Somma, il grande cuore dei volontari per l’apertura della Villa Augustea

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Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di Franco Mosca della Pro Loco in merito all’apertura della Villa Augustea

 

Dopo l’ennesima apertura straordinaria dello scavo archeologico di Villa Augustea di sabato 7 e domenica 8 ottobre siamo stati da più parti sollecitati a fare qualche considerazione anche noi che coadiuviamo la Missione Giapponese.

 

 

Detto  che tutto quanto è in essere per Villa Augustea lo si debba all’Università di Tokyo che ci mette i soldi, la responsabilità e il prestigio attraverso l’alta sorveglianza della Sovrintendenza Archeologia di Napoli.  Acclamata  l’intuizione e l’opera  del “concittadino” prof. Antonio De Simone. Ringraziato, ma mai abbastanza, i due imprenditori sommesi che hanno fatto importanti donazioni uno per l’allargamento degli scavi e l’altro per l’accesso pubblico al monumento.  Apprezzata l’opera fondamentale ed insostituibile di collaborazione scientifica dell’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli. Segnalato il   crescente e indispensabile supporto dell’Amministrazione Comunale nella promozione del sito su aspetti e molteplici settori. Sottolineato il  ruolo trainante dell’ informazione della grande stampa nazionale e, in particolare, de “ il Mediano” sempre vicino.  Ci corre l’obbligo dedicare qualche riga a chi con dedizione e spirito di servizio ha reso possibile la visita al pubblico: i volontari. I nomi: Emilia, Maria, Marika, Gabriella, Anna, Dora, Jole, ancora Maria. Poi Enzo, Salvatore, Concetta, Anna, Michele ecc. Alcuni impegnati da diversi anni.

Con il 2023 gli anni dello scavo salgono a 22 (dal 2002).  Le aperture straordinarie di fine estate sono state sempre garantite tranne l’anno nero del covid. Nei primi tempi  si facevano in due weekend consecutivi quindi erano quattro  giornate per volta. Per cui siamo a quota  30 fine settimana di apertura, per un totale di circa 60 giorni di cancelli spalancati.

Nei primi anni si tenevano anche due giornate  esclusive per gli studenti  di ogni ordine e grado ed arriviamo a circa settanta. Poi ci stanno le giornate aperte al pubblico legate ad eventi particolari come due edizioni di Giornate FAI,  Pomigliano Jazz, qualche edizione della Festa delle Lucerne ecc, ed ultimamente l’apertura straordinaria legata al passaggio del Giro d’Italia.

Facciamo ottanta in totale. Un numero certamente importante.  Questo è stato possibile grazie ai ragazzi ed alle ragazze che la Pro Loco Somma (ripeto Pro Loco Somma) ha sempre messo in campo.  Non in modo esclusivo perchè Apolline Project ha sempre dato una mano attraverso le professionalità di  Ferdinando De Simone  e Vincenzo Castaldo. Nei primi anni  una mano la davano anche gli amici dell’Associazione Dioniso.  Ma il nucleo fondamentale l’ha sempre garantita la nostra associazione. E lo ha fatto in un modo semplice ed originale: attraverso i giovani  del Servizio Civile Nazionale. Tutti. Nessuno escluso. Ovviamente con una indispensabile e seria preparazione. In pratica tutti i volontari  che la Pro Loco Somma ha seguito in questi anni sono stati formati per fare da guida, cicerone, accompagnatore alla visita della Villa Augustea. Così circa una settantina di ragazze e ragazzi hanno conosciuto, frequentato, studiato e  approfondito  lo scavo archeologico per poi divulgare le informazioni e le conoscenze a ogni visitatore. Un lavoro silenzioso ma importante e utile per il futuro.  Fatto con belle persone da belle persone. Una vera scuola al servizio della comunità.

E’ la forza  di queste giornate.  Come ci stanno i volontari che gratuitamente dedicano il loro tempo libero alle mense dei poveri, per esempio,  ci stanno giovani che mettono a disposizione  tempo e conoscenze culturali e professionali  per tutti quelli che vogliono capire, sapere, vedere ecc. Dati i tempi è un piccolo miracolo.

Il totale dei visitatori di Villa Augustea  (che è ancora  solo un cantiere) in questi anni è un numero che mette i brividi.  Molti siti attrezzati e tanti ricchi musei  se li sognano. Stiamo  dimostrando  che non basta la bellezza del monumento per il successo ma serve anche il livello dell’accoglienza. E quest’ultima non è solo fisica.

Starza della Regina è una terra benedetta dalla storia. Già famosa per frequentazioni  “regali” ma  nessuno poteva immaginare che ruderi romani potessero ritornare alla luce grazie alla città di Tokyo, a diecimila km di distanza.  Nessuno poteva immaginare che la “visione” di un conterraneo, il caro prof  De Simone,  potesse richiamare, ancora, duemila belle persone in un fine settimana di ottobre, disciplinatamente in fila, per  conoscere storie millenarie di opere imponenti di antenati illustri.

Quello che è successo  sabato e domenica  non è mai successo. I numeri parlano chiaro. Gli oltre 2.000 visitatori mai si sono visti in due singole giornate. Si sfiorava quel numero quando le giornate erano quattro e soprattutto in determinate occasioni (il rinvenimento delle statue, la scoperta degli affreschi, le trasmissioni di Piero e Alberto Angela). Inoltre buona parte erano abitanti del circondario. Ora tutti hanno constatato che circa i due terzi provenivano da fuori. Un bel numero si è fermato anche  presso i diversi ristoranti. Si è sperimentato concretamente qualcosa che viene spesso solo sognato.

E’ stato un  weekend da incorniciare. Costato  zero alla comunità. Un crogiuolo di “bellezza” tra scienza, gioventù e storia, al servizio di Somma e della Cultura.

 

Franco Mosca (presidente Pro Loco Somma)