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Sette le interrogazioni andate in aula ieri a firma del consigliere di opposizione Salvatore Rianna per rispondere al quale si sono scomodati vicesindaco e dirigente dei servizi sociali. E se poco prima il presidente dell’assise Giuseppe Sommese aveva ironicamente annunciato ai consiglieri comunali che avrebbe donato loro una copia del regolamento consiliare, Rianna ha suggerito al sindaco di omaggiare i dirigenti con una copia del Tuel, il testo unico degli enti locali.

Il riferimento riportava ad una vicenda che dura ormai da ottobre scorso e che riguarda il servizio di supporto all’Ufficio di Piano dell’Ambito n.22 svolto dalla coop «La Gioiosa» e per il quale il consigliere ha chiamato in causa anche la Prefettura (esistono infatti due diffide) per ottenere le documentazioni relative ai dipendenti. Sull’interrogazione aveva invocato il dibattito dell’aula, negato dal presidente Sommese dopo l’intervento di Luigi Molaro.

In più di una interrogazione per cui ha poi replicato il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Sergio D’Avino, con in aggiunta l’intervento della dirigente Iolanda Marrazzo, Rianna ha messo in evidenza alcune anomalie: a cominciare dalla proroga del servizio scaduto il 30 novembre scorso e prorogato due volte prima di nuova gara poi conclusasi con l’aggiudicazione ad un’altra coop nello spazio di una settimana pochi giorni or sono.   «Non esiste una determina – ha asserito Rianna – si è prorogato il servizio con delle note scambiate via mail, due righe in spregio delle regole». Nella sfilza di interrogazioni tutte presentate nel corso degli ultimi mesi ma approdate solo ieri in assise, il consigliere ha messo l’accento poi su due altre situazioni: lo spread, la differenza di qualche migliaio di euro tra l’importo di aggiudicazione del servizio previsto dal capitolato e gli importi effettivamente liquidati alla cooperativa, chiedendo chiarimenti giacché, anche in questo caso, non esiste una determina. Inoltre, sostenendo di aver preventivamente acquisito il parere di più segretari comunali, Rianna ha chiesto risposte al vicesindaco D’Avino in merito alla doppia veste nella quale in un dato momento si è venuta a trovare la responsabile dei servizi sociali la quale da una parte aveva approvato e predisposto gli atti di gara e la procedura di affidamento, dall’altra aveva assunto poi la carica di presidente della commissione aggiudicatrice preposta alla valutazione delle offerte tecniche ed economiche pervenute in merito all’aggiudicazione della gestione del servizio di supporto all’ufficio di Piano dell’ambito territoriale. Come a dire: controllore e controllato. «C’è una giurisprudenza consolidata che lo consente» – ha detto D’Avino. «Non è così – ha rimandato al mittente Rianna – anzi l’orientamento propende chiaramente per l’incompatibilità».

«Escludendo qualsivoglia violazione della legge penale da parte della dottoressa Marrazzo, atteso che nulla è stato falsamente attestato, si invita, ove vi fossero diverse convinzioni, a rivolgersi alla Procura della Repubblica competente» – ha aggiunto D’Avino sostenendo poi a più riprese che la mancanza di una determina nel caso delle proroghe fosse dovuta all’esigenza di consentire l’operatività dell’ufficio di piano mentre si rimandava la gara nelle more di una trasformazione dell’Ambito in struttura consortile. «Poi si è proceduto senza indugio ad approntare gli atti di gara» ha chiosato D’Avino. «Abbiamo una diversa concezione del “senza indugio” durato 106 giorni» – è stata la replica di Rianna, sollevando perplessità sulla spiegazione del vicesindaco in merito alla differenza della somma liquidata poi alla coop, ossia esigenze d’ufficio giustificate dall’economia di gara, in pratica ore lavorative in più. «Liquidare somme che travalicano quanto stabilito dall’importo di aggiudicazione della gara non può essere una decisione autonoma, occorre una determinazione anche qui, dunque queste documentazioni andranno alla Corte dei Conti, oltre che alla Procura».

In tutto ciò, il presidente Sommese ha consentito alla dirigente Marrazzo di prendere la parola e la responsabile dei servizi sociali ha – come ha più tardi constatato il consigliere di maggioranza Peppe Nocerino – indugiato in un intervento politico più che dare una spiegazione tecnica, tanto che lo stesso presidente dell’assise ha chiesto ai colleghi di non considerarne una parte. Tant’è, sarà a verbale. Indi la Marrazzo ha ammonito il consiglio comunale invitandolo a trattare «temi più importanti» definendo il consigliere Rianna come «stranamente concentrato sulla vicenda», facendo intendere una sorta di «persecuzione» da parte dell’esponente politico e asserendo, in merito alla mancanza di determine, di essere «contro l’eccessiva burocratizzazione». «Faccia tutte le mozioni che vuole, vada nelle sedi competenti e non solo lì (…)» – ha detto la Marrazzo. «La responsabile PO7 – ha commentato Rianna – ha usato un avverbio che dovrebbe far ribollire il sangue a tutti i consiglieri comunali. Nessun altro dirigente – e di accessi agli atti ne ho fatto tanti, anche sette in un giorno solo ad un unico responsabile – si è consentito tali commenti, rispondendo sempre puntualmente e nei termini. A questo punto invito il sindaco a dotare i dirigenti di una copia del Testo Unico degli Enti Locali e ad esortarli a rispettare le norme e a ricordare per tempo le scadenze di contratto».