Polizia in azione tra San Giorgio e San Sebastiano, fermati 23 con precedenti

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SAN GIORGIO A CREMANO – Nella serata di ieri, gli agenti del Commissariato di San Giorgio a Cremano, con la collaborazione del Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno effettuato un servizio di controllo nelle aree della “movida” di San Giorgio a Cremano e di San Sebastiano al Vesuvio.

Nel corso del servizio sono state identificate 123 persone, di cui 23 con precedenti di polizia, controllati 56 veicoli e contestate 5 violazioni del Codice della Strada.

 

Lavori straordinari e indifferibili alla condotta adduttrice che alimenta la Penisola Sorrentina e Capri

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Garantire la sicurezza e la continuità del servizio idrico nei comuni della Penisola Sorrentina e dell’Isola di Capri: è questo l’obiettivo dei nuovi interventi ai quali Gori sta già lavorando. L’Azienda, dopo aver verificato 33 chilometri di rete e sostituito numerosi dispositivi idraulici, a causa della vetustà delle infrastrutture, il prossimo 22 luglio darà inizio ai lavori per la sostituzione di un tratto della condotta adduttrice collocata in località “La Palombara”, nel comune di Castellammare di Stabia, e oggetto del guasto verificatosi lo scorso 20 giugno. L’opera prevede, tra le altre cose, la posa di una nuova tubazione lunga circa 50 metri, con un diametro di 60 centimetri.

La posizione impervia dell’infrastruttura, posta a circa 30 metri da terra, lungo il viadotto della strada statale 145, renderà necessario il coinvolgimento di 40 tecnici, 2 gru da 200 tonnellate, 3 piattaforme mobili, di cui una aerea da 14 metri di lunghezza, e l’uso di tecnologie avanzate. Il cronoprogramma dei lavori comprende, inoltre, un dettagliato piano degli approvvigionamenti e della distribuzione con lo scopo di garantire la ripresa del servizio in tempi ottimali.

Al fine di consentire il regolare svolgimento dei lavori è necessario sospendere il servizio idrico dalle ore 21:00 di lunedì 22 luglio alle ore 03:00 di mercoledì 24 luglio in alcune località dei seguenti comuni: Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento e Massa Lubrense. Per i comuni dell’Isola di Capri è stata disposta la sospensione del servizio nelle fasce orarie notturne. In seguito agli incontri svoltisi presso la Prefettura e presso l’isola di Capri, presieduti dal Prefetto di Napoli Michele di Bari, è stato inoltre disposto un piano eccezionale per la gestione del servizio idrico sostitutivo, fino al ripristino della normale erogazione. Il piano prevede il potenziamento del servizio di autobotti sulla terraferma e l’eventuale utilizzo di una nave dedicata al trasporto delle necessarie autobotti per l’isola di Capri.

In questa occasione è importante ricordare che l’acqua è un bene da salvaguardare ed è essenziale e improrogabile evitarne un uso improprio. Si invitano pertanto i cittadini ad utilizzare l’acqua potabile esclusivamente per esigenze alimentari e di igiene personale, evitando l’impiego della stessa per scopi irrigui, per il lavaggio di autovetture, per l’innaffiamento di cortili e giardini, nonché per ogni altro uso diverso da quello civile domestico e non strettamente necessario.

Per tutti gli aggiornamenti sulle zone interessate dalla mancanza d’acqua e sulla localizzazione del servizio idrico sostitutivo, si invita a consultare la pagina AVVISI ALL’UTENZA del sito goriacqua.com, in cui sono presenti le comunicazioni e i relativi aggiornamenti, pubblicati anche sulla pagina Facebook “Gori Acqua”. Tra gli strumenti comunicativi messi in campo, anche una mail a tutti gli utenti iscritti all’Area Clienti MyGori e l’affissione di locandine.

 

Gli interventi dei prossimi giorni sono assolutamente necessari per un radicale ripristino funzionale di quel tratto di condotta, e ringraziamo sin d’ora i cittadini per la collaborazione e la pazienza. Saremo presto al lavoro per il potenziamento del sistema di adduzione della Penisola Sorrentina e per il raddoppio della condotta sottomarina che alimenta l’isola di Capri. Questi interventi, progettati da Gori proprio con l’intento incrementare la resilienza dei sistemi di approvvigionamento, sono stati finanziati per 38 milioni di euro provenienti da fondi della Regione Campania e dal Programma Nazionale Infrastrutture Strategiche del Ministero dei Trasporti. Siamo certi che insieme a tutti gli enti competenti riusciremo a contrastare il rischio di altre future criticità, e per questo ringrazio in modo particolare il Prefetto di Napoli Michele di Bari per la sensibilità mostrata e per il supporto garantito nella gestione della scorsa emergenza” – sottolinea l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello.

