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Stavolta si tratta di un vero ascensore e non di un servoscala come quello montato sui gradoni del sagrato e fatto rimuovere celermente in seguito all’intervento dei Carabinieri: tutto questo accadeva in passato, quando a gestire la situazione c’era il parroco Pasquale Carbone. Il montascale in questione, per il quale sono stati già spesi dei soldi, era stato installato in seguito al progetto realizzato dall’ufficio tecnico della Curia di Nola: tuttavia l’intervento, chiaramente invasivo, non era stato autorizzato dalla Soprintendenza dei Beni Culturali. Ancora nel gennaio del 2019 padre Giuseppe D’Agostino, primicerio della parrocchia San Pietro Apostolo in S. Maria Maggiore, nel borgo medievale del Casamale, sollecitava il funzionario responsabile di zona per Somma Vesuviana, affinché desse il via libera all’operazione che si rendeva necessaria per consentire ai fedeli con difficoltà di deambulazione di accedere senza fatica al luogo di culto.

Tutto cambiava qualche mese dopo, quando veniva interpellato l’architetto Nino Serpico, il quale provvedeva a redigere un nuovo progetto, in sintonia proprio con la Soprintendenza. Veniva così accantonata l’idea del servoscala (non previsto dai protocolli per la tutela e la salvaguardia dei beni culturali) e si lavorava per realizzare un vero e proprio ascensore: l’architetto mariglianese, già autore del restauro avvenuto oltre dieci anni fa e dunque grande conoscitore della chiesa Collegiata, in sinergia con il lavoro della geometra Anna Orsi e grazie anche alla relazione storica di Teresa Cerciello, presidente dell’associazione Arcobaleno (già impegnata nel restauro del polittico di Angiolillo Arcuccio che si trova sull’altare), riusciva a individuare presto un vano, ortogonale all’ingresso, dove poter inserire l’ascensore ma senza incidere sulla facciata o comunque sugli esterni della chiesa. L’elevatore, affacciato su una strada laterale, consentirà in questo modo di abbattere le barriere architettoniche e condurrà le persone che ne avranno bisogno direttamente all’interno dell’edificio religioso, facendoli arrivare in un sottoscala del campanile.

La ditta che dovrà eseguire i lavori è già stata individuata e, come detto, ora mancano soltanto i soldi: circa ventimila euro, come conferma anche l’architetto Serpico. È proprio lui a raccontarci che “dopo formale richiesta, grazie al contributo prezioso del funzionario della Soprintendenza Rosaria Crescenzio, è stato messo da parte il progetto fatto dall’ufficio tecnico della Curia che prevedeva un servoscale sulla facciata, impattante e indecoroso, la cui posa fece giungere sul posto i Carabinieri”.

È attesa nei prossimi giorni la lettera con la quale padre Giuseppe chiamerà all’azione tutti i cittadini sommesi, grazie al supporto già incassato degli Amici del Casamale: tuttavia si ragiona anche in ottica sponsor, come è stato fin dall’inizio. Ora che la situazione burocratica è stata risolta, nel rispetto del bene culturale, tutti i contributi possono essere utili alla causa.