Manifestazione progetto “Stem4Art”: il Liceo “A.Diaz” conferma la sua storia di “centro” di eccellenze.
A Ottaviano il 5 giugno il Liceo “A.Diaz” ha ospitato gli alunni campani e quelli che venivano dal Lazio, dalla Basilicata e dall’Emilia – Romagna, tutti impegnati nella manifestazione finale del progetto Stem4Art. Lo scopo del progetto era quello di analizzare attraverso le discipline STEM (acronimo inglese di Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) il patrimonio storico, artistico e culturale dei territori in cui hanno sede gli Istituti.
La manifestazione finale prevedeva che gli alunni fornissero la misura delle loro conoscenze in laboratori didattici. Un lungo e intenso applauso va ai docenti del Liceo “ A.Diaz”, che, con il costruttivo supporto degli addetti agli uffici, hanno allestito questi laboratori in Piazza Municipio e nel parco che si apre davanti a Palazzo Medici. Un applauso di pari durata e di pari intensità va ai docenti che hanno illustrato ai ragazzi la storia e i tesori della Chiesa del Rosario ( vedi foto in appendice), che fu la chiesa dei Medici, e della Chiesa dell’Oratorio ( o di Santa Maria Visita Poveri, vedi foto in appendice), che i Medici scelsero come luogo in cui la loro generosità cercava di alleviare le sofferenze degli Ottajanesi più poveri. Non fornisco l’elenco dei docenti: potrei dimenticare qualche nome, e sarebbe una scorrettezza grave. Del resto, una manifestazione così complessa si organizza bene solo se tutte le “forze” dell’Istituto danno il loro contributo e si impegnano, con costruttiva armonia, nella realizzazione del progetto.
Leggendo l’elenco delle discipline che con l’iniziale del loro nome in inglese formano l’acronimo STEM e considerando il fatto che il progetto mira a coniugare arte, cultura, scienza e attenzione ai valori della Natura, non ho potuto fare a meno di ricordare che il Liceo Classico “A.Diaz”, negli anni assai lontani in cui era solo Classico e non aveva “curvature”, “donò” alla società anche medici, ingegneri, fisici, geologi e Maestri prodigiosi del “virtuale”: e molti di essi divennero famosi in tutta Italia e svolsero mansioni di rilevante importanza nazionale. Approfitto della circostanza per proporre al sindaco di Ottaviano, prof. Biagio Simonetti, di organizzare una “serata” anche in memoria dei proff. Correale e Sena, che insegnarono matematica al Liceo, e della prof.ssa Nellina Duraccio, docente di scienze, tutti esemplari testimoni della virtù che solo i grandi professori possiedono: l’autorevolezza. Dunque, il Liceo “A.Diaz” ha confermato la sua storia di “luogo” dell’eccellenza, e il fatto che la “giornata” del 5 giugno si è aperta con un “incontro” nel giardino e nella scuderia di Palazzo Medici ( vedi foto che apre l’articolo) mi ha spinto a pensare a una circostanza carica di significato e di simboli. Perché i Medici, quasi tutti, seppero coniugare l’amore per l’arte e l’attenzione per la scienza.
Dopo l’eruzione del 1822 Giuseppe IV affidò ai più noti ingegneri napoletani la sistemazione definitiva degli alvei vesuviani, in particolare, dell’alveo Rosario e trenta anni dopo fece venire dalla Francia due famosi enologi, Francesco e Nicola Lemaitre, perché “immegliassero”, con macchine di recente invenzione, la produzione del vino e spiegassero ai contadini come bisognava “ordinare” i vigneti. Giuseppe IV, inoltre, fece costruire un impianto di riscaldamento per la scuderia in cui erano sistemati i cavalli di razza “persano”.Dell’amore per l’arte che i principi sentirono con intensità e nei termini della competenza sono splendida testimonianza i quadri che essi donarono alle chiese di Ottajano, l’incarico dato ad Angelo Mozzillo di affrescare con immagini “pompeiane” le sale del Palazzo, e i quadri della collezione di famiglia che Angelica de’ Medici portò in dote al marito barone Correale e che oggi si possono ammirare nel Museo Correale di Sorrento.
Dunque, la Scuola in tutti i suoi gradi e a tutti i suoi livelli ( Primarie, Secondarie, Istituti superiori) rimane un “vanto” di Ottaviano: ed è un “vanto” prezioso, che bisogna custodire, “illustrare” e consolidare senza sosta e con chiarezza di idee. Un applauso anche al prof. Biagio Simonetti che, pur essendo “padrone di casa” in quanto sindaco di Ottaviano, è stato invitato a parlare dopo altri tre oratori. E, impassibile, egli ha parlato, ha salutato, si è congratulato. E poi mi chiedono perché ritengo che i “vesuviani” siano, in qualcosa, diversi dai napoletani.