 

Ospedale brasiliano gli chiede 350mila euro, pizzaiolo di Casalnuovo torna a casa con volo militare

CASALNUOVO – E’ tornato ieri in Italia, trasportato da un aereo dell’Aeronautica militare, il pizzaiolo di 32 anni, di Casalnuovo di Napoli, ricoverato dallo scorso aprile in Brasile dove si trovava per motivi di lavoro, in seguito ad una caduta che gli ha procurato lesioni alla colonna vertebrale. Il giovane, Raffaele De Simone, è stato ricoverato in terapia intensiva in un ospedale brasiliano che ha presentato alla sorella una parcella di circa 350mila euro, parte della quale potrà essere pagata grazie ad una raccolta fondi di solidarietà partita in questi mesi. E grazie alla solidarietà Raffaele è stato anche riportato in Italia: il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, informato della questione, ha infatti chiesto agli uffici regionali di provvedere al rimborso delle spese dell’equipe medica necessaria per il volo militare che da Rio de Janeiro ha trasportato il pizzaiolo a Roma per poi essere trasferito in una struttura sanitaria italiana di neurochirurgia per ricevere ulteriori cure.

“L’ospedale privato che ha curato mio fratello dal 24 aprile, ha presentato una fattura di oltre 350 mila euro – spiega Leandra De Simone, sorella di Raffaele – una cifra assurda per me che sono una semplice impiegata. Tutta questa storia è un incubo, ad aprile ci siamo ritrovati a dover interagire con uno Stato situato dall’altra parte del mondo ed una legislazione completamente diversa dalla nostra. Inizialmente mi sono sentita abbandonata mentre dall’ospedale mi dicevano che mio fratello non avrebbe superato la notte. Non ci siamo arresi ed abbiamo lanciato una campagna su Gofundme raccogliendo oltre 120 mila euro che sono stati di grande aiuto ma non basteranno, purtroppo, a coprire tutte le spese che abbiamo avuto e a cui andremo incontro. Devo dire che tutte le persone che vogliono bene a Raffaele mi hanno aiutato tantissimo economicamente e moralmente, di questo sono orgogliosa. Mio fratello è una persona che si fa volere bene da tutti ed in questa circostanza ha ricevuto tanto amore”.

A disposizione di Leandra e Raffaele, anche uno studio legale, Clg Legal Partners, degli avvocati Claudio Cerciello e Domenico La Gatta, che stanno lavorando per chiarire la dinamica dell’incidente. L’uomo, secondo le ricostruzioni, sarebbe infatti caduto da un muretto, ma i legali della famiglia, sottolineano che le attività di indagine continueranno per avere la certezza di quanto accaduto.

 

Nei pc della rete di pedofili video di abusi su neonati, 2 arresti

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Nell’ambito di una articolata attività d’indagine finalizzata al contrasto della pedopornografia online, la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di otto soggetti domiciliati nelle province di Napoli, Caserta, Avellino e Roma, indagati per detenzione di materiale pedopornografico.

Nel corso delle attività sono state effettuate ispezioni ed analisi informatiche dei telefoni degli indagati, che hanno consentito di acquisire significativi elementi probatori in merito al loro coinvolgimento nella condivisione online di video raffiguranti abusi sessuali in danno di bambini in tenera età, anche neonati, e che hanno portato – proprio per l’ingente quantitativo di materiale illecito detenuto – all’arresto in flagranza di due quarantottenni, uno di Napoli e l’altro di Avellino.

L’indagine, svolta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Campania della Polizia Postale su delega della IV Sezione – Fasce Deboli della Procura della Repubblica di Napoli, e con il coordinamento del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) di Roma, ha avuto origine da una segnalazione relativa a utenti italiani coinvolti nella detenzione e diffusione di materiale pedopornografico su un noto social network pervenuta tramite i canali di cooperazione internazionale di polizia.

Nonostante gli indagati, per restare anonimi, avessero creato profili social attraverso i quali porre in essere le condotte illecite, servendosi di caselle di posta elettronica aperte con dati fittizi e accedendo attraverso reti Wi-Fi “aperte” o intestate a terze persone, gli accertamenti e l’analisi di migliaia di connessioni effettuata dagli investigatori cibernetici ha consentito comunque di giungere alla loro identificazione.

