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Dai consiglieri comunali Rubina Allocca e Angelo Esposito riceviamo e pubblichiamo.

 

Gentile Direttore,

In merito all’articolo da voi pubblicato sul vostro giornale dal titolo”Somma Vesuviana, sequestrate opere abusivi di proprietà di due consiglieri di maggioranza “, si precisa quanto segue :

il fondo su cui è stato realizzato l’abuso non è mai stato nella disponibilità di mio marito che, quindi, non è assolutamente il committente delle opere abusive.
La cosa sarà chiarita nei prossimi giorni, dal momento in cui i vigili, a cui faccio i miei complimenti per il lavoro svolto di contrasto all’abuso edilizio sul territorio, non comprendono la distinzione tra formale comproprietario e committente, vedendoci costretti ad interloquire con il magistrato.
Sta di fatto che il suolo interessato venne, per disposizione testamentaria, assegnato ad una sola sorella di mio marito e non alla moglie del consigliere Angelo Esposito né a mio marito.
Alla polizia municipale, che obbiettava la mancata pubblicazione del testamento, non è stato sufficiente opporre che, al di là del lato formale, nel rispetto delle volontà testamentarie, di fatto i desideri di mia suocera venivano rispettati e quel fondo, di conseguenza, veniva utilizzato in via esclusiva dal beneficiario, che mai e poi mai ha messo al corrente i fratelli delle sue intenzioni di realizzarvi opere edilizie”.

I consiglieri Rubina Allocca e Angelo Esposito.