Il parlamentare ha eletto il suo domicilio presso la casa abitata dalla famiglia Cerza.
Sfruttare la propria immunità parlamentare per salvare dallo sfratto, sia pure momentaneamente, una famiglia sfortunata. E’ successo ieri mattina a Somma Vesuviana, dove il senatore Sergio Puglia, del Movimento Cinque Stelle, è sopraggiunto nel rione Soficoop allo scopo di aiutare una famiglia che abita in uno degli appartamenti pignorati dalle banche e messi all’asta. Alloggi, quindi, da sgomberare. Il parlamentare pentastellato ha però usato un escamotage per aiutare i fratelli Salvatore e Marcella Cerza, due ragazzi di 24 e di 21 anni rimasti soli in uno di questi appartamenti, dopo il tormentato divorzio dei genitori, consumato nel 2010. Puglia infatti ieri mattina, proprio mentre l’ufficiale giudiziario stava per procedere allo sfratto, supportato a distanza dalle forze dell’ordine, ha eletto il proprio domicilio presso la casa dei due giovani, nel frattempo finita nelle mani della società di recupero crediti “Sofir”, a seguito di un pignoramento avviato dalle banche. “Ho l’immunità parlamentare e mi sono domiciliato qui – ha eccepito il senatore – in virtù delle mie guarentigie non potete accedere in questo appartamento per sfrattarci”. E alla fine lo stratagemma del senatore non si è rivelato di quelli inutili. L’ufficiale giudiziario ha infatti prorogato lo sgombero della casa al 26 gennaio prossimo. “Siamo al quinto accesso qui – ha dichiarato l’ufficiale prima di andarsene – ma per questa volta faremo un’eccezione, anche se il senatore poteva evitare quello che ha fatto”. Alla scena hanno assistito alcuni esponenti della segreteria cittadina del Partito democratico di Somma Vesuviana, giunti anche loro sul posto in difesa della famiglia da sfrattare. A quel punto Marcella, ragazza rumena di 21 anni, ha pianto tra le braccia del padre adottivo, Massimo Cerza, di 54 anni. “Nel 1992 versai alla Soficoop 120 milioni delle vecchie lire per acquistare quest’appartamento -. racconta il signor Cerza – poi è successo quello che è successo: i soldi sono spariti e le banche hanno pignorato tanti alloggi qui”. Massimo ha poi divorziato dalla moglie. La donna è andata a vivere altrove. Anche lui è andato via. Si è rifatto una vita con un’altra donna, a Nettuno. Ma i due figli adottivi, Salvatore e Marcella, sono rimasti a Somma Vesuviana, in quella casa che non è più la loro perché è stata ceduta all’asta dalla società di recupero crediti, la Sofir. Le case Soficoop di Somma Vesuviana, a via Milano e a via Venezia, sono finite all’asta giudiziaria, quest’anno: 48 alloggi. I prossimi sgomberi sono stati fissati per il 13 dicembre e il 16 dicembre.