Gli indagati sono da ritenersi non colpevoli fino a sentenza definitiva.

Finanza scopre laboratori clandestini di alcolici, 20 indagati e un arresto

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Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Udine, hanno concluso una complessa operazione che ha permesso di scoprire una pericolosa frode, basata sull’introduzione nel territorio nazionale di rilevanti quantitativi di alcol etilico di contrabbando, al fine di produrre illegalmente, all’interno di laboratori clandestini privi di ogni tipo di autorizzazione, bevande alcoliche tra cui whisky, grappe, limoncelli, gin, vodka, distillati e altri liquori.

Venti sono le persone ritenute responsabili di aver introdotto in Italia, tra il 2022 e il 2024, circa un milione di litri di alcol etilico importato dall’Est Europa, per un’accisa e un’I.V.A. evase pari a 11,5 milioni di euro.

I reati contestati agli indagati sono, a vario titolo, la sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa sulle bevande alcoliche, l’irregolarità nella circolazione di prodotti sottoposti ad accisa, l’alterazione di contrassegni dell’Amministrazione Finanziaria, la ricettazione, la contraffazione di marchi e di sostanze alimentari.

Nel corso delle indagini, condotte dai finanzieri del Gruppo di Treviso, sono stati sottoposti a sequestro preventivo 85.000 litri di alcol etilico, 2 autoarticolati, 3 laboratori clandestini per la produzione illegale di superalcolici, al cui interno sono state rinvenute tutte le attrezzature – come imbottigliatrici, etichettatrici, tappatrici – tipiche di aziende che, lecitamente e con tutte le autorizzazioni sanitarie e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, producono bevande alcoliche.

L’alcol etilico veniva prelevato dalla Polonia, dalla Slovenia e dalla Serbia e introdotto in Italia, principalmente attraverso il valico di Tarvisio, in provincia di Udine, spacciandolo per liquido igienizzante, biocida, lavavetri, disinfettante, ovvero con altri nomi di fantasia, destinandolo a volte a improbabili località d’oltreconfine, come Malta, al fine di eludere i controlli delle pattuglie delle Fiamme Gialle su strada, deputate alla verifica della natura e delle tipologie delle merci che fanno ingresso in Italia.

Le indagini hanno avuto origine nel gennaio 2023, allorquando, presso il casello autostradale di Venezia Est, importante punto di snodo della viabilità interregionale che, ogni anno, registra il transito, in sola uscita, di oltre 3,5 milioni di veicoli, di cui circa il 16% autoarticolati, in buona parte provenienti dalla cosiddetta “rotta balcanica”, è stato selezionato, per un controllo di routine, un mezzo che trasportava 26.000 litri di liquido disinfettante. In quella circostanza, non era sfuggito ai finanzieri trevigiani che la classificazione del prodotto come disinfettante era solo un espediente per evitare il ricorso alla stringente documentazione idonea alla circolazione dell’alcol etilico in ambito comunitario e, pertanto, introdurre, in evasione d’imposta, un rilevante quantitativo di alcol, su cui grava un’accisa pari a 10,3552 euro per litro.

A questo primo fermo ne è seguito un altro, durante un servizio notturno dell’aprile 2023, questa volta presso l’area di sosta autostradale di Roncade, in provincia di Treviso: in tale circostanza, il conducente aveva dichiarato di doversi recare a Malta e di trasportare 26.000 litri di liquido igienizzante, ma anche in questo caso il tentativo di eludere le indagini era stato reso vano dall’esperienza acquisita dai finanzieri in occasione del precedente sequestro.

Da allora, grazie al coordinamento dell’Autorità Giudiziaria di Udine, subentrata a quella di Treviso per ragioni di competenza territoriale, è partita un’intensa attività investigativa, basata su pedinamenti, appostamenti, videoriprese, analisi di tabulati telefonici, accesso alla banca dati V.I.E.S. (Vat Information Exchange System), ricorso a sistemi di monitoraggio satellitari, perquisizioni informatiche, domiciliari e aziendali, nonché sulla collaborazione giudiziaria e di polizia con le Autorità della Polonia, che ha permesso di ricostruire come gli indagati, tutti di nazionalità italiana, fatta eccezione per quattro polacchi, si procurassero il prodotto alcolico all’estero, camuffandolo come igienizzante e introducendolo nel territorio nazionale grazie a falsi documenti di trasporto.

