Gentile Direttore,
dopo aver dato lettura alla precisazione del gruppo “Zi Riccardo e le Donne della Tammorra”, le chiediamo la possibilità di poter replicare, con poche righe, tramite il Suo giornale, a quanto è stato scritto, ritenendo la questione di interesse generale. E con la preghiera di darne pubblicazione.
Per sua natura un’associazione, è un Ente privato, senza finalità di lucro, che utilizza le proprie risorse per scopi Religiosi, Culturali, Sportivi ed altro. La volontà di un’associazione è quella di offrire modalità di utilizzo del tempo libero, a valori sociali e all’impegno etico. Nel caso specifico delle Paranze di Somma Vesuviana, con la costituzione dell’ “Associazione Tutela dei Riti del Monte Somma”, vi è la volontà di sensibilizzazione verso i Riti religiosi ed al rispetto dell’ambiente in cui si svolgono le Feste della Montagna. E non solo in quel periodo.
Il sottoscritto, che proviene da una lunga esperienza nel mondo associativo, ha ben chiaro che in DEMOCRAZIA tutti hanno il diritto di associarsi, avendo una idea comune, perseguendo degli obiettivi e per poter costruire, in questo caso, un progetto valido di tutela. Sono queste le motivazioni che hanno indotto le Paranze allo stare insieme, dandosi uno strumento che è quello di uno Statuto associativo con tanto di Regolamento. E senza nessuna presunzione di stare sul piedistallo per coordinare e primeggiare sulle feste della montagna.
E dopo anni e anni di discussioni, incontri andati a vuoto e liti, l’auspicio era che questo avvenisse con serenità.
Cioè che chiunque avesse un interesse sincero intorno alle sorti della montagna e dei suoi riti, quindi le Paranze, ma anche gruppi o altri soggetti, potessero finalmente trovare un intesa e perseguire un’idea ed un progetto comuni, leggendoli semplicemente per quello che sono, e sotto un unico cartello.
Oggi tutti siamo consapevoli, ed in parte corresponsabili, dello stato in cui versa il Monte Somma, lo scempio del Ciglio con la costruzione di una baraccopoli, un sentiero non curato, il totale abbandono della zona adiacente al Santuario di Castello, e tanto altro.
C’è davvero tanto da fare. E per questo ci sconcerta sinceramente il dissenso scomposto con cui il relatore accoglie una iniziativa come questa, che non ha altri scopi se non quelli fin qui enunciati, e verso i quali il buon senso e l’onestà intellettuale suggerirebbero un accoglimento caloroso e privo di pregiudizi. Utilizzando peraltro modalità e toni che a nostro avviso sono del tutto fuori luogo. Se infatti il diritto di critica è democratico e doveroso, é anche vero che esso va manifestato nelle sedi opportune e con mezzi appropriati, come maturità umana e istituzionale suggerirebbero. Caro direttore, ovviamente il ruolo dell’informazione è fondamentale, ma il ricorso alla diffusione massmediale delle proprie idee deve essere fatta quando non si sono avute risposte dall’interlocutore col quale ci si dovrebbe rapportare, e non quando questi non viene neppure coinvolto. Peraltro adducendo assurti, affermazioni e congetture, che vanno dal pretestuoso al non veritiero.
L’art. 18 della Costituzione sancisce il diritto ad associarsi, e l’ente Comune ha l’obbligo di riconoscere ogni forma associativa. Per cui il sindaco non sponsorizza alcunché. In quanto rappresentante istituzionale, egli non può che prendere atto della costituzione di un gruppo che, per inciso, offre finalmente all’amministrazione un interlocutore unico e massivo, col quale potersi interfacciare, e che può risolvere così l’annosa questione della difficoltà amministrativa nel dover gestire le richieste di innumerati gruppi, comitive e Paranze. Probabilmente l’organizzazione o gruppo interlocutore (non ne conosciamo la forma associativa), al pari di tutti gli altri, è iscritto all’albo delle associazioni del Comune di Somma Vesuviana, e nessuno si è mai sognato di fare un’uscita pubblica al proposito. Non si intuisce perché questa nascente associazione non possa avere la libertà di svolgere le attività previste dal proprio statuto.
Il comunicato sull’annullamento delle festività, emanato insieme al Comune, è stato un atto dovuto, perché, in quanto costituiti, rappresentiamo già una vasta ed eterogenea parte di persone. Ma questo non significa che il Comune sia nostro portavoce. Semplicemente l’Ente ne ha preso atto, attraverso il sindaco, per le motivazioni di cui sopra. Né l’Associazione si fa portavoce di nessuno. Essa non è nata e non vuole sostituirsi ad altre organizzazioni o enti, ma vuole solo dare il proprio contributo e svolgere le attività previste. Un’altra voce che si aggiunge a tante altre.
E cogliamo a questo punto l’occasione per respingere con fermezza qualsiasi ipotesi di inquinamento politico (pervenutoci da altri canali), in quanto agli Enti come E.P.N.V, Comune, Regione, Città Metropolitana, associazioni ambientaliste e culturali riconosciute, pubbliche e private, è stata data possibilità di ingresso rilasciando una tessera in onore, dimostrando con questo una reale assunzione di responsabilità e maturità d’intenti.
Va da se che tutte le altre organizzazioni, associazioni, Enti, gruppi musicali, comitive, famiglie, cittadini ed ogni forma di aggregazione devono continuare il proprio lavoro, di ricerca e di promozione delle tradizioni popolari e culturali, con la tranquillità e la dedizione di sempre.
È scopo istituzionale infatti, ma anche nostro personale avviso, che tutti debbano continuare a programmare eventi, manifestazioni, festeggiamenti, sagre, manifestazioni pirotecniche e tutto quello che è stato sempre fatto. Ognuno con le proprie peculiarità, con le proprie risorse e con le proprie differenze. Riteniamo che proprio questo rappresenti la ricchezza di una società civile e democratica.
Egregio Direttore crediamo non sia utile dilungarsi ulteriormente, poiché riteniamo di aver esposto le essenziali precisazioni, e la ringraziamo con affetto, a nome delle Paranze, per la Sua comprensione.
Ribadiamo, il sottoscritto con i responsabili delle Paranze, la nostra continua disponibilità ad incontrare tutti gli amici che ne faranno richiesta. Naturalmente ad emergenza sanitaria finita.
Vi salutiamo Cordialmente ed a presto vederci
Il Presidente
G. Iovino