Somma Vesuviana, accelerata al recupero della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli in vista del «Maggio dei Monumenti».

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La chiesa sconsacrata di Rione Trieste, affidata in comodato d’uso trentennale dalla Curia all’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche rinascerà, mirando a divenire punto di riferimento e di riscatto sociale per il quartiere. Il presidente Biagio Esposito: «Speriamo di farcela per il “Maggio dei Monumenti”, in quell’occasione organizzeremo la prima manifestazione pubblica».

 Il progetto si chiama «Fare e Saper Fare», è ideato da Biagio Esposito e mira ad un’impresa che negli anni non è riuscita ad alcuno: tramutare la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, fino ad oggi simbolo di degrado, in uno spazio polifunzionale che accolga giovani, e tutti i cittadini della comunità, formandoli a competenze artigianali che possano mettere a frutto le loro abilità.

Biagio Esposito

«Fare cultura del territorio ha senso se si restituiscono agli eredi del passato i monumenti della loro civiltà – dice Esposito – questo storico luogo di culto, destinato addirittura ad essere abbattuto, ha nei secoli accolto molte antiche genti di Somma. Vi trovavano il conforto della Fede e si riconoscevano affratellate nella Parola del Vangelo, che mai passerà, e nel lavoro che santifica. Si riapre, restaurato, per accogliere gli eredi di una nobilissima civiltà contadina, documentarne i valori e offrire, oltre l’aria che si respira della tradizione, quegli aggiornamenti culturali che propongono didattica per la vita nei giorni di tutti. L’orgoglio d’esserci e appartenerci troverà qui la giusta sede, per liberamente comunicare in incontri ravvicinati. Somma che produce idee, mai preconcette e imbrigliate, si riconsacrerà ai valori religiosi ed a quelli della vita, proiettandosi, nel tempo a venire, forte delle possenti radici e con i rami sempre più estesi».

Aule didattiche, sala conferenze e sala espositiva, laboratori di ceramica, arte orafa, ebanisteria, ricami di ieri e di oggi, biblioteca, museo, direzione e segreteria e, naturalmente, servizi igenieci: tutto questo avrà sede nella struttura concessa in comodato d’uso dalla Curia. E proprio per rispettare l’identità originaria il Museo sarà quello della «Ritualità e Cerimonialità religiosa delle Genti Campane».

Via alla messa in sicurezza, dunque. Ma si punta, come detto, al Maggio dei Monumenti. E per la prima manifestazione pubblica c’è già un titolo. «Si chiamerà “A Voce d’a Gente” – dice Esposito – e la conferenza sarà arricchita da uno spettacolo musicale. Devo solo dire grazie alla Curia e tutti coloro che hanno creduto in noi».

Daniela Spadaro
Daniela Spadaro
Giornalista professionista

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