Sfregio alla statua di Totò, la nipote Elena: “Atto di bullismo su mio nonno”

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La nuova inaugurazione della statua di Totò nel 2016
La seconda inaugurazione della statua di Totò nel 2016 dopo l'installazione del 1980 in altra sede

Identificati gli autori del gestaccio ai danni del monumento dedicato a Casalnuovo al Principe della risata e simbolo di Napoli e della napoletanità

 

Sabato sera alle nove lo sfregio a Totò, un ragazzino che si arrampica sulla statua del simbolo di Napoli per piazzargli sul viso una mascherina anticovid. Il tutto condito dagli insulti dei suoi compagni all’indirizzo del grandissimo attore scomparso nel 1967. Compagni di bravata che hanno anche filmato il gestaccio per pubblicarlo sui social network che amplificano l’infamia quotidiana. Ieri però i carabinieri hanno identificato i tre scugnizzi del duemila pieni di rabbia e malignità. Secondo quanto ha fatto sapere il Comune di Casalnuovo sono stati attivati i servizi sociali dopo che i militari hanno ascoltato sia i minorenni identificati che le loro famiglie. I tre, sempre in base a quanto reso noto dalla municipalità, sono stati deferiti alla Procura presso il Tribunale dei Minorenni. Apparentemente normale il loro profilo, stando ancora a ciò che ha fatto trapelare il Comune di Casalnuovo. Hanno tutti 16 anni, appartengono a famiglie di lavoratori e vanno a scuola: un quadretto che non avrebbe fatto sospettare un tale sfogo di cattiveria gratuita. Eppure è successo. Nel pieno centro di Casalnuovo, corso Umberto, a pochi metri da dove la sera del 3 novembre del 2020 una banda di giovanissimi criminali uccise a coltellate Simone Frascogna, studente di 19 anni,. “Da allora a Casalnuovo per la prevenzione dei minori a rischio non si è fatto niente – spiega Giovanni Nappi, leader dell’opposizione PD – il Comune avrebbe dovuto insistere sull’educazione, sul rispetto delle regole, sul culto della memoria e dell’identità. E poi non c’è controllo del territorio. La sola videosorveglianza non serve”. Il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, afferma invece che “insieme ai carabinieri e grazie alla videosorveglianza urbana comunale siamo riusciti a individuare i responsabili di questo terribile gesto che non resterà impunito”. Pelliccia ha annunciato di aver parlato con la nipote di Totò, Elena de Curtis. Con lei ci sarà un evento davanti alla statua. Ieri Elena de Curtis ha voluto rilasciare una riflessione su quello che è successo sabato sera. “E’ un dispiacere – ha detto la signora Elena – non solo per l’identità di mio nonno, l’identità partenopea che ha portato in Italia e nel mondo. E’ uno sfregio alla propria identità. Comunque – chiarisce la nipote del Principe – è anche un problema molto più ampio, della società. Questi ragazzi non hanno più un punto di riferimento, non c’è amore per se stessi e per la propria appartenenza. Io – ricorda Elena – ero presente con mia mamma quando nel 2016 fu apposta nella nuova posizione quella statua a Casalnuovo (la prima volta la statua fu installata, a pochi metri di distanza, nel 1980 ndr)  là c’è una scuola primaria. Mi ricordo che i bambini fecero un omaggio a mio nonno. Oggi i ragazzini hanno fatto i bulli, perché questo sfregio è stata una forma di bullismo. Adesso bisogna porsi il problema dell’orgoglio di essere napoletani. Comunque, lo ripeto, questi episodi sono parentesi. Napoli è una città ancora al top dell’umanità e della cultura. E sui ragazzi si può ancora lavorare: più attenzione da parte delle famiglie e delle istituzioni”.