavoro di informazione e denuncia sul territorio.

Sull’accaduto sono ora in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine.

Scisciano, assalto al bancomat nella notte: fatto esplodere l’ATM di una banca

Scisciano, assalto al bancomat nella notte: fatto esplodere l’ATM di una banca Paura nella notte a Scisciano, dove ignoti hanno messo a segno un violento assalto a uno sportello bancomat. L’episodio si è verificato lungo via Ferrovia, dove i malviventi hanno fatto esplodere l’ATM di una banca, riuscendo a portar via una somma di denaro ancora in fase di quantificazione. L’esplosione, avvenuta nelle ore notturne, ha svegliato numerosi residenti della zona, che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Fortunatamente, non si registrano feriti né tra i passanti né tra i residenti delle abitazioni vicine, anche se i danni materiali risultano evidenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione locale, affiancati dai militari del Nucleo Operativo di Nola, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e ad avviare i primi accertamenti. I rilievi tecnici sono stati affidati al Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, incaricato di ricostruire l’esatta dinamica dell’assalto e di raccogliere elementi utili alle indagini. Secondo le prime informazioni, l’azione sarebbe stata rapida e ben organizzata, con l’utilizzo di materiale esplosivo per scardinare lo sportello automatico. Non è escluso che il colpo sia stato messo a segno da una banda specializzata, già responsabile di episodi analoghi registrati nelle ultime settimane in diversi comuni della provincia. Le indagini sono ora concentrate sull’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona e su eventuali testimonianze. Gli investigatori stanno cercando di risalire ai responsabili, che al momento risultano ancora ignoti.

Cercola, Christmas Wine Art Fest: convegno, musica e degustazioni enogastronomiche

riceviamo e pubblichiamo   Domani, domenica 28 dicembre, alle ore 17.30, nel Teatro Comunale di Cercola (in Viale dei Platani), si terrà il “Christmas Wine Art Fest”, un appuntamento organizzato da Comune di Cercola, Irvat e Mavv – Wine Art Museum con il contributo della Città metropolitana di Napoli, che unirà momenti di dibattito e di spettacolo nel segno delle eccellenze enogastronomiche della Campania. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Cercola, Biagio Rossi, del presidente del Parco nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, e del presidente dell’Irvat, Ciro Costagliola, si terrà il convegno “I Pat dell’area Vesuviana: valorizzazione, tutela e salute” al quale prederanno parte: Gianni Cicia (dipartimento di Agraria dell’Università Federico II), Annamaria Colao, (chairwoman della Cattedra Unesco Salute e Sviluppo sostenibile), Teresa Del Giudice (dipartimento di Agraria dell’Università Federico II),  Christian Cutino ed Emilia Di Girolamo (EcoDigital Campania) e Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde. Interverranno, inoltre, Eugenio Gervasio (presidente Mavv), Dario Duro (Amira Campania), Toti Lange (Accademia partenopea del Baccalà), Oscar Leonessa (Gruppo Leonessa) e Giovanni Molinari (Founder di Campania da Vivere). Al termine del dibattito, che sarà moderato dal giornalista Antonio Vastarelli, verranno consegnati i riconoscimenti premio Mavv “In Vino Veritas” a Biagio RossiRaffaele De LucaGianni CiciaTeresa Del Giudice e Dario Duro,  personalità che si sono distinte per la promozione e valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche. Seguirà un brindisi per i 50 anni dalla fondazione di Irvat (l’istituto per la valorizzazione dei prodotti regionali) con il presidente Ciro Costagliola e il vicepresidente Eugenio Gervasio. Alle ore 20, inoltre, andrà in scena lo spettacolo “VinCantium by Mavv” con il Mezzosoprano Alessandra Della Croce, il tenore Pop Sabba e il pianista Antonio Di Costanzo (direzione artistica a cura del Teatro Ricciardi). Al termine del concerto, che sarà presentato da Monica Russo, ci sarà un momento di convivialità con degustazione delle eccellenze del territorio.

