Ato 3 Rifiuti Campania, arriva la proroga di un anno per Andrea Manzi alla presidenza 

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Andrea Manzi, sindaco di Casamarciano, sarà per un altro anno alla guida dell’Ato 3 Rifiuti Campania, l’Ambito Territoriale Ottimale più grande della provincia di Napoli composto da ben 59 comuni ed oltre un milione di abitanti, che comprende anche il Nolano.
Il consiglio di amministrazione, con voto unanime dei consiglieri, ha infatti votato la proroga nel corso dell’ultimo cda che ha elogiato il lavoro svolto da Manzi riconoscendone l’impegno profuso, soprattutto negli ultimi mesi, per far decollare il sistema rifiuti.
Tanti i risultati raggiunti. L’ultimo, di recente, lo stop a Napoli a sversare nello Stir di Tufino che ha da subito determinato una migliore gestione dell’impianto del Nolano senza più code di camion nè costi aggiuntivi per i comuni.
“Mi spetta una nuova grande responsabilità – commenta Manzi – ringrazio tutti i colleghi sindaci per la fiducia rinnovata e per l’ottimo lavoro sinergico svolto in questo lungo periodo insieme anche al direttore generale, l’avvocato Angelone. Un incarico di cui conosco perfettamente il peso, che mi onora e mi lusinga, ma questo riconoscimento, mi preme ribadire, è il frutto del lavoro di squadra e dell’impegno di tutti noi sindaci a cui rinnovo la mia piena disponibilità e collaborazione”.

Nola, controlli serrati della Guardia di Finanza: sequestrate oltre 64 tonnellate di rifiuti speciali

Il Gruppo della Guardia di Finanza di Nola ha sequestrato, nei pressi dell’interporto campano, oltre 64 tonnellate di rifiuti speciali. Le Fiamme Gialle hanno individuato nei pressi del distretto logistico internazionale un’area di circa 700 metri cubi utilizzata come sito di stoccaggio di vario materiale plastico proveniente dalla ristrutturazione e rifacimento di capannoni ad uso industriale.
In particolare, si tratta di guaine catramate, moduli fotovoltaici, tubi in polietilene, imballaggi misti e vernici. Al termine delle attività, i finanzieri hanno sequestrato l’intera area denunciando all’Autorità Giudiziaria il proprietario del sito per le violazioni previste dal Testo Unico sull’ambiente.

Accademia aeronautica di Pomigliano: c’è la data dell’inaugurazione

L’Aerotech Academy o Accademia della Tecnologia Aeronautica, il campus universitario dell’aeronautica realizzato nello stabilimento Leonardo di Pomigliano con un cospicuo finanziamento del governo in collaborazione con Leonardo e con l’Università di Napoli Federico II, sarà inaugurata con una cerimonia ufficiale il prossimo 28 febbraio. La struttura avrà il compito di formare figure professionali in grado di gestire attività nel campo della progettazione e gestione di prodotti e lavorazioni aeronautiche attraverso un orientamento che sarà effettuato grazie al prezioso apporto dell’Università di Napoli.

Ercolano. Operaio minorenne cade dal 3° piano, sequestrato lo stabile e denunciate tre persone

A Ercolano i carabinieri della locale tenenza, insieme a quelli del nucleo ispettorato del lavoro, hanno denunciato  tre  persone responsabili a vario titolo di abusivismo edilizio, lesioni personali colpose e per varie inosservanze della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

I militari sono stati chiamati dal personale sanitario del 118 per un infortunio avvenuto in un cantiere. I carabinieri hanno accertato che un 16enne – mentre lavorava per la ristrutturazione di un appartamento posto al 3° piano insieme a un operaio 59enne – cadeva al piano sottostante a causa del cedimento del pavimento. Il giovane ha riportato fratture guaribili in 30 giorni ed è in ospedale in stato di osservazione.
Il personale tecnico del comune – accertata l’assenza di qualsiasi autorizzazione – ha dichiarato l’intero edificio inagibile e i carabinieri lo hanno sequestrato. I tre nuclei familiari che abitavano lo stabile – aiutati anche dai vigili del fuoco  per raccogliere le proprie cose – saranno ospitati da conoscenti o da strutture indicate dai servizi sociali del comune.
Denunciate quindi due donne proprietarie degli appartamenti che avevano commissionato i lavori e l’operaio 59enne.

