Somma Vesuviana, le elezioni municipali dall’avvento della Repubblica ad oggi

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E’ la prima volta dal 1993 – da quando la legge di riforma introdusse l’elezione diretta del Sindaco ed il ballottaggio tra i primi due candidati – che si presenteranno al confronto amministrativo due solo sindaci: Salvatore Di Sarno e Giuseppe Bianco. Sarà una sfida senza ballottaggio che vedrà vincente al primo turno chi dei due otterrà la maggioranza assoluta dei voti. Nell’articolo seguente un breve cenno storico – statistico sulle elezioni cittadine dall’avvento della Repubblica ad oggi.

Il 5 aprile del 1945, il Prefetto di Napoli Francesco Selvaggi, nominato dal Governo militare alleato, nomina Francesco Capuano sindaco di Somma Vesuviana, su segnalazione del Comitato provinciale di liberazione di Napoli. Il professore Capuano nasce a Somma Vesuviana l’11 gennaio del 1896. Docente di matematica, a 23 anni è già tra i fondatori della sezione del PSI, diventandone segretario. Nel 1944, è tra i fondatori della sezione del PCI. La sua Giunta risulta composta dall’architetto Pietro Ajello, dal bibliotecario Raffaele Arfé, dal canonico Umberto De Stefano, Luca Di Sarno, Luigi Aliperta e Vincenzo Angrisani.

Il 2 giugno del 1946, il popolo di Somma è chiamato finalmente ad esprimere con un referendum la propria scelta istituzionale. Gli elettori furono 8.919, i votanti 6.680. La monarchia ottiene l’84,26% dei consensi. L’ex podestà Paolo Emilio Restaino, intanto, non può ricoprire la carica di primo cittadino per una pendenza giudiziaria. Michele Pellegrino viene eletto sindaco con 21 voti favorevoli nella seduta dell’11 settembre successivo. Il gruppo Restaino, però, mal digerisce l’esautoramento e inizia a tramare contro la gestione Pellegrino, che si dimette il 20 luglio del 1947 con tutta la Giunta per mettere d’accordo le varie tendenze. Viene rieletto ancora una volta con 15 voti. Nel maggio del 1948, però, l’ avvocato Pellegrino è nuovamente travolto dall’opposizione interna del notaio Restaino, che diventa così sindaco con 16 voti contro gli 11 di Pellegrino. Appena nel maggio del 1950 cade anche Restaino e con 12 voti viene nominato sindaco il dott. Eugenio Testa, che si dimette l’11 novembre del 1951. Il tentativo di una nuova Giunta è affidata a Michele Troianiello sr, che fallirà purtroppo nell’impresa. Arriva il primo commissario prefettizio nella persona del dott. Emanuele Sessa e, il 31 dicembre del 1951, Francesco De Siervo viene nominato nuovo commissario prefettizio.

Nel 1952, la Democrazia Cristiana diventa il partito di maggioranza relativa, soppiantando i monarchici della Stella e Corona nella gestione della casa municipale. De Siervo conquista 5.029 voti e 15 seggi in Consiglio. I metodi, purtroppo, non cambiano: 14 oppositori (ex monarchici, socialisti e comunisti) nella seduta del 23 aprile del 1953 alla presenza dei 30 consiglieri propongono la sfiducia a De Siervo per diverse motivazioni. La Democrazia Cristiana, oltretutto, si divide: De Siervo presenta una lettera di dimissioni, accolta nella seduta del 2 luglio del 1953. Nella seduta successiva, quella de 14 luglio del 1953, il neo democristiano dott. Giuseppe Aliperta, ex monarchico, con voti 17 su 29 presenti, rimpiazza De Siervo. Nell’inverno del 1953, nel pieno della sua attività, Aliperta subisce un attentato ad opera di ignoti all’ingresso del quartiere Casamale. Si salva per poco. Reputando l’aria di Napoli più salubre, abbandona la poltrona e si trasferisce definitivamente a Napoli a vivere, onorando il suo mandato fino al 16 giugno del 1955. Il 21 giugno successivo, dopo la diserzione della seduta del 18 giugno, il dermatologo Michele Troianiello jr viene eletto sindaco con 15 voti su 25.

Il 27 maggio del 1956 si torna a votare per le amministrative: 16 sezioni, 9.813 iscritti nelle liste elettorali, votano 9.173 cittadini. La Democrazia cristiana acciuffa 3.646 voti e 16 seggi, il PSI 1.486 voti e 5 seggi ed il PCI 1238 voti e 3 seggi. Insieme formano un patto per il governo della municipalità. E’ il primo centrosinistra d’ Italia. La leadership è di De Siervo, appoggiato dai notabili del paese. Gli assessori socialisti sono Gennaro Angrisani e Domenico Di Palma.

