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Somma Vesuviana, la Chiesa Evangelica Luterana finanzia il progetto di Telesoccorso

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L’assessore alle politiche sociali Maria Vittoria di Palma con la responsabile delle politiche sociali del comune di Somma Vesuviana, Iolanda Marrazzo

I fondi messi a disposizione del Comune di Somma Vesuviana provengono dall’8 per mille. Il sindaco: “Mettiamo a disposizione il castello d’Alagno o qualsiasi altra nostra struttura per le attività solidali della Chiesa Evangelica Luterana e speriamo rifinanzi il progetto, li ringraziamo e lo diremo a tutti, anche ai nostri parroci”. 

Per un anno, gli anziani e i disabili residenti in città che avranno presentato istanza per essere ammessi al servizio, potranno fruire del servizio di Telesoccorso grazie ai fondi messi a disposizione dalla chiesa evangelica luterana in Italia: oltre centoventicinquemila euro che copriranno i costi e che provengono dalle donazioni dell’8 per mille. A illustrare il progetto in conferenza stampa al municipio di Somma  Vesuviana, con il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Maria Vittoria Di Palma, la responsabile dei servizi sociali Iolanda Marrazzo, l’assessore Giuseppe Castiello e il sindaco Salvatore Di Sarno, è stata Cordelia Vitiello, rappresentante legale della chiesa evangelica luterana in Italia, componente del consiglio della federazione mondiale luterana nonché presidente della fondazione Betania e dell’ospedale evangelico di Napoli, insieme alla referente per la Diaconia, Daniela Barbuscia, l’adetto stampa Celi, Nicole Dominique Steiner e il referente per la formazione Renato Grimaldi.

Da sx, Cordelia Vitiello, rappresentante legale della chiesa evangelica luterana in Italia, componente del consiglio della federazione mondiale luterana nonché presidente della fondazione Betania e dell’ospedale evangelico di Napoli

L’avviso pubblico per poter partecipare al servizio – o meglio al «progetto» – risale a luglio scorso, il capitolato è in fase di elaborazione, ma è stata già scelta una sede, il primo piano della scuola «Fiordaliso» di via San Sossio. All’avviso pubblico hanno risposto in circa 40 tra anziani over 65 e disabili dai 18 ai 64 anni, della gestione si occuperà poi la ditta, o cooperativa, che gestirà il servizio. «Abbiamo fissato requisiti precisi, ma il monitoraggio resterà sotto il nostro controllo – ha spiegato Iolanda Marrazzo – va precisato che come ente abbiamo cofinanziato mettendo a disposizione la struttura dove sarà ubicata la centrale operativa e i mezzi che già abbiamo in dotazione: il taxi sociale che potrà essere utilizzato per eventuali emergenze, un’altra auto e un pullman dedicato ai disabili e una borsa lavoro per chi dovrà guidarlo. Il personale sarà selezionato dalla cooperativa che si aggiudicherà il servizio». Il telesoccorso dunque, con una apparecchiatura che sarà consegnata – gratuitamente ha precisato l’assessore Di Palma – a cinquanta utenti. «In situazioni di emergenza – ha spiegato la vicesindaco – la chiamata arriverà direttamente alla centrale operativa che provvederà, secondo il caso, a contattare familiari, forze dell’ordine o strutture ospedaliere. Questa sarà la funzione principale, ma ci sarà anche quella di “telecompagnia” per chi abbia necessità di supporto psicologico e di “telecontrollo” con chiamata bisettimanale. Gli operatori lavoreranno per ventiquattr’ore al giorno, tutto l’anno, senza alcuna sosta nemmeno nelle festività”. Per ciascun utente ci sarà una scheda informativa e – ha precisato la responsabile dei servizi sociali – la ditta dovrà occuparsi di una relazione semestrale su ogni singolo soggetto.  Nel frattempo, il sindaco Di Sarno ha ringraziato i referenti della Chiesa Luterana. «Siamo il comune che ha ricevuto più fondi dalla Celi, noi abbiamo messo mezzi, strutture e personale, loro i soldi, se c’è la possibilità di continuare il progetto trascorsi dodici mesi, ben venga. Diremo a tutti chi ci ha finanziato, anche ai nostri parroci e se il Castello d’Alagno o una delle diverse strutture che abbiamo potrà essere utilizzato per loro iniziative, sono a disposizione». Il telesoccorso è, parole utilizzate dal referente per la formazione Renato Grimaldi, una «sperimentazione». Dopodiché, se si vorrà proseguire si dovranno trovare altri fondi. «Noi speriamo che la chiesa lo rifinanzi, in caso contrario cercheremo di attingere da altre risorse, ora bisogna vedere come risponde il territorio» – ha aggiunto Iolanda Marrazzo. Ci sono quindici comunità italiane della Chiesa Luterana, da nord a sud. «Ci siamo occupati dell’educazione dei bambini sul territorio di Ercolano, abbiamo gestito una serie di problematiche a Torre del Greco – ricorda Cordelia Vitiello – in questa zona il problema più impellente riguardava gli anziani e noi restituiamo i soldi dell’8 per mille secondo le difficoltà dei territori, non ci spingiamo subito a dire che potremo continuare a investire su questo progetto, ma lasciamo la porta aperta». Dal prossimo anno, partiranno nel sud italia anche gli «ambulatori solidali», per lo più itineranti.

 

 

 

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