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Somma Vesuviana, di chi è il Casamale? L’editoriale del direttore

Il Casamale di chi è? Il titolo di questo editoriale ci sta particolarmente a cuore, soprattutto ora che, da un paio di settimane, un gruppo di residenti ha deciso per una protesta pacifica contro la movida selvaggia. Attenzione, non contro la movida. Ma contro la movida selvaggia che è cosa ben diversa.

Chiarito ciò, come anche qualche attivista ha ben spiegato sui social respingendo le voci e le insinuazioni che i sit – in pro Casamale avessero invece qualcosa contro qualcuno e contro il bar Febbraro in particolare, vorremmo far sommessamente notare come sia ormai abitudine consolidata in questa città – e si astengano dalle offese i signori e le signore con estremità caudali infiammabili – plaudire alle iniziative ordinarie e deprecare invece chiunque riesca in qualcosa di straordinario. Straordinario, consentitemi, è che un gruppo di residenti non giri la testa dall’altra parte mentre orde di incivili – accanto a tantissimi che ancora ricordano le buone maniere e il rispetto – sfrecciano a folle velocità lungo i vicoli, sporcano, bivaccano sui gradini della Collegiata e schiamazzano fino all’alba.

Considerato che molte case sono a piano terra o comunque affacciate sui vicoli, è lecito preoccuparsi se le auto corrono a velocità intollerabile? Dunque il Casamale è dei pirati della strada?

Pare lecito, nel terzo millennio, ribellarsi a chi urla e schiamazza sotto la propria casa fino all’alba e a chi suona i campanelli in piena  notte, a chi ostruisce i passi carrabili? Il Casamale è dei vandali?

Vi sembra lecito ribellarsi contro chi urina  e vomita sui gradini storici della collegiata? Il Casamale è degli sporcaccioni, per usare un termine caro al sindaco di Somma Vesuviana?

Appare lecito chiedere l’aiuto di tutte le forze territoriali e politiche? O sul Casamale ha diritto di parola una sola parte, che sia maggioranza o opposizione? Perché ci sembra quanto meno strano che al primo sit in siano seguiti apprezzamenti, che la protesta sia stato oggetto di complimenti per la serenità con la quale si è svolta, e al secondo ci siano state insurrezioni ed ironie perché i residenti si erano permessi di invitare tutti i consiglieri, senza distinzione di colore. Se fossimo nella settimana enigmistica diremmo: trovate le differenze. Dove per differenza si intendono le presenze. Di chi è il Casamale? Possono consentirsi tutti i cittadini, anche e più quelli eletti, di parlare? Di accogliere l’invito dei residenti? Perché secondo loro, secondo i residenti, e consentiteci anche secondo noi, tutti devono fare la loro parte. Insieme sarebbe meglio. Ma pure se non fosse così, se una parte pungolasse legittimamente e l’altra considerasse le idee altrui…ne gioverebbe solo la città. Di chi è il Casamale? Certo non di chi governa, certo non di chi si oppone al governo.

Vi pare lecito pretendere l’interessamento di tutta la politica locale? Chiedere la ztl nei weekend?  Ebbene no, per i criticoni e i giudici occasionali del web nulla è lecito. Anzi, in modo del tutto gratuito e inopportuno l’accusa è: Vergogna! Vergogna di che? Di volere vivere in un paese civile? Di pretendere sicurezza nel proprio quartiere? Di voler preservare la storia e i beni culturali del borgo? Sabato in alcune zone di Somma ci sono stati guasti elettrici, compresa una zona del  Casamale. Ebbene, di chi è stata la colpa? Sicuramente non è dell’Enel – assurdamente è arrivato a sostenere qualcuno –  ma di chi ha osato avviare la protesta pacifica! In questa era 2.0, dove tutto e tutti si possono permettere di scrivere  tutto  contro tutti, si disinforma, si genera confusione su confusione, esacerbando gli animi e costruendo muri. E così si insinua ii sospetto che serpeggia nelle menti dei residenti mettendoli gli uni contro gli altri. Potremmo interpretare il pensiero degli attivisti del borgo, perché lo conosciamo bene: nessun residente, nessuno, intende creare problemi al Bar del Borgo Antico. Anzi, la richiesta della ztl dovrebbe soltanto favorire maggiormente  proprio gli esercenti,  poiché si potrebbe anche pensare di mettere tavoli sulla piazzetta, negli spazi liberi dalle auto. I casamalisti veri sono molto orgogliosi dell’investimento fatto dai fratelli Febbraro che hanno avuto il coraggio di ristrutturare  il locale e  di renderlo bello e  fruibile a tanti giovani e non. Tra l’altro, ed è noto a tutti, i baristi alla fine di ogni serata si occupano anche di pulire fuori e fino alla chiesa  Collegiata, vendono  in bicchieri di carta e nei  limiti del possibile chiudono negli orari previsti dalla legge. Il fatto che le forze dell’ordine controllino più spesso  la zona non è negativo e sicuramente non è a causa del bar ma per qualcuno che vuole fare del centro storico una  zona di spaccio.

Alla fine, il Casamale, è di tutti. Dei residenti, degli esercenti, della maggioranza, dell’opposizione, dei giovani che lo frequentano, è di Somma Vesuviana. Ma va rispettato. Come facciamo con la nostra casa.

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