Nel nuovo testo riaffiorano i ricordi indelebili dei racconti del padre Alfonso durante l’infanzia e il periodo di prigionia trascorso tra l’India e l’Inghilterra.
Il libro, che richiama alla mente la prosa di diari di guerra o quella delle lettere degli emigrati ai loro familiari, racchiude una fedele trascrizione di una lunga conversazione che l’autore tenne con suo padre nell’estate del 2006, ormai novantenne, conosciuto in paese come don Alfonso il barista, instancabile lavoratore nel bar del cinema Arlecchino e nel bar-chalet di proprietà del Signor Vincenzo De Vita sito in Piazza Vittorio Emanuele III, dove attualmente è collocata la statua di Padre Pio. I ricordi, ben sappiamo, sono quei piccoli pezzetti di vita vissuta che rimangono impressi dentro di noi e dentro il nostro cuore.
Don Alfonso, sollecitato dalle domande del figlio, racconta minuziosamente la sua vita, dalla sua misera infanzia al ritorno dalla seconda guerra mondiale. Attraverso questa narrazione non solo risaltano i momenti salienti che caratterizzarono la sua personale esperienza di vita, ma emerge fuori un rilevante quadro socio – economico della Città di Somma cento anni fà con particolare riguardo al quartiere storico del Casamale con le sue abitudini, le sue usanze e il suo modo di vivere. Il Casamale, luogo natio di Don Alfonso, croce e delizia dei giorni nostri. Il libro, corredato di pregevoli fotografie e documenti d’epoca, si divide in cinque capitoli così distribuiti: l’infanzia sommese, la vita napoletana, il periodo premilitare, il servizio militare in Libia, la guerra con la prigionia in India e in Inghilterra. Dai racconti emergono una serie di eventi e di vicende che tranquillamente possono considerarsi patrimonio di tante generazioni di giovani, che ebbero la sventura di nascere nei primi decenni del secolo scorso. Gli stessi giovani – afferma Luciano Esposito – vittime delle scelte sciagurate del potere politico del tempo, capace di incidere sulla vita di un’intera comunità nazionale e di ogni suo singolo componente. Comunque Don Alfonso, al ritorno dall’Inghilterra, dopo la prigionia, avrebbe desiderato la possibilità di occupare un posto di lavoro stabile, stanti le misere condizioni economiche sue e della famiglia. Ebbene morirà a 92 anni senza aver avuto la soddisfazione del riconoscimento di tanti sacrifici fatti, dopo aver dedicato i migliori anni della vita alla Patria.
L’autore Luciano Esposito nasce in Somma Vesuviana a metà del secolo scorso. La sua vita è caratterizzata da un intreccio stretto tra scuola, politica ed istituzioni. Insegnante elementare e docente di storia e filosofia; consigliere comunale del proprio Paese e consigliere della Provincia di Napoli. Impegnato negli organismi direttivi della federazione comunista napoletana e nelle associazioni istituzionali (Direzione nazionale della Lega delle Autonomie locali ed Ufficio di Presidenza nazionale dell’Unione delle Province italiane). Sostenitore della svolta di Occhetto, ha aderito a tutti i successivi cambiamenti di denominazione del Partito fino alla nascita del PD. Ha pubblicato: “Rossi vesuviani” (1919-1924 verbali inediti di una sezione socialista del mezzogiorno d’Italia); “La Somma di voti ed ex voti(1946-2006 storia elettorale di una comunità meridionale).






