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Scuole aperte in tempo di Covid. Una situazione per nulla facile da affrontare, ma vengono rispettati i protocolli per arginare il rischio contagi. Diverse le sezioni in quarantena con ritorno in DAD almeno fino al 29 gennaio nell’area nolana e vesuviana. Per gli studenti delle scuole superiori, si ritorna alle lezioni in presenza dal 1° febbraio.

Dopo la conferma del Tar, pervenuta nei giorni scorsi, che ha confermato il ritorno in aula degli alunni di 3°, 4° e 5° primaria, insieme alle classi delle scuole secondarie di primo grado, si cerca di ritornare alla normalità tenendo sotto controllo il pericolo contagi, sempre nascosto dietro l’angolo. Il 2020 è stato l’anno della famosa DAD, la didattica a distanza che ha costretto insegnanti e ragazzi a trasferire il sistema scuola tra le quattro mura domestiche.

Tanti i pro, ma molti anche i contro che mettono d’accordo gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado pronti a ritornare in aula in tempi stretti. Il rientro per questi ultimi è previsto per il 1° febbraio prossimo. Studenti che sentono il bisogno di ritornare alle tradizionali lezioni in presenza in un rapporto diretto tra insegnanti e alunni. Tanti, invece, i giovani che nei giorni scorsi hanno fatto sentire la propria voce scendendo in piazza, protestando davanti alla sede della Regione Campania. Pronti a ritornare a scuola ma in tutta sicurezza, nel rispetto delle regole e del distanziamento.

A pochi giorni dalla riapertura, però, sono diversi gli istituti che nei paesi vesuviani sono stati costretti ad affrontare quel che più si teme da ormai un anno: il Covid-19.  Il rischio di contagio c’è, ma si cerca di circoscrivere subito i casi applicando il protocollo ministeriale , procedendo  a inviare il tracciamento all’asl di competenza, che dispone la quarantena , e si  riattiva in via provvisoria  la DAD e, ovviamente, si procede alla  sanificazione degli ambienti. Nel comune di Somma Vesuviana, sono stati accertati ben 5 casi nella scuola media San Giovanni Bosco/Summa Villa; un caso presso il Primo Circolo Raffaele Arfè; un secondo positivo nella platea del Secondo Circolo e un altro presso il Terzo Circolo didattico.

A preoccupare, però, non sono solo i possibili contagi nelle aule, ma all’esterno dei cancelli d’ingresso. Per scongiurare e contenere la diffusione del virus, a Sant’Anastasia è stata emanata un’ordinanza per disporre divieto di assembramento dinanzi agli accessi di tutti gli edifici scolastici. «Questa misura aggiuntiva è stata doverosa – spiega il sindaco Carmine Esposito – nei confronti di tutti i cittadini e permettendo, soprattutto, un ritorno sereno a scuola a tutti: genitori, bambini, ragazzi e personale addetto».

Isolamento fiduciario e ritorno alla DAD fino a nuove disposizioni anche per una sezione del Primo Circolo Didattico di Saviano che ha registrato un caso di positività tra gli alunni di una classe II. Presso la scuola secondaria di primo grado, invece, la situazione è stabile. Nell’istituto è stata avviata la consegna di mascherine che lasciano molto discutere, non risultando adatte a fini protettivi.

Nel comune di Nola preoccupa la situazione presso il Primo Circolo Didattico Tommaso Vitale con ben 10 casi positivi registrati, di cui 6 tra il personale docente, 3 tra i bambini e 1 tra i collaboratori scolastici. Bloccate, dunque, tutte le attività con ordinanza sindacale dal 27 al 31 gennaio, per riprendere poi dal 1° febbraio.

Anche nel vicino comune di Carbonara di Nola è stata notificata la positività di uno studente dell’infanzia, con immediata sospensione delle attività in presenza per la classe coinvolta fino al 29 gennaio.

Ordinata la sospensione delle attività educative in aula fino al 29 gennaio, salvo ulteriori provvedimenti, anche per 6 classi della scuola secondaria di secondo grado “Omodeo Beethoven” di Scisiciano in seguito al manifestarsi di nuovi casi di positività nell’istituto.

Una situazione, in linea massima, che ancora desta preoccupazioni, sebbene il sistema scolastico stia dimostrando di attenersi con rigore al nuovo protocollo per garantire a studenti, docenti, collaboratori e genitori quel tanto invocato ritorno alla normalità, per quanto complesso possa essere.