Dopodiché, anche ricorrendo ad alcune società di logistica che lo stoccavano temporaneamente, lo facevano giungere presso i laboratori abusivi dove, infine, venivano prodotti i superalcolici, che venivano poi commercializzati al dettaglio con tanto di contrassegni falsi dell’Amministrazione Finanziaria e etichette riproducenti, in alcuni casi, marchi contraffatti di aziende inconsapevoli.

In particolare, seguendo gli spostamenti dei carichi di alcol e i movimenti degli indagati, i quali adottavano ogni tipo di cautela pur di eludere i controlli, sono state scoperte e sequestrate tre fabbriche clandestine di superalcolici:

– la prima, in provincia di Foggia, allestita in un capannone di 300 metri quadri, nel quale sono stati rinvenuti 10.500 contrassegni dei Monopoli di Stato contraffatti, pronti per essere apposti sui superalcolici, e tracce evidenti dello stesso prodotto alcolico sequestrato su strada in provincia di Treviso;

– la seconda, in provincia di Napoli, collocata in una falegnameria in disuso, dove i finanzieri hanno trovato cinque soggetti, intenti all’imbottigliamento e all’etichettatura di prodotti alcolici, oltre che al loro confezionamento per la  successiva distribuzione al dettaglio. In questo caso, il responsabile della fabbrica è stato tratto in arresto;

– la terza, in provincia di Caserta, predisposta in un immobile costruito senza permessi, in cui il prodotto alcolico veniva sottoposto a un processo chimico e a operazioni filtraggio, per eliminare alcune impurità attraverso l’utilizzo di carboni attivi, che avevano anche il fine di rendere cristallino l’alcol.

Nel corso delle indagini, sono state individuate 12 società di copertura, con sedi tra le province di Napoli, Caserta, Salerno, Roma, Milano, Foggia, utilizzate per simulare l’importazione dei prodotti igienizzanti, sottoposte a perquisizione dal Gruppo di Treviso con il supporto dei Reparti competenti per territorio.

Nel complesso, è stato ricostruito un flusso di un milione di litri di alcol, introdotti nel territorio nazionale in contrabbando.

Di fondamentale importanza si è rivelata la collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che ha periziato i falsi sigilli apposti sui superalcolici, e con il Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Venezia, che ha analizzato i campioni dei prodotti alcolici sottoposti a sequestro.

Sulle analisi chimiche si è poi espresso l’Istituto Superiore di Sanità – Dipartimento Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria, il quale ha attestato la presenza nelle bevande alcoliche di alcole isopropilico, glicole etilenico e metanolo, oltre le soglie massime stabilite per legge, con un potenziale rischio per la salute umana correlato a un consumo elevato, motivo per cui è stata contestata anche la contraffazione di sostanze alimentari.

La complessa operazione della Guardia di Finanza di Treviso, che ha comportato un particolare sforzo investigativo, se da un lato ha consentito di interrompere un pericoloso fenomeno fraudolento, che danneggiava non solo la salute dei consumatori, gli operatori onesti e il mercato dei superalcolici, dall’altro lato ha permesso di confermare l’importanza, per un efficace contrasto dei traffici illeciti, del controllo della viabilità primaria e secondaria del territorio regionale, attraverso un presidio costante di pattuglie su strada, anche in orari notturni e in giorni festivi, sulla scorta dell’analisi dei flussi veicolari maggiormente a rischio.

 

Accoltella giovane in piazza dopo lite, fermato minorenne

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Il 16 luglio 2024, la Polizia di Stato ha eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare in I.P.M. emessa dal GIP presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli nei confronti di D.S., di anni 17, gravemente indiziato del reato di lesioni gravissime.

La misura cautelare è stata emessa all’esito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli e condotte dal Commissariato di San Giorgio a Cremano in relazione ad una brutale aggressione, a colpi d’arma da taglio, avvenuta la notte dello scorso 25 maggio nel comune di San Sebastiano al Vesuvio (NA) ai danni di un diciannovenne.

Nell’occasione, a seguito di un diverbio scaturito da futili motivi avvenuto in piazza Raffaele Capasso a San Sebastiano al Vesuvio (NA), luogo di ritrovo di numerosi giovani, la vittima era stata raggiunta dall’indagato, insieme al complice maggiorenne, ove lo stesso, armato di un coltello con lama ricurva di circa 20 cm, aveva sferrato diversi fendenti alla spalla ed alla guancia sinistra della persona offesa provocandole uno sfregio permanente al viso con diagnosi di “ferita da taglio guancia sinistra con interessamento del cavo orale e spalla sinistra”.

