Dopo il comunicato diffuso dal consigliere Pasquale Piccolo (leggi qui), il consigliere di maggioranza Peppe Nocerino ci ha rilasciato le seguenti dichiarazioni. Premesso che la delibera con la quale il Comune di Somma Vesuviana differiva la data di pagamento Imu dal 16 giugno al 30 settembre, senza sanzioni né interessi, è stata presentata nell’ultimo consiglio comunale dall’assessore Raffaele Irollo e poi approvata nella stessa seduta.
«Il consigliere Piccolo lamenta la mancanza di comunicazione da parte dell’Ente, dice che il Comune doveva avvisare i cittadini – dice Nocerino – ebbene io stesso in consiglio comunale(c’è il video) ho chiesto a chi di dovere di dare massima pubblicità alla delibera e allo spostamento della data dal 16 giugno al 30 settembre. Premesso questo, gradirei comprendere da dove il consigliere Piccolo abbia ricavato il dato statistico, venendone a conoscenza prima del Ministero delle Finanze, prima del governo Conte, prima di tutti. Come fa il consigliere Piccolo a sapere che tutti i cittadini di Somma Vesuviana si sono precipitati a pagare l’Imu entro il 16 giugno? Ha un computer collegato direttamente con il server dell’ufficio Poste Italiane di Somma Vesuviana o con le banche? Ha fatto un’indagine in tre giorni? Forse il consigliere Piccolo è un agente della Cia in incognito? Kgb, Fbi, Servizi segreti? Se è così mi arrendo ma a meno che il consigliere non sia in possesso di mezzi infallibili o abbia sguinzagliato 007 in giro, non può sapere queste cose. Cose comunque non vera giacché, come noi commercialisti ben sappiamo, a Somma non è assolutamente plausibile che tutti abbiano fatto la corsa per pagare l’imu. La pubblicità in merito poteva essere migliore ma questo è un problema di comunicazione dell’Ente, non una questione politica. Resta la curiosità: come fa a sapere il consigliere Piccolo? Di quali dati ancora indisponibili è in possesso? A meno che, devo ritenere sia così, non si sia appostato fuori dall’Ufficio Postale contando a mano quante persone siano entrate e uscite e intervistandole una ad una per chiedere loro se fossero lì per pagare l’Imu».