Marigliano, buste non biodegradabili nei supermercati: sequestri e sanzioni

Controlli serrati nel settore  commerciale ed ambientale da parte della polizia locale di Marigliano, diretta dal Magg.Emiliano Nacar.
Il nucleo commercio, guidato dal maresciallo Montella,  ha controllato cinque  supermercati ed in due si sono riscontrate irregolarità legate alla vendita di buste nere e di sacchetti cosiddetti shoppers non biodegradabili.
Immediato il sequestro del materiale e sanzioni per 5000 euro.
Nonostante la carenza di personale creatasi nel mese di Gennaio,  il vertice del comando dichiara che “non si abbasserà la guardia per  il controllo edilizio ed ambientale e  fra poco si inizierà il controllo della.raccolta differenziata sia porta a porta che nei condomini.
Imminente  sarà l’avvio anche delle attività  delle guardia ambientali con affidamento al GRE. Tra l’altro, proprio in merito al controllo dell’ambiente,  è  della settimana scorsa un nuovo mostro edilizio sequestrato a via Isonzo.

L’orologio pubblico del campanile di San Domenico fermo alle 9:30: storia e aneddoti

Un documento dell’Archivio storico cittadino del 29 novembre del 1627 attesta che nella Città di Somma vi erano due orologi pubblici: uno era istallato sul campanile della Chiesa di San Domenico nel quartiere Prigliano e l’altro sulla Chiesa Collegiata nel quartiere murato.

 

La moderna industria dell’orologio – come riferisce il compianto storico Giorgio Cocozza – nacque intorno alla metà del secolo XVI e si diffuse rapidamente in tutta l’Europa. Nel XIX secolo si affermò vigorosamente anche negli Stati Uniti e nel Giappone. Orologi artistici di tutti i tipi e di tutte le dimensioni invasero il mercato mondiale. Nel XV e XVI secolo si diffuse anche l’orologio da campanile e da torre per uso pubblico sia nelle grandi città che nei piccoli comuni. Come bene privato, rimase per lungo tempo un privilegio dei nobili, degli ecclesiastici e dell’alta borghesia. La plebe e la piccola borghesia dovettero accontentarsi dell’orologio comunale normalmente disposto su un campanile. Tale orologio scandiva le ore con i rintocchi di una campana.

Nel 1627 l’Università di Somma (governo locale) contribuì con una spesa obbligatoria di 12 ducati all’anno al mantenimento di due persone che avevano l’incarico di accomodare e regolare i due orologij. Detta spesa, divenuta in seguito di dieci ducati, si mantenne costante dall’inizio del Settecento fino a tutto il 1860. Sette ducati venivano pagati ad una persona che caricava l’orologio di San Domenico e tre ducati all’altra, che provvedeva a dare la carica all’orologio della Collegiata. Le due macchine, purtroppo, data la loro vetustà, comportarono, nel tempo, numerosi interventi di manutenzione e riparazione senza assicurare un efficiente servizio alla popolazione. Nel settembre del 1800, il Parlamento cittadino, rilevata la completa inefficienza dei due orologi e la necessità inderogabile di assicurare un servizio regolare alla cittadinanza, propose la costruzione di un nuovo orologio a sfera da fissarsi sulla casa palaziata pretorile sita nella Piazza Trivio oppure sul casamento di Paolo Cirella, dirimpetto alla suddetta casa pretorile. Tali progetti non furono mai realizzati. Addirittura, durante la gestione del Sindaco Camillo De Curtis (1811 – 1813), fu decisa l’abolizione definitiva dell’orologio della Collegiata, reso oltretutto inservibile dopo l’eruzione del 1794. Solamente nel 1819, dopo le continue insoddisfazioni dei cittadini, il Sindaco Benedetto Caprile affidò al maestro orologiaio di Nola, Pasquale Farina, l’incarico di progettare un orologio da installarsi sul campanile di San Domenico al posto di quello già esistente. Questo progetto, però, non incontrò il favore dell’Intendente della Provincia che lo trovò antieconomico e poco vantaggioso.