 

Si rappresenta che analoga sorte è toccata al complice maggiorenne che lo scorso 31 maggio era stato tratto in arresto a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emesso dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura.

 

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Pomigliano d’Arco, Il Comune interviene sulla questione della sede dell’ Associazione Antiracket

Pomigliano d’Arco. Riceviamo e pubblichiamo:

ASSOCIAZIONE ANTIRACKET POMIGLIANO: L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE REPLICA ALL’OPPOSIZIONE, «VERITÀ ALTERATA. NESSUNO VUOLE TOGLIERE LA SEDE»

POMIGLIANO D’ARCO, 18 LUGLIO 2024 – «Come al solito, i consiglieri di opposizione a Pomigliano non perdono occasione per alterare la verità dei fatti, e lo hanno dimostrato anche in questa vicenda. Peccato che le bugie abbiano le gambe corte». Così recita una nota del Comune di Pomigliano d’Arco in merito alla questione della sede dell’Associazione Antiracket “Domenico Noviello”, in risposta a un post sui social dei tre consiglieri comunali di opposizione Fiacco, Mercogliano e Iasevoli, nel quale esprimevano solidarietà all’associazione per «l’incomprensibile scelta dell’amministrazione di togliere all’associazione l’utilizzo di un bene confiscato utilizzato come sede dal 2009». «Chiediamo al sindaco – hanno aggiunto i tre consiglieri comunali di minoranza – di tornare indietro rispetto a questa scelta, che dà un nuovo segnale sbagliato nella lotta alla camorra e alla criminalità organizzata presente sul territorio andando a colpire un presidio di legalità che da anni offre supporto a chi ha avuto il coraggio di denunciare soprusi e pratiche di estorsione».

Dal Comune di Pomigliano però si ribadisce il concetto: «È una grossa bugia. Nessuno ha mai tolto o vuole togliere la sede all’associazione antiracket Noviello e il suo presidente Salvatore Cantone ne è a perfetta conoscenza». I termini reali della questione li spiega l’Assessore al Patrimonio del Comune di Pomigliano d’Arco, Elvira Romano: «Abbiamo inviato al presidente dell’associazione antiracket, Salvatore Cantone, una PEC a inizio mese nella quale gli facevamo presente che il contratto di comodato gratuito dell’appartamento di via Locatelli era scaduto e che non avremmo potuto più rinnovarlo per quella sede, perché ne avevamo necessità per usi umanitari e per alloggiare famiglie indigenti e con bambini. Abbiamo fatto presente che attualmente l’intenzione è quella di destinare il suddetto bene alla soddisfazione di primarie esigenze di carattere sociale che individuano quali beneficiari dello stesso alcune famiglie che versano in condizioni di indigenza».

«Dopo la comunicazione ufficiale – continua Elvira Romano – mi sono sentita telefonicamente con Cantone, che non era a Pomigliano in quel momento, per assicurargli che gli avremmo comunque assegnato un’altra sede, prospettandogli più di una soluzione alternativa. L’ultima volta avevamo concordato che, al suo rientro a Pomigliano, ci saremmo seduti a discuterne. Abbiamo ipotizzato parlandone anche nelle ultime giunte programmatiche, tre soluzioni di altrettante sedi da affidare all’Associazione Antiracket Noviello. Tra queste, l’ultima, che secondo noi sarebbe la più congrua, si trova all’interno degli uffici del Giudice di Pace a Pomigliano in via Miccoli (ex Pretura). Si tratta di una sede anche presidiata dalle forze dell’ordine. Ad oggi, sto ancora attendendo il rientro a Pomigliano del presidente dell’associazione antiracket per definire il tutto, in modo da poter fare l’assegnazione della nuova sede al più presto».

Punzonatore laser di ultima generazione per modificare i telai alle auto rubate, 5 fermi

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TRECASE – Punzonatore laser di ultima generazione per modificare i telai alle auto rubate. Carabinieri eseguono fermo per 5 persone

I carabinieri hanno ricevuto molte segnalazioni, la targa sempre la stessa. Pare sia montata su un’auto in giro sul territorio per commettere furti.

Seguendo quelle note di ricerca, i militari della sezione operativa di Giugliano in Campania, supportati da quelli del radiomobile di Torre Annunziata, individuano quel veicolo a Trecase.

