Lo Scognaturo d’Oro, la tradizione di San Gennarello torna protagonista

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La X edizione si inserisce quest’anno nei festeggiamenti in onore di San Gennaro, all’interno del San Gennarello Festival 2026 organizzato dal Comitato Festa San Gennarello.

Ci sono tradizioni che non sono semplici appuntamenti sul calendario, ma rappresentano l’identità di una comunità, la memoria delle famiglie e il legame con le proprie radici. A San Gennarello di Ottaviano, Lo Scognaturo d’Oro è tutto questo. Un evento profondamente sentito, nato per mantenere viva la memoria della civiltà contadina e tramandare alle nuove generazioni il ricordo del lavoro nei campi e della tradizionale battitura del grano, la “scognatura”.

La manifestazione nasce dall’iniziativa del presidente Antonio Carbone, che ha voluto recuperare e valorizzare una tradizione importante per il territorio. Dopo le prime sette edizioni, svoltesi consecutivamente dal 1982 al 1988, e l’VIII edizione del 1995, Lo Scognaturo d’Oro è tornato nel 2025 con la IX edizione, dopo trent’anni di interruzione. Oggi raggiunge un traguardo speciale: la X edizione.

La novità più importante di quest’anno è l’inserimento della manifestazione nei festeggiamenti in onore di San Gennaro, all’interno del San Gennarello Festival 2026, organizzato dal Comitato Festa San Gennarello. Un connubio significativo tra fede, tradizione e partecipazione popolare, con l’obiettivo di fare dello Scognaturo d’Oro un appuntamento stabile della festa patronale.

La giornata prenderà il via alle 10:00 da via Matteo Parisi, con un corteo che attraverserà le strade di San Gennarello fino a raggiungere Piazza San Gennarello e la chiesa. Protagonisti saranno le autorità civili e religiose, gli alunni dell’I.C. “Piero Angela” in abiti tradizionali, i bambini con gli antichi scognaturi, contadini, donne con il grano, un trattore e una paranza di musica popolare. Non mancheranno le danze popolari del gruppo Gioventù in Movimento.

Dopo la celebrazione religiosa, il busto di San Gennaro sarà portato fino alla piazza e collocato davanti al grano e alle ceste di pane, che verranno benedetti dal parroco Don Raffaele Rianna. Poi spazio all’antico rito della scognatura: prima saranno i bambini a riproporre la battitura del grano, seguiti dagli adulti, accompagnati dalla musica della paranza.

È qui che passato e presente si incontrano: i bambini raccolgono l’eredità degli adulti e una tradizione antica torna a vivere davanti all’intera comunità.

Questa edizione è il segno di una tradizione che continua, di una memoria che non vuole essere dimenticata e di una comunità che, attraverso la fede e le proprie radici, continua a raccontare la propria storia.

È lo Scognaturo. È San Gennarello. È tradizione.

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