A Mariglianella arrivano “I Cortili di Natale”

Riceviamo e pubblichiamo Il Natale si tinge di tradizione a Mariglianella con l’evento “I Cortili di Natale”, promosso dall’Amministrazione Comunale e finanziato dalla Regione Campania, che si terrà Domenica 28 dicembre, a partire dalle ore 19,00. L’iniziativa rappresenta un’occasione per animare il centro storico della cittadina dell’Agro-Nolano, sulle cui strade, fino a pochi decenni orsono, si aprivano numerosi cortili ove si svolgeva la vita quotidiana degli abitanti locali. Lungo via Parrocchia, dove si affacciavano quei portoni e cortili, sarà allestito un emozionante percorso con artisti di strada, che si esibiranno presso diverse postazioni predisposte per l’occasione. Saltimbanchi, giocolieri, mangiafuoco e maghi animeranno la serata in occasione delle festività natalizie. Per tutti i partecipanti sarà possibile, inoltre, degustare gratuitamente alcuni assaggi di piatti della tradizione rurale rivisitati per l’occasione. A conclusione della serata vi sarà, infine, il concerto di Gianni Mobilya e la sua Tammurriata Band, presso Piazza Municipio. La partecipazione all’evento è gratuita. “I Cortili di Natale” è un nuovo modo per vivere insieme le festività e riscoprire il senso di comunità grazia ad un’iniziativa pensata per divertire e appassionare tutta la comunità di Mariglianella e non solo.

Nola, in piazza Marconi arriva “Il Natale delle Meraviglie… Dolci Parole, Dolci Sapori”

Riceviamo e pubblichiamo
La magia del Natale scende in piazza e avvolge Nola in un abbraccio fatto di sogni, sorrisi e meraviglia. Domenica 28 dicembre, a partire dalle ore 11, piazza Marconi diventerà il cuore pulsante di un evento capace di parlare al cuore di grandi e piccoli: “Il Natale delle Meraviglie… Dolci Parole, Dolci Sapori”, l’iniziativa firmata dall’Associazione culturale SCENART, presieduta dalla giornalista Autilia Napolitano, con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli.
Un progetto che nasce per celebrare lo spirito più autentico del Natale e delle festività, quello fatto di condivisione, fantasia e calore umano. Un appuntamento pensato in primo luogo per i bambini, ma capace di coinvolgere intere famiglie, riportando tutti a quel tempo sospeso in cui basta poco per sentirsi felici.
A rendere ancora più speciale la mattinata sarà una coloratissima Parata di mascotte pronta ad animare la piazza con personaggi amatissimi, musica, sorrisi e momenti di pura gioia. Un viaggio incantato tra dolci emozioni e sapori simbolici, dove ogni dettaglio è pensato per regalare stupore e leggerezza.
«Il Natale è il tempo delle meraviglie, ma soprattutto delle relazioni – dichiara la presidente di SCENART, Autilia Napolitano –. Con questo evento abbiamo voluto creare uno spazio di bellezza e semplicità, dove i bambini possano sognare e gli adulti possano ritrovare lo stupore perduto. Dolci Parole, Dolci Sapori è un messaggio d’amore alla città, un invito a rallentare, a guardarsi negli occhi e a riscoprire il valore dello stare insieme».
Un’iniziativa che riflette pienamente il mood natalizio, trasformando una piazza in un luogo dell’anima, dove la festa diventa racconto, emozione condivisa, memoria da custodire.

Un capolavoro di Caravaggio, “La natività”, venne rubato a Palermo. Dalla mafia? Forse

