Un anno con pena sospesa per Carmine C. difeso dall’avvocato Antonio Abete. Finisce così, con una condanna lieve per il reato di stalking e un’assoluzione per l’ipotizzato reato di maltrattamenti in famiglia, l’ennesima storia di disagi familiari. Sono parecchie negli ultimi anni, a Sant’Anastasia, le denunce simili e questa è una tipica storia che, tra testimonianze e dibattimento in aula, porta in primo piano le difficoltà relazionali di un’intera generazione e non solo.
I protagonisti sono due trentenni, Carmine C. e Adelaide A. Il 31 dicembre 2015 i carabinieri di Sant’Anastasia notificano all’uomo (assistito dall’avvocato Antonio Abete) un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da colei che fino a poco prima era la sua compagna. Una misura cautelare emessa per i delitti di maltrattamenti in famiglia (art 572 cpp) e stalking (612 bis). Il tribunale del Riesame la conferma, si tiene l’udienza preliminare e il dibattimento in aula comincia a settembre 2016.
La donna si costituisce parte civile nel procedimento e racconta la sua versione dei fatti, quella di circa sei anni di convivenza divenuta impossibile, un rapporto divenuto turbolento a causa di gelosia, inseguimenti, appostamenti, vessazioni e maltrattamenti. La storia tra i due termina ad ottobre del 2015 ma la donna ribadisce in aula che le persecuzioni continuano con appostamenti sotto casa e al lavoro, sms e telefonate fino a culminare con quelle che definisce minacce di morte, l’8 dicembre del 2015. È quello il giorno in cui intervengono i carabinieri, avvisati dalla donna. I militari però, come confermato dalla documentazione esibita in aula dalla difesa di Carmine C. trovano l’uomo non sotto casa della compagna ma in visita ad un ex vicino che conferma. Man mano le testimonianze dei testi, compresa quella di un’amica della «vittima» che avrebbe assistito alle presunte violenze, persecuzioni e minacce, vengono smontate perché è la stessa teste dell’accusa a confermare motivi di astio della donna nei confronti dell’ex convivente, motivi da addebitare ad un tradimento e a litigi causati da entrambi. Le accuse di maltrattamenti cadono, restano però quelle di stalking per cui Carmine C. viene condannato ad un anno di pena sospesa per gli atti persecutori verificatisi nei giorni 26, 27 e 28 novembre 2015 e denunciati appunto il 28. La misura cautelare è stata dichiarata inefficace e a Carmine C. sono stati concessi tutti i benefici di legge.