    Il Decurionato (Consiglio Comunale dell’epoca), a tal riguardo, non gradì l’interferenza del capo della Provincia. Nel 1825 il Sindaco Ignazio Feola affrontò nuovamente il problema, stavolta chiedendo all’Intendente l’autorizzazione per sistemare finalmente il nuovo orologio, per il quale era stata già prevista una spesa di 500 ducati. Le autorità locali e provinciali, questa volta, concordarono di affidare l’incarico al maestro orologiaio di Napoli Pietro Ugga, già chiamato precedentemente in causa. Il tecnico, a seguito di un sopralluogo, dichiarò il campanile di San Domenico non idoneo ad accogliere il nuovo orologio per una serie di problemi tecnici e giudicò adatto, invece, il Largo Mercato (attuale piazza Vittorio Emanuele III) perché centrale ed elevato. Fu deciso, quindi, di erigere in piazza una apposita torre (vedi disegno di Raffaele D’Avino), il cui progetto fu redatto dall’architetto Domenico Mazzamauro. La realizzazione della macchina dell’orologio, progettata dal maestro Ugga, fu affidata, invece, al sommese Pietro D’Alessandro. La torre fu ultimata, presumibilmente, come riferisce Cocozza, nei primi mesi del 1828 e fu anche muta testimone di un’orribile fatto di sangue la sera del 9 giugno 1857, quando, sotto, fu colpito a morte l’avvocato napoletano Camillo Curato, possidente e villeggiante di Somma.

La torre non ebbe vita lunga: fu abbattuta forse nel marzo del 1875, secondo un documento scarsamente attendibile, ma altre attestazioni sostengono la sua presenza ancora nel 1880. Tuttavia in una riunione del Consiglio Comunale del 28 marzo 1904, il consigliere Baldassare D’Avino chiese lo stanziamento in bilancio di un fondo per l’impianto di un orologio pubblico. Ma solo dopo circa un decennio dalla fine degli eventi bellici della Seconda Guerra, e cioè all’inizio dell’Amministrazione del compianto Sindaco Francesco De Siervo, la Città di Somma ebbe l’attuale orologio pubblico, i cui quadranti furono situati uno sulla facciata sud e un altro sulla facciata est dell’antico campanile di San Domenico. Il sisma del 23 novembre del 1980 bloccò le lancette dell’orologio per circa otto anni. Quanto tempo dovremo attendere adesso?

Ottaviano, in una magica “serata” al Palazzo Medici, la canzone e il teatro svelano la bellezza della lingua napoletana

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La “serata” di sabato 25 è stata  organizzata dall’ Associazione “Cifariello” che ha donato il corredo di tende per la Sala “Montanino”. La lapide di Firmius e l’idea di un museo “virtuale”. Lo splendore della cultura napoletana nell’abile intreccio tra i passi interpretati dal Maestro Sallustro e le canzoni cantate e “recitate” da Antonio Scutiero. Gli artisti hanno dimostrato che la lingua napoletana ha un’inclinazione strutturale a farsi musica. La “serata”, condotta luminosamente da Giovanna Salvati, è un modello che merita di diventare fonte di ispirazione.

 

Ogni passo apre strade nuove. La manifestazione di sabato 25, organizzata anche per “festeggiare” la collocazione della lapide di Firmius nella scuderia di Palazzo ha consentito al sindaco, avv. Luca Capasso, di riaccendere la luce sull’ idea di istituire in quella che fu la dimora dei Medici di Ottajano un Museo virtuale: e da qui il ricordo dell’ing. Gaetano Capasso, che delle tecniche e dell’arte del “virtuale” è stato un geniale promotore, come dimostrano il Museo di Ercolano e l’ammirazione degli Angela, padre e figlio.. Rimandiamo ad altro articolo l’analisi delle scarse e contraddittorie notizie sulla lapide di Firmius: ci limitiamo a ricordare che i nomi fanno pensare alla famiglia di un liberto, forse impegnato nell’amministrazione del “praedium” degli Ottavi. I Medici di Ottajano furono grandi ammiratori e sostenitori del teatro: sia a Ottajano che nella villa di San Giorgio a Cremano organizzavano spettacoli con gli attori del Fiorentini, e Giuseppe IV Medici, in villa, ospitò nel 1843, Carlotta Marchionni, prima attrice del Teatro Regio di Torino, e la sua compagnia. L’ultimo Medici, Giuseppe V, lasciò l’amore per la canzone napoletana e per il teatro al fratello Onorato e alla propria moglie, Evelina Gallone: e questa e quello furono protagonisti della Napoli dell’“Epoca Bella”. Il Palazzo di Ottajano ospitò attori di prima fila, come Gennaro Pantalena e Federico Stella, figlio di quel “Ciccio” Stella che fu interprete altissimo della maschera di Pulcinella; e poi Libero Bovio, e Mario Costa che dedicò a Donna Evelina la canzone “Lariulà” e la inserì in quella allegra brigata di amici, di cui faceva parte anche un giovane generale, Armando Diaz, e che a un certo punto chiese alla principessa di Ottajano di ospitare tra i castagneti del Somma Gabriele d’ Annunzio e la sua giovane amante, sottraendo il poeta all’ira del marito tradito e dei creditori delusi.

