Home Memoria e Presenza Somma Vesuviana, il Casamale tra luci ed ombre

Somma Vesuviana, il Casamale tra luci ed ombre

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Il quartiere Casamale, ancora oggi, è impropriamente definito il centro storico, ma le ultime acquisizioni del Dott. Domenico Russo non confermano tale ipotesi. Per adesso, la documentazione ci attesta che il luogo più antico della Terra di Somma fosse lo Burgo (il Borgo), cioè quella parte oggi dove insiste piazza Vittorio Emanuele III e l’antica Certosa di San Martino.

Oggi il Casamale è inserito felicemente in quel vasto perimetro del Parco Vesuvio. Certamente, come quartiere storico, non  può confrontarsi con quelli più famosi della Toscana oppure dell’Umbria, soprattutto in termini di manutenzione, in quanto manca il totale rispetto per la storia e per l’ambiente. A ciò bisogna aggiungere che il quartiere, in termini di fattura architettonica, se si eccettuano gli stipiti e spesso anche gli archi degli androni in piperno, resta costituito da materiali poveri, che necessitano di una continua manutenzione, come riferisce l’ing. Vincenzo Romano. Nonostante ciò, bisogna evidenziare che la funzionalità del Casamale venne meno quando, nel 1960, gli fu amputata la testa, isolandolo dal maestoso Castello d’Alagno, per dar posto ad una struttura viaria contraria ad ogni principio tecnico – progettuale. A tal riguardo la Circumvallazione, se da un lato apriva agli stretti legami commerciali, dall’altra, per le sue inopinate ed inadeguate caratteristiche, provocò numerose vittime per la sua pericolosità già a partire dall’apertura. A ciò va aggiunto che l’assenza dei controlli, da parte degli organi competenti, ha permesso una squilibrata realizzazione di edifici, proprio innanzi al Castello, modificando quella stupenda e caratteristica vista del mare di Napoli. Non è un caso che l’antica strada Marina portava direttamente a bagnarsi nel mare partenopeo. Del Casamale, ormai, si parla da oltre un sessantennio. Tutte le Amministrazioni cittadine, che si sono succedute, hanno sempre avuto come priorità dei loro programmi la soluzione del problema, poi, come al solito,  sempre disatteso nelle realizzazioni attuative.   L’interessamento, comunque, nella totalità dei casi, si è sempre tramutato in un inutile spreco di risorse, con l’ impiego di denaro pubblico – continua l’ing. Romano –  e con un’enorme produzione di scartoffie, caratterizzata da studi, piani e programmi di tanti architetti e prezzolati professori. A parte l’interessante realizzazione del parcheggio multipiano di via Dietro le Torri, una prima prova eclatante di disagio è la Casa di riposo, che completata in ogni dettaglio, per malevoli manovre di potere, o per chi sa quali occulti interessi, non è mai stata aperta, lasciandola incustodita, alla mercé dei vandali, che la hanno ridotta, ormai, ad un rudere ben visibile. Un altro esempio è stata la mal riuscita ristrutturazione del Castello d’Alagno, condotta anche sotto l’alta supervisione della Sovrintendenza per i beni architettonici, che ha consentito l’impiego improprio del calcestruzzo armato nel rifacimento del pre-esistente tetto a struttura lignea, contravvenendo ai più elementari principi normativi e tecnici. Oggi il Castello, tranne qualche rara manifestazione, non ha ancora avuto una stabile e definitiva destinazione. Sono trascorsi pochi anni dall’ultimazione dei lavori che, già, sono visibili i primi segni di degrado. Un segno non del tutto confortante.   Comunque dopo la “decapitazione” eseguita dal borgo Casamale, il Castello risulta in questo momento soltanto un elemento isolato senza altra capacità di funzionalità e di attrattiva. Ben altro, sarebbe avvenuto se si fosse intervenuti con una congiunzione tra il centro cittadino e il borgo, attraverso la realizzazione di una galleria artificiale a partire dalla circumvallazione, subito dopo l’incrocio San Giovanni De Matha, scollinando nei pressi del tombato alveo Purgatorio o Cavone, eliminando l’inutile e insignificante Parco degli Aromi e collegandosi direttamente con via Colonnello G. Aliperta ed oltre (vedi disegni allegati). Successivamente, la relativa pedonizzazione sul tratto della galleria avrebbe consentito l’obiettivo di poter accorpare il Castello D’Alagno al centro del Borgo Casamale. In questo modo – conclude Vincenzo Romano – il Castello si sarebbe riappropriato dei suoi antichi fasti, mentre il collegamento stradale, tra il monte e la valle di Somma, avrebbe subito un eccezionale miglioramento. Un’idea, ma, soprattutto, un messaggio destinato sia agli amministratori locali, che hanno a cuore le sorti del proprio paese, sia ai giovani ingegneri ed architetti in cerca di innovative visioni ed alti ideali.

 

(FONTE FOTO DI COPERTINA: ANTONIO ANGRI)