Un lungo viaggio per i carabinieri di Giugliano ma costato le manette a ben 5 persone.

L’auto interessata era in un piazzale di Trecase, pertinenza dell’abitazione di due fratelli incensurati. A poca distanza un’officina fatta di lamiere, protetta da in cancello metallico.

All’interno tutte le attrezzature necessarie per punzonare telai e decodificare le centraline dei veicoli rubati.

Tra i materiali a disposizione due chiavi clonate per Maserati e Peugeot e un sofisticato punzonatore laser di ultima generazione. Completo di laptop per la gestione delle matricole.

Nel piazzale una Fiat 500, una Maserati Levante e una peugeot 2008, tutte provento di furto.

A pagarne le spese 5 persone, tutte del posto.
Sono stati sottoposti a fermo, poi convalidato.

-LAURO Pellegrino, cl 05

-LAURO Enrico, cl 01

-SALERNO Vinicio, cl 01

-CORTINA Salvatore, cl 80

-BALZANO Francesco, cl 90

Dl liste di attesa, dagli incentivi ai festivi: ecco cosa cambia per la Sanità. “Passo in avanti”

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 “Questo decreto ha il merito evidente di avere messo al centro dell’attenzione parlamentare il tema delle liste d’attesa. Il provvedimento entra puntualmente nel merito dei problemi, proponendo delle soluzioni e segnando un fondamentale passo in avanti verso una sanità più efficiente e più equa in tutto il territorio italiano”.

Così il senatore di Forza Italia Francesco SILVESTRO intervenendo in Aula nel corso delle dichiarazioni di voto sul dl Liste d’attesa.

“E’ evidente che la gestione di un sistema complesso come il Servizio Sanitario Nazionale dovrà passare attraverso la manovra, perché il sistema sanitario pubblico necessita di risorse per essere migliorato. Ma con questo provvedimento – ha proseguito – mettiamo in campo misure importanti. Vanno nella giusta direzione le verifiche sulle liste d’attesa, anche su segnalazione dei cittadini, degli enti locali e delle associazioni di categoria, l’adozione di linee guida omogenee per ottimizzare le agende di prenotazione e le agende dedicate per le prestazioni dei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali.

Bene anche l’imposta sostituiva al 15% sugli straordinari, un incentivo concreto a fermarsi in ospedale senza dover perdere parte del premio, la possibilità di lavorare anche il sabato e la domenica e l’aumento delle paghe orarie delle prestazioni aggiuntive del personale medico. Viene poi affrontato il tema dei temi, quello della appropriatezza prescrittiva, attribuendo alle prescrizioni una classe di priorità per smaltire le liste. Per queste ragioni è arrivato il voto favorevole dei senatori di Forza Italia”, ha concluso.

Lenza Schiavone, Comune di Acerra chiede risarcimento a Pellini

ACERRA – Il Comune di Acerra potrà avviare l’iter per il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali nei confronti di Cuono Pellini, imprenditore condannato negli anni scorsi per non aver ottemperato ad un’ordinanza sindacale per la rimozione dei rifiuti in un terreno in località Lenza Schiavone. Lo rende noto il sindaco Tito d’Errico, annunciando che la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’imprenditore presentato dopo la condanna in primo e secondo grado.

La Suprema Corte ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Cuono Pellini, condannato alcuni anni fa dal Tribunale di Nola ad un anno e due mesi di reclusione e a circa 20mila euro di sanzioni per violazione di sigilli e omessa rimozione dei rifiuti, imposta da ordinanza sindacale, in un terreno di sua proprietà. L’altro reato contestato, quello di discarica abusiva, fu dichiarato all’epoca prescritto.

“Con la pronuncia della Cassazione – ha detto il sindaco – che nel rigettare il ricorso del signor Cuono Pellini lo condanna in via definitiva per omessa bonifica e violazione dei sigilli in merito ad un terreno in località Lenza Schiavone, il Comune di Acerra può avviare l’iter per il risarcimento in sede civile dell’accertato danno patrimoniale e non patrimoniale”. Il Comune, spiega il legale incaricato dall’Ente, Alfredo Cretella, “era stato ammesso alla costituzione in parte civile, e potrà quindi agire di conseguenza”. La sentenza della Corte di Cassazione, quindi, darà diritto all’Ente municipale di nominare un consulente tecnico per la quantificazione del danno patrimoniale e non patrimoniale.