Il Maestro Gianni Sallustro ha interpretato magistralmente, tra gli altri “pezzi”, anche  “Campanilismo” di Raffaele Viviani, “Ammore” di Libero Bovio, “’O mare” di Eduardo De Filippo, “Partenope” di Manlio Santanelli. Antonio Scutiero, voce solista, accompagnato da Antonio Fusco alla batteria, dal chitarrista Salvatore Scutiero, da Umberto D’Anna al pianoforte e da Antonio Lambiase al basso, ha interpretato alcune canzoni che hanno fatto la storia,“Uocchie che arraggiunate”, “Canzone appassiunata”, “’O guappo nnammmurato”, “Scalinatella”. E le ha interpretate, Antonio Scutiero, entrando, con i toni e i timbri della sua voce, estesa e agile, nel corpo delle sequenze musicali e nella “carne” delle parole. E così la voce del cantante e la voce dell’attore, “incontrandosi” negli spazi fantastici di una Napoli notturna, dolente, misteriosa – il mistero di Partenope – ci hanno fatto capire, con trascinante suggestione, che la lingua nostra ha la vocazione naturale per l’armonia, come aveva notato il Cortese. E’ stata un’esperienza coinvolgente, “commovente”, di intenso profilo culturale, come ha fatto notare più volte la sapiente conduttrice della “serata”, Giovanna Salvati: un’ “esperienza” da ripetere, con frequenza.

Il pubblico non ha dimenticato, nel momento degli applausi, i ragazzi della Scuola di recitazione del Maestro Sallustro: ha ringraziato tutti, perché tutti lo meritavano.

 

 

Ercolano, operaio minorenne cade dal terzo piano di uno stabile: tre persone denunciate

A Ercolano i carabinieri della locale tenenza insieme a quelli del nucleo ispettorato del lavoro hanno denunciato tre persone responsabili, a vario titolo, di abusivismo edilizio, lesioni personali colpose e per varie inosservanze della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

I militari sono stati chiamati dal personale sanitario del 118 per un infortunio avvenuto in un cantiere. I carabinieri hanno accertato che un 16enne – mentre lavorava per la ristrutturazione di un appartamento posto al 3° piano insieme a un operaio 59enne – cadeva al piano sottostante a causa del cedimento del pavimento. Il giovane ha riportato fratture guaribili in 30 giorni ed è in ospedale in stato di osservazione.
Il personale tecnico del comune – accertata l’assenza di qualsiasi autorizzazione – ha dichiarato l’intero edificio inagibile e i carabinieri lo hanno sequestrato. I tre nuclei familiari che abitavano lo stabile saranno ospitati da conoscenti o da strutture indicate dai servizi sociali del comune.
Denunciate quindi due donne proprietarie degli appartamenti che avevano commissionato i lavori e l’operaio 59enne.

In scena a Napoli il duo Fiorito – Raia nel live “In nera luce”

Il duo formato dal sassofonista Antonio Raia e dal compositore elettroacustico Renato Fiorito, dopo il recente live performativo in compagnia degli artisti dell’immagine Cyop&Kaf, torna ad esibirsi a Napoli ma questa volta nella prestigiosa cappella, a pianta ottagonale, del Pio Monte della Misericordia di Napoli.

Oramai il duo è considerato un punto di riferimento per la scena italiana avant e sperimentale grazie all’album “Asylum” (pubblicato nel 2018 per la portoghese Clean Feed Records) che ha ricevuto attestati di stima dalla critica ed è stato ampiamente promosso sia in Italia che all’estero con molteplici live in festival prestigiosi, spesso condividendo il palco con illustri colleghi (Colin Stetson al Time Zones di Bari, Joe McPhee all’Area Sismica di Forlì, Thurston Moore al Jazz is Dead festival di Torino, Peter Brötzmann al Ground Music Festival in Franciacorta).