Il 22 novembre del 1964 alle elezioni amministrative si presentano a votare 10.183 votanti su 10.819 iscritti. La Democrazia Cristiana conquista 6.341 voti con 20 seggi, il PSI 1.429 con 4 seggi, il PCI 1306 con 4 seggi, il PSDI 814 con 2 seggi. Il 16 dicembre Francesco De Siervo è riconfermato sindaco. Il 18 aprile del 1967, però, dieci consiglieri di minoranza chiedono le dimissioni del sindaco per la sua gestione gravemente discussa. Il 25 novembre successivo, la seduta va deserta: è presente solo l’opposizione. Il sindaco ed il suo gruppo non presenziano. Nel 1967, il sindaco viene sospeso dall’incarico per la faccenda dei cortili asfaltati al Casamale, gli subentra l’assessore anziano Carmine Mocerino fino all’ottobre del 1969, quando De Siervo è amnistiato.

Mocerino Carmine sr

Comunque resta il fatto che il commendatore fa di nuovo il sindaco dopo la tornata elettorale del 1970, anche se il suo potere inizia lentamente a vacillare. Il corpo elettorale di 11.812 iscritti viene suddiviso, stavolta, in 24 sezioni elettorali. Il 7 giugno del 1970, 11.250 cittadini si recano alle urne con la novità dello Scudo Crociato spezzato a metà: la lista civica del Cavallo rampante raccoglie i dissidenti democristiani facenti capo a Nicolò Iossa. La Democrazia Cristiana, per l’occasione, consegue una flessione elettorale con 5.456 voti e 16 consiglieri. Il PSI raccoglie 2.404 voti con 7 consiglieri. La risicata maggioranza di un solo voto in Consiglio è traballante. La Giunta cade, il Consiglio viene sciolto ed è nominato Commissario prefettizio il dr. Roberto D’Amato.

Il 13 giugno del 1971 si rifanno le elezioni: alla Democrazia cristiana vanno 14 seggi, ai Socialisti 10, al PCI 3 e al PSDI 3. La lista MSI ottiene 83 voti. La sinistra conquista il potere con un patto tra socialisti, comunisti e socialdemocratici. L’ ing. Antonio D’Ambrosio diventa il primo sindaco socialista di Somma Vesuviana. Vice sindaco è Giovanni Granato. Gli assessori sono Gerardo Guadagni, Gennaro Auriemma, Vincenzo Di Palma, Raffaele Raia, Francesco Di Palma. L’ ingegner Antonio D’Ambrosio riesce a ricomporre i contrasti ideologici e le beghe interne, che sempre hanno caratterizzato la lotta politica di sinistra. Cambia il vertice, ma la coda dei questuanti è la stessa ed anche i metodi. Ricominciano le lotti di correnti, le richieste di poltrone. L’occasione serve al Commendatore De Siervo, più tardi, per logorare il socialista D’Ambrosio, che il 5 aprile 1974 cade per una questione di bidelli. De Siervo rimonta subito in sella. Nel 1975, intanto, viene adottato il Piano Regolatore Generale, che sarà approvato solo nel 1983.

Alle elezioni cittadine del 1976, la Democrazia Cristiana prende la maggioranza assoluta dei voti. De Siervo mette in lista tre donne e quattro medici. La DC conquista 6.576 voti, il PCI 1.699, il PSI 2.319, il PSDI 1.895. Il Consiglio cittadino nella seduta del 3 luglio, con 16 voti favorevoli, elegge Francesco De Siervo sindaco. Vincenzo Romano, Antonio Mocerino, Michele Vitagliano e Nicolò Iossa vengono eletti assessori. I supplenti sono Raffaele Feola e Raffaele Donizetti.

Nel 1981, alle amministrative del 21 giugno si ha una riconferma dei vecchi apparati: DC 7.715 voti, PSDI 2.530, PSI 2.240, PCI 1.060, MSI 189, PLI 63. De Siervo, con 2690 voti di preferenza, nonostante il calo dei consensi, è ancora una volta riconfermato sindaco. Nicolò Iossa, intanto, con i suoi 1.529 voti, riesce a scalzare dalla sella sindacale Francesco De Siervo con il suo gruppo di dissidenti democristiani. Il 23 giugno 1982, Iossa, forte dei consensi elettorali conquista la poltrona di sindaco con 21 voti su 30 consiglieri.

