Sedie vuote, addetti ai lavori, sindaci dei paesi limitrofi, consiglieri regionali o della Città Metropolitana, amici. I cittadini comuni si contavano però sulle dita di una mano.
Erano tutti lì per testimoniare solidarietà, affetto e vicinanza al sindaco Piccolo, dopo l’episodio che ha visto il primo cittadino ferito con tre coltellate e il suo aggressore in carcere. Un consiglio comunale convocato in tutta fretta per distinguerlo dalla seduta prevista per questa mattina e un solo tema all’ordine del giorno: l’aggressione a Piccolo e il conseguente sostegno unanime dell’assise. Mancava la città, però. Pochi cittadini, pochissimi. Molti, moltissimi, in meno di quelli che su facebook o con messaggi e telefonate hanno testimoniato nelle ore precedenti il loro affetto e sostegno a Piccolo. C’erano però gli assessori, tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, e ciascuno ha detto la sua, c’erano i sindaci delle città limitrofe: Sant’Anastasia, Mariglianella, Ottaviano, Brusciano, c’era il consigliere regionale Carmine Mocerino e anche Francesco Iovino, consigliere della Città Metropolitana e vicesindaco di Saviano. Non si sono viste le associazioni, l’unico partito politico che ha pensato bene di mandare un rappresentante in aula, pur non avendo consiglieri, è la Destra, con l’ingegnere Francesco Di Sarno. Insomma, poteva essere un’occasione per far passare un sentimento di forza, di comunità. Di certo però non è stata una passerella inutile, viste le proposte arrivate da alcuni interventi. Il presidente del consiglio Pasquale Di Mauro ha invitato tutti a stringersi intorno non solo al sindaco, ma all’uomo e a ciò che per le istituzioni rappresenta. «Un sentimento granitico di solidarietà – ha detto – al nostro primo cittadino, ma chiediamo che l’appello che parte da qui oggi sia ascoltato da tutte le istituzioni sovra comunali, che non ci lascino soli». Il consigliere regionale Mocerino ha sottolineato, circa l’aggressione, che si è davanti al gesto di un folle, plaudendo al tempestivo intervento delle forze dell’ordine. «La risposta migliore – ha poi aggiunto – non può essere che andare avanti spediti nel governo della città e nella risoluzione dei problemi». Il sindaco di Brusciano è intervenuto anche nel ruolo di rappresentante di Anci Campania. «Mia intenzione – ha detto Giosy Romano – è convocare come Anci Campania, qui a Somma Vesuviana, un tavolo di riflessione con la partecipazione di esponenti del Governo centrale». Il sindaco di Mariglianella, Felice Di Maiolo ha aggiunto: «Il sindaco Piccolo merita rispetto per ciò che è riuscito a fare in questi mesi, anche sul fronte delle politiche sociali per le quali stiamo lavorando insieme come ambito». «Oggi ci sentiamo tutti di Somma Vesuviana – ha detto il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete – quando ho appreso di quanto accaduto al sindaco Piccolo ho avuto come un senso di resa. Non è possibile essere additati come colpevoli di quanto accade, della crisi, di ogni disagio: noi ci mettiamo l’anima e siamo i soli, come sindaci, a parte forse soltanto i parroci, ad avere la misura di quanto accade sui nostri territori. Siamo soli, perché io faccio la differenza tra un sindaco e un politico e la crisi non è certamente figlia nostra». Un’altra proposta, quella di inviare un documento comune al Prefetto, è arrivata dal sindaco di Ottaviano, Luca Capasso. «Gesti simili vanno condannati non solo senza “se” e senza “ma”. Non devono esistere, “se” e “però”. Oggi i sindaci sono il front office della popolazione, siamo pubblici ufficiali e vedere ieri un collega ferito è stato bruttissimo, si pensa davvero di gettare via la fascia in quei casi. Ma poi ci si arrabbia e ci si dice che dobbiamo lottare, bisogna far capire ai cittadini che facciamo solo e soltanto i loro interessi». Il sindaco Piccolo, braccio al collo ma sereno, ha ringraziato i presenti con poche parole.