La nuova sfida musicale targata Raia/Fiorito si è concentrata su un capolavoro: Le Sette Opere della Misericordia. La rappresentazione del pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio, dipinto tra il 1606 e il 1607, è esposta nella cappella dell’edificio monumentale di Napoli situato in piazza Riario Sforza lungo il decumano maggiore. L’opera, unica per bellezza e importanza, è tra le più importanti pitture del Seicento e fu commissionata dai sette giovani nobili napoletani che fondarono il Pio Monte mettendo in atto a loro spese un programma di opere assistenziali.

In seguito ad un lungo periodo di attenti studi sull’opera del Merisi e sul luogo che ospita il dipinto fin dalla sua creazione, i due compositori partenopei si esibiranno in un dialogo per quadrifonia e sassofoni realizzato espressamente per questo evento.
La performance, ideata per dare una rappresentazione sonora delle Sette Opere di Misericordia, verrà eseguita in esclusiva in questa occasione, esaltando particolarmente la capacità del suono di narrare e muoversi all’interno dello spazio che ospita l’evento e accentuandone così il carattere site specific, nel tentativo di tradurre in musica quelle porzioni di vita quotidiane che quasi inconsapevolmente diventano ambasciatrici del sacro.
L’umano agire, nelle sue mancanze e redenzioni, irrompe con forza diventando un tentativo di vedere ciò che sta dentro e oltre le cose.

L’evento è curato da Maurizio Burale ed è coordinato da Luisa Terminiello che dichiara:
«Qui, in questo tempo, non siamo divisi in chirurghi e malati, chi incide e sutura è lo stesso che sanguina. Esposti dalla parte solare del dubbio, la luce è nera, il bianco è il sollievo dei ciechi:
in riconoscenza della bellezza e dello strazio da cui siamo generati, in potenza per volontà, in tenerezza per misura, non siamo qui per possedere né per creare, siamo qui per essere operati dal nostro fare, poiché solo nel fare abbiamo trovato la cura».

Fonte foto: Rete internet

Regionali. M5S, Ciarambino: “Non saremo la stampella del Pd e nessun dialogo se il punto di partenza è De Luca”

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La capogruppo regionale: “No a un candidato condiviso che sia la foglia di fico a cinque anni di scempi”

“Per cinque anni in Consiglio regionale abbiamo portato avanti battaglie contro De Luca e il suo sistema di potere. Immaginare oggi che De Luca possa essere il punto di partenza di un dialogo è per noi assolutamente improponibile. Così come non possiamo immaginare che il cambiamento significhi semplicemente far fuori De Luca, ma continuare a tenere dentro gli Alfieri, i Picarone, i Graziano e quanti si sono resi corresponsabili del disastro della Campania. Quello che deve essere chiaro a tutti è che il Movimento 5 Stelle non sarà la stampella del Pd. Io non lo consentirò. Lavoriamo per dare una persona di valore e di altissimo profilo a questa terra, non un candidato presidente condiviso che rappresenti la foglia di fico a tutto lo scempio che in questi anni abbiamo denunciato e combattuto”. Lo ha dichiarato la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino nel corso di “SI parla di politica”, format realizzato negli studi di Si Comunicazione.

“E’ in corso in questi giorni un dibattito all’interno del Movimento 5 Stelle con un orizzonte comune: fare il bene della Campania. Alcuni di noi – ha spiegato Ciarambino – ritengono che bisogna assolutamente scongiurare una vittoria del peggior centrodestra del Paese, con riciclati e imputati e con la Lega Nord razzista e xenofoba, altri ritengono che vada preservata la nostra identità e la nostra coerenza e che bisognerà correre da soli. E’ una decisione che prenderemo insieme a tutti i nostri iscritti con una votazione sulla piattaforma di democrazia diretta, come abbiamo sempre fatto. Io stessa mi farò portavoce della decisione che verrà fuori da questo percorso. Non bisogna vincere ad ogni costo, né il fine può essere quello di mantenere le poltrone. L’obiettivo è il bene della Campania”.