Il quadro di Caravaggio, “Natività tra i Santi Francesco e Lorenzo” (cm. 268 x 197), i ladri lo portarono via dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo nel 1969. Era un’opera geniale, non solo per la tecnica prodigiosa dell’autore, ma anche perché dava, del tema della “Natività”, una versione originale. La strana storia del parroco che confessò di essere stato contattato da uno dei boss più famosi della mafia siciliana, Gaetano Badalamenti. Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969 – a Palermo è una notte piovosa – due uomini, “dopo aver fatto saltare la stanca serratura con un coltello” entrano nell’ Oratorio di San Lorenzo, scorniciano con una lametta la “Natività” di Caravaggio, arrotolano la tela e la portano via, su una motoape: “in un’atmosfera da Grisbi alle sarde” scrisse Marco Cicala (Venerdì di Repubblica,4 dicembre 1969). Luca Scarlini, autore del libro “Il Caravaggio rubato. Mito e cronaca di un furto”, dice chiaramente che la ricostruzione ufficiale del furto è in certi punti contraddittoria e fiacca: insomma, è come la serratura dell’Oratorio, che Cicala definisce “stanca” e Scarlini “difettosa, invalida e zoppa”. Vincenzo Scuderi, Sovrintendente alle Belle Arti di Palermo, informato del furto, dichiarò che “se l’aspettava, una sorpresa” di tal genere, e sull’ “Ora”, giornale palermitano, la notizia della “sorpresa” fu data e aspramente commentata da Mauro De Mauro, che l’anno dopo la mafia fece scomparire nel nulla. Del quadro hanno parlato mafiosi di vario taglio, e ognuno ha raccontato la sua verità. Il penultimo dell’elenco, Francesco Marino Mannoia, si accollò la responsabilità del furto e svelò che la tela era stata fatta a pezzi e gettata in un fiumiciattolo del Palermitano. Ma poi si vide che il Mannoia si confondeva con un’altra “Natività” trafugata, quella di Vincenzo da Pavia. Nel 2009 Gaspare Spatuzza raccontò una storia più colorata: negli anni ’80 la tela sarebbe stata affidata al clan dei Pullarà: nascosta in una stalla, sarebbe stata mangiata da topi e da maiali e infine distrutta dal fuoco. Nel 2001 il parroco dell’Oratorio di San Lorenzo raccontò di essere stato contattato da Gaetano Badalamenti il quale si impegnava a restituire il quadro in cambio di una consistente somma di danaro. Le autorità giudicarono poco attendibile la “confessione” del parroco e gli spiegarono che erano costretti, i giudici, ad accusarlo di connivenza con i mafiosi (la strana vicenda è stata ricostruita da “PalermoToday” in un articolo pubblicato il 25 settembre 2019) Non riesco a capire come in questo capolavoro qualcuno abbia trovato solo “soluzioni formali convenzionali” (Rodolfo Papa, Caravaggio- gli ultimi anni, 2004). Nemmeno i due animali sono convenzionali, perché sono stati dipinti – lo fece notare Roberto Longhi – con l’innovativa tecnica dei “semitoni ombrosi”. Pare convenzionale la disposizione in cerchio delle figure, ma vedremo che proprio questa soluzione serve a esprimere la nota più originale dell’opera.  A destra, in dalmatica, c’è San Lorenzo, a cui è consacrato l’Oratorio che ospitava il quadro; di fronte a lui prega un “eccezionale” San Francesco, raffigurato da Caravaggio più come il Capo dell’Ordine che come il Poverello di Assisi. Lorenzo e Francesco sono il simbolo di una Chiesa già diventata sistema: i segni della povertà si leggono solo nel vecchio che sta alla sinistra di San Francesco, e che è San Giacomo, forse, o forse fra Leone, compagno del Santo di Assisi. Dall’alto irrompe, nell’impeto di uno scorcio geniale, un angelo che ricorda l’angelo del “San Matteo nello Studio”. E’ radicale l’originalità figurativa della Sacra Famiglia. San Giuseppe è visto di spalle, e le sue gambe ci dicono che è molto più giovane di quanto permetta l’iconografia tradizionale (e infatti c’è chi crede che non sia Giuseppe). Egli indossa una giubba verde, di un verde che Longhi definì “elettrico”: la giubba è secentesca, e secentesco è il taglio dei capelli brizzolati: un taglio alla “ritrosa”, e cioè con un ciuffo che va in direzione opposta al resto della chioma. Questo San Giuseppe, insomma, è un vigoroso popolano della Roma di Caravaggio. Nella rappresentazione di Maria come “donna del popolo” il pittore non si era mai spinto a usare schemi così sorprendenti: la spalla destra scoperta, la postura “abbandonata”, la rilassatezza delle mani, lo sguardo obliquo e remoto che Ella rivolge al Bambino, e prima ancora ai pensieri che Le ingombrano il cuore e la mente. Nell’ “Adorazione dei pastori” conservata a Messina   Caravaggio concentra sulla Madre e sul Figlio, stretto tra le braccia di Lei, gli sguardi luminosi dei personaggi che fanno gruppo a destra. Nel quadro palermitano, invece, gli occhi di Lorenzo sono immersi nell’ombra, Giuseppe e fra Leone si guardano, e forse si parlano, e il cerchio intorno al Bambino è piuttosto il perimetro di un vuoto: all’interno di esso, scrisse Roberto Longhi, il Bambino sta “miserando e abbandonato a terra” come “un guscio di tellina buttata”. Domenicani e Cappuccini consigliavano di mettere nei quadri della Natività una nota di malinconia, presagio della Crocifissione a cui era destinato il Neonato. Ma la “Natività” palermitana di Caravaggio è un quadro triste: non c’è festa, non c’è il calore urgente e sereno della luce che invece pervade “l’Adorazione” di Messina (immagine in appendice). Ci sono la meditazione della Madre, la riflessione di Lorenzo e la preghiera di Francesco: intorno al Bambino che, tutto immerso nello spazio del quadro, è quasi “estraneo” allo spettatore, si intrecciano domande tacite sulla misura del Mistero. Il Bambino è nato per farci “rinascere”: ma rinascere, pare che dica Caravaggio, è una operazione drammatica: per rinascere bisogna liberarsi di tutto il passato, lacerare con il dubbio metodico ogni certezza, rimettersi in discussione senza riserve.  L’anno che verrà è perfettamente uguale all’anno che si sta concludendo: il nuovo può stare solo dentro di noi, non starà mai nel calendario. Sky Arte ha ideato e finanziato una ricostruzione digitale del capolavoro rubato: e la ricostruzione, realizzata da “Factum Arte”, sta, già dal 2015, al posto del “Caravaggio” rubato.

