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Somma Vesuviana, il Casamale protagonista in un documentario finanziato dal Miur

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Si chiamerà «Terra Murata» il documentario che immortalerà il borgo antico cinto dalle mura aragonesi. Una iniziativa possibile grazie ad un finanziamento ottenuto dall’Iti Majorana di Somma Vesuviana. Poco meno di quarantamila euro che serviranno a realizzare il progetto «Scuola Aperta» che comprende otto moduli tra i quali compare «Arte e cultura alle falde del Vesuvio».

 E Terra Murata è un’idea di Emanuele Coppola, già autore del bellissimo docufilm Magma. Sarà una metafora di viaggio alle falde del vulcano, una immersione nelle suggestioni del patrimonio artistico, partendo proprio dal borgo antico di Somma Vesuviana fatto di ciottoli, archi rampanti e vicoli, racchiuso da spesse ed alte mura di epoca aragonese.

Il modulo del progetto si avvale della collaborazione dei docenti Giuseppe Cirillo (referente attività Pon del Majorana), Luigi Scognamiglio (tutor formativo) e Giuseppe Esposito (supporto al coordinamento didattico – amministrativo). Con tutto il supporto, naturalmente, del dirigente scolastico, l’architetto Giuseppe Cotroneo. «Lo scopo – dice Cotroneo – è quello di contrastare e contenere il fenomeno della dispersione scolastica, attraverso l’attività narrativa e descrittiva del loro territorio, spronandoli all’utilizzo di strumenti multimediali con finalità educative e formative.

Tutte una serie di attività, compresa questa, a carattere squisitamente laboratoriale, capaci di recuperare le motivazioni dei ragazzi alla frequenza scolastica e di trattenerli nell’ambiente scolastico in orario extracurriculare».

Il documentario con protagonista il borgo, arriva in un momento particolare, quando sul Casamale sono accesi riflettori, sono in corso polemiche, insomma quando il rione chiede attenzioni, necessita di una svolta. «L’obiettivo – spiega Emanuele Coppola – è quello di promuovere l’identità visibile, e conseguentemente spendibile, del proprio patrimonio, con l’intento di tradurla in occasione di crescita economica, culturale e civile. Parliamo, quindi, di uno scrigno narrativo ed immaginifico che porti la popolazione scolastica ad essere più consapevole della propria storia e del proprio considerevole patrimonio artistico/culturale, al fine di restituirlo con amore, orgoglio e capacità di appeal a turisti e visitatori. Un prodotto, realizzato dai giovani per i giovani, affinché, una migliore conoscenza dei propri beni culturali, possa sviluppare una maggiore coscienza di valorizzazione, tutela e salvaguardia degli stessi».

Fonte foto: Antonio Angri