Era il 2014 quando l’allora sindaco (il facente funzioni Salvatore Di Sarno restato in carica dopo la scomparsa di Ferdinando Allocca) siglò il decreto di nomina di Ciro Cimmino, conferendogli la delega al Bilancio. Cimmino era stato già assessore di Allocca, dal 2008 al 2013 (in quota Alleanza per Somma).
Nelle ultime settimane era stato in pole position – in quota socialista – per le deleghe da assessore poi conferite all’architetto di Ottaviano, Stefano Prisco. Assessore no, dunque, ma comunque gratificato con la nomina quale componente del nucleo di valutazione dell’ente (per cui aveva già presentato domanda e curriculum vitae a novembre 2017). Per quella che potremmo chiamare fortunata coincidenza, il 5 aprile scorso il presidente Giovanni Squame protocolla le dimissioni e il sindaco è libero di firmare il decreto designando Cimmino quale presidente del Nucleo.
La nomina è stato oggetto di ironica riflessione social da parte dell’ex assessore Giovanni Salierno che sul suo profilo facebook scrive: «Faccio i miei auguri al compagno Ciro Cimmino per la nomina a componente del nucleo di valutazione. Mai ha fatto mancare il suo sostegno allo schieramento politico opposto a quello vincitore». Non sono invece arrivati, almeno non ancora (via social, si intende) a Cimmino, gli auguri e il buon lavoro dell’unico esponente Psi in consiglio comunale che pure aveva espresso la sua soddisfazione, di contro, per la nomina dell’assessore Prisco: il consigliere Domenico Beneduce, che aveva letto nell’ultimo consiglio comunale una lettera chiara e precisa in cui ribadiva il sostegno al progetto Di Sarno e si diceva pronto – a nome dei socialisti – ad avere responsabilità di governo. Aggiungendo poi: «La nostra lealtà si è rafforzata negli ultimi sei mesi perché giammai basata su una immediata occupazione di poltrone». Immediata, infatti, non è stata: dal 25 di marzo sono trascorse due settimane.



