


Il Pd c’è e dirà la sua, pur senza lista, senza candidato sindaco, senza una rappresentanza. Si parlerà di «democrazia ferita e rinascita della politica», questa sera alle 19 nella sala Santa Caterina di piazza Vittorio Emanuele III, nel convegno «Giustizia, etica e politica nella città» che vedrà gli interventi del segretario di circolo, Giuseppe Auriemma, della segretaria regionale democrat Assunta Tartaglione, dell’onorevole Massimiliano Manfredi e dell’eurodeputato Andrea Cozzolino.

Così il Pd torna alla discussione politica, pochi giorni prima del voto che deciderà il prossimo sindaco di Somma Vesuviana tra i cinque candidati in corsa. Ne manca uno, ed è proprio quello che il Pd aveva scelto insieme ad altre due civiche, il medico Giuseppe Bianco. Parla di «democrazia ferita» il manifesto Pd che annuncia il convegno, la «ferita» è però soprattutto quella palese nell’orgoglio democrat, oltre naturalmente a quella del suo popolo, privato della possibilità di essere rappresentato. Tutto è iniziato già prima della presentazione delle liste, quando Giuseppe Bianco, fiaccato da lettere ed esposti anonimi, decise di ritirarsi. Tutto il clamore provocato dal risalto mediatico della vicenda ha spinto i democrat locali ad una scelta singolare: quella di non presentare la lista e dunque nemmeno un candidato sindaco, lasciando «orfani» di colpo elettori e militanti. Salvo poi mettere in campo ogni tentativo possibile per tentare di rinviare il voto, ipotesi scartata dal prefetto dopo un incontro con la delegazione dem. Nelle ultime due settimane dal Pd solo silenzio, rotto con fragore dalla visita in città dell’ex governatore Antonio Bassolino qualche giorno fa.

E intanto i Verdi (lista schierata in sostegno del candidato sindaco Salvatore Di Sarno) denunciano presunte compravendite di voti. «Ci sono state segnalate alcune vicende inquietanti – spiega il consigliere regionale del Sole che Ride, Francesco Borrelli – come la compravendita del voto a 50 euro a persona e anche la spesa e il pagamento delle bollette in cambio del consenso. Per le famiglie di almeno 4 persone ci hanno segnalato in cambio del voto l’acquisizione di ferri da stiro, forni a micro onde e addirittura lavatrici e lavastoviglie. Temiamo anche che questi elettrodomestici siano di dubbia provenienza. Casomai rubati o estorti tramite sistemi usurai o di racket dalla criminalità. Per questo chiederemo al Prefetto di Napoli e alla Magistratura di porre la massima attenzione in questo comune negli ultimi giorni di campagna elettorale per fermare questa deriva ed eventuali gravissimi reati».




