I Comuni della provincia di Napoli, Casalnuovo e Afragola si propongono di accogliere l’opera dell’artista Domenico Sepe.
Uno a uno, palla al centro. Forse, in questo caso sarebbe più corretto dire: ‘statua al centro’.
Parliamo della statua che in questi giorni ha scatenato un dibattito ovvero, l’opera in bronzo di Maradona, realizzata dello scultore Domenico Sepe. La scultura era stata realizzata in segno di omaggio per la scomparsa del campione argentino, il 25 novembre 2020, e donata al Comune dallo scultore: “Un regalo ai napoletani”, aveva detto Sepe in quell’occasione.
Dopo tante peripezie sull’installazione della statua di bronzo, la giunta di Manfredi ha deciso di rifiutare questo dono in quanto secondo il Comune di Napoli “non avrebbe valore modico”. Se da un lato questo rifiuto lascia l’amaro in bocca, d’altro canto arriva il colpo di scena dal Comune di Casalnuovo e dal Comune di Afragola. I due Comuni della provincia a nord di Napoli sono disponibili ad accogliere l’opera dell’artista afragolese Domenico Sepe.
Quali sono i motivi secondo i quali spingono i due Comuni a farsi avanti per acquisire la scultura?
Il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, spiega che il campione ha avuto un legame particolare con il paese, infatti, veniva spesso insieme a un altro calciatore del Napoli, Pietro Puzone. Inoltre, la storia racconta che una notte Maradona iniziò a palleggiare in strada. “Insomma, con Maradona abbiamo un legame e mi piacerebbe poter acquistare la sua statua. Abbiamo un parco intitolato a Pino Daniele, la prima statua di Totò, vogliamo pure quella di Maradona” – dichiara Massimo Pelliccia.
Ma scende in campo anche Afragola. Il consigliere d’opposizione, Antonio Iazzetta, propone di installare l’opera nei pressi dello stadio “Luigi Moccia”, ove il campione argentino fu protagonista di un’amichevole con l’Afragolese. Sono certo che Domenico Sepe prenderebbe in seria considerazione l’ipotesi di regalare alla sua città un’opera bellissima che merita di essere esposta a tutti» – afferma Antonio Iazzetta.
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