Fiammelle e palloncini, da piazza Vittorio Emanuele fino a Rione Trieste dove, nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, è stato letto il messaggio del vescovo Beniamino Depalma. La città omaggia così i due imprenditori trentenni barbaramente uccisi l’11 febbraio scorso a Saviano.
La fiaccolata si è snodata per numerose strade cittadine, un omaggio per Domenico Liguori, ucciso insieme all’amico e socio Francesco Tafuro, i due soci che gestivano il centro scommesse Intralot a via San Sossio e che l’11 febbraio scorso caddero vittime di un agguato. I presunti assassini sono stati arrestati, grazie ad un puntuale lavoro investigativo dei carabinieri, pochi giorni dopo: si tratta di Eugenio D’Atri, Domenico Altieri e Nicola Zucaro.
Ma ieri i cittadini di Somma hanno pensato solo alle vittime, in una fiaccolata – corteo lunga e composta partita da piazza Vittorio Emanuele III e giunta fino alla chiesa di Rione Trieste. Tantissimi gli amici che indossavano una maglietta bianca con il volto di Domenico, i parenti e le persone arrivate anche da molti comuni vicini, insieme alle autorità cittadine, dal sindaco Pasquale Piccolo al consigliere regionale Carmine Mocerino.
Il corteo si è attardato nei pressi del centro scommesse gestito dai due giovani, gli amici si sono fermati accanto alle gigantografie di Domenico e Francesco, hanno lasciato andare verso il cielo palloncini bianchi, con un saluto culminato in un lungo e toccante applauso. Il messaggio del vescovo è stato letto, in chiesa, da Peppe Di Palma, amico di Domenico Liguori.
Somma Vesuviana ha così finalmente potuto rendere omaggio ai ragazzi la cui vita era stata spezzata a febbraio da 14 colpi di calibro nove. I funerali erano infatti stati vietati per motivi di ordine pubblico.