Il 12 maggio del 1985 alle elezioni amministrative i votanti sono 16.135 su 17.144 aventi diritto. La DC 7.957 voti e 16 seggi, il PSI 2.912 voti e 6 seggi, il PSDI 2.128 e 4 seggi, il PCI 1.303 e 2 seggi. La DC e il PSI, in un primo momento, formano una coalizione che porta Tancredi Cimmino a fare il sindaco. Il vice sindaco è Franco Di Palma del PSI. Il 29 luglio del 1986, Giunta e sindaco Cimmino si dimettono. I soliti dissidenti portano alla guida del Municipio l’ avv. Antonio Piccolo che gioca la carta della sinistra per sedere sulla poltrona più alta. Il 22 ottobre del 1987, i consiglieri della maggioranza bocciano il bilancio, favorendo lo scioglimento della Giunta Piccolo. Arriva il commissario prefettizio dott. Giovanni Battista Mastrosimone.

Tancredi Cimmino

Alle elezioni cittadine del 29 maggio 1988 nelle 32 sezioni i votanti sono 17.749 su 19.035 iscritti nelle liste elettorali. La Dc conquista 7.358 voti e 14 seggi, il PSI voti 6.116 e 11 seggi, il PCI voti 1.340 e 2 seggi, il PSDI voti 1.248 e 2 seggi. Il 14 luglio successivo, gli accordi democristiani prevedono che Vittorio Piccolo lasci la corrente di Iossa e vada a fare il sindaco. Così succede, ma già nel 1989, la Giunta di Vittorio Piccolo inizia a vacillare. Il 9 febbraio del 1990, infatti, cade il Sindaco Vittorio Piccolo, sostituito dal cugino Antonio Piccolo, ex MSI ed ex PSDI, con un balzano accordo con la sinistra.

Piccolo Antonio

 

Piccolo Vittorio

Le elezioni del 1993 si svolgono, invece, con il nuovo sistema elettorale: la legge di riforma aveva introdotto l’elezione diretta del Sindaco ed il ballottaggio tra i primi due candidati che al primo turno non avessero preso il 50,1% dei voti. Al primo turno del 6 giugno del 1993 si presentano 6 sindaci (Miele Zaccaria, Piccolo Antonio, Cimmino Vincenzo, Auriemma Alfonso, Di Palma Giuseppe, Di Sarno Carmine) con 6 liste (PSI, DC, PSDI, SUMMA NOVA civica e MSI) e al ballottaggio del 20 giugno seguente si confrontano il candidato della DC, Antonio Piccolo (40,90% primo turno), e Alfonso Auriemma (28,65% p.t.). Il risultato finale è il capovolgimento di quello precedente.  Auriemma (Uniti per Somma) raccoglie il 67,90% e Piccolo scende al 32,09%.

Alla scadenza dei quattro anni, il 27 aprile del 1997, si svolgono le nuove elezioni. Ad esse partecipano, stavolta, 6 candidati a Sindaco (Auriemma, De Siervo, Pellegrino, Papadopulos, Cimmino) sostenuti da 8 partiti politici (Ulivo, Socialisti, Rifondazione Comunista, De Siervo, Forza Italia, Cdu, Alleanza Nazionale e Ccd) ed un movimento civico Somma Parco del compianto Dott. Demetrio Papadopulos. Il Sindaco uscente e l’alleanza di centro sinistra non riescono ad andare in ballottaggio. La sfida si svolge all’interno del Centrodestra nel ballottaggio del 14 maggio. Viene eletto sindaco il settantaseienne Francesco De Siervo con 10.087 voti a favore contro il Dott. Natalino Pellegrino con 5.807 voti. Destituito, però, De Siervo dalla Prefettura per ineleggibilità, dopo pochi mesi di commissariamento di Maria Grazia D’Ascia, si ritorna alle urne.

I candidati a Sindaco alle elezioni amministrative del 16 novembre del 1997 sono quattro (Romano Enrico, Mocerino Carmine, Di Sarno Alfonso, Di Sarno Carmine) e le forze politiche sostenitrici sei. L’elezione si risolve al primo turno con la vittoria del candidato del centro destra, Carmine Mocerino jr, che ottenne 10.326 voti pari all’51,99%, mentre il candidato del centro sinistra, Enrico Romano, si ferma al 39,62%.  L’Amministrazione Mocerino, purtroppo, cade a seguito delle dimissioni del Sindaco, che, non tollerando i condizionamenti dei vari gruppi che lo avevano appoggiato, provoca lo scioglimento del Consiglio e la nomina della dott.ssa Fiamma Spena  a commissario prefettizio.

Si va, quindi, alle elezioni anticipate del 13 maggio 2001. I candidati in campo a Sindaco sono stavolta ancora quattro (D’Avino Vincenzo, Giovanni Cerciello, Camillo Giordano, Raia Ciro) e i partiti sostenitori nove. Al primo turno non viene raggiunta la maggioranza e al ballottaggio del 27 maggio si sfidano Giovanni Cerciello di Centrodestra e Vincenzo D’Avino di Centrosinistra, che risulta vincitore con 10.701 voti.

