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Frasi terribili pronunciate anche davanti ai carabinieri. 

 

Minacciato di morte sotto gli occhi dei carabinieri perché “colpevole” di aver segnalato alle forze dell’ordine uno smaltimento illecito di rifiuti. Non è la prima volta che capitano cose del genere ad Alessandro Cannavacciuolo, giovane ambientalista di Acerra. Ma ciò che è accaduto ieri pomeriggio nella vicina Casalnuovo, altro luogo simbolo della Terra dei Fuochi, vale proprio la pena di portarlo agli onori delle cronache. « Vi siete fatti fermare da quello scemo, ma voi non vi dovevate fermare: lo dovevate sbattere in aria », ha detto un tizio non ancora identificato ai conducenti di un’ autobotte per l’espurgo, operai sorpresi dai carabinieri a scaricare illegalmente nella fogna pubblica di Casalnuovo liquami prelevati da un vicino esercizio commerciale. La minaccia è stata poi ripetuta davanti agli stessi militari in divisa: « Ora avete l’ordine – ha gridato l’individuo, sempre rivolgendosi agli operai dell’autobotte – la prossima volta che si mette avanti al mezzo sbattetelo in aria ! ». A quel punto Alessandro ha replicato così: « Ora mi allontano e me ne vado perché non posso consentire che un soggetto del genere pronunci simili minacce addirittura sotto gli occhi delle forze dell’ordine ». Subito dopo il  “soggetto” si è avvicinato ad Alessandro e lo ha fissato minacciosamente negli occhi: « Ma perché, ho fatto il tuo nome ? Adesso non posso nemmeno parlare ? Ne, piecoro ? ». Ne è scaturito un battibecco. Il tutto è stato fatto verbalizzare dallo stesso ambientalista. Dunque, nel rapporto dei carabinieri sui fatti di ieri in via Benevento a Casalnuovo viene riportato questo grave episodio. E Cannavacciuolo oggi ha poi precisato quanto segue: « Io non mi trovavo lì per guardare cosa stesse facendo la ditta di Acerra in questione ma mi sono imbattuto per caso in questa vicenda mentre tornavo da un sopralluogo su una discarica in via Saggese. Poi ho visto quello che ho visto e mi sono sentito in dovere civico di scendere dall’auto, videoregistrare il tutto e contestualmente chiamare le autorità competenti. Tra l’altro già nel 2015 la stessa società era stata attenzionata per aver scaricato liquami illegalmente ad Acerra, in via Silvio Pellico. Ne scaricarono un quantitativo così grande da allagare un appartamento abitato che si trovava proprio accanto al punto in cui venivano sversati i rifiuti liquidi. Tutti questi fatti sono stati regolarmente denunciati alla polizia municipale ma non hanno dato nessun risultato ».