A Saviano due appuntamenti di “Itinerari del Gusto e dell’Anima”

Riceviamo e pubblichiamo Saviano ospita due appuntamenti inseriti nel cartellone natalizio del progetto regionale “Itinerari del Gusto e dell’Anima – Cultura, natura e sapori nei borghi campani”, finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del Piano Strategico Cultura e Turismo 2025 e realizzato in forma intercomunale con Scisciano Comune capofila insieme a Saviano, Castello di Cisterna, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana e Camposano. Oggi, 27 dicembre, alle ore 19.00, nella parrocchia dell’Immacolata Concezione di corso Garibaldi, è in programma il Concerto di Natale, diretto da Antonello Cascone, con la voce di Elena Annunziata. Lunedì 29 dicembre alle ore 19.00, nella Congrega dell’Immacolata Sant’Erasmo, si terrà “Speranza”, dal racconto della Natività di Mikele Buonocore, un viaggio musicale e poetico tra nascita, fede e umanità. Le iniziative rientrano in un progetto condiviso che unisce Comuni legati da tradizioni e vocazioni comuni, con l’obiettivo di coinvolgere le comunità in un percorso culturale collettivo rivolto a tutti i target di popolazione e di costruire un’offerta natalizia diffusa capace di rendere più attrattiva l’intera rete territoriale. La direzione artistica del progetto è affidata a Vincenzo Pugliese.

Camposano Buskers Festival, il 27 e 28 dicembre la città diventa palcoscenico a cielo aperto

Riceviamo e pubblichiamo Il Camposano Buskers Festival degli Artisti di Strada torna con la sua terza edizione e si prepara ad animare la città nei giorni 27 e 28 dicembre, inserendosi nel cartellone della rassegna regionale “Itinerari del Gusto e dell’Anima – Cultura, Natura e Sapori nei Borghi Campani”, finanziata dalla Regione Campania nell’ambito del Piano Strategico Cultura e Turismo 2025. Il progetto è realizzato in forma intercomunale, con Scisciano Comune capofila, e coinvolge i Comuni di Saviano, Castello di Cisterna, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Camposano. Dopo il grande successo della seconda edizione, la magia degli artisti di strada torna protagonista, trasformando Camposano in un grande palcoscenico a cielo aperto. Il Festival si svolgerà tra Piazza Umberto I, Corso Vittorio Emanuele III e la Villa Comunale, cuore pulsante della città, che per due serate straordinarie si animerà di colori, musica e spettacolo. Artisti di strada, giocolieri, acrobati e musicisti daranno vita a performance coinvolgenti, capaci di stupire grandi e piccoli, creando un’atmosfera di meraviglia e condivisione. Un percorso gastronomico tra sapori e tradizioni accompagnerà il pubblico in un’esperienza completa, tra gusto, intrattenimento e socialità. Il Camposano Buskers Festival rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del periodo natalizio, un’occasione per vivere la città, ritrovarsi in famiglia e condividere momenti di festa in un contesto curato e accogliente. Tutti gli spettacoli sono gratuiti, con inizio a partire dalle ore 19:30. La direzione artistica è affidata anche quest’anno al giornalista, project ed event manager Donato Alfani, che firma un evento ormai riconosciuto come un appuntamento di riferimento nel panorama metropolitano. “Il Camposano Buskers Festival rappresenta il coronamento di un periodo festivo che abbiamo voluto costruire con grande cura e attenzione per il contesto urbano e per la qualità della vita dei cittadini. Camposano – dice il sindaco Francesco Barbato – si presenta come una città ordinata, pulita, green e sicura, illuminata da allestimenti scenografici che negli anni sono diventati una vera attrazione territoriale”. “Un lavoro costante che ha trasformato queste iniziative in una tradizione consolidata, capace di reggere il confronto con realtà più grandi e storicamente attrattive come Salerno o Gaeta. Crediamo fortemente che i cittadini abbiano il diritto di vivere il Natale e i momenti di festa in famiglia, in una cornice che infonda gioia, serenità e senso di comunità. Eventi come questo non sono solo intrattenimento, ma occasioni di crescita, identità e condivisione per tutta la città”.