Con la scadenza naturale si arriva alle elezioni del 18/19 giugno 2006, dove si registra per la prima volta la presenza di solo tre schieramenti e tre candidati a sindaco (Raffaele Allocca, Ciro Raia e Alberto Angrisani). Il primo turno non è sufficiente ad eleggere il sindaco, per cui si va al ballottaggio del 2/3 luglio tra Allocca di Centrodestra (46,92%) e Ciro Raia con la lista civica La Ginestra (27,89%). La competizione è vinta da Raffaele Allocca detto Ferdinando con il 60,35% dei voti (10.324 voti). I cinque anni purtroppo non si completarono per i soliti condizionamenti politici e affaristici e nuovamente fa ritorno il commissario prefettizio nella persona, stavolta, della dott.ssa Maria Guia Federico, che traghetta Somma Vesuviana alle nuove elezioni del 13/14 aprile 2008.

I candidati Sindaci quattro (Raffaele Allocca, Arturo Rianna, Alfonso Auriemma, Vincenzo Romano) sono sostenuti da quattro liste civiche (Allocca per Somma, Arturo Rianna per Somma, Progetto Somma, I Democratici per Somma) e da Pdl, Pd, Udc, Ps. Al ballottaggio del 27/28 aprile il Dottore Allocca (Pdl, Lista Civica Allocca per Somma, Lista Civica Progetto Somma Vesuviana) con il 42,75 % sfida l’Avvocato Arturo Rianna (Pd, Udc, Lista Civica Arturo Rianna per Somma, Ps) che ha raccolto il 30,95%.  Allocca con 9.618 supera di ben poco l’avversario Rianna con i suoi 8702 voti.

Nelle elezioni comunali del 26/27 maggio 2013 si presentano ben 5 sindaci (Paola Raia, Raffaele Allocca, Giuseppe Auriemma, Lorenzo Metodio, Pasquale Piccolo) sostenuti da ben 16 schieramenti tra liste civiche e partiti tradizionali. Anche stavolta Raffaele Allocca (Lista Civica Forza Somma, Lista Civica per Somma, Lista Civica Alleanza per Somma, Libertà e autonomia Noi Sud, Lista Civica Somma Domani, Lista Civica il Campanile) si afferma come Sindaco, battendo Paola Raia (Il Popolo della libertà, Unione di centro,Lista Civica Progetto Somma, Lista Civica Libertà e Lavoro) nel ballottaggio del 9/10 giugno 2013 con ben 8454 voti contro 6462. Per la terza volta consecutiva Raffaele Allocca si impone in città. Il 2 febbraio del 2014, dopo che un fulmine aveva colpito la cuspide del campanile di San Domenico, venne a mancare all’età di 67 anni il Sindaco Allocca. Al suo posto subentra Salvatore Di Sarno, vice sindaco e maresciallo capo della Guardia di Finanza, che pochi mesi dopo sarà sfiduciato dai consiglieri. Arriva il commissario prefettizio dott.ssa Franca Fico.

Alle elezioni del 25 maggio 2014 si presentano quattro sindaci (Piccolo Pasquale, Antonio Granato, Giuseppe Auriemma e Ciro Sannino). Al ballottaggio dell’ 8 giugno 2014, l’Avv. Pasquale Piccolo si impone sull’Avv. Antonio Granato con un 56,23%. Gli assessori sono Luigi Aliperta, Luigi Coppola, Clelia D’Avino, Gaetano Di Matteo, Giovanni Salierno, Nunzio Saviano ed Elena Terraferma. Nel febbraio del 2017, il prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone, a seguito delle dimissioni di Pasquale Piccolo, divenute irrevocabili, sospende il Consiglio cittadino e nomina commissario prefettizio il vice prefetto Carolina Iovino, in servizio alla Prefettura.

Le elezioni del 2017 vedono al primo turno una affluenza del 72,44% e questi sono i risultati: Celestino Allocca (Allocca per Somma, Forza Somma, Forza Italia, Noi Ora) con il 34,49%, Salvatore Di Sarno (Siamo Sommesi, PSI, Liberamente, Federazione dei Verdi, Unione di Centro, Svolta Popolare) con il 26,86%, Pasquale Piccolo (Onda Bianca, l’Aurora) con il 17,69%, Salvatore Rianna (Summa Felix, Ripartire si può) con il 14,77% e Ciro Sannino (Movimento 5 Stelle) con il 6,16%. Nel ballottaggio del 25 giugno, Salvatore Di Sarno viene eletto sindaco con il 51,99%, mentre Celestino Allocca si assesta al 48,01%.